Archive for the ‘benessere’ Category

Con PERE e CORBEZZOLI “la Torta al Grano Saraceno” di NonsoloNonna… DELIZIA d’ AUTUNNO


 

 

” Il tuo ombelico è una conca a semiluna, non vi mancherà il vino miscelato. 
Il tuo grembo è un mucchio di grano contornato da gigli”

(Cantico dei Cantici)

 

Mai come quest’ anno, mi sono ritrovata tante pere e corbezzoli  in Autunno, ho soltanto 2 alberi… ma sono stati sufficenti per produrre un’ infinità di pere, grosse tenerone e tanto dolci…i corbezzoli rossi e dolci come ciliegie hanno aiutato la mia fantasia nelle torte di stagione… ecco che stamattina ho pensato di fare una gustosissima torta ricordandomi di  una vecchia ricetta contadina…

 

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La Torta al grano Saraceno si puo fare tutto l’anno anche con le pere più dolci di Fine Agosto…

 

                         

 

” Nostalgia di Tradizione”

quando cucinare non era perdere tempo, ma un momento del vivere, e il quaderno delle ricette di casa, un prezioso libro da scrivere…


La mia ricetta antica

 con le pere di “Villa Ceppeto”

” Torta leggera al grano saraceno “ con mandorle e le “mie” pere BIO

ingredienti

per 8 persone


75 g di farina di grano saraceno

75 g di farina di riso

75 g di mandorle pelate

75 g di zucchero(fruttosio)

2 uova

3 pere grosse e morbide

1 limone

200ml

di latte

1/2 bustina di lievito da dolci

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Cosa fare:

  • Grattugiate un cucchiaino di scorza del limone e spremete il succo.
  • Tritate grossolanamente le mandorle e mescolatele con 25 g di zucchero.
  • Battete per alcuni minuti,possibilmente con l’aiuto di fruste elettriche, le uova con lo zucchero rimasto e la scorza grattugiata.Aggiungete prima la farina di riso setacciata insieme al lievito e dopo la farina di grano saraceno.
  • Ammorbidite l’impasto con il latte e poi stenderlo in maniera uniforme sul fondo di una tortiera da 26 cm rivestita con carta da forno.
  • Pelate le pere,tagliatele a fettine piccole,bagnatele con poco succo di limone e distribuitele in maniera decorativa facendole in parte penetrare nella pasta.
  • Cospargete le mandorle allo zucchero e infornate a 180°C per 30 minuti circa.
  • Servitela una volta raffreddata.


  • I 5 PREGI DEL GRANO SARACENO
  1. Non contiene glutine,quindi è adatto per celiaci.
  2. Risulta molto facilmente digeribile.
  3. Rispetto al frumento ha il triplo di lisina,un aminoacido essenziale che rende più” nobili”le proteine in esso contenute.
  4. E’ricco di sali minerali in particolare doi magnesio.
  5. Importante è il livello di lecitina,sostanza utilissima nell’equilibrio dei grassi nel sangue

 

 

 

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Quando l’amore ti chiama, seguilo.

Anche attraverso le sue tante vie faticose e ripide.
E quando le tue ali ti avvolgono, abbandonati.
Non importa se la spada nascosta tra le sue piume può ferirti.
Credi in lui, sebbene la sua voce possa frantumare i sogni e strappare fiori
nel giardino della tua anima.

Quando l’amore ti chiama, seguilo.

Lui sa accarezzare i momenti più teneri, anche quando tremano al Sole.
Seguilo.
Ti accoglierà come il prato che fa crescere l’erba, come il cielo che fa bionde
le spighe, come la macina che fa candido il grano.

Quando l’amore ti chiama, seguilo.

Conoscerai tutti i segreti del tuo cuore, così come sarai padrone di ogni
frammento della vita.
Non aver mai paura dell’amore.
Entra nel suo mondo.
Vivi le stagioni del sorriso, come pure quelle del pianto.
Scoprirai che non sono amare le sue lacrime.

Quando l’amore ti chiama, seguilo.
E lasciati guidare.

Kahlil Gibran

 

commento dell’amico poeta

Enrico Garrou

Chi è questa che sorge come aurora,
Bella come la luna,
Radiante come il sole
E maestosa come schiera armata?
Che bello il cantico dei cantici. Tu sai creare questi paradisi perché tu sai amare la bellezza di questa terra, sai amare la poesia, i frutti e i sogni della natura, il piacere di creare sapori e profumi. Un pensiero grande.
GRAZIE Enrico ❤
anche i tuoi commenti sono poesia
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Estate di San Martino ♥️ 3 giorni belli e un pochinino…qui in Toscana è arrivata ieri


San Martino

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull’uscio a rimirar


tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,

nel vespero migrar.

