Nella “CONCHIGLIA INCANTATA” di Piazza del Campo…curiosità, ricette & una romantica serata


            

    16 Agosto…la vita in palio 

 

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P A L I O

Veglia nell’opacità della notte

il cure sospeso del Barbaresco.

Invoca, nelle spente

ore di sonno, il privilegio

del fato imponderabile.

Sul tufo friabile

il rito incessante si ripropone.

Si odiano le avverse contrade
e sognano la vittoria contesa
con esaltazione violenta.
L’animo fiero del cavallo

spasima invano nell’ultimo scarto,
lo splendore di una gloria inebriante.

Scaltro il fantino
mercenario del coraggio, colpisce
implacabile la criniera tenebrosa
e con segreti inganni
la corsa temeraria vince.

 

 

 

 

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… Una giornata particolare a Siena

 


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 Sensazioni di fantino…

 

“Nell’Entrone ( si chiama così) i rumori della piazza sono ovattati, arriva solo un suono basso, come un brusio…poi monti a cavallo e ti affacci, sei travolto e  un’onda di colori, di grida e di caldo ti sommerge

 

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Ma anche io… che a cavallo nella conchiglia incantata di piazza del campo non ci salirò mai, io che vengo qui soltanto per 1 giorno a curiosare…posso capire quell’incredibile emozione quando verso le 7 della sera…il campanone smette di suonare, le voci tacciono e sulla città cade il silenzio assoluto in attesa che il mortaretto annunci…dall’entrone del Palazzo Comunale, l’uscita dei 10 cavalieri.


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Ogni Palio, 10 contrade scendono in piazza e 7 restano a guardare aspettando il prossimo.

Molti devono essere i fattori favorevoli, avere dal destino un cavallo veloce,non si sceglie si ha per sorteggio.

Bisogna sapersi muovere nell’intricato gioco delle alleanze e dei tradimenti, è ammesso ogni patto salvo “vendersi” alla contrada nemica.

E per ultimo trovare “la monta” giusta, un fantino abile e coraggioso, con un grande cuore, forte di gambe e di braccia, i fantini sono detti i “10 assassini”.

 

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Le antiche ricette Senesi…

 

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Le prime usate per produrre panforti e ricciarelli…si lo so che si usa gustarli a Natale, ma ho anticipato, qui a Siena non smettono mai di produrli, nemmeno ad Agosto e in occasione del Palio risplendono profumati nelle vetrine, e non ho resistito nel provare la mia versione di “Panforte” con metodo antico.

 

Sono tornata a casa e con i fichi freschi e secchi e noci ho rispolverato una vecchia ricetta del ” panforte margherita”, sapete perché il nome margherita?

Nacque in onore della regina Margherita di Savoia nel 1879 durante una visita regale a Siena nell’Agosto in occasione del Palio.

L’ inventore fu un famoso speziale, Galgano Parenti, proprietario della più antica fabbrica di panforte che sorse a Siena, che lo preparò e ne fece omaggio alla sovrana.Il Panforte si è sempre fabbricato dal XIII secolo ma solo nel 1829 nacque la prima fabbrica per poter esportare in abbondanza anche fuori dalle mura di Siena. La ricetta che io uso di solito e la stessa che ingiallita è stata trovata nel portafoglio del capofabbrica che da solo faceva le delicate pesate. La ricetta è datata 1880.

 

IL FAMOSO PANFORTE DI SIENA come farlo?

La ricetta di Nonsolononna

 

Panforte margherita

 “ai fichi e noci”

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Io di solito uso questa ricetta con quantità elevata,

preparo poi   piccoli panforti “fatti in casa”, da regalare a Natale.

 2.500 kg di zucchero bianco

3 kg di candito di cedro

0.500 di candito d’arancio

3 kg di mandorle tostate

1 kg di pasta di ricciarelli

1.200 kg di farina bianca

50 g di vanillina naturale a baccelli (finemente tritati)

50 g di cannella Ceylon polvere

30 g di noci moscate in polvere

A questi ingredienti io aggiungo:

1 kg di fichi caramellati

500 g di fichi secchi

600 g di noci spezzettate.

