Archive for the ‘colorazioni naturali’ Category

Sotto il rosa del Giappone…E ANCORA un salto in Toscana e poi a N.Y ( vedi F.B)


 

I fiori della primavera sono i sogni dell’inverno raccontati,

la mattina, al tavolo degli angeli.

(Khalil Gibran)

Sotto il rosa del Giappone…

Durante la fioritura dei ciliegi, chiamata la fioritura dei “SAKURA“.

La traduzione letterale del significato “HANAMI” è”ammirare i fiori”, è una tradizione che si tramanda da da oltre un millennio.Al termine dell’inverno i fiori di ciliegio ” SAKURA”, in giapponese appagano la vista, ma soltanto per alcuni giorni, i delicati boccioli con il suo colore tenue generalmente bianco sfumato di rosa che hanno ispirato moltissimi poeti giapponesi nella composizione di ” HAIKU”, le classiche terzine della poesia giapponese, il Sakura con la sua presenza effimera porta con sé profondo significato nella cultura locale, nel rapido scorrere della vvita con i suoi fugaci piaceri e dolori ” Hana yori dango” meglio il dango che i fiori.

Hana yori Dango è un proverbio giapponese. Hana sono i  fiori, Dango è un dolcetto.Letteralmente significa piuttosto che i fiori, i dango .Cioe’ è meglio qualcosa di utile invece di cose che sono soltanto belle da vedere. Si usa spesso nel periodo di Hanami. Questo proverbio fa capire a cosa sono più interessati i giapponesi durante Hanami. Infatti è bello vedere Sakura ma in realta è piu’ bello mangiare, bere e fare Party.

 
 

 

(Non è proprio vero, ve lo dico giusto per spiegare). Tuttavia questo non vale soltanto per la bellezza e il cibo. Significa anche che è meglio saper fare invece di avere tanti titoli teorici e niente di pratico. Il famoso titolo di anime/manga/drama Hana yori dango (花より男子) è infatti un gioco di parole. In questo caso Dango (男子) significa ragazzi ma solo maschi. (In realtà maschi si pronuncia Danshi ma l’ideogramma 子 si può pronunciare Ko, Go ecc..) Chi conosce questo manga capirà perchè viene usato questo proverbio come titolo. All’ombra degli innumerevoli ciliegi sparsi per tutto l’arcipelago, i giapponesi tutti si ritrovano per allegri picnic sull’erba , in più “dango yori shyashin” ovvero più fotografie che cibo.

 

Ricetta della tradizione della mia blogger giapponese preferita ” Rika’s”

Tsukimi letteralmente significa:

“Guardare la luna”.

come dolce per la festa della luna abbiamo “Tsukimi Dango” 

 Ingredienti :

Dango

 Farina di riso glutinoso 50 g

Acqua quanto basta

-Salsa Mitarashi-

Salsa di soia 1 cucchiaio

Zucchero 4 cucchiai

Acqua 1 cucchiaio

Amido di mais 1 cucchiaio + acqua 1 cucchiaio

 (con queste dosi escono circa 12 palline)

Preparare i Dango.

Aggiungendo acqua poco alla volta impastare Dango finchè diventa morbido e liscio.

Mettere i dango nell’acqua bollente.

Quando vengono a galla sono pronti (come nella cottura degli gnocchi), raffreddarli nell’acqua fredda.

Quando si raffreddano asciugare con della carta.

Preparare Mitarashi 

Mitarashi : Uno sciroppo ricavato dalla salsa di soia

In una ciotolina girare l’amido di mais e 1 cucchiaino di acqua.

In una pentolina mettere la salsa di soia, zucchero e acqua e far bollire un po’.

Quando diventa un po’ denso mettere la fecola di patate e l’acqua e girare bene.

Esiste anche un calendario da consultare,  per non perdersi località e giorno in cui i ciliegi avranno la massima fioritura e assicurarsi così l’incredibile spettacolo… 

Sotto il rosa della Toscana…

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Ricetta

Linguine al misto di pesce

con cipolle di Tropea e timo fiorito del mio giardino 

ingredienti per 6 persone

3 cipolle di tropea

2 spicchi di aglio

1 fetta di salmone

1 fetta di pesce spada

1 fetta di tonno

4 seppie medie tagliate a striscioline

2 limoni

1 bicchiere di vino bianco

timo serpillo di campo in fiore.

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come fare:

  1. tagliare a striscioline la cipolla e metterle ad ammorbidire nell’olio di oliva con i fiori e foglie di timo e uno spicchio di aglio
  2. aggiungere le code di gambero e le seppie tagliate a striscioline dopo 7- 8 minuti aggiungere il pesce spada, il salmone e il tonno precedentemente tagliati a cubetti.
  3. Lasciare cucinare per circa 10 minuti aggiungere il succo di 1 limone e 1/2 bicchiere di vino bianco, terminare la cottura e aggiungere foglioline e fiori di timo

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Dalla mia mente si diparte una strada di primavera,
e sulla strada passeggiano una stella e una margherita
ed ecco, poco più in là, il tuo sorriso come una calda casa abitata.
Aspettami, arriverò domani.

 

 

 

Immersi nel Bianco e Rosa di “Casa Nostra”, cominciano i giochi…

 

PASQUA… i preparativi, le uova colorate naturalmente e…un viaggio affascinante nell’ ISOLA di PASQUA


 

   

I suggerimenti di Nonsolononna per colorare naturalmente le uova:

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uova colorate applicando prima la foglia secca di cipolla

Prima di colorarle  pulire le uova con acqua e aceto, in modo che il colore venga uniformemente assorbito.

Per la colorazione è meglio utilizzare una vecchia pentola smaltata, perchè a volte i residui di colore sono difficili da eliminare, non usare pentole di acciaio inossidabile perchè a volte i colori possono alterarsi.