G.Carducci

 

La nebbia sale, lasciando una lieve pioggia, verso i colli carichi di alberi spogli, mentre il mare è in tempesta, pieno di onde e di schiuma, sotto il vento Maestrale.Ma le vie del borgo sono in festa e fermenta il mosto nei tini, diffondendo un odore apro di vino in tutto il paese, che rallegra gli animi.Sulla brace accesa e scoppiettante gira poi lo spiedo mentre il cacciatore sta fermo sulla soglia di casa a guardarera le nuvole rosse al tramonto, uno stormo di uccelli neri che, come pensieri vagabondi, si allontanano verso la notte.

         

Be’ …se la vogliamo chiamare estate

 

Le Origini…

La leggenda narra che Martino, l’11 novembre si trovasse ad Amiens, in Gallia nel cammino di ritorno verso casa. Nel bel mezzo di una bufera incontrò un mendicante rattrappito dal freddo e con un moto di generosità gli offrì metà del suo mantello. Dopo pochi attimi la pioggia smise di cadere, il vento si placò ed un bel sole fuoriuscì a riscaldare la temperatura. Quindi la leggenda prevede che la breve interruzione di tre giorni della morsa del freddo, si ripeta ogni anno per commemorare il gesto magnanimo e generoso, visto che Martino quelle stessa notte ebbe in sogno Gesù, che ebbe parole di stima per il futuro santo, sostenendo che dietro il travestimento del mendicante vi era proprio lui.

 

Tradizionalmente in questi giorni vengono aperte le botti per il primo assaggio del vino novello, che di solito viene

abbinato alle prime castagne, da qui il motto:

“a San Martino ogni mosto diventa vino!”

 

La ricetta da abbinare al “Vino Novello” 

 

“Il Castagnaccio”

 

 

 

Ingredienti

300 gr di farina di castagne

1/2 l di acqua

4 cucchiai di olio di oliva

3o gr di pinoli

50 gr di uva sultanina

30 gr di gherigli di noce spezzettati

2 rametti di rosmarino

1 presa di sale 

1 cucchiaino di fruttosio

come fare

  • Setacciare la farina di castagne e aggiungere l’acqua, la presa di sale mescolare bene
  • Aggiungere i pinoli, l’uvetta precedentemente messa in acqua per ammorbidirla le noci sminuzzate e il fruttosio
  • Aggiungere 2 cucchiai di olio di oliva e 1 rametto di rosmarino
  • Mescolare molto bene e lasciare riposare x 20 minuti
  • Intanto ungere con 1 cucchiaio di olio di oliva una teglia bassa antiaderente di 24 cm di diametro
  • Versare il tutto nella teglia e alla fine aggiungere foglie di rosmarino e 1 cucchiaio di olio di oliva
  • Mettere in forno a 220°, precedentemente riscaldato per 35-40 minuti

 

 

 

ma siiii…che poi è arrivata…l’estate

 

 

Il profumo del mito…una storia 1000naria, IL TIMO


 

“Passerà il tempo ma la medicina delle erbe non tramonterà mai”

 

Gerolamo Cardano,

poliedrica figura di medico, mago e filosofo del Rinascimento Italiano

 

il profumo del timo

Scivolo piano nel paesaggio in versanti
argentati e aspri o anche dolci e poi fratti
di pietre brune e linee austere
che amo, quasi a saper esser così,
o lo sono…
guardo 
e assorbo il passato e il presente
di un cuore scomposto e ardente
il mio
cerca la linea di armonia
nel duro rincorrere i giorni
privo di senso e, quello sì,
aspro.
Esile filo, erba lucente
imperlata del freddo
che presto verrà, scorre la mano
e ricorda la pelle
in altre carezze.
Scende la sera
in giro sui monti 
c’è ancora il profumo del timo.

 

 

 

Il nome deriva da ” THIMOS” che significa, ANIMA, RESPIRO VITALE, CUORE che…

per i Greci era sede dell’IRA, del CORAGGIO e dell’ARDORE si riteneva che il suo aroma conferisse VIRTU’ EROICHE.

veniva usato spesso nella decorazione pittorica delle tombe.

 

si resta increduli davanti alle infinite proprietà medicinali, farmacologiche o MAGICHE che in passato erano attribuite a questa pianta:

la flora spontanea italiana comprende circa 10 specie di” thymus”, molto simili tra loro.

Per gli Egizi era un’erba purificatrice usata nei templi, gli egizi ne preparavano unguenti per l’imbalsamazione e pensavano che l’anima dei defunti potesse risiedere nei SUOI FIORI, la scienza non aveva ancora diimostrato che i suoi oli impediscono la putrefazione e la prolificazione batterica.

I medici Arabi Avicenna e Averroé lo raccomandavano come droga antivelenoo e per curare la tosse e reumatismi.

Nel Medioevo figurava tra le 5 piante sacre tanto che Carlo Magno ordinô che fosse coltivato in tutti i gIardini erboristici e negli orti dei monasteri per questo motivo le Dame ricamavano spighe di Timo sulle insegne dei loro cavalieri, pastori, viandanti e pellegrini un tempo costretti all’addiaccio erano soliti consumarlo per preservarsi dalle malattie e dagli insetti velenosi.