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Sciroppo di zucchero e frutta candita

Come prima cosa, preparo lo sciroppo di zucchero con acqua e aggiungo del miele, metto dentro a questo liquido, la scorza di arancio e il cedro e quando incominciano”a bollire” cioè quando il liquido si impoverisce di zucchero lo tolgo dal fuoco e aggiungo un’ altro sciroppo ancora più concentrato. La frutta non deve più muoversi dentro al liquido, metto la frutta a scolare in un vaso di vetro e tolgo il liquido… quello in eccedenza che rimane in fondo al vaso.

 

 

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 Preparazione del Panforte

come fare:

  1. Scottate le mandorle e i gherigli di noci in acqua bollente, poi pelarli e tritarli, asciugare in forno tiepido.
  2. Mettere al forno le mandorle e farle tostare e tritarle grossolanamente.
  3. Tagliuzzare la frutta candita e la frutta secca ei ricciarelli sbriciolati,  mescolare tutto in una terrina, cospargere con il cacao, aggiungere le spezie, metà della cannella e mescolare bene.
  4. A parte in una casseruola a fondo concavo, meglio se di rame non stagnato, mescolare il miele e 175 g di zucchero a velo e amalgamare bene con l’aiuto di una spatola di legno; tenere sul fuoco molto dolce per 10 minuti, togliere dal fuoco e unire la frutta, girando finché risulti ben incorporata.
  5. Foderare con le ostie una teglia a cerniera leggermente imburrata.
  6.  Versare il composto e livellarlo.
  7. Mettere in forno a calore moderato  120°/160° per circa 30-40 minuti.
  8. Quando è cotto farlo raffreddare, toglierlo dalla teglia e spolverizzarlo con il rimanente zucchero e la cannella in polvere tenuta da parte.
  9. Conservare il luogo asciutto, avvolto in carta da forno.

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E POI ANCORA…

“I RICCIARELLI”

di Nonsolononna

ingredienti

200 g di mandorle spellate

100 g di pinoli

200 g di zucchero

100 g di zucchero vanigliato

2 albumi montati a neve

scorza grattugiata d’arancia

ostie


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Preparazione dei ricciarelli

  • Pestate le mandorle in un mortaio, stessa cosa fate per i pinoli.
  • Passate il tutto in una terrina e aggiungete lo zucchero e lo zucchero vanigliato, gli albumi a neve ben ferma, una spolverata di scorza di arancia grattugiata e mescolate delicatamente.
  • Mettete un po’ d’impasto sulle ostie e lasciate riposare per 6 ore.
  • Infornate a 150° per 15 minuti.
  • Serviteli freddi e spolverati con lo  zucchero vanigliato.


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Piazza del Campo

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piazza del campo

 E’ incupita la torre
e a buon diritto
cova un’ansia liberatrice
di placida quiete.
Lei la Superba
dai gotici sguardi sospesi
nel damasco del cielo.
Ancora si commuove
per l’agonia degli ulivi,
che oltre le mura
fecero posto all’abitato amorfo
sorto a casaccio.
Piccioni imprevedibili frullano
voli fra tartine e caffè.
Incalza il vorticoso giro
del turista, con sosta
al Beauburger tutto compreso.
Corpi discinti
lasciano timbri di sudore
sul logoro impiantito,
coscienza storica
di memori battaglie.
Nuovi conquistatori senza pedaggio
assediano il sacrario – cuore
di natie generazioni.
Ignari delle risse e del sangue
bollente e recidivo
che flusso vivo è sopito
nelle vene pazienti dei senesi.

**

16 agosto

noi 2… una Romantica Serata

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Rendere un’altra persona felice è un’arte che si impara…

 

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Ed eccoci  in mezzo, ad oceani di realtà vissuta che separano l’istante dell’innamoramento, perfetto ed etereo, da una realtà che è diventata vita vissuta. Preziosa, ricca di ricordi e di gratitudine…

 

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<3<3<3…stasera sei felice!

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26 responses to this post.