Si possono utilizzare sia uova bianche che marroni. Con le uova marroni si ottengono tonalità di colore calde e tenui, mentre su quelle bianche risaltano bene i colori forti e luminosi.

Ecco le mie proposte per le colorazioni naturali:

barbabietola rossabarbabietola uova colorate

ROSSO:
Sbucciare e tagliare 250 g di barbabietole rosse, cuocere a fuoco lento con coperchio per 15 minuti in litro di acqua, filtrare e aggiungere alla miscela 1 goccio di aceto.

nature uovanaturali uova

Si può usare anche te, di vari aromi, frutta, nero, e anche caffè…dove prima ho applicato bucce di cipolla e fili di erba e fiori essiccati.

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GIALLO-VERDE:

Portare a bollitura 100 g di iperico secco in 1 litro di acqua e lasciare cuocere a fuoco lento per 10 minuti.

GIALLO CHIARO:

Portare ad ebollizione  60 g di foglie di betulla secche in 1 litro di acqua e  lasciare cuocere a fuoco lento per 10 minuti.

VERDE:

 Portare a bollitura 100 g di foglie di ortica secche in 1 litro di acqua e lasciare cuocere a fuoco lento per 15 minuti.

per colorare ho usato anche le spezie polverizzate…

 le spezie in acqua con aggiunta di aceto danno colori tenui alle uova

uova nature

 ricetta

Qualcosa di sfizioso delizioso da bere,

durante il brunch di PASQUA

“BOWLE PRIMAVERILE”

per circa 6 litri

800 g di 🍓 fragole

4 mazzetti di menta🍃

16 limette🍈

2 dl di sciroppo all’ibisco e alla malva🌿

2 l di succo di 🍎 mele

4 bottiglie di moscato🍾

8 cl di acqua minerale frizzante

preparazione circa 20 minuti

  1. dimezzare o tagliare in quarti le fragole a seconda della loro grandezza.
  2. Staccare le foglioline di menta dai rametti. Spremerei 8 limette e tagliare le altre 8 a fettine.
  3. Mettere in una caraffa le foglie di menta, lo sciroppo all’ibisco, il succo e le fettine di limetta.
  4. Unire il succo di mele, il moscato e l’acqua minerale a piacere servire con del ghiaccio.

In estate con questo particolare succo faccio i ghiaccioli o succo ottimo per macedonie fresche

e adesso DOPO TANTO LAVORO… tutti in viaggio…un viaggio meraviglioso

nell’ISOLA DI PASQUA E NEI SUOI ENIGMI…

Prima domanda che viene naturale… perché si chiama così:

E quando il navigatore Olandese Jacob Roggeveen scopri l’Isola di Pasqua proprio la domenica di Pasqua del 1722 (da qui il nome)

Nell’Isola di Pasqua non ci sono spiagge immacolate, palme, barriera corallina…non pensiamo alla solita scena tropicale perché l’isola di Pasqua non è così…

L’Isola di Pasqua e come una grande prateria, una terra aspra disturbata spesso dal vento, spoglia oramai disboscata, segnata dai coni di numerosi vulcani, ora spenti e da scogliere nere e contorte, tutt’intorno mare, solo, mare ovunque  si guardi.

Il cielo e’ spesso coperto da nuvole ma quando spariscono e di un celeste intenso e luminoso.

La prima cosa che colpisce e la bellezza selvaggia del paesaggio e un senso misterioso e segreto sull’origine ci avvolge, colpisce questo suo carattere insolito quasi da leggenda, c’è il fascino di una vita un po’ primitiva alimentato anche dalla storia e dall’aspettativa creata dal mistero etnologico e archeologico che circonda l’isola.

Colpa dei giganti di pietra i “MOAI” uno dei fenomeni archeologici più affascinanti del mondo, che l’hanno resa famosa e rappresentano tuttora il simbolo più caratteristico dell’Isola di Pasqua.

Sono enormi e imponenti statue di tufo vulcanico realizzate circa un millennio e mezzo fa, ne esistono oltre 600 in gruppo o isolate, dislocate un po’ dappertutto. S’innalzano verso il cielo come sentinelle, custodi di una storia misteriosa.

Forse volevano simboleggiare la potenza e il prestigio dei clan che li fecero erigere, guardano assorti l’infinito con occhi remoti e impenetrabili, hanno i lobi delle orecchie allungati, il naso lungo e affilato la bocca atteggiata in una smorfia sdegnosa, ma nello stesso tempo infondono serenità. Alcuni portano una specie di cappello di pietra rossa il “PUKOO”. Passandoci accanto si ha la sensazione che ti stanno guardando ma in modo altezzoso, aristocratico. Volgendo lo sguardo al mare ecco la baia di Tongorik, dove I Rapanui costruirono il più imponente dei loro “AHU” oltre 200 metri di lunghezza, questo luogo sembra un palcoscenico per la rappresentazione dei monoliti, un complesso megalattico sacro. Sono eretti con le spalle al mare e rivolti verso i campi, quasi a volerli proteggere durante le coltivazioni.

l’isola e silenziosa atmosfera rilassante e serena l’atmosfera che si respira e di spiritualità, un’oasi  di pace dove i cavalli selvaggi pascolano liberamente ai piedi dei colossi , tra paesaggi solitari e i pochi contadini e pescatori(circa 2800) abitano l’isola e conducono una vita molto semplice, rilassati e cordiali con i visitatori che accolgono con danze e con le caratteristiche e profumate collane di fiori 🌺 l’Isola era anticamente chiamata “RAPA NUI” che significa “grande roccia” nella lingua degli isolani.

