Archive for the ‘attualità’ Category

8 Marzo…la mia cena energetica con le amiche e …NON SOLO


 Amo le Donne

Amo le donne che 1000 anni fa

da poeti erano amate e celebrate.

Amo le città le cui mura vuote

piangono le famiglie reali di tempi remoti.

Amo le città che risorgeranno

quando dell’oggi non vivrà più nessuno.

Amo le donne -snelle, meravigliose,

che ancora non nate riposano nel grembo degli anni.

Assomiglieranno allora con le loro bellezze

pallide come le stelle alle bellezze dei miei sogni.

Hermann Hesse

8 Marzo di NONSOLONNA dedicato a Rosa Parks

” Hanno detto che non mi sono alzata perché  ero stanca”

al Termine di una giornata di lavoro, ma non è vero, ero stanca si ma solo di continuare ad arrendermi

1 Dicembre 1955:

…io ancora non ero nata, il 4 febbraio 1913, nasceva a Tuskegee in Alabama Rosa Parks, una grande donna che con un piccolo gesto, divenne l’icona della lotta per i diritti civili dei neri d’America


All’epoca della nascita di Rosa, l’Alabama aveva una forte connotazione rurale, legata alla produzione di cotone che lo rendeva uno dei comuni più poveri d’America. L’emancipazione della popolazione di colore, poco meno della mt`à degli abitanti dell’Alabama, ma considerata infferiore sul piano sociale e d economico, aveva creato forti tensioni razziali con i bianchi che avevano in mano le leve del potere politico.

Nel 1943 Rosa è protagonista di un banale evento.Le ordinanze cittadine sulla segregazione razziale imponevano allae persone di colore, al momento di salire sull’autobus di accedere dalla porta anteriore per pagare il biglietto, poi scendere ancora per entrare dalla porta posteriore nell’area lloro riservata. Rosa si attiene a queste disposizionii, ma quando sta per risalire, il conducentte James Blake e chiude la pora in faccia e ripparte, quindi Rosa è obbligata a tornare a casa sotto la pioggia.

Una cattiveria che in seguito avrà conseguenze di ampia portata


 

La sera del 1 dicembre 1955. Rosa Parks sale sull’autobus che deve riportarla a casa e si siede nell’area riservata ai passeggeri di colore. Qualche fermata e l’autobus, si riempie di passeggeri bianchi ed alcuni restano in piedi. Il conducente allora sposta di un paio di file il cartello dei posti riservati ai bianchi, come la legge di allora consentiva e Rosa si trova cosî seduta in un’area vietata. Il conducente le intima di alzarsi e di cedere il posto. Rosa lo guarda e riconosce James Blacke, lo stesso che 12 anni prima l’aveva lasciata a piedi in una sera di poggia. Rosa rifiuta di alzarsi e Blake chiama la polizia, viene arrestata. Esce il giorno dopo su cauzione ma nel frattempo è cominciata la protesta, coordinata da un giovane attivista che sta muovendo i primi passi, nella lotta non violenta contro i pregiudizi raziali, il reverendo Martin Luther King. Rosa paga anche una multa di 10 dollari, ma parte anche il boicottaggio dei mezzi pubblici da parte delle persone di colore. La proposta ebbe un adesione massiccia così gli autobus per mancanza di persone restano parcheggiati nei depositi per mesi e le finanze di queste società vengono messe in ginocchio.  La protesta finisce quando la corte suprema degli Stati Uniti, il 13 Novembre 1956, dichiara illegale la segregazione raziale sui mezzi di trasporto pubblico. Rosa muore serenamente il 24 Ottobre 2005, all’età di 92 anni. Viene onorata con i funerali di stato e la sua salma viene esposta a Washington, rotonda del Campidoglio.

“ROSA E’ LA PRIMA DONNA E LA SECONDA PERSONA DI COLORE A RICEVERE  QUESTO TRIBUTO”.

Penso che se…Obama è stato il 44 presidente degli Stati Uniti lo deve molto anche a lei, a quel piccolo e banale gesto di quella lontana sera di Dicembre del 1955.

Leggendo ciò mi dispiace solanto di non avere avuto l’onore di conoscerla…e sogno di averla avuta come amica.

I tempi sono cambiati molto, il razzismo esiste ancora, chissà quante cose avremmo potuto ancora oggi raccontarci…

Bene e adesso  festeggiaamo questo 8 Marzo!

 

Scuola di cucina energetica…

oggi 8 Marzo solo per donne

 
La cucina energetica si basa sul principio della dietetica cinese, sulla suddivisione dei 5 sapori, acido, amaro, dolce, piccante e salato.
I 5 sapori sono associati agli organi corrispondenti e li sostengono nelle loro funzioni.
La cosa più importante per me è... e rimane il piacere di mangiare, l’amore per il cibo e la consapevolezza che mangiando non si placa solo la fame, ma si nutre l’interezza:

 

Elemento fuoco e il sapore(amaro)

 

Tortino di verdure tenere marinate

all’anice, chia e nocciole

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Ingredienti per 4 porzioni

4 cipolle

olio di oliva extravergine

30 g di burro

250 g di pasta a sfoglia

300 g di carotine piccole

300 g di rape piccole

300 g di fagiolini teneri

150 g di cicoria

50 d di brodo di pollo

semi di chia

  • Sbucciare e tagliare a fettine sottili le cipolle, fatele cuocere a fuoco lento con 2 cl di olio di oliva e 30 g di burro per 30 minuti. Riponete al fresco.
  • Ritagliate 4 dischi di pasta a sfoglia di 12 cm ciascuno, bucherellateli con una forchetta, cuocetela in forno a 190°, 5 -10 minuti.
  • Sbucciate e lavate le verdure.
  • Fate bollire il brodo di pollo con l’anice verde tritato nel mixer, lasciate in infusione per 15 minuti e mettere da parte.
  • Cuocere tutte le verdure in un poco di olio e burro utilizzando tegami diversi.
  • Fate cuocere le carotine con olio e burro insieme a timo, alloro e cardamomo, salate e pepate.
  • Aggiungere l’anice tritato e poi il brodo all’anice.
  • Lasciare cuocere per 10 minuti circa.
  • Bollire i fagiolini.
  • Stendere uno strato di cipolle sui 4 dischi di pasta sfoglia e ricoprire con le verdure, spolverare con mandorle tritate finemente e chia.
  • Questi tortini possono essere consumati caldi o freddi, come antipasto, o contorno al pesce.

 Elemento acqua è il sapore (salato)

Petto di anatra al cardamomo

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Ingredienti

piccola anatra

3 lamelle di zenzero fresco

2 cucchiaini di salsa di soia

1 cucchiaino di salsa di ostriche

125 g di cardamomo tostato

( poi passato nel mixer per ottenere una polvere fine)

3 cucchiai di fecola di patate

 1 presa di zucchero semolato

6 foglie di cipolletta da 3 cm ciascuna

1 albume

1 ciotola di arachidi tostate.

14 nocciole tostate  e sminuzzate

olio per friggere

2 prese di sale

come fare:

  • Lavare l’anatra e asciugatela.
  • Cuocere la carcassa perfettamente pulita in 2 l di acqua per 2 ore con lo zenzero in modo da ottenere una tazza di brodo.
  • Scaldate il brodo in una casseruola, aggiungervi la salsa di soia, la salsa di ostriche, 1/2 cucchiaino di cardamomo in polvere e 1/2 cucchiaino di fecola di patate per ottenere una salsa non troppo densa.
  • Prendere soltanto i filetti dell’anatra, tagliare diagonalmente ogni filetto in fettine sottili da 1 cm, mescolate le fettine con 1 presa di sale, 1 presa di zucchero semolato, 1/2 cucchiaino di fecola, 1 cucchiaino di cardamomo in polvere e fare marinare per 20 minuti.
  •  Arrotolate ogni fettina con una foglia di cipolletta.
  • Dividere gli involtini in 2 gruppi da destinare a 2 cotture diverse.
  • Fate cuocere il primo gruppo di involtini a fuoco lento per 3 minuti.
  • Mescolare l’albume con la fecola rimasta, 1 presa di sale, 1 presa di zucchero e 1/2 cucchiaino di cardamomo in polvere.
  • Passate il secondo gruppo di involtini in questo preparato, quindi ricopriteli di arachidi e nocciole tritate e infine friggeteli in olio.