  1. Un articolo bellissimo, che leggo con infinito piacere dopo due mesi di assenza da WP. Un abbraccio grande

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    • CIAOOO! Enrico che bello…sei tornato, chissà quante belle cose hai da raccontarci, rimango in attesa delle tue splendide poesie. Grazie per i tuoi complimenti tu sai quanto mi fanno piacere 😀 Un abbraccio grande anche a te…e alla prox poesia ❤

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  2. Che felicità ritornare dopo due mesi su WP e leggere il tuo articolo! Un abbraccio grande

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  3. Ciao,volevo chiederti se hai mai fatto liquori o marmellate con l’uva americana. Se si mi puoi per piacere far avere le ricette.grazie e buona serata

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    • sto controllando tra le mie vecchie ricette, qualcosa ho di sicuro… la ricetta della marmellata, presto ti farò sapere cercherô di esssere veloce, Buona Domenica!. Un abbraccio ❤
      grande

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    • eccomi qui a risponderti e ad inviarti un’antica ricetta toscana…

      Ratafia di uva americana

      Con 3 chili di uva americana si preparano circa 2 litri di mosto che a caldo dolcificherai,( anche se l’uva e ben matura) con 400 grammi di fruttosio, cosi si prepara uno sciroppo piuttosto denso, filtrerai accuratamente con un panno e quindi unirai altrettanto volume di alcool di vino a 70°, una presa di vaniglina, pochissimo chiodo di garofano e poca cannella. Fai riposare all’oscuro in vaso tappato per un mese almeno avendo cura ogni tanto di agitare, quindi puoi filtrarlo con carta e sistemarlo in bottiglie x la ratafia sono belle le bottiglie di vetro con disegni in rilievo… (le bottiglie celebri sono quelle di Colle Val d’Elsa ) con questo succo puoi fare gelatine per formaggi, oppure cucinare della frutta da servire con gelato o la stessa frutta usata per decorare crostate, dove aggiungerai anche degli acini freschi.
      Ti manderò presto la ricetta della mia marmellata con uva americana.
      Ciaooo a presto e buon lavoro
      un abbraccio grande<3 Manuela

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  4. Belle foto cara Manuela, anche le ricette del panforte e ricciarelli sono assolutamente da prendere in considerazione!

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    • Ciaooooo! grazieeee per il tuo carinissimo commento, prova a farli e sentirai che sapore…niente a che fare con quelli comprati nei negozi, i miei amici li adorano a Natale regalo questi 😀 Ti abbraccio e..
      Buona Domenica<3<3<3

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  5. Spettacolare il panforte! lo proverò perché amo i fichi più di qualsiasi altro frutto 😀

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  6. Bellissimo post, da leggere con vero piacere, la ricetta dei ricciarelli mi interessa molto, adoro i dolci con le mandorle. Un caro abbraccio

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  7. ho fatto l’università a Siena, ci ho abitato per più di 3 anni e ho un’infinità di ricordi meravigliosi. Quello stemma della contrada dell’Istrice lo vedevo sempre.. io abitavo nella Chiocciola.. mi segno le ricette che son buone da non credere. Bel post!

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    • Grazieeee…per il tuo delizioso commento, abito a 35 minuti da Siena quando vuoi puoi venire a trovarmi e insieme rivivremo qualche tuo bel ricordo…<3 buonanotte

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      • 35 minuti da Siena verso Poggibonsi o verso Grosseto? Io abito vicino a Pisa. Sono tornata sul blog dopo un annetto di silenzio.. mi sembra che prima ci frequentavamo…sbaglio?

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      • 35 minuti verso Arezzo…Allora BENTORNATA, anch’io ultimamente o poco tempo da dedicare al blog …ma tu sei per me un volto già noto<3<3<3 buonanotte Manuela

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  8. Bellissime foto!
    Atmosfera che racconta una storia bellissima e le tue ricette da ripetere, grazie!

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  9. Posted by Dani on 17/08/2016 at 16:24

    Complimenti per le foto , le poesie e le ricette così dettagliate sulla giornata passata a Siena. . . vivo a Siena ormai da tantissimi anni e ho un amore particolare per questa città e tutte le emozioni che dona. Splendida foto delle mani che suonano il tamburo della Chiocciola. . . . ho anch’io un blog sul Palio con una foto simile con le mani e il tamburo di mio figlio. Buona serata, Dani

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    • Ciao Dani, adoro Siena e i suoi abitanti sono orgogliosa di avere ogni anno occasione di vivere insieme a voi questi momenti…dicono tutti che i Senesi in questi giorni sono diversi…io non sono d’accordo, é innato in loro questa signorilità, gentilezza e rispetto che niente li fa cambiare…nemmeno il Palio

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  10. COMPLIMENTI …..CHE FOTO E NON SOLO.

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