Una giornata con CHAGALL… gli olivi di Vence post 1


«Ringrazio il destino, per avermi condotto sulle rive del Mediterraneo».

Marc Chagall

. La riconoscenza di Moishe Shagal, alias Marc Chagall, non era affatto gratuita: il destino ha dovuto rincorrerlo sino ai quattro angoli del mondo, prima di portarlo a Saint-Paul de Vence, nel Sud della Francia. Qui è sepolto oggi, in un piccolo cimitero affacciato sulla riviera e immerso in quel verde unico al mondo i cui profumi, anche volendo, non li dimentichi più e c’è da giurarci che, ovunque sia adesso, lui li senta ancora.

Chagall torna in Francia come:

 «si riscopre una donna amata»,

 per non lasciarla mai più.

E’ il 1946, arriva dall’America dove è approdato nel 1941 fuggendo dalla, guerra e dalle persecuzioni naziste.

E’ il mediterraneo che lo sta conquistando. Nel 1950 ha una casa tutta sua, un magnifico giardino, frutteti e sole: Chagall approda a Vence assieme a Virginia, la domestica badante (che ha una figlia sua e una avuta da Chagall), divenuta nel frattempo amante, ma il sogno della famigliola felice ben presto si infrange.

Virginia lo lascia ma il giorno stesso nell’Aprile del 1952, arriva Vava: Chagall è così: non può fare a meno di una donna per casa.

Vava Brodsky, lo accompagnerà fino alla fine, riportando a casa la mameloshen, la lingua” mamma”, lo yiddish ma anche il russo e i suoi profumi di cucina. 

E’ con Vava, che a poco a poco s’impossessa di lui, lo avvolge di premure, protezione, dominazione e forse anche di amore, che Chagall arriva a St-Paul de Vence, nel 1966.

 Qui resterà fino alla morte, il 28 marzo del 1985: è il luogo del mondo dove il pittore è rimasto più a lungo. Forse, la sua unica vera casa. St-Paul sta diventando una specie di ombelico, anzi di ventre materno, per i grandi artisti dell’epoca.

” Una giornata con Chagall “

Stamattina guardando nella mia vecchia libreria, ho ritrovato un libro di 45 anni fa, 

(costo 1500 lire), lo apro e tra mio grande stupore ho scoperto” la rarità” di una delle poche interviste fatte a Chagall, (e cosa nota quanto Chagall non amasse farsi intervistare).

L’intervista è stata fatta nella sua casa  a Saint Paul de Vence,

 da” Bucci”, noto critico e scrittore, nato e vissuto ad Arezzo, morto qualche anno fa.

“Gli olivi di Vence”

Sono andato a scovarlo in mezzo agli olivi di Saint Paul di Vence, sulle balze di uno dei luoghi più belli della luminosa Provenza,a due passi dal mare senza essere al mare, ma isolato tra verdi e ondulati ripiani, che digradano verso la costa. Il mare è laggiù,

come una sensazione, quasi un’incerto baluginare, di un’azzurrità che si indovina al di là delle creste dei colli, lanose di pini, dietro alle case scure di questi villaggi, che sembrano tagliati direttamente nella roccia colore tabacco. In questa parte della Francia, paradiso casalingo e nostrano, come una sorta di moderno Olimpo si sono rifugiati qui gli ultimi dei del 900.

Ed ora finalmente dopo lunga attesa e faticosi preamboli, , posso parlare e conoscere da vicino uno degli idoli viventi che vivono qui,propio lui Marc Chagall, che sta qui da venti anni, rifugiato dalle molteplici peregrinazioni di una vita movimentata, come a un’ approdo sicuro, disteso, sereno, a distillarsi nella quiete e nel raccoglimento il liquore degli ultimi anni.

La casa è semplice, bianca, mediterranea;quasi anonima. In mezzo ai pini e agli olivi, ci si arriva da un viale che sa di campagna, di sole, con le erba aromatiche e le piante grasse ai bordi.

Si entra, salutati dai cani quasi invisibili, godendo con voluttà del fresco ombroso, come avviene sempre nelle case del Sud, anche se la stagione è ancora dolce e tiepida; siamo in Maggio.

E dentro tutto è bianco come fuori, pulito ovattato, con le poltrone nere di pelle e tanti libri, sparsi sui tavoli, le costole allegre e colorite .

Sulle pareti chiare scaldati dalla luce distesa del Sud,che entra dalle lunghe vetrate aperte sulla campagna, filtrata appena dalla massa trasparente degli ulivi…   i cavalli, i carretti, i contadini, gli angeli, le capre, i soli, la neve, le capanne, i mazzi di fiori con le strisciate rosse, azzurre, verdi, rosate della sua pittura, ci danno il Benvenuto. 

Messi radi così, a respiro, goduti sul passe-par.tout della parete bianca come per un’esposizione montata da un’architetto alla moda, sono un poco distanti, un poco estranei.


E lui non arriva…
Anche i suoi personaggi, il suo mondo, quello dei quadri, non
 riescono ad evocarlo, a farcelo sentire, distesi come sono su tutto
 quel bianco,rasserenati, quasi una decorazione.
“C’est beau”, gli dirò poi mentendo nel parlare della casa, di
 quella luminosa pulizia, di quelle poltrone di pelle nera…”Qui 
c’est trop beau, mi risponderà quasi afflitto_ mais c’est… madame
 Chagall, vous savez!”_ e allarga le braccia, sfumando l’aria
 prima contrita ed afflitta, in un malizioso sorriso da angelo-
diavolo, che fa tornare d’ un tratto Chagall tutti quegli stupendi
 Chagall appesi alla pareti”.


continua… a presto

In 1966, Marc and Vava Chagall left Vence to settle in SaintPaul. They had a big house built 


on the edge of the village, called La Colline, where Chagall could work – for although the 


artis was almost 80 his work was very much in demand! Many of the pictures he painted in 


Saint-Paul are vibrant odes to love: loving couples entwined against calm blue skies, 


surrounded by birds and bunches of flowers, floating over the village and its ramparts.Marc 


Chagall was often to be seen with friends at the Colombe d’Or or the Café de la Place.

Gli amici di SaintPaul de Vence

 e le sue ricette preferite

SOCCA RICETTA

Ingredienti

250 gr di farina di ceci

mezzo litro di acqua

5 cucchiai di olio di oliva buono, molto profumato

1 cucchiaino di sale

pepe da macinino

Con questa quantità vengono due teglie di 32 cm di diametro.

  • In una ciotola mettere la farina, il sale, mescolare, aggiungere 3 cucchiai di olio di oliva, acqua poco alla volta mescolando energicamente con la frusta per evitare i grumi.Si preparera’ cosi’ una specie di pasta con la consistenza della pasta da crepes.
  • Ora riscaldare il forno al massimo, mettere due cucchiai di olio di oliva nella teglia, quando il forno é caldo mettere la teglia e farla scaldare, 3/4 minuti.
  • Togliere la teglia dal forno, mettere circa quattro mestoli di pasta, lo spessore deve essere di circa 3 mm.
  • Mettere in forno, cuocere per 3/4 minuti, forare le bolle se si formano. 
  • Passare il forno in posizione grill e cuocere finche’ la superfice non é bruciacchiata!!!.Cosa che ogni tanto mi riesce facile!!!
  • Togliere dal forno pepare abbondantemente e servire calda con insalata, salumi, formaggi o senza niente solo con un bicchiere di vino!!!
  • Deve esssere bruciacchiata fuori e morbida dentro



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