 

 

  1.  il salato va ai  reni e alla vescica
  2. l’amaro va al cuore e all’intestino tenue.

 

 

 Elemento legno è il sapore (acido)

Spaghetti di zucchine con gamberoni e  lime

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 ingredienti

Cosa Raccogliere :

2 spicchi di aglio sminuzzati

1 tazza di mandorle sbucciate e sminuzzate

50 g di pecorino di Pienza

1 mazzetto di foglie di basilico tritato

1 mini mazzetto di foglie di prezzemolo tritato

12 foglie di menta

40 g di aglio orsino

1/2 tazza di olio extra vergine di oliva

4 cucchiai di succo di lime

24 code di gamberi medi lessati e puliti

4 zucchini lunghi di media grandezza.

sale e pepe bianco

Preparazione  del pesto

 15 minuti 

Sminuzzare l’aglio orsino e l’erba cipollina e passatelo nel mortaio con mandorle e pecorino. Incorporate olio, succo di limone e sale. Condite con pepe al limone.

 

MACCHINA PER ZUCCHINI SPACHETTI2015-03-04 12.46.07aglio orsino2015-03-04 12.45.35

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come mettere sul piatto…

  • Dopo avere preparato gli spaghetti di zucchine, (con la macchina per verdure), lessare i gamberi e passarli in un filo di olio con 1 cucchiaio di pesto e 1 cucchiaino di succo di lime.
  • Mettere sopra al piatto gli spaghetti di zucchine e condirli con i gamberi al pesto caldi, spolverare con abbondante pecorino di Pienza stagionato e 3 foglioline di basilico e 2 menta.

 

 Crostata alle more

con crema ai frutti della passione 

zenzero grattugiato

Elemento metallo e il sapore (piccante)

2014-09-07 15.02.35torta di more2014-09-09 13.43.332014-09-07 14.56.132014-09-09 15.20.50

Le more sono state raccolte da me a Settembre, e poi conservate sotto zucchero e un po’ di grappa, il raccolto era abbondante così ho potuto fare anche una deliziosa marmellata di more…

Ingredienti per la pasta

120 g di burro

60 g di zenzero grattugiato

50 g di zucchero grezzo finissimo di canna

3 uovo sbattute

qualche goccia di essenza di vaniglia

220 g di farina semigrezza

30 g di farina gialla

1/2 cucchiaio di lievito in polvere

1 pizzico di sale

Come fare:

  • Preriscaldare il forno a 180°,imburrate le placche da forno
  • In una terrina lavorare burro e zucchero finché diventano cremosi.
  • Unite le uova poco alla volta, l’essenza di vaniglia, lo zenzero grattugiato finemente, ( è questo l’ alimento piccante importante) quindi, attraverso un setaccio, gli altri ingredienti, amalgamateli con un cucchiaio di legno, poi lavorateli a mano fino a ottenere una pasta morbida.
  • Stendetela in una tortiera con spessore di 5 mm.

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Ingredienti per la crema

8 frutti della passione

200 g di burro

180 g di zucchero al velo setacciato

3 tuorlo

250 g di panna montata

qualche goccia di essenza di vaniglia

  Come fare la crema

  • Tagliare i frutti della passione a metà e spolpateli con 1 cucchiaino.
  • Passate la polpa in un colino di nailon a trama fitta, facendo pressione con il dorso di un cucchiaio: otterrete circa 12 cucchiai di succo
  • Lavorate burro e zucchero al velo in una ciotola fino ad avere un composto cremoso.
  • Poi aggiungere il succo dei frutti poco alla volta, mescolando
  • Infine aggiungere al composto la panna montata
  • La crema fredda è pronta da mettere sopra alla pasta frolla soltanto se tiepida,  circa 10 minuti prima di servirla.

come preparare la torta

  • Mettere le more qualche minuto a cuocere nello zucchero a velo,( DEVONO RIMANERE DURE) toglierle e lasciarle intiepidire.
  • La pasta frolla e le more devono essere tiepide, unica cosa fredda la crema ai frutti della passione e panna. 

***

Per la ricetta dolce ho ribloggato il “ mimosa cupcake”, nel post dell’ 8 Marzo 

dell’ amica blogger Pamela, sono belli da vedere e  saranno sicuramente buonissimi…

 

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 la ricetta potete cliccarla sul post di https://cucinaconpamela.wordpress.com/

  1. l’acido va al fegato e cistifellea
  2. il dolce va alla milza e allo stomaco
  3. il piccante va ai polmoni e al colon

 

 

AUGURI

CARE AMICHE

 

 

 

e adesso…parliamo di vacanze

VILLA CEPPETO in Toscana

puoi trovarla nel sito http://www.bestoftuscany.com

 

Cosa NON  mi è piaciuto di Villa Ceppeto?

essere dovuti rimanere lì solo pochi giorni…

Appena arrivi la stupenda vista sul villaggio Medievale di Monte San Savino ti fa immedatamente esclamare ” Eccoci in Toscana”

Villa Ceppeto è eccellente, ogni luogo della struttura vi farà sentire in un vostro angolo riservato, situata al centro di una proprietà di 7 ettari (70.000mq) con 750 olivi che le fanno da cornice.

Il tesoro di Villa sorge in un luogo strategico della Val di Chiana, dalla quale si puo raggiungere i luoghi piû suggestivi della Toscana, quei luoghi raffigurati nei quadri di Leonardo da Vinci, Botticelli, Pier della Francesca. Situata ai confini del Chianti, a 30 minuti da Siena, 10 minuti da Arezzo e Cortona, 1 ora e 1/2 da Asssi, 1 ora da Orvieto e Firenze.

La Villa è costiuita da 3 stupendi e curatissimi  appartamenti , La Limonaia, Il Granaio, Il Fienile in ognuno di essi sentirsi a proprio agio non è un lusso.

Ci sono 4 camere matrimoniali, dalle finestre di ognuna di queste si può ammirare la stupenda vista sul villaggio medievale di Monte San Savino, 4 bagni con doccia idromassaggio e bagno turco, 3 cucine completamente attrezzate, 2 barbecue, ogni appartamento ha un’area esterna  per rilassarsi e cenare in completa privacy.

A Villa Ceppeto la Privacy è assicurata e luogo ideale per famiglie, amici, cerimonie, luna di miele.

La piscina immersa nella verde del parco tra profumi di piante stagionali , canti di uccelli, i rintocchi melodiosi delle campane.

gode anch’essa della vista spettacolare su Monte San Savino uno dei villaggi più belli della Val di Chiana.

La cordialità e cortesia dei proprietari e la squisitezza delle deliziose torte preparate da Manuela, faranno del vostro soggiorno una vacanza indimenticabile.

 

possibilita di affitto anche solo appartamento da 2 -4-6 persone

per informazioni : manuelatoscana@gmail.com

 

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La cucina ai tempi di DANTE…e Beatrice suo grande AMORE


 

Dove DANTE era di casa…

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 Firenze ha quella che io definisco “Cucina Forte” ma, allo stesso modo ” Vivace” di sapore e di sostanza e dal punto di vista sperimentale e in continuo movimento..in evoluzione

Qualche esempio? in Via Ghibellina c’e il famoso Giorgio Pinchiorri, dove nacquero Michelangelo( il genio a 360 gradi e il grande esploratore Giovanni Verrazzano, almeno 1 volta nella vita dovreste assaporare i suoi Paccheri alla crema di ceci con polvere di cardamomo e ostriche fritte e per scegliere il vino da quella che viene definita ” La cantina più bella al mondo”.

e poi.. andiamo al Cibreo dove uno sformatino di ricott a piccante e un carciofo sott’olio diventano storie eterne.

All’Ora d’Aria ci si può deliziare con la sua “Pappardella al Ragù di finocchina con fondente di porri brasati al Chianti.

Al Santo Bevitore il massimo di degusta con i suoi “ Pici al colombaccio con fave di cacao“.

Poi immancabile fare un salto alla Bottega del Buon Caffê ex gastronomia dove puoi ancora trovare il vero pane Toscano cotto a legna  e il suo famoso Cappelletto di piccione burro e timo.