Interrogativi e misteri senza risposta

l’origine dei suoi primi abitanti è incerta, rimangono interrogativi aperti , come sono giunti fin qui?.Quali erano le loro credenze e la loro cultura?. Ma soprattutto come hanno potuto realizzare queste altissime statue di pietra scolpite direttamente nella roccia,con capacità e precisione notevoli. Come hanno fatto a trasportarle, così pesanti, dalla cava fino alla costa? Per erigerle su ampie piattaforme.Tutti questi interrogativi rimangono senza risposta è non fanno che accrescere l’interesse per questa civiltà ormai estinta.

una storia iniziata forse nel IV secolo con l’arrivo del re Hotu Maria e proseguita con la colonizzazione dell’isola, la costruzione dei villaggi, l’innalzamento delle statue, tutto ciò ha fatto prosperare l’isola anche “troppo” , il declino inizio proprio con il boom 💥 demografico quando nell’isola abitavano quasi 15000 persone: le risorse naturali e alimentari non bastavano più, causa principale la limitatezza del terreno fertile. Tra i vari gruppi si scatenò la lotta, per il predominio, quindi distruzioni, incendi dei boschi, taglio di 🌲 alberi, quindi niente legname per  costruire le barche per poter lasciare l’isola. L’uomo restò prigioniero in una terra dove non poteva più scappare, non c’erano isole vicine. L’isola più prossima e “Pitcairn” del miticò comandante Blint del Bounthy dista però a 2000 km ad Ovest.

il culto dell’Uomo  Uccello.

a questo punto si sviluppa un nuovo culto, anche per rendere meno cruenta la lotta di potere, il culto dell’Uomo 🦅 Uccello ” Tangora Monu” in polinesiano.Rito e probabilmente rappresentava il desiderio di fuga, di evasione da una situazione insostenibile.Ogni anno dal centro cerimoniale di Orango , a strapiombo sul mare aperto si spiava l’arrivo dei nuovi uccelli sullo scoglio di ” MoTonui, la distanza fra l’isola di Pasqua e lo scoglio non è eccessiva, ma sia il mare grosso, che il movimento delle correnti rendevano questa impresa veramente difficile.

All’arrivo delle rondini di mare, i giovani più forti scendevano a precipizio fra le  rocce Aguzze della scogliera, si tuffavano nelle acque e raggiungevano a nuoto lo scoglio per impossessarsi di un 🥚 uovo. I l primo che riusciva z portarlo fino a Orongo diventava Uomo Uccello 🐦 vale a dire 👑 RE per un Anno, affermando subito il proprio potere su gli altri. Ad Orongo ogni masso è scolpito da bassorilievi simbolici dove compare ossessiva la figura di uomo dalla testa di 🦅 uccello

Dimenticavo:

ricordate di fare uova decorate con le erbe selvatiche e non…un effetto splendido!!!

uova decorate

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 impronte sull’uovo applicando

foglie di erbe spontanee o aromatiche

VERDE-BLU:

Portare a bollitura 60 g di foglie di Malva secche in 1 litro di acqua e lasciare cuocere a fuoco lento per 10 minuti.

Cuocere le uova nel liquido colorato per 10-12 minuti.

Non raffreddare in acqua le uova sode, così durano 2-3 settimane a temperatura ambiente


Il mio regalo di Pasqua:

le tue parole quando mi dici:

” che non avresti potuto amare nessun’altra quanto AMI ♥️ ME”

♥️♥️♥️

“…il tuo corpo è un’ isola segreta
lontana
facciamo che sono un naufrago
mi sveglio sulla spiaggia
è mattina
non ho nessunissimo bisogno
di essere
salvato”

       

Pablo Neruda, Ode al giorno felice

“…Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice”.

Ti auguro di passare una gioiosa  PASQUA<3

je te souhaite de passer de joyeuses PÂQUES

Cucinare con la” VIOLA a mammola ” fiore primaverile per eccellenza


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Sono la violetta tranquilla, 

non mi do cura dei cieli imbiancati

Se la farfalla indugia

posso perciò mancare!

Emily Dickinson

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 Una splendida giornata di Primavera…

La Primavera anche quest’anno mi ha sorpreso è arrivata all’improvviso, adesso e nell’aria, la vedo dai nidi che trovo sugli alberi, anche loro …all’improvviso, dai canti mattutini e crepuscolari degli uccelli, la vedo nei colori e la sento negli odori di certe mattine, ma soprattutto dal profumo inconfondibile delle tante viole a mammola che ho raccolto lungo il sentiero nel bosco e nei prati questa mattina…

Cucinare con i fiori, ogni primavera è bello sperimentare nuove ricette colorate e profumate, Rose, margherite e viole non solo come centrotavola ma anche nel piatto. Provatele sono una delizia in insalata, oppure fatene frittelle…o formaggini.

 

Le mie ricette fiorite che sanno di primavera…

Ricetta 

” Formaggini alla viola”

con ricotta alle “erbe e fiori di ellera”.

 

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ingredienti

2-3 manciate di rametti di ellera in fiore

1 manciata di erba cipollina

4-5 formaggini morbido

150 g di ricotta vaccina

1 presa di sale marino alle erbe

1-2 cucchiai di olio.

 
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come fare:
 
Separare le foglie di ellera dai fiori tritare le foglie e l’erba cipollina insieme, sbriciolare il formaggio fresco e la ricotta con una forchetta, aggiungere olio e sale, formare delle piccole palline e rigirarle nei fiori, mettere in frigorifero. Servire come aperitivo o per accompagnare un’insalata. Lo stesso impasto si può spalmare sopra a crakers e mettere al centro le violette colorate. Non potete immaginare la bellezza dei colori sopra alla tavola…naturalmente primaverile!

