Archive for the ‘amici’ Category

PASQUA… i preparativi, le uova colorate naturalmente e…un viaggio affascinante nell’ ISOLA di PASQUA


 

   

I suggerimenti di Nonsolononna per colorare naturalmente le uova:

2014-04-19 18.46.222014-04-19 18.45.58

uova colorate applicando prima la foglia secca di cipolla

Prima di colorarle  pulire le uova con acqua e aceto, in modo che il colore venga uniformemente assorbito.

Per la colorazione è meglio utilizzare una vecchia pentola smaltata, perchè a volte i residui di colore sono difficili da eliminare, non usare pentole di acciaio inossidabile perchè a volte i colori possono alterarsi.

Si possono utilizzare sia uova bianche che marroni. Con le uova marroni si ottengono tonalità di colore calde e tenui, mentre su quelle bianche risaltano bene i colori forti e luminosi.

Ecco le mie proposte per le colorazioni naturali:

barbabietola rossabarbabietola uova colorate

ROSSO:
Sbucciare e tagliare 250 g di barbabietole rosse, cuocere a fuoco lento con coperchio per 15 minuti in litro di acqua, filtrare e aggiungere alla miscela 1 goccio di aceto.

nature uovanaturali uova

Si può usare anche te, di vari aromi, frutta, nero, e anche caffè…dove prima ho applicato bucce di cipolla e fili di erba e fiori essiccati.

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GIALLO-VERDE:

Portare a bollitura 100 g di iperico secco in 1 litro di acqua e lasciare cuocere a fuoco lento per 10 minuti.

GIALLO CHIARO:

Portare ad ebollizione  60 g di foglie di betulla secche in 1 litro di acqua e  lasciare cuocere a fuoco lento per 10 minuti.

VERDE:

 Portare a bollitura 100 g di foglie di ortica secche in 1 litro di acqua e lasciare cuocere a fuoco lento per 15 minuti.

per colorare ho usato anche le spezie polverizzate…

 le spezie in acqua con aggiunta di aceto danno colori tenui alle uova

uova nature

 ricetta

Qualcosa di sfizioso delizioso da bere,

durante il brunch di PASQUA

“BOWLE PRIMAVERILE”

per circa 6 litri

800 g di 🍓 fragole

4 mazzetti di menta🍃

16 limette🍈

2 dl di sciroppo all’ibisco e alla malva🌿

2 l di succo di 🍎 mele

4 bottiglie di moscato🍾

8 cl di acqua minerale frizzante

preparazione circa 20 minuti

  1. dimezzare o tagliare in quarti le fragole a seconda della loro grandezza.
  2. Staccare le foglioline di menta dai rametti. Spremerei 8 limette e tagliare le altre 8 a fettine.
  3. Mettere in una caraffa le foglie di menta, lo sciroppo all’ibisco, il succo e le fettine di limetta.
  4. Unire il succo di mele, il moscato e l’acqua minerale a piacere servire con del ghiaccio.

In estate con questo particolare succo faccio i ghiaccioli o succo ottimo per macedonie fresche

e adesso DOPO TANTO LAVORO… tutti in viaggio…un viaggio meraviglioso

nell’ISOLA DI PASQUA E NEI SUOI ENIGMI…

Prima domanda che viene naturale… perché si chiama così:

E quando il navigatore Olandese Jacob Roggeveen scopri l’Isola di Pasqua proprio la domenica di Pasqua del 1722 (da qui il nome)

Nell’Isola di Pasqua non ci sono spiagge immacolate, palme, barriera corallina…non pensiamo alla solita scena tropicale perché l’isola di Pasqua non è così…

L’Isola di Pasqua e come una grande prateria, una terra aspra disturbata spesso dal vento, spoglia oramai disboscata, segnata dai coni di numerosi vulcani, ora spenti e da scogliere nere e contorte, tutt’intorno mare, solo, mare ovunque  si guardi.

Il cielo e’ spesso coperto da nuvole ma quando spariscono e di un celeste intenso e luminoso.

La prima cosa che colpisce e la bellezza selvaggia del paesaggio e un senso misterioso e segreto sull’origine ci avvolge, colpisce questo suo carattere insolito quasi da leggenda, c’è il fascino di una vita un po’ primitiva alimentato anche dalla storia e dall’aspettativa creata dal mistero etnologico e archeologico che circonda l’isola.

Colpa dei giganti di pietra i “MOAI” uno dei fenomeni archeologici più affascinanti del mondo, che l’hanno resa famosa e rappresentano tuttora il simbolo più caratteristico dell’Isola di Pasqua.

Sono enormi e imponenti statue di tufo vulcanico realizzate circa un millennio e mezzo fa, ne esistono oltre 600 in gruppo o isolate, dislocate un po’ dappertutto. S’innalzano verso il cielo come sentinelle, custodi di una storia misteriosa.

Forse volevano simboleggiare la potenza e il prestigio dei clan che li fecero erigere, guardano assorti l’infinito con occhi remoti e impenetrabili, hanno i lobi delle orecchie allungati, il naso lungo e affilato la bocca atteggiata in una smorfia sdegnosa, ma nello stesso tempo infondono serenità. Alcuni portano una specie di cappello di pietra rossa il “PUKOO”. Passandoci accanto si ha la sensazione che ti stanno guardando ma in modo altezzoso, aristocratico. Volgendo lo sguardo al mare ecco la baia di Tongorik, dove I Rapanui costruirono il più imponente dei loro “AHU” oltre 200 metri di lunghezza, questo luogo sembra un palcoscenico per la rappresentazione dei monoliti, un complesso megalattico sacro. Sono eretti con le spalle al mare e rivolti verso i campi, quasi a volerli proteggere durante le coltivazioni.

l’isola e silenziosa atmosfera rilassante e serena l’atmosfera che si respira e di spiritualità, un’oasi  di pace dove i cavalli selvaggi pascolano liberamente ai piedi dei colossi , tra paesaggi solitari e i pochi contadini e pescatori(circa 2800) abitano l’isola e conducono una vita molto semplice, rilassati e cordiali con i visitatori che accolgono con danze e con le caratteristiche e profumate collane di fiori 🌺 l’Isola era anticamente chiamata “RAPA NUI” che significa “grande roccia” nella lingua degli isolani.