Alle Murate invece si mangiano ” Le Pappardelle al  al ragù d’Anatra come agli Uffizi sotto agli affreschi e con la presenza di Dante Alighieri di cui sono stati rinvenuti documenti, che aleggia nel locale.

 

 

 

Dante in cucina…

Nel periodo in cui Dante Alighieri visse a Firenze, verso la fine del XIII secolo, la città stava raggiungendo un ottimo tenore di vita civile e culturale. Il benessere economico aveva creato i presupposti per uno sviluppo della cittâ anche in senso artistico e culturale: Firenze divenne uno dei centri della cultura del secolo e vi troviamo studiosi e poeti che diedero vita al ” dolce stil novo”. Anche scultori e pittori e architetti giunsero nella città del giglio per iniziare opere d’arte uniche al mondo, che ancra oggi ammiriamo prima fra tutti Giotto.

Le donne fiorentine divennero famose non solo per la loro bellezza, ma anche per la loro eleganza, portavano abiti dai tessuti unici, si nitrecciavano i capelli con perle e reticelle dorate, e oltre a farsi bionde con un procedimento esclusivo, e a curare la pelle con creme particolari per averle bianchissime, prima di uscire spolveravano sul viso della finissima e impalpabile polvere d’oro che proveniva dalla limatura del prezioso metallo.

Anche la cucina…divenne più ricca e raffinata:  e lo zucchero di canna;dalla Sicilia arrivavano le mandorle, la frutta candita e lo zucchero di canna;dall’Oriente le profumatissime spezie. I meracti fiorentini ben organzzati, erano ricchi di prodotti, che ognii giorno arrivavano freschi dal “contadino”, in particolare ortaggi, pollame, uova e formaggi.

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 Ricetta del…

Panpepato

quello ai tempi di Dante

(ripresa esattamente da un libro di cucina di quel periodo)

 


 ingredienti

400 gr di miele scuro

500 g di farina integrale

1 bustina di lievito da dolci

1/2 bicchiere di Vin Santo

100 gr di uvetta sultaniina

100 gr di datteri sgusciati e sminuzzati

40 gr di cedro candito a pezzetti

40 gr di mandorle tritate

1 cucchiaio di semi di coriandolo

1 cucchiaio di spezie miiste finemente tritate

(cannella, pepe, nooce mooscata, chiodi di garofano)

come fare:

  • Portare ad ebollizione il miele con 1/2 litro di acqua, i semi di coriandolo e e spezie
  • Metre a bagno l’uvetta nel Vin Santo.
  • Quindi impastare la farina e il lievito con l’acqua, il miele, l’uvetta, il vino, i datteri, le mandorle, e il; lavorare iltutto, finché non sia ben amalgamato.
  • Metterlo iin una teglia e passarlo nel forno caldo, cuocere per circa 40 minuti a 180°.

 

 

 

 

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Cosa so su Dante…

 



Non sappiamo niente della sua data di nascita ma è dei gemelli lo dice lui stesso nel Paradiso(XXII 106-120)

La dolce donna dietro a lor mi pinse
con un sol cenno su per quella scala,
sì sua virtù la mia natura vinse;                102

né mai qua giù dove si monta e cala
naturalmente, fu sì ratto moto
ch’agguagliar si potesse a la mia ala.                105

S’io torni mai, lettore, a quel divoto
triunfo per lo quale io piango spesso
le mie peccata e ‘l petto mi percuoto,                108

tu non avresti in tanto tratto e messo
nel foco il dito, in quant’io vidi ‘l segno
che segue il Tauro e fui dentro da esso.                111

O gloriose stelle, o lume pregno
di gran virtù, dal quale io riconosco
tutto, qual che si sia, il mio ingegno,                114

con voi nasceva e s’ascondeva vosco
quelli ch’è padre d’ogne mortal vita,
quand’io senti’ di prima l’aere tosco;                117

e poi, quando mi fu grazia largita
d’entrar ne l’alta rota che vi gira,
la vostra region mi fu sortita.                120

 

A voi divotamente ora sospira
l’anima mia, per acquistar virtute
al passo forte che a sé la tira.                123

«Tu se’ sì presso a l’ultima salute»,
cominciò Beatrice, «che tu dei
aver le luci tue chiare e acute;                126

e però, prima che tu più t’inlei,
rimira in giù, e vedi quanto mondo
sotto li piedi già esser ti fei;                129

sì che ‘l tuo cor, quantunque può, giocondo
s’appresenti a la turba triunfante
che lieta vien per questo etera tondo».                132

Col viso ritornai per tutte quante
le sette spere, e vidi questo globo
tal, ch’io sorrisi del suo vil sembiante;                135

e quel consiglio per migliore approbo
che l’ha per meno; e chi ad altro pensa
chiamar si puote veramente probo.                138

Vidi la figlia di Latona incensa
sanza quell’ombra che mi fu cagione
per che già la credetti rara e densa.                141

L’aspetto del tuo nato, Iperione,
quivi sostenni, e vidi com’si move
circa e vicino a lui Maia e Dione.                144

Quindi m’apparve il temperar di Giove
tra ‘l padre e ‘l figlio: e quindi mi fu chiaro
il variar che fanno di lor dove;                147

e tutti e sette mi si dimostraro
quanto son grandi e quanto son veloci
e come sono in distante riparo.                150

L’aiuola che ci fa tanto feroci,
volgendom’io con li etterni Gemelli,
tutta m’apparve da’ colli a le foci;                153

poscia rivolsi li occhi a li occhi belli.

 

era dunque dei gemelli dunque nato tra Maggio e Giugno del 1265 da una famiglia fiorentina, lui non amava la borghesia emergente della sua città, forse ha frequentato l’università ma non ci sono documenti che l’attestano e dobbiamo fidarci deelle sue parole….Dalle sue opere si deduce che fu grande studioso di teologia, filosofia, fisica, astronomia, grammatica, e retorica. A 30 anni si è iscritto allârte dei medici e degli speziali, forse era medico? NO

pur tuttavia e soprattutto nell’inferno, il poeta sfoggia una certa conoscenza medica, descrivendo parti anatomiche e malattie.

 

Il suo Amore…

 

Quando si parla di Dante e inevitabile pensare a Beatrice…eppure aveva una mogie Gemma Donati, si sposarono a 12 anni su accordo prematrimoniale come si usava a quei tempi. Se di Gemma poco si sa, di Beatrice figura a metà tra la realtà e l’immaginazione poetica.

Secondo gli studiosi di Dante, lei era figlia di Folco Portinari e abitava poco distante dagli Alighieri, la vita della donna non è stata perô felice come la sua fama nella letteratura, morî gioovane, forsse di parto, il poeta la incontrô poche volte (così racconta nella Vita Nova) e forse i 2 non si parlarono mai.

Ma è stato di sicuro il suo ” Grande Amore”

 

 

“A ciascuno di voi è riservata una persona speciale. A volte, ve ne sono due o tre o anche quattro. Per ricongiungersi a voi, viaggiano attraverso gli oceani del tempo e gli spazi siderali. Vengono dall’altrove, dal cielo. Il vostro cuore le ha già accolte come parte di sé. Tra voi c’è un legame che attraversa i tempi dei tempi: non sarete mai soli.”
Brian Weiss

 

 

 

PICNIC con… vista UNICA sul ponte della… GIOCONDA, arte, ricette, storia


  •   Monna Lisa (La Gioconda)

    Quanto durerà
    ancora la mia condanna?
    Sono io, Monna Lisa,
    a voler fuggire da questo quadro.
    Il sorriso non è il mio
    e non mi piace, no, lo sfondo.
    Troppo angusto è lo spazio
    della gabbia che mi opprime.
    Ci sono finita dentro
    senza aver commesso alcun reato.
    Colpa di un ritrattista
    che mi ha come segregata
    coprendomi con un’invisibile
    e purtroppo indistruttibile grata.
    Tutti lì davanti a fare commenti
    di come è la mia posa
    ritrovandomi indagata
    sempre per la stessa cosa.
    Quello che è l’aspetto
    di una donna assai virtuosa.
    Voglio regalarmi una vita nuova.
    Se hai il potere di rapirmi
    puoi mettermi alla prova!

    Da Parigi a Ponte a Buriano…

     un monumento sull’Arno…

     

    Un ponte romanico stupendo solca con le sue sette arcate il corso del più importante fiume toscano.