I Romani ne ricavavano un vino medicinale e pare che i soldati prima delle battaglie si immergessero nell’acqua di TIMO che infondeva Coraggio e Vigore.

 

 

Frittata di settembre

con  “LE ERBE SELVATICHE”Timo Serpillo

 

che aiutano a superare il cambio di stagione…

ogni erba cresce nel momento in cui noi abbiamo bisogno di LEI

 

 

 

Ingredienti

Le Erbe Selvatiche

( Portulaca, Timo, Paretaria, Menta, Foglie di Malva, Crescione, Nepitella, foglie tenere di malva)

Funghi Champignon a fette

Uova

cipolla piccola di Tropea

Pecorino Stagionato grattugiato

pepe bianco, sale, olio extra vergine di oliva, noce moscata

come fare:

  • Facilissima da farsi, dopo avere raccolto le erbette selvatiche, lavatele accuratamente e spezzettatele.
  • In una padella mettere olio e cipolla, rosolare poi aggiungere i funghi a fette, rosolare ancora per qualche minuto.
  • Coprire le erbette e funghi con formaggio pecorino grattugiato con nepitella, timo, pepe bianco e sale qb.
  • Aggiugere le uova sbattute con noce moscata, girarla almeno 1 volta.

 

       

 

Qualcosa di Curioso e Afrodisiaco è racchiuso

nella”Menta”…e nel Crescione

La storia è narrata da Ovidio: lega il nome della Menta a quello della ninfa “MYNTHA” creatura straordinariamente BELLA. Secondo la leggenda la ninfa venne trasformata nella pianta della menta da Proserpina, mooglie gelosa di Plutooe ed il suo caratteristico profumo gli fu donato da  dal Dio come utimo gesto d’amore.

Presso alcune cuture mediterranee era auspicio di prosperità… distribuirne le foglie sul pavimento della camera in occasione della prima notte di Nozze, e specifiche virtù di corroborante dell’attività sessuale erano evidenziate anche da Discoride e Galeno nei looro studi.

Leggende latine dicevano che ai soldati Romani era vietato il consumo di menta, perchè li avrebbe resi schiavi dell’eros, spingendoli a preferire le battaglie amorose a quelle con il nemico.

Gli Ebrei  usavano la menta per profumare le mense ed elevare lo spirito.

mentre il Crescione…

il Crescione d’acqua di questa pianta si utilizzano sia foglie che fiori…va raccolto da Maggio ad Agosto in piena fioritura e va usato fresco altrimenti perde le sue proprietàe la qualità più apprezzata per le sue proprietà aromatiche terapeutiche e Afrodisiache, battezzato “Nastiurtium”, tipico per il suo odore piccante, molto conosciuta nell’antiichità perchè cresceva spontanea nei pressi dei corsi d’acqua.

Discoride classificava il seme della pianta “CALDO”,atto a stimolare Venere, cosî pure i Romani consideravano questa pianta corroborante ed Afrodisiaca.

Plinio riteneva che rendesse più vivace la mente, durante l’Ottocento forse per il suo odore, Mantegazza ribadì le proprietà afrodisiache

Durante l’Ottocento, forse per il suo odore, Mantegazza ribadî le sue proprietâ afrodisiache del crescione, inserendola tra gli alimenti ottimi per rinforzare il tenzone Amoroso.

 

 

 

Ai tempi nostri : 

in Sardegna era chiamato erba della Madonna, con altre piante aromatiche proteggeva il ciclo mestruale

in Germania era associato, alla divinità FREJA Dea dell”Amore e della Primavera dalle cui lacrime curiosamente, come nella lleggenda Greca Arianna, sarebbe nato il TIMO

 

Curiosità

Questa pianta era inoltre conosciuta con il nome di Marienbattstroth,  cioè la paglia del letto di Maria nella fuga in Egitto e lo si bruciava durante le sue feste.

Particolari Proprietà

Sulle rive del Reno Hildegarda di Bingen, molti anni prima ch laa sciennza individuasse il potentte “Timolo”, usat come antbiotico e battericida usato come antibiotico e battericida nella prima guerra mondiale, lo accomandava per curare lebbra, paralisi e malattie nervose.

Alberto Magno religioso e filosofo deel XIII secolo nel De Vegetabilibus lo prescrive come sedativo per i malinconici e gli epilettici e un’altro autoore antico un certo …

Durante  sostiene che” giova trito con olio alla dislogazione de li ossi, e come acetolito al nervo sciatico, il decotto nel vino conferisce alla vista debole, giova ai difetti della vescica e combatte i vermi”.

Gian Battista della Porta, cinquecentesco filosofo e alchimista che come Giordano Bruno aveva una visione mistica e magica della natura e delle sue cause, affermava che il timo strofinato e odorato rendesse immuni dalle malattie e assicurasse lunga vita. 