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 La stessa ricetta si può utilizzare anche con le viola-mammola fresche o secche,  con aggiunta di petali di fiori di calendula, io spesso… all’impasto dei 2 formaggi aggiungo noci e pistacchi senza erba cipollina…ed ecco un’ ulteriore variante.
 
 

 Ricetta

 Marmellata di limoni e viole…

 

1 kg di limoni

500 g di zucchero

1 mazzolino di viole

 

 

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Come fare:

Lavate i limoni non trattati e asciugateli ed eliminate tutta la scorza, compresa la pparte bianca. Tagliate la polpa scartando i semi e la pellicina tra gli spicchi, fate questa operazione sopra una ciotola così raccoglierete anche il succo.
Trasferite la polpa e il succo in una casseruola, unite lo zucchero e cuocete per 30 minuti. Circa 10 minuti prima di spegnere il fuoco, unite i petali di viole accuratamente puliti.
Trasferite la marmellata in vasetti chiusi ermeticamente.
questa marmellata e da usare entro 1 mese.
 
 
 
 
 

RICETTA vegana

Semifreddo ai lamponi e fragole

con mousse di soia e violette caramellate

per 8 -10 bicchierini

Preparazione

  • Portare a ebollizione 150 g di fragole e 150 g di lamponi e lasciare cuocere per 5 minuti
  • Poi riducete il tutto in purea
  • Frullatelo a piacere e lasciate a raffreddare
  • Sciogliete 10 g di gelatina in fogli 
  • Mescolate bene la purea fredda, la gelatina sciolta con 280 g di  di mousse di soia.
  • Poi versate il tutto in piccoli bicchieri o in piccole ciotole
  • Adagiate nel fondo i fiori di violetta brinati
  • Mettere in frigo per 6 ore e prima di servire decorare con foglie di melissa fragole, lamponi e naturalmente violette brinate
 
 
 

 Ricetta

Panna cotta alla” conserva di rose”

fiori di “rosmarino” e sciroppo di ” violette”

 


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per lo sciroppo:

 

1 l di fiori di violetta a mammola

300 ml di vino bianco

700 ml di acqua fredda

1 cucchiaio di zucchero bianco

qualche granello di sale

 

  • Mescolare tutto a freddo in un vaso con coperchio, ricoperto all’esterno con carta stagnola in modo che non entri la luce, lasciare riposare dai 4 ai 7 giorni, rigirando di tanto in tanto, poi filtrare e strizzare i fiori.
  • Mettere il succo ottenuto in una pentola. Incorporare 1 kg di zucchero bianco e portare a bollore rimestando per scioglierlo, far cuocere il minor tempo possibile.
  • Aggiungere, lasciare sciogliere e versare in vasetti o bottigliette scure, Conservare in luogo fresco e buio.
  • Consumarlo entro l’inverno.
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Per la panna cotta:

 Ingredienti

1/2 litro di panna

2 dl di latte

60 g di zucchero a velo

1 manciata di petali di rosa rosati

50 g di conserva di rose

1 tazzina da caffè di fiori di rosmarino freschi

15 g di zucchero

12 g di gelatina in fogli

 1 pizzico di sale.

Preparazione

Lavare  i petali di rosa e i fiori di rosmarino. Ammorbidire la gelatina in acqua fredda. Versare il latte in una casseruola ed aggiungere i petali di rosa  i fiori di rosmarino e il pizzico di sale, portare ad ebollizione spegnere e lasciare in infusione per 10 minuti, scaldare nuovamente il latte con lo zucchero a velo unire la gelatina scolata e lo sciroppo di rosmarino mescolare fino a che la gelatina non si è sciolta, aggiungere la panna mescolare e suddividere il composto in 4 stampini di ceramica mettendo prima nella base di ognuno 1 cucchiaio di composta di rose. Mettere la panna cotta in frigorifero per 4-5-ore. Servire decorando con petali e bocci di roselline.

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Dopo un tuffo nello zucchero rende i dolci più golosi.

Ricetta

Violette Brinate

 

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  • Sbattere brevemente con una forchetta un’albume di uovo freschissimo e immergetevi le viole una alla volta tenendole per il picciolo.
  • Passatele sullo zucchero semolato girandole su tutti i lati per farlo aderire ai petali, poi scuoterle per eliminare l’eccesso, mettetele ad asciugare su di un foglio di carta da forno.

Io le utilizzo per dessert al cioccolato, gelati cremosi e sorbetti. Visto la delicatezza della preparazione vanno utilizzate nel giro di poche ore.

Ricetta

Violette candite

                                                                                                               

  • Preparare a caldo tre diversi sciroppi di zucchero a diversa concentrazione: in 1/2 litro d’acqua, sciroppo rispettivamente 50,100, 150 gr di fruttosio.
  • Mentre raffreddano, immergete le viole in una soluzione fredda di acqua e gomma arabica che arresta l’appassimento.
  • Quando sono asciutte, procede con l’immersione successiva nei tre sciroppi.
  • Dopo ogni trattamento mettete le viole a sgocciolare su un setaccio e lasciatele asciugare.
  • Dopo l’ultima immersione, fatele essiccare vicino ad una leggera fonte di calore fino a che non assumono una consistenza vetrosa.
  • Usate le violette candite per decorare dolcetti, praline al cioccolato o addolcire una tazza di tè.
  • Fino al momento dell’uso, conservatele in una scatola chiusa foderata con carta oleata.
 
 
 

Curiosità

 

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  • Nel Medioevo i cavalieri della tavola rotonda “leggevano la viola del pensiero per conoscere il proprio futuro”: il loro destino era scritto nel numero e nella disposizione dei raggi che decoravano i petali del fiore.
  • La viola continua ad essere apprezzata anche in epoca rinascimentale il più grande estimatore è stato William Shakespeare, che la cita “nell’ Amleto” e nel “Sogno di una notte di mezza estate”, nella celebre commedia il suo succo spremuto negli occhi addormentati fa innamorare chiunque al risveglio veda una viola del pensiero.