    Per Me…

    “Una Poesia sull’Arno”…

     

    A qualche chilometro da Arezzo, sulla strada Setteponti che conduce a Castiglion Fibocchi e Loro Ciuffenna si trova Ponte Buriano, un opera di architettura medievale che riesce a sopportare il traffico odierno, intenso e pesante.
  1. L’attenzione di chi l’osserva, è piuttosto rivolta sua struttura architettonica che con le sue possenti arcate sembra quasi galleggiare sull’Arno che in questo tratto non è profondo, ma molto largo per il vicino invaso della Penna e perché la zona è abbastanza pianeggiante.
    Il tratto di fiume che va da Ponte Buriano alla diga della Penna (circa 7 chilometri), va a costituire la Riserva Naturale di Ponte Buriano e La Penna.
  2. Sicuramente l’ampio specchio d’acqua sotto Ponte Buriano influisce molto sul fascino di questa opera architettonica medievale a cui si lavorò quasi quaranta anni, dal 1240 al 1277.
  3. Nei vari momenti del giorno, con la variazione dell’orientamento della luce solare, Ponte Buriano ci può apparire…
  4. come “un’opera d’arte mutevole”.
  5. Io lo definisco “una poesia sull’Arno” perché con il mutare dei colori dell’ambiente circostante e della luce che lo illumina da molte direzioni, Ponte Buriano, che si specchia sull’Arno, è capace d’ispirarci sempre sentimenti e stati d’animo diversi.
    Questo “monumento sull’Arno” con la sua robusta e possente struttura a sei arcate ha resistito a tutte le alluvioni degli ultimi 850 anni, con la sua bellezza ha saputo anche vincere la furia distruttiva della guerra. Quando i tedeschi si ritiravano, alla fine della seconda guerra mondiale, minavano tutti i ponti che si trovavano sul loro percorso. Di fronte ad un’opera architettonica di tale fascino come Ponte Buriano non trovarono il coraggio di farlo saltare in aria.
  6. Il fascino di questo ponte e dell’ambiente circostante è sempre stato notevole.

 


L’intuizione più geniale è che quella zona dell’aretino con il Ponte Buriano è il paesaggio della Gioconda… della enigmatica Monnalisa.
Dietro il suo volto sorridente si intravede il ponte a schiena d’asino identificato da alcuni studiosi e ancor più in lontananza ecco apparire i calanchi del Valdarno, pinnacoli di argilla erosa detti “Balze”.
E’ una prova che Leonardo aveva bene in mente la geografia di questi luoghi.
Che Leonardo conoscesse la zona aretina è ormai cosa nota, tesi confermata da un suo disegno, datato 1503 1504, in cui descrive a meraviglia il bacino idrico della Val di Chiana.
Una volta era la Cassia Vetus che nel congiungere Roma e Chiusi a Firenze veniva a scavalcare le acque dell’ Arno a Ponte Buriano.
Oggi è la strada provinciale dei Setteponti che da Arezzo a Firenze viene ad incontrarlo.
Fu costruito all’incirca verso la seconda metà del 1200.
Ponte a Buriano, il ponte della Gioconda: Leonardo da Vinci conosceva bene quel luogo e lo testimonia una sua mappa della zona conservata a Windsor.
Poco distante dal ponte l’Arno riceve le acque di un immissario, il canale della Chiana, nel quale confluiscono le acque dell’omonima valle.
Se si risale il corso di questo canale, andando a ritroso, bisogna superare una serie di meandri e poi ci si infila in una gola, la Gola di Prato Antico.
Se si osserva il lato sinistro della Gioconda, si vede un corso d’acqua con meandri che si infila in una stretta gola.
 


La tesi non è proprio nuovissima, ma è stata da poco avvalorata da ulteriori studi e scoperte.

L’argomento è uno di quelli che ha lasciato insonni generazioni di storici dell’arte, che incuriosisce però anche chi non è addentro proprio alla materia, attratto dai numerosi misteri che gli aleggiano intorno. Ipotesi, più o meno suggestive, di scoperte più o meno scientificamente appurate, ma sempre misteri resteranno, quelli intorno a La Gioconda.

Insieme alla notizia che il ritratto più celebre al mondo sarebbe quello di un androgino, metà uomo, metà donna, c’è la conferma della tesi che lo storico dell’arte aretino, Carlo Starnazzi, portò a pubblica conoscenza già nel 1992, ovvero che il ponte che figura alla destra del quadro (per chi guarda) è il ponte di Buriano, in provincia di Arezzo.

Oltre la spalla della Gioconda, c’è un ponte basso, a più arcate, un ponte antico, a schiena d’asino di stile romanico, identico a quello costruito in pieno medioevo, nell’età in cui Arezzo viveva un momento di particolare prosperità.

A queste conclusioni è giunto il Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici, Culturali e ambientali, che, attraverso il proprio presidente, Silvano Vinceti, ha presentato alla stampa estera in Italia una ricerca su Leonardo. La prima tesi, quella che riconoscerebbe nella Monna Lisa un androgino, è ora sostenuta dal ritrovamento “nell’occhio destro di Monna Lisa, per chi guarda il quadro, la lettera S che un’analisi comparata della scrittura ha evidenziato essere come  S di Leonardo e nell’occhio destro la lettera L. Una specie di firma, una dedica a Lisa e Salai”
Sotto uno degli archi del ponte è stato individuato il numero 72 e la decifrazione del numero: “72 – ha spiegato Vinceti – riveste molti significati legati alla tradizione ebraico-cabalistica, quella cristiana e quella dei templari, quella magica e quella naturalistica. Leonardo appose il numero 72 e lo investì di vari significati affidando ad esso un suo specifico pensiero.

Il nome di Dio è composto da 72 lettere secondo la tradizione cabalistica, mentre per quanto riguarda il Nuovo Testamento, il numero 7 e il numero 2 potrebbero rinviare all’Apocalisse di Giovanni con precisi riferimenti alla fine del mondo e ai saggi, ai sapienti, agli eletti che saranno risparmiati”.

I templari, inoltre, avevano dimestichezza con la cabala e non è casuale che le regole dei monaci combattenti fossero 72. Al numero 2, infine, corrisponde il dualismo, la opposizione ma anche l’armonia dei due principi, quello maschile e quello femminile.
“La scelta del 2 da parte di Leonardo – ha concluso lo studioso – non sarebbe causale, rinvia alle lettere L e S, alla visione filosofica che ha ispirato il quadro: una armoniosa sintesi fra l’uomo e la donna”.

 

Picnic veloce…con vista stupenda,

i classici gamberetti grigliati al limone, panini affumicati e poi,

dolcetti alla banana…

e naturalmente un… buon vino Toscano

***

 Gamberetti grigliati al limone

*

“Panini Affumicati” e…

Ingredienti per 2 panini

100 g di prosciutto di parma affumicato

2 foglie di lattuga

2 cetrioli in salamoia

40 g di burro morbido

1/2 cucchiaio di senape

come fare

lavorare il burro e la senape con un cucchiaio di legno fino a ridurlo in crema.

dividete a metà i panini  e spalmateli con il burro preparato.

Sulla parte inferiore sistemate le foglie di insalata, i cetrioli tagliati a fettine, il prosciutto di Parma.

Chiudete i panini con l’altra metà avvolgeteli per il trasporto.

e poi …deliziosi

“pasticcini alla banana”

ingredienti x 6 persone

250 g di farina  di farro

(che ho comprato a Ponte a Buriano qui viene ancora

macinata a mano con macchina antica vedi foto)

1 yogurt alla banana

2 uova

150 g di zucchero

1/2 bustina di lievito per dolci

1/2 cucchiaio di bicarbonato

4 banane

100 g di uvetta sultanina

40 g di burro fuso

2 cucchiai di zucchero a velo

100 g di uva sultanina

come fare

Fate ammollare l’uvetta in acqua tiepida.

Con la frusta elettrica sbattere le uova e lo zucchero fino a che il composto sarà diventato giallino chiaro.

Unite lo yogurt, il burro e le banane schiacciate, la farina setacciata con il lievito e il bicarbonato.

Aggiungete cannelle e l’uvetta asciugata

Imburrate e infarinate una teglia rettangolare e versatevi il composto preparato.