Interrogativi e misteri senza risposta

l’origine dei suoi primi abitanti è incerta, rimangono interrogativi aperti , come sono giunti fin qui?.Quali erano le loro credenze e la loro cultura?. Ma soprattutto come hanno potuto realizzare queste altissime statue di pietra scolpite direttamente nella roccia,con capacità e precisione notevoli. Come hanno fatto a trasportarle, così pesanti, dalla cava fino alla costa? Per erigerle su ampie piattaforme.Tutti questi interrogativi rimangono senza risposta è non fanno che accrescere l’interesse per questa civiltà ormai estinta.

una storia iniziata forse nel IV secolo con l’arrivo del re Hotu Maria e proseguita con la colonizzazione dell’isola, la costruzione dei villaggi, l’innalzamento delle statue, tutto ciò ha fatto prosperare l’isola anche “troppo” , il declino inizio proprio con il boom 💥 demografico quando nell’isola abitavano quasi 15000 persone: le risorse naturali e alimentari non bastavano più, causa principale la limitatezza del terreno fertile. Tra i vari gruppi si scatenò la lotta, per il predominio, quindi distruzioni, incendi dei boschi, taglio di 🌲 alberi, quindi niente legname per  costruire le barche per poter lasciare l’isola. L’uomo restò prigioniero in una terra dove non poteva più scappare, non c’erano isole vicine. L’isola più prossima e “Pitcairn” del miticò comandante Blint del Bounthy dista però a 2000 km ad Ovest.

il culto dell’Uomo  Uccello.

a questo punto si sviluppa un nuovo culto, anche per rendere meno cruenta la lotta di potere, il culto dell’Uomo 🦅 Uccello ” Tangora Monu” in polinesiano.Rito e probabilmente rappresentava il desiderio di fuga, di evasione da una situazione insostenibile.Ogni anno dal centro cerimoniale di Orango , a strapiombo sul mare aperto si spiava l’arrivo dei nuovi uccelli sullo scoglio di ” MoTonui, la distanza fra l’isola di Pasqua e lo scoglio non è eccessiva, ma sia il mare grosso, che il movimento delle correnti rendevano questa impresa veramente difficile.

All’arrivo delle rondini di mare, i giovani più forti scendevano a precipizio fra le  rocce Aguzze della scogliera, si tuffavano nelle acque e raggiungevano a nuoto lo scoglio per impossessarsi di un 🥚 uovo. I l primo che riusciva z portarlo fino a Orongo diventava Uomo Uccello 🐦 vale a dire 👑 RE per un Anno, affermando subito il proprio potere su gli altri. Ad Orongo ogni masso è scolpito da bassorilievi simbolici dove compare ossessiva la figura di uomo dalla testa di 🦅 uccello

Dimenticavo:

ricordate di fare uova decorate con le erbe selvatiche e non…un effetto splendido!!!

uova decorate

2014-04-19 18.52.11

 impronte sull’uovo applicando

foglie di erbe spontanee o aromatiche

VERDE-BLU:

Portare a bollitura 60 g di foglie di Malva secche in 1 litro di acqua e lasciare cuocere a fuoco lento per 10 minuti.

Cuocere le uova nel liquido colorato per 10-12 minuti.

Non raffreddare in acqua le uova sode, così durano 2-3 settimane a temperatura ambiente


Il mio regalo di Pasqua:

le tue parole quando mi dici:

” che non avresti potuto amare nessun’altra quanto AMI ♥️ ME”

♥️♥️♥️

“…il tuo corpo è un’ isola segreta
lontana
facciamo che sono un naufrago
mi sveglio sulla spiaggia
è mattina
non ho nessunissimo bisogno
di essere
salvato”

       

Pablo Neruda, Ode al giorno felice

“…Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice”.

Ti auguro di passare una gioiosa  PASQUA<3

je te souhaite de passer de joyeuses PÂQUES

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15 FEBBRAIO…IL MIO AMORE EXTRATERRESTRE…dolcetti, cappuccino e riflessioni con le amiche


E’ PASSATO 1 ANNO…Tutto è come prima x Bea

io però non ho rinunciato ai dolcetti e chiacchiere con le amiche 

***

 

 

“Non credo alle persone che mi ripetono quanto io sia per loro importante e fondamentale ,

credo alle persone che in silenzio scelgono ogni giorno di non andarsene”

SAN VALE

San Valentino il giorno dopo…

15 FEBBRAIO … anche ieri non si è visto era in missione!

E’ una situazione angosciosa nella quale mi dibatto senza via di uscita:

Non so come fare a dire a mio marito che ho intenzione di lasciarlo perché mi sono innamorata di un’ altro uomo…(ma questa è storia vecchia e anche banale si è già verificato e sentito milioni e milioni di volte)…però questa volta è diverso mi sono innamorata di un Alieno, un extraterrestre. Siiiii avete capito bene, un extraterrestre ma non come pensate voi, il mio Lui.. non e tondetto e verde con le antenne al posto degli occhi. E’ in tutto e per tutto uguale ad un terrestre, e dirrei anche un tantino più bello. Il mio Talvaldo mi ha spiegato che loro devono prendere le sembianze degli abitanti del pianeta, che sono incaricati di esplorare. Il nome glielo assegnano sfogliando dei vecchi registri di cui sono venuti in possesso e in questo senso sono rimasti un pochino indietro. Talvaldo mi ha detto che quando Lui torna a casa in licenza sul suo pianeta, d’aspetto è tutto diverso ma non ha voluto entrare nei dettagli per non spaventarmi.

Io ti chiedo: ma se è in tutto uguale a uno di noi, perché tu pensi che sia un’alieno? come fai ad essere cosi sicura?

Mi sono posta anche io questa domanda:

Devi sapere che gli esploratori inviati in giro per l’universo hanno la proibizione assoluta di innamorarsi e di stabilire legami sentimentali duraturi con le donne del posto, ma Talvaldo, appena mi ha visto a perso la testa e ha infranto le regole. Come dargli torto?. Per ridurre al minimo il rischio che i suoi capi vengano a saperlo e lo richiamino in patria, dobbiamo vederci di nascosto e, quando andiamo in giro a comprare cose per Lui, o al Ristorante o in Albergo, pago sempre io. La verità è che quelli che comandano sul suo pianeta li spediscono in giro per l’universo praticamente senza istruzioni, per fortuna Talvaldo fa in fretta ad imparare le nostre abitudini. Gli ho prestato la mia carta di credito e il mio Bancomat vedessi come è diventato bravo a fare i prelievi!.In questo sembra proprio uno di noi. Anche con il nostro cibo a fatto progressi, incredibili in primo tempo era cosi affamato che gli andava bene tutto panini, pizze, focacce, semolini: poi è stata la fase dei piatti tipici e adesso siamo al top, ostriche, champagne e tartufi. Ogni tanto si ritira in una località segreta per compilare e spedire un rapporto. Persino le pile del suo trasmettitore  gliele devo comprare io, è incredibile che li mandano in giro cosi senza mezzi. Qualche volta parliamo del nostro futuro ma Talvaldo mi ha fatto capire con molto tatto che è impensabile, che Lui possa portarmi con sé nel suo viaggio di ritorno, troppo diverse le loro abitudini dalle nostre. 

 Nonostante il fatto, che il nostro Amore non abbia futuro, io vorrei ugualmente dire tutto a mio marito!

Devo inoltre dire che…
Sono innamorata alla follia e non nascondo che coltivo il sogno, che il mio Talvaldo si decida a chiedere asilo politico e
“Rimanga sempre con me”.

Adoro la mia amica Bea che nonostante tutto…

 non ha perso l’ironia.