 

Nella terra di William Shakespeare, si credeva che il suo consumo facesse addirittura acquistare ” la capacità di vedere le Fate”.

 

Pane Integrale alle erbe

 

 

ingredienti

200 gr di farina 00

200 g di farina grano saraceno

10 gr di lievito di birra fresco

1 cucchiaio di zucchero

4 foglie di salvia

1 cucchiaio di foglie e fiori di timo

1 cucchiaio di foglie di finocchio tritate

1 cucchiaio di semi di fiocchio

1 cucchiaio di santoreggia tritata

1 cucchiaio di aghi di rosmarino tritati

olio di oliva

1 cucchiaio di sale

 

come fare

 

  • Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida
  • Mescolare le farine setacciate con lo zucchero, il sale , un filo di olio, le erbe tritate, i semi di finocchio e foglie e fiori di timo.
  • Impastate aggiungendo via via l’acqua con , lavorando fino ad ottenere un impasto omogeneo e non appiccicoso.
  • Adagiate il composto in una terrina, copritelo con un canovaccio e fatelo lievitare in un luogo fresco per 2 ore circa, finche la pasta non avrà raddoppiato il proprio volume.
  • Stendete l’impasto con le mani e con il mattarello, portandolo ad uno spessore di 1 centimetro
  • Trasferitelo in una teglia unta di olio e cuocetelo al forno a 250°, dopo 13 minuti diminuire il calore a 200° e portare a cottura, ci vorranno 30′ circa
  • Servite il pane freddo , tagliato a fette.

 

 

 

Cambia tutto intorno a noi ma:

 

LE ERBE, come il canto degli uccelli ritornano uguali ad ogni stagione,

quindi mi chiedo… perchè non dovrebbero conservarsi anche le loro proprietà?

 

 

 

E’ tornata leggera l’anima tua alla mia nel complice silenzio della sera.

Abbraccia la notte il mio dolore, sorpresa

dal mormorio vicino del tuo AMORE

 

 

 

“HOMEBREWING” come farsi una birra ” da soli “


” Sull’acqua scintillano

migliaia di tremule stelle,

soffici nebbie assorbono

l’orizzonte che attorno si erge;

la brezza del mattino aleggia

sulla baia, in ombra ancora,

e nel lago si specchia

il frutto che matura.

goethe

 

 

Nel mio week end al lago ho raccolto del Luppolo, mi piace questa pianta, i suoi germogli a Primavera si possono  usare in cucina per zuppe, risotti, frittate. Messo dentro ad un vaso di vetro trasparente può abbellire un’angolo della casa, ed infine se volete farvi una buona birra fatta in casa… è il fiore femminile del luppolo che conferisce l’aroma caratteristico, fungendo inoltre da conservante naturale mantenendone le caratteristiche organolettiche.

 

 

Negli Stati uniti…un po’ per colpa della crisi è tornato di moda ” homebrewing”, ovvero il farsi la birra in casa. Con una cifra contenuta, è infatti possibile farsi una buona birra da conservare e fare assaggiare agli amici.

Provate anche voi…con la ricetta di Nonsolononna a produrne una quantità moderata

 


            

 

  • Macinate 2,500 kg di malto di orzo e fatelo cuocere per 1 ora in un calderone di 15 litri di acqua in cui avrete sciolto precedentemente 500 g di zucchero, a 68° per 1 ora.
  • Filtrate il mosto e aggiungete 40 g di luppolo e lasciatelo sul fuoco per un’altra ora.
  • Poi versate mezza bustina di lievito e fate riposare il mosto per 1 settimana ( in 1 tino non a chiusura ermetica perchè la birra deve fermentare, usate un gorgogliatore.
  • Il mosto dovete prima agitarlo, per ossigenare la birra. Collocare in un luogo buio a 20° di temperatura+/-2 gradi.
  • Trascorsa 1 settimana potrete imbottigliare la vostra birra, ricordandovi di aggiungere in ogni bottiglia  ancora zucchero, 6-7 g di zucchero per litro. Lo zucchero è necessario per la formazione delle bollicine.
  • Fate riposare la vostra birra ancora per un’altro mese, dopodiché potrete assaggiarla.

Sorseggiate a lungo e godetevela, ve lo meritate dopo tutto l’avete ” FATTA VOI”.

birra

 

 Fondamentalmente si può aggiungere qualsiasi aroma alla birra fatta in casa. I più comuni sono la liquirizia, il miele, la cannella, il cacao, il peperoncino, lo zenzero, il caffè, la noce moscata.  

Da ricordare: In alcuni casi, la seconda fermentazione, quella con lo zucchero, non avviene in bottiglia ma in un secondo fermentatore. 