Lisciate bene la superficie, mettete nel forno già caldo, lasciando ndo cuocere per circa 1/2 ora finché la superficie sara’ ben dorata.

Rovesciate la torta e spolverata di zucchero a velo.

Servitela a mattoncini regolari e decorata con fettine di banana.

.

 Tentiamo ora di rifarsi alla ricostruzione…dei tempi,

 
Leonardo, è cosa certa, si trovava in Val di Chiana fin dal 1502 per incarico del Duca di Valentinois (alias Cesare Borgia).
L’incarico consisteva in studi topografici-ingegnieristici-idraulici-militari. La Val di Chiana era una malsana palude, senza nessuno sfogo alle sue stagnanti acque.
Leonardo è altresì in Val di Chiana nel 1503, questa volta (caduto in disgrazia Cesare Borgia) per conto della Repubblica Fiorentina, retta (importante!) dal Gonfaloniere Pier Soderini.
Il compito affidato a Leonardo dalla Repubblica fiorentina (leggi: dallo stesso Pier Soderini, anche perché, genio a parte, i due sono stretti amici di famiglia) è identico a quello già in precedenza conferito dal Borgia.
La presenza di Leonardo in Val di Chiana negli anni citati ci viene confermata, ove ce ne fosse bisogno, dai suoi quadri conosciuti anche come “le vedute della Valdichiana” e al momento conservate nella Royal Gallery del castello di Windsor in Inghilterra, vale a dire di proprietà della Regina Elisabetta II.
Dunque l’autore della Gioconda si trovava in Val di Chiana sia nell’anno 1502 che nel successivo 1503.
Operava sul posto per studi di rilievo che dovevano comportare continui sopralluoghi. Non era certo solo; doveva aver un’adeguata scorta di personale e disporre nell’occasione di tavole per disegnare, nonché del materiale necessario per fissare, “nero su bianco”, quanto veniva osservato o veniva impresso nella mente.
Durante la permanenza in Val di Chiana Leonardo era quindi in grado di dipingere o abbozzare (su tele, tavole o altro oppure solo imprimersi nella sua fertile mente) paesaggi, figure varie e altre possibili fantasie.
Non a caso gli anni 1502 e 1503 sono quelli in cui gli studiosi del settore fanno risalire l’inizio e la continuazione (non certo la sua definitiva conclusione) del celeberrimo quadro della “Gioconda” (in proposito si parla addirittura di sette velature o “mani” o strati di vernice che dir si voglia).
Ma in che modo Leonardo ritornava in Firenze dalla malsana e inospitale Val di Chiana? Vi erano due possibili e praticabili arterie e un solo genere di mezzo: il cavallo o il mulo.
Le arterie erano: da una parte la Cassia Vetus (attuale strada provinciale Sette Ponti) e dall’altra il diverticolo che da Arezzo (o probabilmente dalla stessa Val di Chiana) congiungeva (prima) le colline di Pieve a Maiano e (dopo) dai poggi della località Impiano scendeva giù verso il fiume Arno, fino ad attraversare il fiume medesimo in località Valle, dove si trovava (e in parte si trova ancora) un ponte romanico a quattro arcate a basso sesto (o sesto scemo, che è poi lo stesso).
Attraversato il ponte, il diverticolo si ricollegava alla Cassia Vetus dalle parti di Loro Ciuffenna, dopo aver percorso la Valle dell’Ambra.

e dopo picnic e l’affascinante momento di storia e arte…

 

ho notato vicino alle sponde del fiume interessanti e gustose erbette primaverili allora tutti in …ricerca erbette selvatiche, vicino al fiume ce ne sono uno splendore, le più preziose:

cavoli selvatici, bietoline rosse, papaveri, rucola selvatica, cime di rapa  etc…

arrivata a casa subito ad elaborare il piatto dal nome certo:

cavoli selvatici, bietoline rosse, papaveri, rucola selvatica, cime di rapa  etc…

arrivata a casa subito ad elaborare il piatto dal nome certo:

“Tagliolini ai mirtilli

con mix di erbette selvatiche

e…

Ravioli ripeni di erbette

alla Gioconda”

di sicuro mi ricorderò in quale splendido luogo ho raccolto le mie preziose Erbette

queste  erbe  non si trovano facilmente se non vicino a luoghi molto umidi

ingredienti x 4 persone

per i ravioli

200 g di farina di segale

300 g di farina bianca macinata rustica

3 uova

1 cucchiaio di  olio oliva extravergine.

per i tagliolini:

stesso procedimento nel pesare gli ingredienti per la pasta,

aggiungere soltanto 250 g di mirtilli frullati 

Per il ripieno:

250 g di erbette miste spontanee ( vedi foto)

comprese le coste rosse delle bietole selvatiche

1 carota

1 patata

150 g di parmigiano

pangrattato , burro, sale

Per il condimento:

40 g di burro bio

4 cucchiai di parmigiano

semi di papavero.

 

  1.  

    come fare:

    Su una spianatoia disponete le 2 farine setacciate a fontana, formate un cratere e rompetevi le uova, versate  l’olio e un pizzico di sale.

    Impastate il tutto fino a formare una pasta liscia e omogenea di media consistenza, formate una palla e fatela riposare al fresco.

    Nel frattempo lavate e lessate a vapore le erbette, scolatele e una volta raffreddate, grattugiate la carota e la patata e unite alle erbe selvatiche sminuzzate.

    Riunite il tutto e pepate e mescolate incorporando un poco di pangrattato cotto in una noce di burro.

    Stendete la pasta sottile e con una rotella tagliapasta ricavate dei quadrati: ponete al centro 1 cucchiaio di ripieno e richiudete premendo ai bordi

    Lessate i ravioli in abbondante acqua bollente salata per 10 minuti, scolateli e conditeli con il burro fuso, il parmigiano grattugiato, e qualche seme di papavero.

 Curiosità

Missione Shuttle STS 164

decollo 12 luglio 2001

come vedete nelle foto il comandante della missione STEVEN LINSEY e YANET KAYANDI, tecnico di bordo MOSTRANO:

 

Accade assai raramente, ma ogni volta che accade, una parte di paradiso cade sulla terra. Accade tra due persone: né dipendenti, né indipendenti, ma in profonda sincronia tra loro; come se respirassero uno per l’altra, un’anima in due corpi: ogni volta che accade, accade l’amore.

Osho Rajneesh

          

non ti cambierei per nessuno

Quando parli dell’amore
risuona la voce
che fa fiorire i giardini

se chiami il vento
è per sorridere al dolore

se guardi il giorno venire
l’alba quietamente mi veste

cedevole al richiamo
è il mio cuore che accoglie
ogni frammento di vita

m’appago nella tua anima
che rifiuta la notte

nel fogliame del mare
dove si è ravvivato il verde
conservo preziosamente i segreti
di troppa tenerezza

-non ti cambierei con nessuno-

nell ‘abbraccio che mi porta sempre
nel tuo cielo
s’accende il faro
di altri giorni di bellezza.

M.B

 

Sotto il rosa del Giappone…E ANCORA un salto in Toscana e poi a N.Y ( vedi F.B)


 

I fiori della primavera sono i sogni dell’inverno raccontati,

la mattina, al tavolo degli angeli.

(Khalil Gibran)

Sotto il rosa del Giappone…

Durante la fioritura dei ciliegi, chiamata la fioritura dei “SAKURA“.

La traduzione letterale del significato “HANAMI” è”ammirare i fiori”, è una tradizione che si tramanda da da oltre un millennio.Al termine dell’inverno i fiori di ciliegio ” SAKURA”, in giapponese appagano la vista, ma soltanto per alcuni giorni, i delicati boccioli con il suo colore tenue generalmente bianco sfumato di rosa che hanno ispirato moltissimi poeti giapponesi nella composizione di ” HAIKU”, le classiche terzine della poesia giapponese, il Sakura con la sua presenza effimera porta con sé profondo significato nella cultura locale, nel rapido scorrere della vvita con i suoi fugaci piaceri e dolori ” Hana yori dango” meglio il dango che i fiori.