***

e adesso dolcetti:

il Bacio di Nonsolononna

” Tartufi di castagne e noci pecan”

cappuccino di nataletruggels di san valentino alle noci pecancaffe

Ingredienti

200 g di castagne (marroni sbucciati)

100 g di noci pecan sminuzzate

1 bicchieri di latte

50 g di cioccolato fondente

40 g di burro

70 g di zucchero

1 cucchiaio di estratto di vaniglia

cacao amaro in polvere

2 cucchiai di cognac

  • In un pentolino fare ammorbidire per una decina di minuti le castagne nel latte.
  • A parte sciogliere a bagnomaria il burro con il cioccolato spezzettato.
  • Passare le castagne nel passaverdura o schiacciare con lo schiaccia patate.
  • Sminuzzate finemente le noci pecan, aggiungerle al composto di castagne.
  • Alla purea ottenuta aggiungere lo zucchero a velo.
  • Il cioccolato fuso e l’estratto di vaniglia, profumare con il cognac.
  • Mescolare il composto ottenuto con una spatola, il composto deve essere morbido e omogeneo.
  • Se è troppo asciutto, ammorbidirlo con 1 o 2 cucchiai di latte.
  • Far raffreddare il composto in frigorifero per almeno mezz’ora, coperto con una pellicola trasparente.
  • Prendere un pò di impasto con 1 cucchiaino e formare delle palline del diametro di 2,5 cm circa usando i palmi delle mani, passarle nel cacao e metterle nei pirottini  di carta.
  • Si conservano in frigo, coperti per 3-4 giorni.

 

Financiers ai pistacchi e mandorle

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ingredienti

 per circa 12 mini financiers

100 g di burro

3 bianchi d’uovo

100 g di zucchero a velo

25 g di mandorle sminuzzate finemente

1 cucchiaio di miele

125 g di pistacchi sminuzzati

 come fare:

  •  Accendete il forno a 180°
  • Fate fondere il burro in un pentolino fino a quando scoppietta e odora di nocciola
  • Battete a schiuma i bianchi d’uovo, aggiungete lo zucchero vanigliato, la farina, le mandorle, i pistacchi e mescolate.
  • Suddividete l’impasto in piccoli stampi per muffins in silicone o in pirottini di carta e aggiugere se volete anche qualche frutto piccolo, lamponi o mirtilli.
  • Fate cuocere per 15 minuti sfornare e lasciare intiepidire.

 

io ho te…nella mia vita<3<3<3

2013-12-02 17.40.44

e tanti romantici momenti insieme…<3 

AMORE e ancora AMORE…una serata tra amici, riflessioni…dolcetti e Vinsanto


Non ho tempo per odiare chi mi odia.. sono molto impegnato ad

amare chi mi ama..

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“Una Serata tra Amici”

riflessioni di Nonsolononna

bevanda glaciale calda

 45 anni… tempo di bilanci

” Mancano pochi giorni a San Valentino non avrò accanto nessuna con cui festeggiarlo. Da tanto tempo non accade e non…accadrà adesso che ho compiuto 45 anni. Eppure non voglio restare solo, e per reagire ho deciso di scrivere una,
” Lettera ad una sconosciuta”, è la prima che scrivo, mai prima di adesso ho scritto una lettera e mai ne ho ricevute, oggi ho deciso di rimediare scrivendo ad una lettrice senza nome”
 

“Lettera d’ Amore ad una sconosciuta” 

” Non ti conosco ma sei nel mio cuore come attesa, attesa d’amore.
Sapessi quanto ti ho cercata e quanto ti ho sognata.
Saprò riconoscerti quando verrai  e sarà possibile se mi aiuterai.
Ci restano ancora tanti anni da vivere insieme ed è con te che vorrei condividere la mia vita, nella gioia nel dolore, in salute, in malattia…
Sarà una storia bellissima, vedrai.
Non ci lasceremo mai.
La mattina ci scopriremo vicini guardandoci negli occhi, con la testa sui cuscini, e quando saremo lontani ci penseremo a vicenda, dialogando in silenzio, condividendo la musica delle parole e il colore delle figure.
Aiutami ti prego a scoprirti ed ad Amarti.
Vieni accanto a me, stiamo vicini, mettiamo all’unisono il battito del nostro cuore, ora e per sempre Amore”.
mi chiedo…
Quante possibilità ci sono di incontrare una donna che condivida la sensibilità e il romanticismo del mio amico Pedro?
( cosa ne pensate?) 

*** 

 

Biscotti e Vinsanto

 

2014-11-11 14.43.412014-11-09 15.39.202015-02-01 21.24.252014-11-11 14.45.142014-11-09 15.39.102014-11-11 14.43.51

 

Biscotti giganti di Avena e Uvetta

 

2014-11-09 15.40.11

ingredienti per circa 15 pezzi

180 g di farina integrale

60 g di farina di avena macinata fine

60 g di zucchero di canna

1 pizzico di sale

1 cucchiaio di lievito in polvere

2 cucchiai di olio di oliva

100 g di burro

60 g di uvetta

50 g di nocciole tostate e sminuzzate

1 uovo sbattuto

(se volete potete aggiunger anche 2 cucchiai di cioccolato amaro

con 4 gocce di estratto di vaniglia)

come fare:

  • Preriscaldare il forno a 190°.
  • Imburrate diverse placche.
  • Mettete farina, avena, zucchero, nocciole, vaniglia e cioccolato,sale e lievito in una ciotola e amalgamate bene
  • Incorporate il burro e olio, fino ad ottenere un impasto che si sbriciola.
  • Unite l’uvetta, poi l’uovo e mescolate finché il composto diventa morbido.
  • Stendetelo su una superficie infarinata formando uno strato spesso 3-4 mm
  • Ritagliate con un taglia biscotti anche smerlato ma grande di circa 6-7 cm e trasferite le rondelle sulle placche.
  • Impastate gli avanzi e ripetere l”operazione fino ad ottenere circa 15 biscotti.
  • Cuoceteli in forno per 15-20 minuti finché diventano color nocciola.

Intreccio d’amore al Vinsanto

2014-11-09 15.38.50

ingredienti circa 30 pezzi

250 g di farina

1 pizzico di sale

120 g di fruttosio

100 g di mandorle polverizzate

180 g di burro a pezzetti

2 cucchiai di olio di oliva

3 tuorli

1 bicchierino di Vinsanto

qualche goccia di essenza di mandorle.

sale rosa  grosso

 come fare:

  • Setacciate la farina e sale in una ciotola, mescolatevi zucchero e mandorle polverizzate
  • Formate una fontanella al centro.
  • Mettete burro, tuorli, olio do oliva, essenza di mandorle. vinsanto
  • Delicatamente con la punta delle dita impastare e incorporare gradualmente la farina e le mandorle polverizzate, fino ad ottenere una pasta morbida e omogenea.
  • Avvolgetela nella pellicola trasparente e mettete in frigo per 30 minuti.
  • Preriscaldare il forno a 180°C.
  • Dividete la pasta in pezzi grandi quanto una noce, formate dei rotolini sottili lunghi 12,intrecciateli.
  • Mettete l’intreccio ottenuto in nelle placche da forno non imburrate.
  • Cuocete in forno per 15 minuti, finché prendono leggermente colore, spolverizzare con sale grosso rosa.