 


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tratto dalla” notte di mezza estate” 

William Shakespeare

Così Demetrio si lancia al loro inseguimento, seguito a sua volta da Elena. Il bosco però è un regno di fate pieno di mistero e insidie e qui si intrecceranno le storie di altri personaggi. C’è un litigio fra Titania e Oberon, re e regina degli elfi. Si stanno contendendo il figlio di un’amica umana di Titania per farne un paggio. Il bimbo rimane però a Titania. Oberon allora ingaggia il folletto Puck, chiamato anche Hobgoblin, o Robin Goodfellow, affinché lo aiuti: egli desidera un servitore di sua moglie, la regina Titania, per sé, e chiede al folletto di procurarsi
del succo di viola del pensiero e spremerlo sugli occhi della moglie addormentata, cosicché la regina si invaghisca del primo essere, persona o animale, che vedrà al risveglio e dimenticandosi del resto, gli ceda il suo servitore senza protestare. Gli chiede di versare il medesimo succo anche negli occhi di Demetrio per aiutare Elena dopo aver assistito ad un dialogo tra i due. Per errore Puck spreme il succo sugli occhi di Lisandro che al risveglio vede Elena (che vaga nel bosco dopo essere stata congedata in malo modo da Demetrio) e se ne innamora perdutamente, con grande disappunto di Ermia.

 

 

 

“Gli innamorati hanno, come i pazzi, un cervello tanto eccitabile e una fantasia tanto feconda,

che vedono assai più cose di quante la fredda ragione riesca poi a spiegare.

William Shakespeare

 
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Il cielo dalla mia finestra mentre sto preparando le mie delizie…

 

 

 

“La tua virtù è la mia sicurezza.
E allora non è notte se ti guardo in volto,
e perciò non mi par di andar nel buio,
e nel bosco non manco compagnia
perché per me tu sei l’intero mondo.
E come posso dire d’esser sola
se tutto il mondo è qui che mi contempla

William Shakespeare

 

IL CHINOTTO…un frutto, una storia & Profumo di Chanel 5


 

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Non c’è caffè dell’epoca che non ostentasse sul bancone  un vaso con un cucchiaio di maiolica (altra tradizione locale): uno dei piccoli vizi che si concedevano gli avventori della Bell’Epoque era quello di attingere il prezioso agrume verde immerso nel Maraschino.

Un piacere quasi sensuale, una complicità che si tramandava di generazione in generazione: prima i profumi e il colore intenso, quindi la buccia che resiste al morso per poi aprirsi alla polpa soda, dove si sposano a meraviglia il dolce e l’amaro.

 

Detto Savonese:

” Pelle dura, Cuore ❤️ tenero”

 

 

 

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Il chinotto di Savona ha un profumo intenso e un equilibrio dolce-amaro tutto particolare…

 

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La sua storia e’ piena di fascino…

Lo importa dalla Cina Meridionale un navigatore di Savona intorno al 500, e la piantò vicino al cimitero antico, lì trova l’ambiente ideale dove crescere rapido, rigoglioso e fruttificare.

La leggenda dice che anche le navi di sua maestà britannica di fermassero qui per far man bassa di questi agrumi così preziosi per evitare lo scorbuto durante la navigazione.

Siamo nel periodo della scoperta delle Americhe e Cristoforo Colombo che viveva vicino a queste zone utilizzava questo piccolo frutto come amuleto per tenere lontano le malattie del mare…e di certo è…

che fino agli inizi del 1900, il chinotto era venduto come medicinale rinvigorente alle marine francesi, inglesi e russe.

Ricetta “Vintage”

Chinotto verde al Maraschino

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  1. Prendete i chinotti, lavateli e asciugateli con delicatezza.
  2. Bucherellateli con un ago da lana, metteteli in un contenitore con dell’acqua, in modo che li sommerga completamente, e lasciateli a perdere l’amaro per un paio di giorni, cambiando l’acqua diverse volte al giorno.
  3. Fate bollire i chinotti per circa 15 minuti a fuoco dolce.
  4. Scolate i chinotti e tuffateli in una pentola con 1,5 litri di acqua in ebollizione, lasciateli bollire per una decina di minuti.
  5. Recuperate i chinotti con una schiumarola e gettate un kg di zucchero nell’acqua, fatelo cuocere fino ad avere uno sciroppo.
  6. A questo punto gettatevi i vostri chinotti, fateli cuocere per due o tre minuti e lasciate riposare il tutto per un giorno.
  7. Togliete i chinotti dallo sciroppo, portate quest’ultimo a ebollizione e gettatevi i chinotti, bollite un paio di minuti, spegnete, lasciate riposare un altro giorno.
  8. Ripetete questa procedura per altre 5 volte.
  9. Alla fine dovrete ottenere i vostri chinotti ricoperti da del denso sciroppo, e, diversamente da altra frutta candita, a questo punto non vanno fatti seccare ma lasciati nello sciroppo.
  10. Appena i chinotti saranno tiepidi unite il liquore scelto allo sciroppo, e versate il tutto in vasetti a bocca larga cercando di fare in modo che siano completamente ricoperti .
  11. I chinotti canditi sono ottimi da servire a fine pasto, oppure con il gelato alla crema per un dessert super

 

 

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Oggi se penso al chinotto:

Mi viene in mente la bibita gassata “Vintage”

dal sapore un po’ amaro e dal retrogusto dolce e delicato che accompagnava i miei pomeriggi domenicali in discoteca 💃.