Hana yori Dango è un proverbio giapponese. Hana sono i  fiori, Dango è un dolcetto.Letteralmente significa piuttosto che i fiori, i dango .Cioe’ è meglio qualcosa di utile invece di cose che sono soltanto belle da vedere. Si usa spesso nel periodo di Hanami. Questo proverbio fa capire a cosa sono più interessati i giapponesi durante Hanami. Infatti è bello vedere Sakura ma in realta è piu’ bello mangiare, bere e fare Party.

 
 

 

(Non è proprio vero, ve lo dico giusto per spiegare). Tuttavia questo non vale soltanto per la bellezza e il cibo. Significa anche che è meglio saper fare invece di avere tanti titoli teorici e niente di pratico. Il famoso titolo di anime/manga/drama Hana yori dango (花より男子) è infatti un gioco di parole. In questo caso Dango (男子) significa ragazzi ma solo maschi. (In realtà maschi si pronuncia Danshi ma l’ideogramma 子 si può pronunciare Ko, Go ecc..) Chi conosce questo manga capirà perchè viene usato questo proverbio come titolo. All’ombra degli innumerevoli ciliegi sparsi per tutto l’arcipelago, i giapponesi tutti si ritrovano per allegri picnic sull’erba , in più “dango yori shyashin” ovvero più fotografie che cibo.

 

Ricetta della tradizione della mia blogger giapponese preferita ” Rika’s”

Tsukimi letteralmente significa:

“Guardare la luna”.

come dolce per la festa della luna abbiamo “Tsukimi Dango” 

 Ingredienti :

Dango

 Farina di riso glutinoso 50 g

Acqua quanto basta

-Salsa Mitarashi-

Salsa di soia 1 cucchiaio

Zucchero 4 cucchiai

Acqua 1 cucchiaio

Amido di mais 1 cucchiaio + acqua 1 cucchiaio

 (con queste dosi escono circa 12 palline)

Preparare i Dango.

Aggiungendo acqua poco alla volta impastare Dango finchè diventa morbido e liscio.

Mettere i dango nell’acqua bollente.

Quando vengono a galla sono pronti (come nella cottura degli gnocchi), raffreddarli nell’acqua fredda.

Quando si raffreddano asciugare con della carta.

Preparare Mitarashi 

Mitarashi : Uno sciroppo ricavato dalla salsa di soia

In una ciotolina girare l’amido di mais e 1 cucchiaino di acqua.

In una pentolina mettere la salsa di soia, zucchero e acqua e far bollire un po’.

Quando diventa un po’ denso mettere la fecola di patate e l’acqua e girare bene.

Esiste anche un calendario da consultare,  per non perdersi località e giorno in cui i ciliegi avranno la massima fioritura e assicurarsi così l’incredibile spettacolo… 

Sotto il rosa della Toscana…

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Ricetta

Linguine al misto di pesce

con cipolle di Tropea e timo fiorito del mio giardino 

ingredienti per 6 persone

3 cipolle di tropea

2 spicchi di aglio

1 fetta di salmone

1 fetta di pesce spada

1 fetta di tonno

4 seppie medie tagliate a striscioline

2 limoni

1 bicchiere di vino bianco

timo serpillo di campo in fiore.

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come fare:

  1. tagliare a striscioline la cipolla e metterle ad ammorbidire nell’olio di oliva con i fiori e foglie di timo e uno spicchio di aglio
  2. aggiungere le code di gambero e le seppie tagliate a striscioline dopo 7- 8 minuti aggiungere il pesce spada, il salmone e il tonno precedentemente tagliati a cubetti.
  3. Lasciare cucinare per circa 10 minuti aggiungere il succo di 1 limone e 1/2 bicchiere di vino bianco, terminare la cottura e aggiungere foglioline e fiori di timo

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Dalla mia mente si diparte una strada di primavera,
e sulla strada passeggiano una stella e una margherita
ed ecco, poco più in là, il tuo sorriso come una calda casa abitata.
Aspettami, arriverò domani.

 

 

 

Immersi nel Bianco e Rosa di “Casa Nostra”, cominciano i giochi…

 

15 FEBBRAIO…IL MIO AMORE EXTRATERRESTRE…dolcetti, cappuccino e riflessioni con le amiche


E’ PASSATO 1 ANNO…Tutto è come prima x Bea

io però non ho rinunciato ai dolcetti e chiacchiere con le amiche 

***

 

 

“Non credo alle persone che mi ripetono quanto io sia per loro importante e fondamentale ,

credo alle persone che in silenzio scelgono ogni giorno di non andarsene”

SAN VALE

San Valentino il giorno dopo…

15 FEBBRAIO … anche ieri non si è visto era in missione!

E’ una situazione angosciosa nella quale mi dibatto senza via di uscita:

Non so come fare a dire a mio marito che ho intenzione di lasciarlo perché mi sono innamorata di un’ altro uomo…(ma questa è storia vecchia e anche banale si è già verificato e sentito milioni e milioni di volte)…però questa volta è diverso mi sono innamorata di un Alieno, un extraterrestre. Siiiii avete capito bene, un extraterrestre ma non come pensate voi, il mio Lui.. non e tondetto e verde con le antenne al posto degli occhi. E’ in tutto e per tutto uguale ad un terrestre, e dirrei anche un tantino più bello. Il mio Talvaldo mi ha spiegato che loro devono prendere le sembianze degli abitanti del pianeta, che sono incaricati di esplorare. Il nome glielo assegnano sfogliando dei vecchi registri di cui sono venuti in possesso e in questo senso sono rimasti un pochino indietro. Talvaldo mi ha detto che quando Lui torna a casa in licenza sul suo pianeta, d’aspetto è tutto diverso ma non ha voluto entrare nei dettagli per non spaventarmi.

Io ti chiedo: ma se è in tutto uguale a uno di noi, perché tu pensi che sia un’alieno? come fai ad essere cosi sicura?

Mi sono posta anche io questa domanda:

Devi sapere che gli esploratori inviati in giro per l’universo hanno la proibizione assoluta di innamorarsi e di stabilire legami sentimentali duraturi con le donne del posto, ma Talvaldo, appena mi ha visto a perso la testa e ha infranto le regole. Come dargli torto?. Per ridurre al minimo il rischio che i suoi capi vengano a saperlo e lo richiamino in patria, dobbiamo vederci di nascosto e, quando andiamo in giro a comprare cose per Lui, o al Ristorante o in Albergo, pago sempre io. La verità è che quelli che comandano sul suo pianeta li spediscono in giro per l’universo praticamente senza istruzioni, per fortuna Talvaldo fa in fretta ad imparare le nostre abitudini. Gli ho prestato la mia carta di credito e il mio Bancomat vedessi come è diventato bravo a fare i prelievi!.In questo sembra proprio uno di noi. Anche con il nostro cibo a fatto progressi, incredibili in primo tempo era cosi affamato che gli andava bene tutto panini, pizze, focacce, semolini: poi è stata la fase dei piatti tipici e adesso siamo al top, ostriche, champagne e tartufi. Ogni tanto si ritira in una località segreta per compilare e spedire un rapporto. Persino le pile del suo trasmettitore  gliele devo comprare io, è incredibile che li mandano in giro cosi senza mezzi. Qualche volta parliamo del nostro futuro ma Talvaldo mi ha fatto capire con molto tatto che è impensabile, che Lui possa portarmi con sé nel suo viaggio di ritorno, troppo diverse le loro abitudini dalle nostre. 

 Nonostante il fatto, che il nostro Amore non abbia futuro, io vorrei ugualmente dire tutto a mio marito!

Devo inoltre dire che…
Sono innamorata alla follia e non nascondo che coltivo il sogno, che il mio Talvaldo si decida a chiedere asilo politico e
“Rimanga sempre con me”.

Adoro la mia amica Bea che nonostante tutto…

 non ha perso l’ironia.