” Cuori ai frutti della passione”

Ingredienti per circa 20 pezzi

per la pasta:

120 g di burro

50 g di zucchero grezzo finissimo

1 uovo sbattuto

qualche goccia di essenza di vaniglia

220 g di farina semigrezza

30 g di farina gialla

1/2 cucchiaio di lievito in polvere

1 pizzico di sale

come fare:

  • Preriscaldare il forno a 180°, imburrate le placche da forno
  • In una terrina lavorare burro e zucchero finché diventano cremosi.
  • Unite l’uovo poco alla volta, l’essenza di vaniglia quindi, attraverso un setaccio, gli altri ingredienti, amalgamateli con un cucchiaio di legno, poi lavorateli a mano fino a ottenere una pasta morbida.
  • Stendetela su una superficie infarinata finché avrete una sfoglia spessa 3mm.
  • Ritagliate la pasta usando una forma a cuore.
  • Trasferite i cuori nelle placche e cuocete in forno per 15 minuti.

2015-01-31 17.13.052015-01-31 17.22.022015-01-31 17.29.552015-02-01 19.12.34

per farcire:

60 g di burro

120 g di zucchero al velo setacciato

1 tuorlo

qualche goccia di essenza di vaniglia

come fare:

  • Tagliare i frutti della passione a metà e spolpateli con 1 cucchiaino.
  • Passate la polpa in un colino di nailon a trama fitta, facendo pressione con il dorso di un cucchiaio: otterrete circa 8 cucchiai di succo
  • Lavorate burro e zucchero al velo in una ciotola fino ad avere un composto cremoso.
  • Poi aggiungere il succo dei frutti poco alla volta, mescolando.
  • Farcire i cuoricini con questa crema formando dei piccoli sandwich.

 

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Ci siamo incontrati perché doveva succedere, e anche se non fosse stato quel giorno,
prima o poi ci saremmo sicuramente, incontrati da qualche altra parte…”
(Haruki Murakami, Norwegian Wood)

 

AMORE e ancora AMORE…una serata tra AMICI, riflessioni, dolcetti e Vinsanto


Non ho tempo per odiare chi mi odia.. sono molto impegnato ad

amare chi mi ama..

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“Una Serata tra Amici”

riflessioni di Nonsolononna

bevanda glaciale calda

 45 anni… tempo di bilanci

” Mancano pochi giorni a San Valentino non avrò accanto nessuna con cui festeggiarlo. Da tanto tempo non accade e non…accadrà adesso che ho compiuto 45 anni. Eppure non voglio restare solo, e per reagire ho deciso di scrivere una,
” Lettera ad una sconosciuta”, è la prima che scrivo, mai prima di adesso ho scritto una lettera e mai ne ho ricevute, oggi ho deciso di rimediare scrivendo ad una lettrice senza nome”
 

“Lettera d’ Amore ad una sconosciuta” 

” Non ti conosco ma sei nel mio cuore come attesa, attesa d’amore.
Sapessi quanto ti ho cercata e quanto ti ho sognata.
Saprò riconoscerti quando verrai  e sarà possibile se mi aiuterai.
Ci restano ancora tanti anni da vivere insieme ed è con te che vorrei condividere la mia vita, nella gioia nel dolore, in salute in malattia…
Sarà una storia bellissima, vedrai.
Non ci lasceremo mai.
La mattina ci scopriremo vicini guardandoci negli occhi, con la testa sui cuscini, e quando saremo lontani ci penseremo a vicenda, dialogando in silenzio, condividendo la musica delle parole e il colore delle figure.
Aiutami ti prego a scoprirti ed ad Amarti.
Vieni accanto a me, stiamo vicini, mettiamo all’unisono il battito del nostro cuore, ora e per sempre Amore”.
mi chiedo…
Quante possibilità ci sono di incontrare una donna che condivida la sensibilità e il romanticismo del mio amico Pedro?
( cosa ne pensate?) 

*** 

Biscotti e Vinsanto

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Biscotti giganti di Avena e Uvetta

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ingredienti per circa 15 pezzi

180 g di farina integrale

60 g di farina di avena macinata fine

60 g di zucchero di canna

1 pizzico di sale

1 cucchiaio di lievito in polvere

2 cucchiai di olio di oliva

100 g di burro

60 g di uvetta

50 g di nocciole tostate e sminuzzate

1 uovo sbattuto

(se volete potete aggiunger anche 2 cucchiai di cioccolato amaro

con 4 gocce di estratto di vaniglia)

come fare:

  • Preriscaldare il forno a 190°.
  • Imburrate diverse placche.
  • Mettete farina, avena, zucchero, nocciole, vaniglia e cioccolato,sale e lievito in una ciotola e amalgamate bene
  • Incorporate il burro e olio, fino ad ottenere un impasto che si sbriciola.
  • Unite l’uvetta, poi l’uovo e mescolate finché il composto diventa morbido.
  • Stendetelo su una superficie infarinata formando uno strato spesso 3-4 mm
  • Ritagliate con un taglia biscotti anche smerlato ma grande di circa 6-7 cm e trasferite le rondelle sulle placche.
  • Impastate gli avanzi e ripetere l”operazione fino ad ottenere circa 15 biscotti.
  • Cuoceteli in forno per 15-20 minuti finché diventano color nocciola.

Intreccio d’amore al Vinsanto

2014-11-09 15.38.50

ingredienti circa 30 pezzi

250 g di farina

1 pizzico di sale

120 g di fruttosio

100 g di mandorle polverizzate

180 g di burro a pezzetti

2 cucchiai di olio di oliva

3 tuorli

1 bicchierino di Vinsanto

qualche goccia di essenza di mandorle.

sale rosa  grosso

 come fare:

  • Setacciate la farina e sale in una ciotola, mescolatevi zucchero e mandorle polverizzate
  • Formate una fontanella al centro.
  • Mettete burro, tuorli, olio do oliva, essenza di mandorle. vinsanto
  • Delicatamente con la punta delle dita impastare e incorporare gradualmente la farina e le mandorle polverizzate, fino ad ottenere una pasta morbida e omogenea.
  • Avvolgetela nella pellicola trasparente e mettete in frigo per 30 minuti.
  • Preriscaldare il forno a 180°C.
  • Dividete la pasta in pezzi grandi quanto una noce, formate dei rotolini sottili lunghi 12,intrecciateli.
  • Mettete l’intreccio ottenuto in nelle placche da forno non imburrate.
  • Cuocete in forno per 15 minuti, finché prendono leggermente colore, spolverizzare con sale grosso rosa.