Nelle birre fatte in casa, a meno di non avere a disposizione sistemi di filtraggio sofisticati, un poco di fondo rimane. Versando la birra nei bicchieri, dobbiamo avere cura di non introdurre anche questo fondo

 

cucinare con il luppolo

                                                          

1° ricetta

“Zuppa di luppolo”

ingredienti 

300 g di germogli di luppolo
3 uova
1 spicchio di aglio
40 ml di olio extra vergine di oliva
sale, pepe
Per completare : 4 fette di pane raffermo
40 g di asiago stagionato grattugiato.

 come fare:

  • Lavate, lessate e scolate i germogli di luppolo, tagliateli e fateli soffriggere per alcuni minuti nell’olio aromatizzato con lo spicchio di aglio.

  • Salate e pepate, quando sono insaporiti, versate nella pentola 1 litro e mezzo di acqua.

  • Portate il composto a ebollizione poi unite le uova che dovete strapazzare nel liquido con una forchetta.

  • La zuppa è pronta non appena le uova si rapprendono.

  • Spegnere il fuoco e insaporire con formaggio grattugiato prima di versare nel piatto, sistemare nel fondo le fettine di pane abbrustolito con un filo di olio di oliva extravergine.

2° Ricetta

flan di Spinaci Selvatici o ” Buon Enrico” e

germogli verdi di Luppolo

 

ingredienti

200 g di spinaci selvatici “Buon Enrico”

150 g di germogli di luppolo

2 uova bio

3 cucchiai di mollica di pane

1 tazza di besciamella

35 g di parmigiano reggiano

noce moscata e pinoli

 

come fare:

  • Fare cuocere gli spinaci e i germogli finali del luppolo a vapore
  • Scolateli, tritateli e strizzateli bene.
  • Aggiungete alla besciamella un uovo, mescolando in fretta con la besciamella ancora tiepida.
  • Quando l’uovo è completamente amalgamato, aggiungere l’altro uovo, unire il parmigiano grattugiato e un poca di noce moscata grattugiata, per finire incorporare il pane, e salate a piacere
  • Alla fine aggiungere gli spinaci e i germogli di luppolo e  circa 60 g di pinoli
  • Imburrate i contenitori in ceramica da forno avendoli prima spennellati con burro fuso, importante è spennellarli in senso verticale per agevolare la cottura e la sofficità del flan.
  • Una volta messo il flan nei contenitori aggiungere sopra prima di infornare qualche pinolo.
  • Lasciate cuocere per 40 minuti a 200°.

 

  cucinare con la birra

 Pollo alla ” Birra Chiara”

pollo alla birrabirra

  • Pulite e fate a fette non troppo sottili 400 g di cipolle, poi tagliate a listarelle 1 trancio da 200 g di speck e mettetele a stufare in una padella con 3 cucchiai di olio e un pezzetto piccolo di burro.
  • In un’altra padella con 4 cucchiai di olio e 20 g di burro mettete 1 kg di pollo a pezzetti e conditelo con un trito fine di erbe aromatiche ( timo, salvia, rosmarino e sale).
  • Pepate e lasciate rosolare il pollo dai 5 ai 10 minuti a fuoco moderato.
  • Unite, mescolate un pò e versate 1/2 litro di birra chiara.
  • Cuocete con coperchio a fuoco lento x 30 minuti, finché la birra non risulti assorbita.

 

Vedo le cose al loro posto,
mi soffermo sui particolari,
anche dove non sono,
riconosco.
Sento gli odori che non sono alle porte,
mi prendo in disparte
e profondamente respiro.
Con fare deciso
imprimo un’orma nel suolo,
per una foto ricordo.
Fisso un punto preciso nel vuoto,
rimanendo muta,
contemplo su ciò che in te voglio.
Penetrare nei tuoi occhi.
Guidare il tuo cammino.
Correrti incontro.
Darti in un bacio

 

 

 

 

 

 

 

Sotto il rosa del Giappone…E ANCORA un salto in Toscana e poi a N.Y ( vedi F.B)


 

I fiori della primavera sono i sogni dell’inverno raccontati,

la mattina, al tavolo degli angeli.

(Khalil Gibran)

Sotto il rosa del Giappone…

Durante la fioritura dei ciliegi, chiamata la fioritura dei “SAKURA“.

La traduzione letterale del significato “HANAMI” è”ammirare i fiori”, è una tradizione che si tramanda da da oltre un millennio.Al termine dell’inverno i fiori di ciliegio ” SAKURA”, in giapponese appagano la vista, ma soltanto per alcuni giorni, i delicati boccioli con il suo colore tenue generalmente bianco sfumato di rosa che hanno ispirato moltissimi poeti giapponesi nella composizione di ” HAIKU”, le classiche terzine della poesia giapponese, il Sakura con la sua presenza effimera porta con sé profondo significato nella cultura locale, nel rapido scorrere della vvita con i suoi fugaci piaceri e dolori ” Hana yori dango” meglio il dango che i fiori.

Hana yori Dango è un proverbio giapponese. Hana sono i  fiori, Dango è un dolcetto.Letteralmente significa piuttosto che i fiori, i dango .Cioe’ è meglio qualcosa di utile invece di cose che sono soltanto belle da vedere. Si usa spesso nel periodo di Hanami. Questo proverbio fa capire a cosa sono più interessati i giapponesi durante Hanami. Infatti è bello vedere Sakura ma in realta è piu’ bello mangiare, bere e fare Party.