***

e adesso dolcetti:

il Bacio di Nonsolononna

” Tartufi di castagne e noci pecan”

cappuccino di nataletruggels di san valentino alle noci pecancaffe

Ingredienti

200 g di castagne (marroni sbucciati)

100 g di noci pecan sminuzzate

1 bicchieri di latte

50 g di cioccolato fondente

40 g di burro

70 g di zucchero

1 cucchiaio di estratto di vaniglia

cacao amaro in polvere

2 cucchiai di cognac

  • In un pentolino fare ammorbidire per una decina di minuti le castagne nel latte.
  • A parte sciogliere a bagnomaria il burro con il cioccolato spezzettato.
  • Passare le castagne nel passaverdura o schiacciare con lo schiaccia patate.
  • Sminuzzate finemente le noci pecan, aggiungerle al composto di castagne.
  • Alla purea ottenuta aggiungere lo zucchero a velo.
  • Il cioccolato fuso e l’estratto di vaniglia, profumare con il cognac.
  • Mescolare il composto ottenuto con una spatola, il composto deve essere morbido e omogeneo.
  • Se è troppo asciutto, ammorbidirlo con 1 o 2 cucchiai di latte.
  • Far raffreddare il composto in frigorifero per almeno mezz’ora, coperto con una pellicola trasparente.
  • Prendere un pò di impasto con 1 cucchiaino e formare delle palline del diametro di 2,5 cm circa usando i palmi delle mani, passarle nel cacao e metterle nei pirottini  di carta.
  • Si conservano in frigo, coperti per 3-4 giorni.

 

Financiers ai pistacchi e mandorle

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ingredienti

 per circa 12 mini financiers

100 g di burro

3 bianchi d’uovo

100 g di zucchero a velo

25 g di mandorle sminuzzate finemente

1 cucchiaio di miele

125 g di pistacchi sminuzzati

 come fare:

  •  Accendete il forno a 180°
  • Fate fondere il burro in un pentolino fino a quando scoppietta e odora di nocciola
  • Battete a schiuma i bianchi d’uovo, aggiungete lo zucchero vanigliato, la farina, le mandorle, i pistacchi e mescolate.
  • Suddividete l’impasto in piccoli stampi per muffins in silicone o in pirottini di carta e aggiugere se volete anche qualche frutto piccolo, lamponi o mirtilli.
  • Fate cuocere per 15 minuti sfornare e lasciare intiepidire.

 

io ho te…nella mia vita<3<3<3

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e tanti romantici momenti insieme…<3 

AMORE e ancora AMORE…una serata tra amici, riflessioni…dolcetti e Vinsanto


Non ho tempo per odiare chi mi odia.. sono molto impegnato ad

amare chi mi ama..

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“Una Serata tra Amici”

riflessioni di Nonsolononna

bevanda glaciale calda

 45 anni… tempo di bilanci

” Mancano pochi giorni a San Valentino non avrò accanto nessuna con cui festeggiarlo. Da tanto tempo non accade e non…accadrà adesso che ho compiuto 45 anni. Eppure non voglio restare solo, e per reagire ho deciso di scrivere una,
” Lettera ad una sconosciuta”, è la prima che scrivo, mai prima di adesso ho scritto una lettera e mai ne ho ricevute, oggi ho deciso di rimediare scrivendo ad una lettrice senza nome”
 

“Lettera d’ Amore ad una sconosciuta” 

” Non ti conosco ma sei nel mio cuore come attesa, attesa d’amore.
Sapessi quanto ti ho cercata e quanto ti ho sognata.
Saprò riconoscerti quando verrai  e sarà possibile se mi aiuterai.
Ci restano ancora tanti anni da vivere insieme ed è con te che vorrei condividere la mia vita, nella gioia nel dolore, in salute, in malattia…
Sarà una storia bellissima, vedrai.
Non ci lasceremo mai.
La mattina ci scopriremo vicini guardandoci negli occhi, con la testa sui cuscini, e quando saremo lontani ci penseremo a vicenda, dialogando in silenzio, condividendo la musica delle parole e il colore delle figure.
Aiutami ti prego a scoprirti ed ad Amarti.
Vieni accanto a me, stiamo vicini, mettiamo all’unisono il battito del nostro cuore, ora e per sempre Amore”.
mi chiedo…
Quante possibilità ci sono di incontrare una donna che condivida la sensibilità e il romanticismo del mio amico Pedro?
( cosa ne pensate?) 

*** 

 

Biscotti e Vinsanto

 

2014-11-11 14.43.412014-11-09 15.39.202015-02-01 21.24.252014-11-11 14.45.142014-11-09 15.39.102014-11-11 14.43.51

 

Biscotti giganti di Avena e Uvetta

 

2014-11-09 15.40.11

ingredienti per circa 15 pezzi

180 g di farina integrale

60 g di farina di avena macinata fine

60 g di zucchero di canna

1 pizzico di sale

1 cucchiaio di lievito in polvere

2 cucchiai di olio di oliva

100 g di burro

60 g di uvetta

50 g di nocciole tostate e sminuzzate

1 uovo sbattuto

(se volete potete aggiunger anche 2 cucchiai di cioccolato amaro

con 4 gocce di estratto di vaniglia)

come fare:

  • Preriscaldare il forno a 190°.
  • Imburrate diverse placche.
  • Mettete farina, avena, zucchero, nocciole, vaniglia e cioccolato,sale e lievito in una ciotola e amalgamate bene
  • Incorporate il burro e olio, fino ad ottenere un impasto che si sbriciola.
  • Unite l’uvetta, poi l’uovo e mescolate finché il composto diventa morbido.
  • Stendetelo su una superficie infarinata formando uno strato spesso 3-4 mm
  • Ritagliate con un taglia biscotti anche smerlato ma grande di circa 6-7 cm e trasferite le rondelle sulle placche.
  • Impastate gli avanzi e ripetere l”operazione fino ad ottenere circa 15 biscotti.
  • Cuoceteli in forno per 15-20 minuti finché diventano color nocciola.

Intreccio d’amore al Vinsanto

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ingredienti circa 30 pezzi

250 g di farina

1 pizzico di sale

120 g di fruttosio

100 g di mandorle polverizzate

180 g di burro a pezzetti

2 cucchiai di olio di oliva

3 tuorli

1 bicchierino di Vinsanto

qualche goccia di essenza di mandorle.

sale rosa  grosso

 come fare:

  • Setacciate la farina e sale in una ciotola, mescolatevi zucchero e mandorle polverizzate
  • Formate una fontanella al centro.
  • Mettete burro, tuorli, olio do oliva, essenza di mandorle. vinsanto
  • Delicatamente con la punta delle dita impastare e incorporare gradualmente la farina e le mandorle polverizzate, fino ad ottenere una pasta morbida e omogenea.
  • Avvolgetela nella pellicola trasparente e mettete in frigo per 30 minuti.
  • Preriscaldare il forno a 180°C.
  • Dividete la pasta in pezzi grandi quanto una noce, formate dei rotolini sottili lunghi 12,intrecciateli.
  • Mettete l’intreccio ottenuto in nelle placche da forno non imburrate.
  • Cuocete in forno per 15 minuti, finché prendono leggermente colore, spolverizzare con sale grosso rosa.

” Cuori ai frutti della passione”

Ingredienti per circa 20 pezzi

per la pasta:

120 g di burro

50 g di zucchero grezzo finissimo

1 uovo sbattuto

qualche goccia di essenza di vaniglia

220 g di farina semigrezza

30 g di farina gialla

1/2 cucchiaio di lievito in polvere

1 pizzico di sale

come fare:

  • Preriscaldare il forno a 180°, imburrate le placche da forno
  • In una terrina lavorare burro e zucchero finché diventano cremosi.
  • Unite l’uovo poco alla volta, l’essenza di vaniglia quindi, attraverso un setaccio, gli altri ingredienti, amalgamateli con un cucchiaio di legno, poi lavorateli a mano fino a ottenere una pasta morbida.
  • Stendetela su una superficie infarinata finché avrete una sfoglia spessa 3mm.
  • Ritagliate la pasta usando una forma a cuore.
  • Trasferite i cuori nelle placche e cuocete in forno per 15 minuti.

2015-01-31 17.13.052015-01-31 17.22.022015-01-31 17.29.552015-02-01 19.12.34

per farcire:

60 g di burro

120 g di zucchero al velo setacciato

1 tuorlo

qualche goccia di essenza di vaniglia

come fare:

  • Tagliare i frutti della passione a metà e spolpateli con 1 cucchiaino.
  • Passate la polpa in un colino di nailon a trama fitta, facendo pressione con il dorso di un cucchiaio: otterrete circa 8 cucchiai di succo
  • Lavorate burro e zucchero al velo in una ciotola fino ad avere un composto cremoso.
  • Poi aggiungere il succo dei frutti poco alla volta, mescolando.
  • Farcire i cuoricini con questa crema formando dei piccoli sandwich.