” Cuori ai frutti della passione”

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Ingredienti per circa 20 pezzi

per la pasta:

120 g di burro

50 g di zucchero grezzo finissimo

1 uovo sbattuto

qualche goccia di essenza di vaniglia

220 g di farina semigrezza

30 g di farina gialla

1/2 cucchiaio di lievito in polvere

1 pizzico di sale

come fare:

  • Preriscaldare il forno a 180°, imburrate le placche da forno
  • In una terrina lavorare burro e zucchero finché diventano cremosi.
  • Unite l’uovo poco alla volta, l’essenza di vaniglia quindi, attraverso un setaccio, gli altri ingredienti, amalgamateli con un cucchiaio di legno, poi lavorateli a mano fino a ottenere una pasta morbida.
  • Stendetela su una superficie infarinata finché avrete una sfoglia spessa 3mm.
  • Ritagliate la pasta usando una forma a cuore.
  • Trasferite i cuori nelle placche e cuocete in forno per 15 minuti.

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per farcire:

60 g di burro

120 g di zucchero al velo setacciato

1 tuorlo

qualche goccia di essenza di vaniglia

come fare:

  • Tagliare i frutti della passione a metà e spolpateli con 1 cucchiaino.
  • Passate la polpa in un colino di nailon a trama fitta, facendo pressione con il dorso di un cucchiaio: otterrete circa 8 cucchiai di succo
  • Lavorate burro e zucchero al velo in una ciotola fino ad avere un composto cremoso.
  • Poi aggiungere il succo dei frutti poco alla volta, mescolando.
  • Farcire i cuoricini con questa crema formando dei piccoli sandwich.

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Ci siamo incontrati perché doveva succedere, e anche se…
non fosse stato quel giorno,
prima o poi ci saremmo sicuramente, incontrati da qualche altra parte…”
(Haruki Murakami, Norwegian Wood)

 

L’OLIO” NOVO”: Elisir di lunga vita & Dono Divino…la mia ricetta “primo sapore”


Dove argilla magra e ghiaia nei campi spinosi,

siano allietati dal bosco di Pallade, dagli olivi longevi”.

 

 

così scriveva Virgilio nel secondo libro delle Georgiche, testimoniando come già questa pianta fosse antica al suo tempo. 

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…pecula bina novo spumantia lacte quot annis

craterasque duo statuam tibi pinguis olivi…

…ogni anno ti donerò latte spumeggiante 

e due otri di buon olio di oliva

(Virgilio)

 

Da Omero desumiamo che al suo tempo erano presenti molte piantagioni d’ulivo nell’aria Mediterranea dal poeta greco Lisia ci è giunta la splendida orazione del 396 a.C. intitolata

” per l’ulivo sacro” 

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Le origini dell’olio d’oliva

Secondo antiche leggende che ad ogni evento riuscivano a dare spiegazioni magiche e divine, l’ulivo fu creato da Atena dea della guerra e della saggezza, la leggenda narra che: Zeus stabilì che la terra sarebbe stata donata a chi tra gli dei avesse presentato il dono più utile all’umanità. Poseidone scagliando il tridente contro una roccia, fece sgorgare acqua di mare, a significare il suo gesto il potere sul mare degli Ateniesi. Atena invece percosse la terra ordinandole di produrre un albero nuovo e meraviglioso e all’istante nacque l’ulivo. Zeus affermò che miracolo più utile non si sarebbe potuto immaginare e diede il nome di Atena alla città di Atene, decretando la Dea vincitrice…Nell’Odissea fu proprio la dea a offrire ad Ulisse una fiala di olio di oliva, che le ridonò vigore e bellezza.

il mito e affascinante, ma non giusto nei confronti di altre zone dell’Asia Minore dove l’ulivo apparve spontaneamente prima che in Grecia nell’altopiano Iraniano, la Siria e la Palestina sono infatti le terre originarie di questo albero.

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Numerosi reperti archeologici ci parlano dell’ulivo, datandone la presenza a 3000 anni prima di Cristo. Dalle zone originarie dell’Asia la pianta si propagò successivamente in Egitto, nelle Isole Greche, Rodi, Creta.

Un po’ di storia…

Una promessa divina…

Adamo, a più di 900 anni e sentendosi ormai prossimo alla fine, si ricordo le parole divine della cacciata dal paradiso terrestre: Dio gli aveva promesso il perdono e l’olio di misericordia. Perché la promessa potesse realizzarsi, Adamo inviò in Paradiso uno dei propri figli, che ritornò con 3 semi donatigli da Dio e prelevati dall’Albero del bene e del Male. Da questi 3 semi nacquero sul Monte Tabor, tre alberi: il cedro, il cipresso e l’olivo.

Per gli antichi era un dono divino…

Alcune fonti fanno risalire l’uso dell’olio già in età preistorica, ai tempi dell’Homo erectus: nel Nord dell’Africa sono state scoperte alcune pitture rupestri raffiguranti degli uomini che sfoggiano sul capo ramoscelli d’ulivo.

 Per gli egizi fu la dea Iside a rivelare le proprietà dell’olivo agli uomini e a insegnargli l’arte di fare l’olio.

esportato nell’impero…

L’olio era coltivato anche dagli Etruschi, ma furono i Romani che lo esportarono in tutte le aree dell’Impero ( Francia, Spagna, Portogallo) e che ne perfezionarono la lavorazione e il commercio. Pare che sotto il regno di Costantino (IV secolo d.C) a Roma esistevano circa 2300 distributori che fornivano ai cittadini l’olio per cucinare ma anche per i massaggi ma anche la cura del corpo alle terme.

La cultura dell’olio fu però messa a dura prova dalle invasioni dei barbari, estimatori del burro: dopo la caduta dell’impero romano furono i Benedettini che salvarono la tradizione continuando a produrre l’olio nei monasteri fino al Rinascimento, quando la coltivazione raggiunse il suo massimo sviluppo.

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OLIO NOVELLO…il primo sapore

Come il vino, anche l’extra vergine di oliva, celebra a novembre, il nuovo raccolto con l”olio novello…l”olio novello è semplicemente un extravergine frutto della spremitura delle prime olive maturate. Generalmente viene presentato non filtrato e quindi dall’aspetto ” velato” va consumato preferibilmente nell’arco di qualche mese, così da poterne apprezzare al meglio le componenti del gusto ” dell’olio appena franto”, il fruttato, il piccante e l’amaro.

 

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Ricetta

Ravioli di Ribollita e Pecorino

“all’olio novo”

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ingredienti

pasta all’uovo ” fatta in casa”

(farina 400 gr, 4 uova, sale, olio extra vergine di oliva)

ribollita

(zuppa fondamentalmente a base di cavolo nero e fagioli cannellini)

pane raffermo toscano

pecorino di Pienza stagionato

farina di semola

olio extra vergine di oliva

timo, rosmarino e salvia

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come si preparano:

  • Iniziare preparando la pasta: fare la fontana con la farina, al centro rompervi le uova, mettere i sale e l”olio
  • Impastare bene il tutto e lasciare riposare almeno un’ora.
  • In una padella mettere delle fetta di pane toscano raffermo con ‘olio e fare ammorbidire mescolandole insieme alla zuppa precedentemente preparata.
  • Aggiungere l’olio precedentemente aromatizzato con rosmarino, timo e salvia. Fare freddare
  • Mentre la zuppa si fredda, stendere la pasta all’uovo in una striscia lunga e sottile, inumidire con un pennello la superficie della sfoglia e con un tagliapasta premere leggermente sulla sfoglia in modo tale da lasciare l’impronta.
  • Al centro dell’impronta depositare con un cucchiaino un poca di zuppa fredda e sopra il pecorino tagliato in piccoli cubetti.
  • Posare sopra l’altra sfoglia e fare aderire benne.
  • Con il tagliapasta ritagliare i ravioli e disporli su di un vassoio spolverizzato con la farina di semola (per non fare attaccare i ravioli).
  • Cuocere i ravioli in acqua bollente e salata facendo sciogliere il pecorino all’interno.
  • Servire caldi con olio tiepido aromatizzato con salvia e aggiungere una spolverata di pecorino e pepe nero

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l’Ulivo albero immortale

Ulivi Famosi…

 

 

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Ulivo di Ulisse

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Ulivo di Platone

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Ulivo della strega Magliano

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3 Ulivi Giardino Getsemani

Come oro contro il cancro…

Un recente studio del Karolinska Istitute di Stoccolma ha rivelato come l’olio extra vergine di oliva possa agire a livello genetico possa tutelare  chi ne fa uso dal cancro al colon-retto, Adeguate quantità di olio extra vergine di oliva nell’alimentazione riducono le alterazioni genetiche legate a ciò che si mangia, prevenendo la diffusione dei tumori e di altre patologie diffuse come obesità e diabete.

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Le  proprietà dell’Olio extravergine di oliva…

Un po’ di olio di oliva purché extra vergine, e via la ruggine dal cervello…che perciò rimane vispo e lucido fino a tarda età. Bastano 3 cucchiai al giorno corrispondente a circa 30 gr (270 calorie)per contrastare l’azione deleteria dei radicali liberi molecole che ossidano le cellule comprese quelle celebrali insomma le fanno arrugginire. L’olio extra vergine contiene infatti una percentuale dal 65-85% di acido oleico, un grasso monoinsaturo, ed è ricco di sostanze, come i tocoferoli, (o vitamina E) e i polifenoli che hanno azione antiossidante. Ma l’olio extravergine non salva solo la testa dalle ingiurie degli anni, ma protegge anche il resto del corpo dato che i radicali liberi minano la salute di tutte le cellule. Il nostro organismo sintetizza da solo l’acido oleico” ma per ottenere dei benefici è opportuno aumentare i livelli assumendolo con gli alimenti: la sua azine energetica e di costruzione dei tessuti può così esplicarsi alla grande”.

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Accanto al frusciare
del cereale, tra le onde del vento sull’avena,
l’ulivo
dal volume argentato,
stirpe austera, nel suo ritorto cuore terrestre:
le gracili ulive
lucidate dalle dita che fecero la colomba
e la chiocciola marina:
verdi, innumerevoli, purissimi picciuoli
della natura, e lì negli assolati
uliveti, dove
soltanto cielo azzurro con cicale e terra dura
esistono, 
il prodigio, la capsula perfetta
dell’uliva che riempie
il fogliame con le sue costellazioni:
più tardi i recipienti, il miracolo,
l’olio.
Io amo le patrie dell’olio, gli uliveti
di Chacabuco in Cile, al mattino
le piume di platino
forestali contro la rugosa cordigliera,
ad Anacapri, là su, nella luce tirrena,
la disperazione degli ulivi,
e nella carta d’Europa,
la Spagna,
cesta nera di olive
spolverata di fiori d’arancio
come da una ventata marina.
Olio,
recondita e suprema condizione della pentola,
piedistallo di pernici, chiave celeste della maionese,
delicato e saporito sulle lattughe
e soprannaturale nell’inferno
degli arcivescovili pesciprete.
Olio,
nella nostra voce, nel nostro coro,
con intima mitezza possente
 tu canti:
sei lingua castigliana:
ci sono sillabe di olio, ci sono parole
utili e profumate
come la tua fragrante materia.
Non soltanto il vino canta, anche l’olio canta,
vive in noi con la sua luce matura
e tra i beni della terra io seleziono,
olio,
la tua inesauribile pace,
la tua essenza verde,
il tuo ricolmo tesoro che discende
dalle sorgenti dell’ulivo.

Pablo Neruda

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IO ❤ TE e…il NOSTRO olio

Con gli ultimissimi GIRASOLI: ” in ogni angolo della mia casa bouquets di GIRASOLI”: infusi, oli e ricette di Nonsolononna


 

Con gli ultimi girasoli rimasti incolti ai bordi delle strade, ecco i miei bouquets, oli e infusi da conservare per il rigido inverno…

 

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Portami tu la pianta che conduce dove sorgono bionde trasparenze e

vapora la vita come essenza: Portami il girasole impazzito di luce”

Eugenio Montale

 

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Molto affascinante è il mito che parla dell’origine del girasole…

Secondo quanto riportato da Ovidio nelle Metamorfosi, la ninfa acquatica Clizia si innamorò di Apollo dio del sole, senza esserne corrisposta. 

Clizia tentò invano di guadagnarsi l’amore del dio e rassegnata iniziò a passare le giornate a seguire il corso  del carro del Sole nel cielo, piangendo e senza toccare cibo. 
Fu a quel punto che Zeus, mosso da compassione, dopo nove giorni trasformò la fanciulla in un fiore che, inclinandosi, seguì per sempre il corso del sole.

 

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ANEDDOTI E CREDENZE:

 per i cinesi è uno dei simboli dell’immortalità,  cibo dell’immortalità. Per gli antichi popoli americani era il simbolo del sole e ornava gli abiti e il capo di sacerdoti e sacerdotesse durante le cerimonie dedicate  al dio.

 

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Portami il girasole ch’io lo trapianti

nel mio terreno bruciato dal salino,

e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti

del cielo l’ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,

si esauriscono i corpi in un fluire

di tinte: queste in musiche. Svanire

è dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce

dove sorgono bionde trasparenze

e vapora la vita quale essenza;

portami il girasole impazzito di luce.

 

(Eugenio Montale, Ossi di seppia, 1925

 

Parte interna del girasole

 

I fiori di Van Gogh…Il Sole in faccia

 

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A tavola con Van Gogh…

A pochi km a Nord di Parigi c’è una cittadina suggestiva,  Auvers-sur -Oise e conosciuta e molto famosa perché qui si visita l’ultima dimora di Vincent Van Gogh e si può mangiare al suo tavolo. Nell’Auberge Ravoux , ogni dettaglio e stato ristrutturato proprio come allora nel 1890.

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Nella piccola stanza non entrano più di 5 persone e qui dove Van Gogh nel 1890 a trascorso poco più di 2 mesi dipingendo forsennatamente 70 quadri in 70 giorni prima di suicidarsi in uno dei campi che circondavano il villaggi di Auvers -sur- Ose, 30 km a nord di Parigi. C’era venuto su consiglio dell’amico pittore Camille Pissarro e la modesta locanda, 3 franchi e mezzo al giorno pasti compresi, era tutto quanto si poteva permettere. Oggi l’edificio è diventato un museo e un piccolissimo ristorante.