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Questa bibita sorta nel periodo di guerra, quando l’Italia non poteva più importare bibite.Nacque quindi come bibita “autartica”aggiungendo dello zucchero caramellato per essere simile al colore della Coca Cola, supera indenne la guerra, ricostruzione e boom economico, poi l”eroico chinotto, viene dimenticato per qualche decennio…fino ai giorni nostri dove sembra sia di nuovo in Auge

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qualcosa su di me:

Il chinotto è un piccolo agrume, simile al lime

Questa bibita, priva di coloranti artificiali, da bere freddissima, è molto dissetante. Vi consiglio di provarla in un pomeriggio assolato o sulla spiaggia, ma non provate MAI a berla pranzando o per accompagnare un panino.

Il chinotto è una bibita rigorosamente da fuori pasto.

I chinotti vanno bene anche se sono ancora verdi oppure appena arancioni; se avete una pianta vostra attenzione a non farli maturare troppo perché potreste trovarli secchi all’interno e quindi inutilizzabili.
Di solito si usa Maraschino come liquore ma la raffinatezza assoluta sarebbe il liquore al chinotto.

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Ricetta

Ingredienti per un litro di chinotto

 

 

 

750 ml di acqua minerale gassata

100 g di caffè caldo

50 g di sciroppo di chinotto

50 g di zucchero di canna

Il succo di una arancia spremuta

Il succo di un limone spremuto

Nota: Nelle etichette dei chinotti, o almeno di quelle che veramente derivano dal chinotto, è scritto, tra gli ingredienti “estratto di chinotto”. Essendo questo prodotto praticamente introvabile si può provare a sostituirlo con lo sciroppo di chinotto che, sebbene non comunissimo. 

Procedimento

  • Sciogliete nel caffè lo zucchero di canna. Se il caffè è caldo questa operazione sarà più semplice. Aggiungete anche lo sciroppo di chinotto, mescolando. Quando il tutto è ben amalgamato lasciatelo raffreddare.
  • Mettete in una bottiglia di vetro dotata di tappo ermetico la preparazione precedente a base di caffè e sciroppo di chinotto, il succo del limone, il succo dell’arancia e mescolate, agitando la bottiglia tappata, per amalgamare gli ingredienti.
  • Ora riaprite la bottiglia e versate a filo, inclinandola per evitare che il gas si disperda, l’acqua gassata fino al riempimento della bottiglia stessa.
  • Con un “menarello” sufficientemente lungo mescolate il tutto delicatamente, anche qui per non far perdere troppa anidride carbonica alla preparazione.
  • Tappate ermeticamente la bottiglia e capovolgetela tre o quattro volte, lentamente, per mescolate ulteriormente, quindi mettetela in frigorifero a raffreddare.
  • Dopo circa un’ora potrete assaggiare il risultato del chinotto fatto in casa. Secondo i gusti, poi, potrete modificare la ricetta aumentando o diminuendo un po’ le dosi dei vari ingredienti.
  • Tempo di preparazione: 15 minuti
  • Tempo di raffreddamento: 1 ora

 

Il tratto di costa da Varazze a Finale, con al centro Savona, si rivelò il più adatto per l’acclimatazione di questa pianta sempreverde, alta non più di tre metri che produce dei piccoli frutti verdi tendenti all’aranciato con il progredire della maturazione. Citrus Aurantium, varietà amara, sub-varietà sinensis, dicono i testi scientifici. Insomma il chinotto comune, diverso dal Citrus myrtifolia coltivato prevalentemente in Calabria e in Sicilia, che serve per la preparazione della bevanda. Già perché il piccolo frutto ligure, per via delle sue dimensioni ridotte, all’incirca quelle di un mandarino, e del suo gusto amaro è praticamente immangiabile appena raccolto dalla pianta. Il segreto sta nella buccia, spessa e ricca di elementi aromatici e digestivi.

Un agrume ideale per la canditura: se ne accorsero per primi i francesi che poi – probabilmente per stare più vicini alle migliori zone di produzione – si trasferirono in Liguria. E così, nel 1877, la ditta Silvestre-Allemand si sposta da Apt, cittadina della valle della Durance, in Provenza, dove era in attività da circa un secolo, a Savona.

Inizia così un’epopea, quella del chinotto di Savona, che ha il suo apice fra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.

 

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E poi parliamo di bellezza…

non c’è cosa più fantastica  per la pelle del viso

del mio “tonico al chinotto” 🌹

 

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Profumo di Chanel…

 

 

La storia dice che:

Il Chinotto  di Savona fosse uno degli ingredienti segreti della 1 versione di Chanel n5 . Si proprio quello… l’intrigante profumo notturno di Marylin Monroe

 

Il suo pigiama?

Nuda con solo 2 gocce di CHANEL 5

 

Per Concludere:

I “chinottari” sanno che non ha niente a che vedere con il “chinino” il vero chinotto è fatto con estratti dell frutto dell”agrume Chinotto di Savona il suo luogo natale è quello della Liguria con terreni ripidi di montagna e il mare ai piedi, luoghi di una bellezza unica con nell’aria profumi inebrianti di gelsomino, pitosforo, limoni e appunto il “chinotto”

 

 

 

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Se sei sensibile, non puoi cambiare,
hai una dote rara che ti nasce da dentro,
e la senti in ogni gesto, in ogni parola.
La senti ovunque. Purtroppo.
“Per fortuna” !

