IL CHINOTTO…un frutto, una storia & Profumo di Chanel 5


 

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Non c’è caffè dell’epoca che non ostentasse sul bancone  un vaso con un cucchiaio di maiolica (altra tradizione locale): uno dei piccoli vizi che si concedevano gli avventori della Bell’Epoque era quello di attingere il prezioso agrume verde immerso nel Maraschino.

Un piacere quasi sensuale, una complicità che si tramandava di generazione in generazione: prima i profumi e il colore intenso, quindi la buccia che resiste al morso per poi aprirsi alla polpa soda, dove si sposano a meraviglia il dolce e l’amaro.

 

Detto Savonese:

” Pelle dura, Cuore ❤️ tenero”

 

 

 

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Il chinotto di Savona ha un profumo intenso e un equilibrio dolce-amaro tutto particolare…

 

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La sua storia e’ piena di fascino…

Lo importa dalla Cina Meridionale un navigatore di Savona intorno al 500, e la piantò vicino al cimitero antico, lì trova l’ambiente ideale dove crescere rapido, rigoglioso e fruttificare.

La leggenda dice che anche le navi di sua maestà britannica di fermassero qui per far man bassa di questi agrumi così preziosi per evitare lo scorbuto durante la navigazione.

Siamo nel periodo della scoperta delle Americhe e Cristoforo Colombo che viveva vicino a queste zone utilizzava questo piccolo frutto come amuleto per tenere lontano le malattie del mare…e di certo è…

che fino agli inizi del 1900, il chinotto era venduto come medicinale rinvigorente alle marine francesi, inglesi e russe.

Ricetta “Vintage”

Chinotto verde al Maraschino

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  1. Prendete i chinotti, lavateli e asciugateli con delicatezza.
  2. Bucherellateli con un ago da lana, metteteli in un contenitore con dell’acqua, in modo che li sommerga completamente, e lasciateli a perdere l’amaro per un paio di giorni, cambiando l’acqua diverse volte al giorno.
  3. Fate bollire i chinotti per circa 15 minuti a fuoco dolce.
  4. Scolate i chinotti e tuffateli in una pentola con 1,5 litri di acqua in ebollizione, lasciateli bollire per una decina di minuti.
  5. Recuperate i chinotti con una schiumarola e gettate un kg di zucchero nell’acqua, fatelo cuocere fino ad avere uno sciroppo.
  6. A questo punto gettatevi i vostri chinotti, fateli cuocere per due o tre minuti e lasciate riposare il tutto per un giorno.
  7. Togliete i chinotti dallo sciroppo, portate quest’ultimo a ebollizione e gettatevi i chinotti, bollite un paio di minuti, spegnete, lasciate riposare un altro giorno.
  8. Ripetete questa procedura per altre 5 volte.
  9. Alla fine dovrete ottenere i vostri chinotti ricoperti da del denso sciroppo, e, diversamente da altra frutta candita, a questo punto non vanno fatti seccare ma lasciati nello sciroppo.
  10. Appena i chinotti saranno tiepidi unite il liquore scelto allo sciroppo, e versate il tutto in vasetti a bocca larga cercando di fare in modo che siano completamente ricoperti .
  11. I chinotti canditi sono ottimi da servire a fine pasto, oppure con il gelato alla crema per un dessert super

 

 

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Oggi se penso al chinotto:

Mi viene in mente la bibita gassata “Vintage”

dal sapore un po’ amaro e dal retrogusto dolce e delicato che accompagnava i miei pomeriggi domenicali in discoteca 💃.

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Questa bibita sorta nel periodo di guerra, quando l’Italia non poteva più importare bibite.Nacque quindi come bibita “autartica”aggiungendo dello zucchero caramellato per essere simile al colore della Coca Cola, supera indenne la guerra, ricostruzione e boom economico, poi l”eroico chinotto, viene dimenticato per qualche decennio…fino ai giorni nostri dove sembra sia di nuovo in Auge

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qualcosa su di me:

Il chinotto è un piccolo agrume, simile al lime

Questa bibita, priva di coloranti artificiali, da bere freddissima, è molto dissetante. Vi consiglio di provarla in un pomeriggio assolato o sulla spiaggia, ma non provate MAI a berla pranzando o per accompagnare un panino.

Il chinotto è una bibita rigorosamente da fuori pasto.

I chinotti vanno bene anche se sono ancora verdi oppure appena arancioni; se avete una pianta vostra attenzione a non farli maturare troppo perché potreste trovarli secchi all’interno e quindi inutilizzabili.
Di solito si usa Maraschino come liquore ma la raffinatezza assoluta sarebbe il liquore al chinotto.

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Ricetta

Ingredienti per un litro di chinotto

 

 

 

750 ml di acqua minerale gassata

100 g di caffè caldo

50 g di sciroppo di chinotto

50 g di zucchero di canna

Il succo di una arancia spremuta

Il succo di un limone spremuto

Nota: Nelle etichette dei chinotti, o almeno di quelle che veramente derivano dal chinotto, è scritto, tra gli ingredienti “estratto di chinotto”. Essendo questo prodotto praticamente introvabile si può provare a sostituirlo con lo sciroppo di chinotto che, sebbene non comunissimo. 

