Un Risotto-Green particolare…dolce, fiorito, piccante e…pieno di salute


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“Lascia di quanto in quanto i sentieri battuti e inoltrati tra i boschi. Troverai certo

qualcosa che non hai mai visto prima.

Probabilmente si tratterà di una piccola cosa,

 ma non ignorarla”.

Alexander Graham Bell  

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Ricetta

Risotto Integrale alla melafiori di calendula e zenzero

con burro all’ortica e caprino all’aglio orsino

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 Ingredienti:

400 g di riso semi-integrale

1 mazzetto abbondante di Silene

15 rametti di pimpinella

60 g di fiori di Calendula

60 g di mela essiccata a quadretti o a fettine sottili

20 g di zenzero essiccato

3 bulbi e foglie di erba cipollina

8 foglie di aglio orsino

3 cucchiai di burro all’ortica e aglio orsino

125 g di formaggio caprino da spalmare 

60 g di formaggio di capra stagionato grattugiato.

 

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2014-10-15 16.59.41burro alle ortiche

come fare:

  1. Tagliare a fettine una mela e lo zenzero e essiccatele in forno.
  2. Raccogliere i fiori di calendula(io la semino nell’orto li faccio essiccare e li metto assieme alla mela e riso e qualche pezzetto essiccato di zenzero chiusi in barattoli ermetici così li posso usare anche in Inverno).
  3. Raccogliere freschissimi e BIO i germogli di Silene.
  4. Tagliuzzare in un tegame antiaderente erba cipollina compreso il bulbo e qualche foglia di aglio orsino aggiungere 4 cucchiai di acqua e 3 cucchiai di succo di mela.
  5. Nella vaporiera fate cucinare lentamente il riso insieme ai pezzetti di mela, i fiori, e lo zenzero a cubetti.
  6. Quando sarà pronto unirlo al composto di erba cipollina e aglio orsino bulbo precedentemente preparato, aggiungere del burro all’ortica(vedi ricetta nel mio post del 18 Marzo su ORTICA ” La Bella Dentro” ) togliete l’acciuga e (se volete) aggiungete le foglie spezzettate dell’aglio orsino, le foglie tolte dai rametti della pimpinella fresca.
  7. 10 minuti prima della fine cottura aggiungere le foglie di silene e far cucinare ancora per 10 minuti.
  8. Preparare le porzioni di riso sul piatto e aggiungere in ognuna 2 cucchiai di caprino 1-2 cucchiaio di formaggio stagionato di capra, pepe 2 rametti di pimpinella per decorare.

 

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Curiosità sul Silene…

La silene ha un fiore particolarmente profondo, con il nettare che si trova fino ad 1,25 cm sotto l”apice dei petali quindi persino le api ne le farfalle notturne dalla lunga proboscide debbano sforzarsi per raggiungerlo. Invece di posarsi i calabroni hanno imparato a forare la base del fiore ed a estrarre il prezioso nettare attraverso l’apertura così applicata( ciò non favorisce l’impollinazione).

Questa pianta mi riporta indietro alla mia infanzia, quando passavo le mie vacanze in campagna, ricordo per divertirci facevamo scoppiettare i fiori chiudendo l’apertura del calice e si schiacciavano sul palmo della mano o sulla fronte, da qui il nome volgare di “scoppietti”.

Curiosità sulla Calendula…

La Calendula Arvensis (nome scientifico) è una pianta che fiorisce tutto l’anno. Questo particolare giustifica il suo nome dal latino “calendae”, che indica che essa è sempre un fiore il primo giorno di ogni mese, mentre Arvensis= campestre è riferito al suo habitat naturale.

Utilizzo i suoi petali freschi per gustose e colorate insalate miste, per aromatizzare il pesce, e secchi come insolita e gradevole alternativa allo zafferano in risotti e minestre.

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La ricetta benessere di Nonsolononna

Olio alla Calendula “fatto in casa”

come fare:

  • Raccogliere una manciata abbondante di petali di calendula, metteteli chiusi in un vasetto mischiato ad uguale quantità di olio di germe di grano ed esponetelo al sole per una quindicina di giorni, esercita un’azione rigenerante sull’epidermide.
  • Io ne metto circa 10 gocce nella mia crema corpo neutra-naturale, e diventa così un ottimo lenitivo per la pelle arrossata e screpolata.

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17 responses to this post.

  1. Bellissimo post e bellissima ricetta! Anch’io da piccino facevo gli “scoppietti” ma non sapevo che la pianta si chiamasse Silene e che fosse pure commestibile!

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    • Ciaooo! si è una delle erbe più prelibate insieme all’ortica ha tanti nomi…bubboli,erba del cucco,schioppettini, stridi è il nome romagnolo, verzini, ma il nome più famoso “carletti” le frittate con lei sono divine, ma anche i ravioli e io aggiungo sempre questa erba alle zuppe di farro,di orzo, squisite.Ora è quasi in fiore ma se la trovi prendi germogli vicino al terreno e provala e stupenda Buona Serata e…alla prossima erbetta. Manuela

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  2. Guardando questo blog sembra di essere immersi nella natura 🙂 complimenti. Ti invito a passare anche da me 😀

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  3. Adoro il tuo modo di utilizzare le erbe.
    Buon sabato!

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    • Grazie per il tuo grazioso commento, mi è molto piaciuta la tua ricetta del pesto al finocchio selvatico…qui non ne trovo così tanto in giro per i campi, allora ne ho piantate 3 piantine nell’orto, prima possibile proverò a farlo, grazie per la ricetta. Buona Serata Manuela

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      • ma figurati, è un piacere condividere le esperienze che si fanno.
        Sai pure io ne ho qualche pianta in giardino e crescono velocemente.
        Una buona domenica!

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  4. stuzzichi il mio palato…ma la voglia di mettermi ai fornelli ancora lontana,non riesco.un abbraccio

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  5. Posted by Lory on 14/05/2015 at 19:14

    Che bella ricetta Manuela e spettacolari sono le tue foto,bravissima

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  6. Come invidio il tuo modo di interagire con le piante selvatiche per ottenere questi risultati, Manuela. Per me è pura magia!

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    • Grazie Silva, per tuo commento delizioso e come dici tu… vivendo a contatto con la natura tutto il giorno entri in simbiosi e ti confesso qualche volta è magia anche per me il risultato di qualche ricetta, le erbe cambiano sapore in base all’ingrediente associato. Un Abbraccio e Buon Venerdì.

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