 

 

 

 

 

15 FEBBRAIO…IL MIO AMORE EXTRATERRESTRE…dolcetti, cappuccino e riflessioni con le amiche


E’ PASSATO 1 ANNO…Tutto è come prima x Bea

io però non ho rinunciato ai dolcetti e chiacchiere con le amiche 

***

 

 

“Non credo alle persone che mi ripetono quanto io sia per loro importante e fondamentale ,

credo alle persone che in silenzio scelgono ogni giorno di non andarsene”

SAN VALE

San Valentino il giorno dopo…

15 FEBBRAIO … anche ieri non si è visto era in missione!

E’ una situazione angosciosa nella quale mi dibatto senza via di uscita:

Non so come fare a dire a mio marito che ho intenzione di lasciarlo perché mi sono innamorata di un’ altro uomo…(ma questa è storia vecchia e anche banale si è già verificato e sentito milioni e milioni di volte)…però questa volta è diverso mi sono innamorata di un Alieno, un extraterrestre. Siiiii avete capito bene, un extraterrestre ma non come pensate voi, il mio Lui.. non e tondetto e verde con le antenne al posto degli occhi. E’ in tutto e per tutto uguale ad un terrestre, e dirrei anche un tantino più bello. Il mio Talvaldo mi ha spiegato che loro devono prendere le sembianze degli abitanti del pianeta, che sono incaricati di esplorare. Il nome glielo assegnano sfogliando dei vecchi registri di cui sono venuti in possesso e in questo senso sono rimasti un pochino indietro. Talvaldo mi ha detto che quando Lui torna a casa in licenza sul suo pianeta, d’aspetto è tutto diverso ma non ha voluto entrare nei dettagli per non spaventarmi.

Io ti chiedo: ma se è in tutto uguale a uno di noi, perché tu pensi che sia un’alieno? come fai ad essere cosi sicura?

Mi sono posta anche io questa domanda:

Devi sapere che gli esploratori inviati in giro per l’universo hanno la proibizione assoluta di innamorarsi e di stabilire legami sentimentali duraturi con le donne del posto, ma Talvaldo, appena mi ha visto a perso la testa e ha infranto le regole. Come dargli torto?. Per ridurre al minimo il rischio che i suoi capi vengano a saperlo e lo richiamino in patria, dobbiamo vederci di nascosto e, quando andiamo in giro a comprare cose per Lui, o al Ristorante o in Albergo, pago sempre io. La verità è che quelli che comandano sul suo pianeta li spediscono in giro per l’universo praticamente senza istruzioni, per fortuna Talvaldo fa in fretta ad imparare le nostre abitudini. Gli ho prestato la mia carta di credito e il mio Bancomat vedessi come è diventato bravo a fare i prelievi!.In questo sembra proprio uno di noi. Anche con il nostro cibo a fatto progressi, incredibili in primo tempo era cosi affamato che gli andava bene tutto panini, pizze, focacce, semolini: poi è stata la fase dei piatti tipici e adesso siamo al top, ostriche, champagne e tartufi. Ogni tanto si ritira in una località segreta per compilare e spedire un rapporto. Persino le pile del suo trasmettitore  gliele devo comprare io, è incredibile che li mandano in giro cosi senza mezzi. Qualche volta parliamo del nostro futuro ma Talvaldo mi ha fatto capire con molto tatto che è impensabile, che Lui possa portarmi con sé nel suo viaggio di ritorno, troppo diverse le loro abitudini dalle nostre. 

 Nonostante il fatto, che il nostro Amore non abbia futuro, io vorrei ugualmente dire tutto a mio marito!

Devo inoltre dire che…
Sono innamorata alla follia e non nascondo che coltivo il sogno, che il mio Talvaldo si decida a chiedere asilo politico e
“Rimanga sempre con me”.

Adoro la mia amica Bea che nonostante tutto…

 non ha perso l’ironia.

***

e adesso dolcetti:

il Bacio di Nonsolononna

” Tartufi di castagne e noci pecan”

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Ingredienti

200 g di castagne (marroni sbucciati)

100 g di noci pecan sminuzzate

1 bicchieri di latte

50 g di cioccolato fondente

40 g di burro

70 g di zucchero

1 cucchiaio di estratto di vaniglia

cacao amaro in polvere

2 cucchiai di cognac

  • In un pentolino fare ammorbidire per una decina di minuti le castagne nel latte.
  • A parte sciogliere a bagnomaria il burro con il cioccolato spezzettato.
  • Passare le castagne nel passaverdura o schiacciare con lo schiaccia patate.
  • Sminuzzate finemente le noci pecan, aggiungerle al composto di castagne.
  • Alla purea ottenuta aggiungere lo zucchero a velo.
  • Il cioccolato fuso e l’estratto di vaniglia, profumare con il cognac.
  • Mescolare il composto ottenuto con una spatola, il composto deve essere morbido e omogeneo.
  • Se è troppo asciutto, ammorbidirlo con 1 o 2 cucchiai di latte.
  • Far raffreddare il composto in frigorifero per almeno mezz’ora, coperto con una pellicola trasparente.
  • Prendere un pò di impasto con 1 cucchiaino e formare delle palline del diametro di 2,5 cm circa usando i palmi delle mani, passarle nel cacao e metterle nei pirottini  di carta.
  • Si conservano in frigo, coperti per 3-4 giorni.

 

Financiers ai pistacchi e mandorle

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ingredienti

 per circa 12 mini financiers

100 g di burro

3 bianchi d’uovo

100 g di zucchero a velo

25 g di mandorle sminuzzate finemente

1 cucchiaio di miele

125 g di pistacchi sminuzzati

 come fare:

  •  Accendete il forno a 180°
  • Fate fondere il burro in un pentolino fino a quando scoppietta e odora di nocciola
  • Battete a schiuma i bianchi d’uovo, aggiungete lo zucchero vanigliato, la farina, le mandorle, i pistacchi e mescolate.
  • Suddividete l’impasto in piccoli stampi per muffins in silicone o in pirottini di carta e aggiugere se volete anche qualche frutto piccolo, lamponi o mirtilli.
  • Fate cuocere per 15 minuti sfornare e lasciare intiepidire.