Procedimento

  • Sciogliete nel caffè lo zucchero di canna. Se il caffè è caldo questa operazione sarà più semplice. Aggiungete anche lo sciroppo di chinotto, mescolando. Quando il tutto è ben amalgamato lasciatelo raffreddare.
  • Mettete in una bottiglia di vetro dotata di tappo ermetico la preparazione precedente a base di caffè e sciroppo di chinotto, il succo del limone, il succo dell’arancia e mescolate, agitando la bottiglia tappata, per amalgamare gli ingredienti.
  • Ora riaprite la bottiglia e versate a filo, inclinandola per evitare che il gas si disperda, l’acqua gassata fino al riempimento della bottiglia stessa.
  • Con un “menarello” sufficientemente lungo mescolate il tutto delicatamente, anche qui per non far perdere troppa anidride carbonica alla preparazione.
  • Tappate ermeticamente la bottiglia e capovolgetela tre o quattro volte, lentamente, per mescolate ulteriormente, quindi mettetela in frigorifero a raffreddare.
  • Dopo circa un’ora potrete assaggiare il risultato del chinotto fatto in casa. Secondo i gusti, poi, potrete modificare la ricetta aumentando o diminuendo un po’ le dosi dei vari ingredienti.
  • Tempo di preparazione: 15 minuti
  • Tempo di raffreddamento: 1 ora

 

Il tratto di costa da Varazze a Finale, con al centro Savona, si rivelò il più adatto per l’acclimatazione di questa pianta sempreverde, alta non più di tre metri che produce dei piccoli frutti verdi tendenti all’aranciato con il progredire della maturazione. Citrus Aurantium, varietà amara, sub-varietà sinensis, dicono i testi scientifici. Insomma il chinotto comune, diverso dal Citrus myrtifolia coltivato prevalentemente in Calabria e in Sicilia, che serve per la preparazione della bevanda. Già perché il piccolo frutto ligure, per via delle sue dimensioni ridotte, all’incirca quelle di un mandarino, e del suo gusto amaro è praticamente immangiabile appena raccolto dalla pianta. Il segreto sta nella buccia, spessa e ricca di elementi aromatici e digestivi.

Un agrume ideale per la canditura: se ne accorsero per primi i francesi che poi – probabilmente per stare più vicini alle migliori zone di produzione – si trasferirono in Liguria. E così, nel 1877, la ditta Silvestre-Allemand si sposta da Apt, cittadina della valle della Durance, in Provenza, dove era in attività da circa un secolo, a Savona.

Inizia così un’epopea, quella del chinotto di Savona, che ha il suo apice fra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.

 

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E poi parliamo di bellezza…

non c’è cosa più fantastica  per la pelle del viso

del mio “tonico al chinotto” 🌹

 

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Profumo di Chanel…

 

 

La storia dice che:

Il Chinotto  di Savona fosse uno degli ingredienti segreti della 1 versione di Chanel n5 . Si proprio quello… l’intrigante profumo notturno di Marylin Monroe

 

Il suo pigiama?

Nuda con solo 2 gocce di CHANEL 5

 

Per Concludere:

I “chinottari” sanno che non ha niente a che vedere con il “chinino” il vero chinotto è fatto con estratti dell frutto dell”agrume Chinotto di Savona il suo luogo natale è quello della Liguria con terreni ripidi di montagna e il mare ai piedi, luoghi di una bellezza unica con nell’aria profumi inebrianti di gelsomino, pitosforo, limoni e appunto il “chinotto”

 

 

 

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Se sei sensibile, non puoi cambiare,
hai una dote rara che ti nasce da dentro,
e la senti in ogni gesto, in ogni parola.
La senti ovunque. Purtroppo.
“Per fortuna” !

 

 

 

 

 

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14 responses to this post.

  1. Gioia, che meraviglia la storia del chinotto!!! Rendi cosi piacevole ogni tuo post così interessante che viene voglia di uscire e andare a comperare I chinotti per provare le tue ricette. Comunque sono un appassionato del chinotto che bevo da sempre. Ma il chinotto al maraschino deve essere delizioso. Grazie e un abbraccio grande.

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    • grazie Enrico per il tuo delizioso commento…il chinotto mi ricorda i miei anni di divertimento, di primi amori e niente pensieri, discoteca la domenica pomeriggio<3 muhhh! che ricordi, bevendolo adesso ha un'altro sapore…di cose diverse, ma comunque piacevoli, mi fa sorridere ogni volta che lo vedo e questo è importante, prova con il maraschino se trovi i chinotti, altrimenti gita a Savona, mica male!!!un abbraccio grande<3

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  2. Non sapevo assolutamente nulla di tutto ciò!

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  3. Articolo davvero esauriente, gradevole e interessante! Per me, quando ero una bambina da aranciata, il chinotto conferiva una connotazione snob a chi lo preferiva a altre bibite. E guardavo con invidia mia sorella, mia madre…aspettando che venisse il mio tempo.

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  4. adoro queste ricettine vintage, e mi è piaciuto molto percorrere la storia del chinotto che sinceramente nn conoscevo, hai fornito un racconto tanto affascinante (dai perfino usato per il chanel nr 5!) che mi ha incuriosito molto…
    brava manuela
    buon we a te
    daniela

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    • GRAZIEEEE! Daniela ha affascinato anche a me la storia, anche perchè con il chinotto sono tornata indietro nel tempo… quando studiare e ballare erano le mie uniche occupazioni, chinotto, discoteca e tante risate ❤ buon sabato, un grande abbraccio<3

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