 
 

 

(Non è proprio vero, ve lo dico giusto per spiegare). Tuttavia questo non vale soltanto per la bellezza e il cibo. Significa anche che è meglio saper fare invece di avere tanti titoli teorici e niente di pratico. Il famoso titolo di anime/manga/drama Hana yori dango (花より男子) è infatti un gioco di parole. In questo caso Dango (男子) significa ragazzi ma solo maschi. (In realtà maschi si pronuncia Danshi ma l’ideogramma 子 si può pronunciare Ko, Go ecc..) Chi conosce questo manga capirà perchè viene usato questo proverbio come titolo. All’ombra degli innumerevoli ciliegi sparsi per tutto l’arcipelago, i giapponesi tutti si ritrovano per allegri picnic sull’erba , in più “dango yori shyashin” ovvero più fotografie che cibo.

 

Ricetta della tradizione della mia blogger giapponese preferita ” Rika’s”

Tsukimi letteralmente significa:

“Guardare la luna”.

come dolce per la festa della luna abbiamo “Tsukimi Dango” 

 Ingredienti :

Dango

 Farina di riso glutinoso 50 g

Acqua quanto basta

-Salsa Mitarashi-

Salsa di soia 1 cucchiaio

Zucchero 4 cucchiai

Acqua 1 cucchiaio

Amido di mais 1 cucchiaio + acqua 1 cucchiaio

 (con queste dosi escono circa 12 palline)

Preparare i Dango.

Aggiungendo acqua poco alla volta impastare Dango finchè diventa morbido e liscio.

Mettere i dango nell’acqua bollente.

Quando vengono a galla sono pronti (come nella cottura degli gnocchi), raffreddarli nell’acqua fredda.

Quando si raffreddano asciugare con della carta.

Preparare Mitarashi 

Mitarashi : Uno sciroppo ricavato dalla salsa di soia

In una ciotolina girare l’amido di mais e 1 cucchiaino di acqua.

In una pentolina mettere la salsa di soia, zucchero e acqua e far bollire un po’.

Quando diventa un po’ denso mettere la fecola di patate e l’acqua e girare bene.

Esiste anche un calendario da consultare,  per non perdersi località e giorno in cui i ciliegi avranno la massima fioritura e assicurarsi così l’incredibile spettacolo… 

Sotto il rosa della Toscana…

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Ricetta

Linguine al misto di pesce

con cipolle di Tropea e timo fiorito del mio giardino 

ingredienti per 6 persone

3 cipolle di tropea

2 spicchi di aglio

1 fetta di salmone

1 fetta di pesce spada

1 fetta di tonno

4 seppie medie tagliate a striscioline

2 limoni

1 bicchiere di vino bianco

timo serpillo di campo in fiore.

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come fare:

  1. tagliare a striscioline la cipolla e metterle ad ammorbidire nell’olio di oliva con i fiori e foglie di timo e uno spicchio di aglio
  2. aggiungere le code di gambero e le seppie tagliate a striscioline dopo 7- 8 minuti aggiungere il pesce spada, il salmone e il tonno precedentemente tagliati a cubetti.
  3. Lasciare cucinare per circa 10 minuti aggiungere il succo di 1 limone e 1/2 bicchiere di vino bianco, terminare la cottura e aggiungere foglioline e fiori di timo

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Dalla mia mente si diparte una strada di primavera,
e sulla strada passeggiano una stella e una margherita
ed ecco, poco più in là, il tuo sorriso come una calda casa abitata.
Aspettami, arriverò domani.

 

 

 

Immersi nel Bianco e Rosa di “Casa Nostra”, cominciano i giochi…

 

Soufflè di Primavera…con 13 ERBE SPONTANEE, delizioso e molto economico…


in occasione della 7 giorni di erbe selvatiche…

il mio delizioso soufflè primaverile

 

Credere

Credere
e nella natura
lasciarsi trasportare
divenire parte di essa
per assaporare
l’altro
quel che è celato
agli occhi
e visibile al cuore.
 Poesia  dal blog  Il mio giornale di bordo 

antodesimone.wordpress.com/

 

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 In cucina con Nonsolononna e le sue… erbe selvatiche

Uno degli insegnamenti più grandi lasciatomi da mia nonna è stato di osservare con attenzione ogni erba del prato. Lei aveva vissuto con 4 figli i grandi momenti di carestia dovuti alla guerra, aveva un piccolo orto e  seguiva molto le usanze in cucina che avevano allora i conventi Francescani,  attraverso la parola di San Francesco erano abituati a lodare qualsiasi creatura vivente. Lei conosceva il nome delle erbe spontanee che crescevano nel proprio orto e intorno ai campi vicino e sapeva come servirsene, ricavandone veri e propri manicaretti.