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In questa locanda è tornato di moda il rito dell’assenzio…

nella sua versione innocua che una “specialità della casa”, versato sullo zuccherino

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come farsi l’Assenzio in casa…

 

1/2 litro di alcool a 95° *

4 cucchiai (quelli grandi) di artemisia absinthium *

4 cucchiai (quelli grandi) di semi di anice *

1 cucchiaino di semi di finocchio *

1 cucchiaio (quelli grandi) di anice stellato 1 cucchiaino di coriandolo 4 bacche di cardamomo 1 cucchiaino di maggiorana 2 cucchiaini di radici di angelica tagliati 1/2 noce moscata( * elementi comuni ad absinthe commerciali

procedere così…

  • macerare per una settimana l’artemisia nell’alcool dopo avere agitato x 10 minuti filtrare con il classico fazzoletto di carta aggiungere gli altri componenti,
  • dopo averli pestati in un mortaio agitare e lasciare macerare x un altra settimana filtrare con il classico fazzoletto di carta aggiungere 250 cc di acqua per abbassare la gradazione alcoolica al momento della miscelazione con i 250 cc di acqua
  •  con lieve aumento della temperatura il liquido dopo 7 giorni è quasi totalmente trasparente verde chiaro con un deposito sul fondo della bottiglia che butto via
  • il sapore migliora con il tempo con il rituale classico, il colore è bianco modesto, e dopo alcuni secondi tende a diventare trasparente stranamente, viste le proporzioni il sapore dell’anice è meno forte e si sente un sapore simile alla liquirizia…si tratta dell’angelica altra cosa che metto in evidenza è, rispetto ad altre ricette, la quantità bassa di semi di finocchio.

 

versato poi nei bicchierini chiamati “bugiardi”

si chiamano così perché fanno tanta scena ma contengono poco

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Ricetta

“dell’Auberge Ravoux”

“Zuppa di pesce con Pastis”

 

zuppa di pesce

 ingredienti per 4 persone

per la zuppa

2 cucchiai di olio di oliva

1 cipolla piccola tagliata a strisce sottili

2 spicchi di aglio schiacciati

200 g di finocchio tagliato a strisce sottili

200 g di zucchine tagliate a bastoncini sottili

300 g di pomodori privati dei semi e tagliati a dadini

40 g di fondo di pesce

80 g di brodo di pesce

600 g di filetti di pesce ( merluzzo, salmone, scorfano,cozze)

tagliati a dadi  grandi circa 2 cm e mezzo

1/2 dl di liquore d’anice ( ad esempio pastis)

sale e pepe a piacere

1/2 mazzetto di basilico tagliato finemente.



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preparazione

  • Scaldare l’olio in una pentola.
  • Far rosolare cipolla e aglio. Unirvi finocchio e zucchine, far cuocere per ca. 5 min.
  • Versarvi fondo e brodo, portare a ebollizione, abbassare la temperatura.
  • Coprire e far cuocere a fuoco medio per ca. 5 min, abbas­sare la temperatura.
  • Aggiungere pomodori e filetti di pesce, coprire e far cuocere e fuoco basso per ca. 5 min.
  • Versarvi il Pastis, condire.
  • Distribuire la zuppa nei piatti, cospargere con il basilico.

 

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Nessuno dei fiori circostanti voleva stargli vicino, così lui era sempre solo e triste ma non si lamentava mai. Per consolarsi e dimenticare la sua infinita tristezza, trascorreva le sue giornate guardando il sole, e, per vederlo meglio, si era allungato verso l’alto e si girava per seguire il sole nei suoi spostamenti nel cielo.

Un giorno il sole si accorse di quello che faceva questo strano fiore, così decise di conoscerlo e gli si avvicinò. Il fiore gli raccontò di essere disprezzato dagli altri fiori e non gli nascose la sua tristezza e la sua solitudine.

Il sole, commosso da questa triste storia, abbracciò il fiore che diventò di un colore giallo oro e divenne il più alto di tutti gli altri.

Il sole decise di diventare amico di quel fiore e lo chiamò “Girasole“.

 chicche su di me…

 

  • Sono un fiore che ha origini antiche: nell’America settentrionale sono stati trovati resti di questo fiore che risalgono a tremila anni prima di Cristo. 
  • Gli Indiani d’America mi consideravano una pianta sacra in quanto consentivo all’uomo di farne molteplici usi.
  • In Perù sono l’emblema del Dio Sole. 
  • E’ dal Perù che io  venni per la prima volta importato in Europa.
  •  fui apprezzato dal Re Luigi XIV, il Re Sole e durante l’età vittoriana, in Gran Bretagna, venni disegnato su stoffe, inciso nel legno, forgiato nei metalli; 
  • Oscar Wilde volle me come simbolo del movimento estetico che lui stesso aveva fondato.
  •  In Italia, poeti come Eugenio Montale e Gabriele D’Annunzio mi hanno elogiato nei propri versi.
  • Nelle opere di Van Gogh la presenza mia è ricorrente.
  • Il mio significato, nel linguaggio dei fiori, è di allegria e orgoglio.
 

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 PREPARAZIONI

IInfuso: 

40 g di petali essiccati in un litro di acqua bollente, usando un recipiente di terracotta. Lasciare in infusione un quarto d’ora, filtrare, berne 4 tazzine al giorno.

Infuso di semi: 

20 g di semi torrefatti in un litro d’acqua bollente per un quarto d’ora, filtrare e bere a tazzine nel corso della giornata.

Decotto di semi: 

bollire per 20 minuti un pugno di semi in un litro d’acqua, filtrare e bere nel corso della giornata.

Olio di semi:

 si acquista già pronto, di ottima qualità, per la preparazione di unguenti per massaggi.

Tintura di foglie:

macerare per una decina di giorni 20 g di petali o foglie essiccati e sminuzzate in 80 g di alcol a 60°. Filtrare e conservare in boccette di vetro scuro con contagocce. La dose consigliata è di 10-20 gocce prese 2-3 volte nel corso della giornata.

Vino medicinale: 

macerare per 15 giorni 40 g di fiori e foglie essiccati in un litro di ottimo vino bianco secco. Filtrare e berne due bicchierini al giorno.

 

BELLEZZA

 

Massaggi nutrienti per il corpo:

 l’olio è ricco di vitamina E, oltre a contenere sostanze benefiche per la pelle. Mescolare un bicchierino di olio di semi con quattro gocce di olio essenziale di rosmarino, mescolare e usare per massaggiare il corpo. Potete usare anche olio di ginepro e di cipresso per le zone eventualmente colpite dalla cellulite.

Altri usi:

 l’uso di masticare semi di girasole è noto, nelle insalate si impiegano i semi appena germogliati. I germogli chiusi, teneri e senza peli, si mangiano bolliti e ripassati al burro, oppure grigliati e conditi con olio e sale. L’olio è usato per lo più per le fritture e per la conservazione del pesce in scatola, dei vegetali in vasetto, entra nella composizione delle margarine.