 

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Ci siamo incontrati perché doveva succedere, e anche se non fosse stato quel giorno,
prima o poi ci saremmo sicuramente, incontrati da qualche altra parte…”
(Haruki Murakami, Norwegian Wood)

 

Nella “CONCHIGLIA INCANTATA” di Piazza del Campo…curiosità, ricette & una romantica serata


            

    16 Agosto…la vita in palio 

 

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P A L I O

Veglia nell’opacità della notte

il cure sospeso del Barbaresco.

Invoca, nelle spente

ore di sonno, il privilegio

del fato imponderabile.

Sul tufo friabile

il rito incessante si ripropone.

Si odiano le avverse contrade
e sognano la vittoria contesa
con esaltazione violenta.
L’animo fiero del cavallo

spasima invano nell’ultimo scarto,
lo splendore di una gloria inebriante.

Scaltro il fantino
mercenario del coraggio, colpisce
implacabile la criniera tenebrosa
e con segreti inganni
la corsa temeraria vince.

 

 

 

 

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… Una giornata particolare a Siena

 


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 Sensazioni di fantino…

 

“Nell’Entrone ( si chiama così) i rumori della piazza sono ovattati, arriva solo un suono basso, come un brusio…poi monti a cavallo e ti affacci, sei travolto e  un’onda di colori, di grida e di caldo ti sommerge

 

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Ma anche io… che a cavallo nella conchiglia incantata di piazza del campo non ci salirò mai, io che vengo qui soltanto per 1 giorno a curiosare…posso capire quell’incredibile emozione quando verso le 7 della sera…il campanone smette di suonare, le voci tacciono e sulla città cade il silenzio assoluto in attesa che il mortaretto annunci…dall’entrone del Palazzo Comunale, l’uscita dei 10 cavalieri.


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Ogni Palio, 10 contrade scendono in piazza e 7 restano a guardare aspettando il prossimo.

Molti devono essere i fattori favorevoli, avere dal destino un cavallo veloce,non si sceglie si ha per sorteggio.

Bisogna sapersi muovere nell’intricato gioco delle alleanze e dei tradimenti, è ammesso ogni patto salvo “vendersi” alla contrada nemica.

E per ultimo trovare “la monta” giusta, un fantino abile e coraggioso, con un grande cuore, forte di gambe e di braccia, i fantini sono detti i “10 assassini”.

 

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Le antiche ricette Senesi…

 

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Le prime usate per produrre panforti e ricciarelli…si lo so che si usa gustarli a Natale, ma ho anticipato, qui a Siena non smettono mai di produrli, nemmeno ad Agosto e in occasione del Palio risplendono profumati nelle vetrine, e non ho resistito nel provare la mia versione di “Panforte” con metodo antico.

 

Sono tornata a casa e con i fichi freschi e secchi e noci ho rispolverato una vecchia ricetta del ” panforte margherita”, sapete perché il nome margherita?

Nacque in onore della regina Margherita di Savoia nel 1879 durante una visita regale a Siena nell’Agosto in occasione del Palio.

L’ inventore fu un famoso speziale, Galgano Parenti, proprietario della più antica fabbrica di panforte che sorse a Siena, che lo preparò e ne fece omaggio alla sovrana.Il Panforte si è sempre fabbricato dal XIII secolo ma solo nel 1829 nacque la prima fabbrica per poter esportare in abbondanza anche fuori dalle mura di Siena. La ricetta che io uso di solito e la stessa che ingiallita è stata trovata nel portafoglio del capofabbrica che da solo faceva le delicate pesate. La ricetta è datata 1880.

 

IL FAMOSO PANFORTE DI SIENA come farlo?

La ricetta di Nonsolononna

 

Panforte margherita

 “ai fichi e noci”

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Io di solito uso questa ricetta con quantità elevata,

preparo poi   piccoli panforti “fatti in casa”, da regalare a Natale.

 2.500 kg di zucchero bianco

3 kg di candito di cedro

0.500 di candito d’arancio

3 kg di mandorle tostate

1 kg di pasta di ricciarelli

1.200 kg di farina bianca

50 g di vanillina naturale a baccelli (finemente tritati)

50 g di cannella Ceylon polvere

30 g di noci moscate in polvere

A questi ingredienti io aggiungo:

1 kg di fichi caramellati

500 g di fichi secchi

600 g di noci spezzettate.

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Sciroppo di zucchero e frutta candita

Come prima cosa, preparo lo sciroppo di zucchero con acqua e aggiungo del miele, metto dentro a questo liquido, la scorza di arancio e il cedro e quando incominciano”a bollire” cioè quando il liquido si impoverisce di zucchero lo tolgo dal fuoco e aggiungo un’ altro sciroppo ancora più concentrato. La frutta non deve più muoversi dentro al liquido, metto la frutta a scolare in un vaso di vetro e tolgo il liquido… quello in eccedenza che rimane in fondo al vaso.

 

 

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 Preparazione del Panforte

come fare:

  1. Scottate le mandorle e i gherigli di noci in acqua bollente, poi pelarli e tritarli, asciugare in forno tiepido.
  2. Mettere al forno le mandorle e farle tostare e tritarle grossolanamente.
  3. Tagliuzzare la frutta candita e la frutta secca ei ricciarelli sbriciolati,  mescolare tutto in una terrina, cospargere con il cacao, aggiungere le spezie, metà della cannella e mescolare bene.
  4. A parte in una casseruola a fondo concavo, meglio se di rame non stagnato, mescolare il miele e 175 g di zucchero a velo e amalgamare bene con l’aiuto di una spatola di legno; tenere sul fuoco molto dolce per 10 minuti, togliere dal fuoco e unire la frutta, girando finché risulti ben incorporata.
  5. Foderare con le ostie una teglia a cerniera leggermente imburrata.
  6.  Versare il composto e livellarlo.
  7. Mettere in forno a calore moderato  120°/160° per circa 30-40 minuti.
  8. Quando è cotto farlo raffreddare, toglierlo dalla teglia e spolverizzarlo con il rimanente zucchero e la cannella in polvere tenuta da parte.
  9. Conservare il luogo asciutto, avvolto in carta da forno.

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E POI ANCORA…

“I RICCIARELLI”

di Nonsolononna

ingredienti

200 g di mandorle spellate

100 g di pinoli

200 g di zucchero

100 g di zucchero vanigliato

2 albumi montati a neve

scorza grattugiata d’arancia

ostie


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Preparazione dei ricciarelli

  • Pestate le mandorle in un mortaio, stessa cosa fate per i pinoli.
  • Passate il tutto in una terrina e aggiungete lo zucchero e lo zucchero vanigliato, gli albumi a neve ben ferma, una spolverata di scorza di arancia grattugiata e mescolate delicatamente.
  • Mettete un po’ d’impasto sulle ostie e lasciate riposare per 6 ore.
  • Infornate a 150° per 15 minuti.
  • Serviteli freddi e spolverati con lo  zucchero vanigliato.


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Piazza del Campo

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piazza del campo

 E’ incupita la torre
e a buon diritto
cova un’ansia liberatrice
di placida quiete.
Lei la Superba
dai gotici sguardi sospesi
nel damasco del cielo.
Ancora si commuove
per l’agonia degli ulivi,
che oltre le mura
fecero posto all’abitato amorfo
sorto a casaccio.
Piccioni imprevedibili frullano
voli fra tartine e caffè.
Incalza il vorticoso giro
del turista, con sosta
al Beauburger tutto compreso.
Corpi discinti
lasciano timbri di sudore
sul logoro impiantito,
coscienza storica
di memori battaglie.
Nuovi conquistatori senza pedaggio
assediano il sacrario – cuore
di natie generazioni.
Ignari delle risse e del sangue
bollente e recidivo
che flusso vivo è sopito
nelle vene pazienti dei senesi.

**

16 agosto

noi 2… una Romantica Serata

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Rendere un’altra persona felice è un’arte che si impara…

 

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Ed eccoci  in mezzo, ad oceani di realtà vissuta che separano l’istante dell’innamoramento, perfetto ed etereo, da una realtà che è diventata vita vissuta. Preziosa, ricca di ricordi e di gratitudine…

 

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<3<3<3…stasera sei felice!

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