Molte delle piante che solitamente chiamiamo infestanti, sono spesso a nostra insaputa delle” prelibatezze in cucina”, impensabile per me, che ero abituata fino a qualche anno fa a frequentare solo Supermercati o grandi negozi.

 Adesso parlerò delle loro…Proprietà Nutrizionali.

Le erbe spontanee sono un’ottimo antiossidante naturale che neutralizza i radicali liberi, preservando le nostre cellule dall’invecchiamento precoce e da svariate patologie come la gotta e lo scorbuto, contengono elevate concentrazioni di sali minerali, calcio, ferro, magnesio e potassio e soprattutto vitamine A, C, E, acido folico, riboflavina e contenuto maggiore di fibre rispetto agli altri ortaggi coltivati. In queste erbe sono quasi assenti i lipidi e i carboidrati.

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Soufflé di Primavera alle 13 erbe spontanee

questa  ricetta è stata elaborata da me…è un’insieme di tante piccole  ricette tra le più antiche  della cucina tradizionale popolare.
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Ingredienti

12 erbe spontanee

2 cuori di carciofi

2 finocchi  tagliati a fettine fini

4 fili di erba cipollina spontanea compresa di bulbo

6 uova bio

1/2 bicchiere panna magra bio

1/2 bicchiere di latte

4 cucchiai di olio extra vergine di oliva

20 g di pecorino stagionato

30 g di parmigiano grattugiato

noce moscata

sale e pepe

1 noce di burro

Quali erbe raccogliere:

Le prime 4 erbe spontanee raccolte(partendo dall’alto del vassoio) sono:

Tarassaco-Foglie di PrimulaCimette di AparinaTimo Selvatico

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Le seconde 4 erbe spontanee raccolte(partendo dall’alto del vassoio) sono:

Cimette selvatiche di rapaOmbrellino pugliese Bocci di radicchio selvaticoCarota Selvatica

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Le terze 4 erbe spontanee raccolte(partendo dall’alto del vassoio) sono:

Asparago Selvatico- Melissa- Foglie di finocchio– Piantaggine
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ho poi aggiunto 2 cuori di carciofi e 2 finocchi a fettine… un vero piatto ricco di Salute e di Primavera
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come fare:
  1. Pulire con abbondante acqua le 13 erbe, e lessare brevemente a vapore,( così rimarranno integre le proprietà nutrizionali), tutte le 12 erbe escluso l’erba cipollina.
  2. Tagliare a fettine sia i carciofi che i finocchi, cuocerli leggermente a vapore.
  3. In una padella mettere 4 cucchiai di olio, i 4 bulbi di erba cipollina tagliata a pezzetti e le foglie sminuzzate.
  4. Aggiungere le erbe lessate a vapore, i carciofi e i finocchi e saltare per 5 minuti aggiungendo 3 cucchiai di acqua e 2 di olio di oliva.
  5. In una terrina sbattere 6 uova, solo tuorli con 1/2 bicchiere di latte e 1/2 bicchiere di panna magra, noce moscata, sale e pepe, abbondante parmigiano con 30 g di pecorino stagionato.
  6. Aggiungere all’impasto di tuorli, quello delle erbe con finocchi e carciofi, fatte cuocere precedentemente nell’erba cipollina e olio di oliva.
  7. Sbattere a neve le 6 chiare d’uovo e aggiungerle con un lento movimento dal basso verso l’alto all’impasto di tuorli e erbe.
  8. Cospargere il fondo delle pirofile con burro e passare poi pangrattato, versarvi l’impasto e livellare bene, non devono rimanere bolle di aria.
  9. Cuocere in forno ventilato a 180° precedentemente riscaldato, per circa 35 minuti, non aprire il forno fino a cottura ultimata, altrimenti il soufflè si sgonfia.
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Conosco un luogo
che ogni giorno si riempie di sole
e tutto è rapito in quel momento.
(G. Ungaretti)
      

Credo sia questo il vero amore:

avere l’impressione di stare al centro della propria vita, non ai margini.

Nell’angolo giusto. Senza avere bisogno di sforzarsi per piacere all’altro, restare se stessi.

Katherine Pancol,

Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì

CURCUMA…l’ORO dei re magi & le mie “salutari”ricette Natalizie


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Particolare dell’Adorazione dei Magi…un dipinto del Perugino

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Ero a Firenze  il 5 gennaio dello scorso Anno, ospite ad un party natalizio organizzato da un famoso  cardiologo che aveva operato a N.Y  al Mount Sinai Hospital; gli chiesi cosa volesse nella calza della befana! «Un po’ di curcuma» mi rispose. Dopo avermi fatto leggere decine di lavori sull’utilità del curry in cardiologia, capii che non scherzava affatto. E mi raccontò le origini di questa radice (con cui adesso si prepara il curry) sostenendo che l’oro portato in dono al Bambin Gesù dai Re Magi non fosse il vile metallo bensì la polvere di curcuma dall’intenso colore giallo oro, già da allora mescolata a pani e focacce per dare sì sapore ma anche (visto il suo forte potere antibatterico) per combattere le mille infezioni possibili nei paesi caldi.