Con il midollo fibroso dei gambi si prepara una carta dal particolare effetto anticato. I petali bolliti danno un bel colore giallo nella tintura delle stoffe. Con i gambi essiccati e bruciati si ottiene un concime ricco di potassio. I gusci dei semi dei girasoli dati alle gallina fanno aumentare la produzione delle uova.

Coltivare la pianta vicino alla casa significa ridurne l’eventuale umidità.

 

 

linguaggio dei fiori…

poiché si volge sempre al sole, ciò che il sole è per lui, tu sei per me!

 

dedicata a te…

“GIRASOLE”  di Giorgia 

E come un girasole giro intorno a te

che sei il mio sole anche di notte

tu non ti stanchi mai tu non ti fermi mai

 con gli occhi neri e quelle labbra disegnate

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  tu non mi basti mai prendimi l’anima 

 e non mi basti mai muoviti amore sopra di me 

 e come un girasole io ti seguirò

e mille volte ancora ti sorprenderò

e come un girasole guardo solo te

quando sorridi tu mi lasci senza fiato

e come un girasole giro intorno a te

che sei il mio sole anche di notte

e metti le tue mani grandi su di me

mi tieni stretta così forte.

Con un poco di Rabarbaro, qualche Pera e gli ultimi Fiori di Gelsomino…la “PEARS PIE” di NonsoloNonna


 

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L’ incantesimo

Seducente è
il tuo profumo,
gelsomino
della notte misteriosa.

Con dolcezza di seta
accarezzi
l’aria trepida
e mite.

Dolce è
il ricordo che evochi.
Ancora più
dolce è
il sogno che provochi.

Edwin Agustìn Lozada
(da Sueños anónimos, 2001)

 

2015-07-08 18.12.17

Non potevo lasciare cadere gli ultimi fiori di gelsomino senza regalarmi questo delizioso dolcetto, anche perchè l’unico albero di pere che se ne sta a rami aperti  tutto il giorno contro l’assolato muro quest’anno è stato più generoso del solito…ed ecco che la mia cena sotto la pergola ha avuto come ingrediente principale le succulente pere…l’ispirazione per l’antipasto l’ho avuta dalla cara e fantasiosa amica blogger Silva, per il primo piatto sono da anni famosi i miei straccetti fatti in casa alle  pere e pecorino di Pienza e il dolce ecco qua la sorpresa! sorpresa anche per me l’ho inventato oggi…ho aperto il frigo e avevo ancora del rabarbaro e qualche vasetto di marmellata di uva spina e basta UN POCO DI ZUCCHERO….e

 

La mia ” PEARS PIE “ è pronta…

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ingredienti

1 pasta sfoglia tonda

1 mezzo bicchiere di marmellata di uva spina

30 g di mandorle a scaglie 

4 grandi pere mature

1 manciata di fiori di gelsomino

succo di sambuco

2 cucchiai di miele alla lavanda

zucchero semolato

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come fare…

  1. Zuccherare i fiori di gelsomino e lasciare asciugare per qualche ora. (vedi mio post delle violette zuccherate)
  2. Pennellare i fiori con miele diluito in acqua prima di passarli nello zucchero.
  3. Stendere dentro una tortiera di cm 24 la pasta sfoglia, sul fondo mettere la marmellata di uva spina e le mandorle a scaglie.
  4. Mettere 5 minuti in forno fino a quando la sfoglia non avrà preso il classico color caramello.
  5. Mettere in una casseruola 2 cucchiai di uva spina, il miele alla lavanda e una bustina di vanillina e diluire con succo di sambuco, sciogliere il tutto e unire le pere tagliate a fettine con la buccia. 
  6. Cuocere per 10 minuti (a 2 minuti dalla fine aggiungere il rabarbaro).
  7. Togliere dal forno la torta e posizionare le pere e il rabarbaro precedentemente preparati sul fondo della tortiera.
  8. Spennellare la frutta con la marmellata di uva spina e spolverare con zucchero di canna, cuocereper 25 minuti a 5 minuti dalla fine togliere la torta dal forno e posizionare sopra i fiori di gelsomino precedentemente zuccherati, spolverare ancora i fiori con zucchero fine.
  9. Rimettere in forno per qualche minuto …voilà la pears pie è pronta

 

 

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IL GELSOMINO NOTTURNO

Giovanni Pascoli

2016-05-31 20.44.15

E s’aprono i fiori notturni,

nell’ora che penso a’ miei cari.

Sono apparse in mezzo ai viburni

le farfalle crepuscolari.

Da un pezzo si tacquero i gridi:

sola una casa bisbiglia.

Sotto l’ali dormono i nidi,

come gli occhi sotto le ciglia.

Dai calici aperti si esala

l’odore di fragole rosse.

Splende un lume là nella sala.

Nasce l’erba sopra le fosse.

Un’ape tardiva sussurra

trovando già prese le celle.

La Chioccetta per l’aia azzurra

va col suo pigolìo di stelle.

Per tutta la notte s’esala

l’odore che passa col vento.

Passa il lume su per la scala;

brilla al primo piano: s’è spento…

È l’alba: si chiudono i petali

un poco gualciti; si cova,

dentro l’urna molle e segreta,

non so che felicità nuova.

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Curiosità

La poesia “Gelsomino notturno” fu composta da Giovanni Pascoli per le nozze dell’amico Raffaele Briganti e vi è raffigurato il tema dell’unione dei due sposi e del conseguente germogliare di una nuova vita. Nei versi è presente una metafora sessuale delicatissima. Il gelsomino notturno è fiore che si apre di notte e di giorno si chiude. Il simbolismo pascoliano si esprime nel rapporto tra il fiore e la donna, il fiore fecondato grazie alle farfalle notturne che ne trasportano il polline è metafora della donna resa madre nell’unione con il compagno.
L’elemento della narrazione è affidato a delle immagini e il poeta coglie il mistero che palpita nelle piccole cose della natura. Si accorge che la notte, quando tutto intorno è pace e silenzio, vi sono fiori che si aprono e farfalle che volano. Una vita inizia quando la vita consueta cessa. L’ora della vita notturna è anche un’ora di malinconia per il poeta che prova un senso di esclusione.
Il binomio vita e morte è evidente ai versi 1-2 (immagine dei fiori notturni e il ricordo dei familiari defunti), al verso 4 (farfalle crepuscolari simbolo sia di vita che di morte) al verso 12 (nascere dell’erba sulle fosse), al verso 23 (l’urna, elemento funerario, è metafora del ventre femminile, generatore di nuova vita).

 

 

 

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e il mondo mi si rivela, colmo di bellezza…

 

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Che, alle volte, scene dimenticate da molto tempo, apparentemente senza nessun movente, all’improvviso ci tornino alla memoria con molta vivacità, può, in molti casi, avvenire perché sentiamo un tenue profumo, percepito quasi inconsapevolmente, come allora. È noto, infatti, che gli odori risvegliano facilmente i ricordi, e dovunque al nexus idearum basta un’occasione sia pure assai insignificante.

ARTHUR SCHOPENHAUER, Parerga e Paralipomena

 

 

 

 

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