 

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adorazione dei MAGI del Perugino

CURCUMA…la PREZIOSA PIANTA

nel giardino di Nonsolononna

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La mia ricetta natalizia …Biscotti alla Curcuma

ricetta

Cuori, angeli & C

ai Pistacchi e Curcuma

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ingredienti per 60 pezzi

40 g di burro

80 g di fruttosio

1 uovo bio

la scorza di 1/2 arancia bio

100 g di pistacchi non salati, sgusciati e tritati

150 g di farina di kamut bio

glassa reale “fatta in casa”

(vedi ric. nel BLOG)

2 piccoli cucchiaini di curcuma

3 cucchiai di pistacchi sgusciati non salati

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preparazione

biscotti & decori

  • In una terrina ammorbidire il burro.
  • Unire  fruttosio, uovo e scorza di arancia e amalgamare fino ad ottenere un composto omogeneo e chiaro.
  • Unire i pistacchi tritati finemente, la farina, il curcuma e formare rapidamente una palla di impasto, appiattirla leggermente.
  • Coprirla e metterla in frigo per 2 ore.
  • Su un ripiano spolverato con un po’ di farina, stendere poco per volta l’impasto a uno spessore di 7 mm circa.
  • Con i vari disegni di stampini natalizi tagliare l’impasto steso e disporre i biscotti su una placca foderata con carta da forno
  • Cuocere in forno per 8 minuti nella parte centrale preriscaldato a 180 gradi.
  • Sfornare e trasferire con la carta da forno su una griglia e lasciar raffreddare.
  • Preparare la glassa reale con curcuma (vedi ricetta nel blog).
  • Intingere o biscotti nella glassa.
  • Cospargere con i pistacchi e far raffreddare

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e poi ancora curiosità:

 

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Ma anche gli altri doni dei Magi, oltre ad un forte valore simbolico, avevano una grande utilità nella vita comune.
La mirra è una resina profumata estratta dalla Commyphora, usata nella vita quotidiana come disinfettante e profumo. In campo medico veniva usata come anestetico: mirrato era il vino che il soldato romano offrì a Cristo sulla Croce per alleviarne le sofferenze. A duemila anni di distanza un lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature ci dice che la mirra ha, in effetti, gli stessi meccanismi di azione della morfina. E questo spiega perché sotto l’imperatore Augusto in ogni campo di battaglia, sui carri-ambulanza era obbligatorio avere la mirra.
Ancora più utile l’incenso, conosciuto per il suo uso in campo liturgico. Ma la pianta dell’incenso (Boswellia) ha ben altri meriti: i suoi componenti hanno proprietà antinfiammatorie, e, infatti, la boswellia viene comunemente usata nella moderna fitoterapia per la cura di artrite, artrosi, ma anche patologie più gravi quali ad esempio la colite ulcerosa.

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La curcuma …è l’antinfiammatorio naturale più potente fra quelli individuati finora.

La curcuma va mescolata al pepe nero e diluita nell’olio di oliva per fare in modo che possa esprimere al meglio i suoi effetti.

 

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Curcuma:

  1. La curcuma protegge il fegato dai danni provocati da tossici ambientali e alimentari e da microrganismi patogeni.
  2. Stimola anche la produzione di bile, migliorando quindi la digestione dei pasti, le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti in particolare di quelli abbondanti e ricchi di grassi.
  3. Recenti studi ne hanno accertato scientificamente le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti

 

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e poi ancora:

una ricetta salutare

CURRY DI VERDURE E ANANAS

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 ingredienti

400 g di patate dolci
1 cipolla
200 g di sedano
1 ananas
1 cucchiaio d’olio d’arachidi
2 cucchiai di curry rosso in pasta
5 dl di latte di cocco
1 cucchiaio di salsa di soia

preparazione:

  • Pelate le patate dolci, tagliatele in quattro e poi a bocconi.
  • Cuocetele al vapore. Tritate la cipolla. Tagliate a pezzi il sedano e l’ananas.
  • Scaldate l’olio in un wock o in una padella ampia.
  • Rosolatevi il curry in pasta.
  • Soffriggetevi brevemente la cipolla e il sedano
  • Aggiungete il latte di cocco e fate cuocere il curry a fuoco lento per ca. 30 minuti.
  • Unite l’ananas e le patate dolci.
  • Insaporite il curry di verdure con la salsa di soia.

.

E quando amiamo, siamo felici senza un perché.. 

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la vita è fatta sì di impegno e cose serie e costruttive, ma anche di doni, di magia, di polvere di stelle…e noi siamo esseri che de-siderano: desiderare, etimologicamente, significa cercare di

prendere dalle stelle.

 

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Auguri dolcissimi a tutti!

 

 

 

Doduck

Lo stagismo è il primo passo per la conquista del mondo.

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