 

io ho te…nella mia vita<3<3<3

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e tanti romantici momenti insieme…<3 

AMORE e ancora AMORE…una serata tra AMICI, riflessioni, dolcetti e Vinsanto


Non ho tempo per odiare chi mi odia.. sono molto impegnato ad

amare chi mi ama..

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“Una Serata tra Amici”

riflessioni di Nonsolononna

bevanda glaciale calda

 45 anni… tempo di bilanci

” Mancano pochi giorni a San Valentino non avrò accanto nessuna con cui festeggiarlo. Da tanto tempo non accade e non…accadrà adesso che ho compiuto 45 anni. Eppure non voglio restare solo, e per reagire ho deciso di scrivere una,
” Lettera ad una sconosciuta”, è la prima che scrivo, mai prima di adesso ho scritto una lettera e mai ne ho ricevute, oggi ho deciso di rimediare scrivendo ad una lettrice senza nome”
 

“Lettera d’ Amore ad una sconosciuta” 

” Non ti conosco ma sei nel mio cuore come attesa, attesa d’amore.
Sapessi quanto ti ho cercata e quanto ti ho sognata.
Saprò riconoscerti quando verrai  e sarà possibile se mi aiuterai.
Ci restano ancora tanti anni da vivere insieme ed è con te che vorrei condividere la mia vita, nella gioia nel dolore, in salute in malattia…
Sarà una storia bellissima, vedrai.
Non ci lasceremo mai.
La mattina ci scopriremo vicini guardandoci negli occhi, con la testa sui cuscini, e quando saremo lontani ci penseremo a vicenda, dialogando in silenzio, condividendo la musica delle parole e il colore delle figure.
Aiutami ti prego a scoprirti ed ad Amarti.
Vieni accanto a me, stiamo vicini, mettiamo all’unisono il battito del nostro cuore, ora e per sempre Amore”.
mi chiedo…
Quante possibilità ci sono di incontrare una donna che condivida la sensibilità e il romanticismo del mio amico Pedro?
( cosa ne pensate?) 

*** 

Biscotti e Vinsanto

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Biscotti giganti di Avena e Uvetta

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ingredienti per circa 15 pezzi

180 g di farina integrale

60 g di farina di avena macinata fine

60 g di zucchero di canna

1 pizzico di sale

1 cucchiaio di lievito in polvere

2 cucchiai di olio di oliva

100 g di burro

60 g di uvetta

50 g di nocciole tostate e sminuzzate

1 uovo sbattuto

(se volete potete aggiunger anche 2 cucchiai di cioccolato amaro

con 4 gocce di estratto di vaniglia)

come fare:

  • Preriscaldare il forno a 190°.
  • Imburrate diverse placche.
  • Mettete farina, avena, zucchero, nocciole, vaniglia e cioccolato,sale e lievito in una ciotola e amalgamate bene
  • Incorporate il burro e olio, fino ad ottenere un impasto che si sbriciola.
  • Unite l’uvetta, poi l’uovo e mescolate finché il composto diventa morbido.
  • Stendetelo su una superficie infarinata formando uno strato spesso 3-4 mm
  • Ritagliate con un taglia biscotti anche smerlato ma grande di circa 6-7 cm e trasferite le rondelle sulle placche.
  • Impastate gli avanzi e ripetere l”operazione fino ad ottenere circa 15 biscotti.
  • Cuoceteli in forno per 15-20 minuti finché diventano color nocciola.

Intreccio d’amore al Vinsanto

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ingredienti circa 30 pezzi

250 g di farina

1 pizzico di sale

120 g di fruttosio

100 g di mandorle polverizzate

180 g di burro a pezzetti

2 cucchiai di olio di oliva

3 tuorli

1 bicchierino di Vinsanto

qualche goccia di essenza di mandorle.

sale rosa  grosso

 come fare:

  • Setacciate la farina e sale in una ciotola, mescolatevi zucchero e mandorle polverizzate
  • Formate una fontanella al centro.
  • Mettete burro, tuorli, olio do oliva, essenza di mandorle. vinsanto
  • Delicatamente con la punta delle dita impastare e incorporare gradualmente la farina e le mandorle polverizzate, fino ad ottenere una pasta morbida e omogenea.
  • Avvolgetela nella pellicola trasparente e mettete in frigo per 30 minuti.
  • Preriscaldare il forno a 180°C.
  • Dividete la pasta in pezzi grandi quanto una noce, formate dei rotolini sottili lunghi 12,intrecciateli.
  • Mettete l’intreccio ottenuto in nelle placche da forno non imburrate.
  • Cuocete in forno per 15 minuti, finché prendono leggermente colore, spolverizzare con sale grosso rosa.

” Cuori ai frutti della passione”

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Ingredienti per circa 20 pezzi

per la pasta:

120 g di burro

50 g di zucchero grezzo finissimo

1 uovo sbattuto

qualche goccia di essenza di vaniglia

220 g di farina semigrezza

30 g di farina gialla

1/2 cucchiaio di lievito in polvere

1 pizzico di sale

come fare:

  • Preriscaldare il forno a 180°, imburrate le placche da forno
  • In una terrina lavorare burro e zucchero finché diventano cremosi.
  • Unite l’uovo poco alla volta, l’essenza di vaniglia quindi, attraverso un setaccio, gli altri ingredienti, amalgamateli con un cucchiaio di legno, poi lavorateli a mano fino a ottenere una pasta morbida.
  • Stendetela su una superficie infarinata finché avrete una sfoglia spessa 3mm.
  • Ritagliate la pasta usando una forma a cuore.
  • Trasferite i cuori nelle placche e cuocete in forno per 15 minuti.

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per farcire:

60 g di burro

120 g di zucchero al velo setacciato

1 tuorlo

qualche goccia di essenza di vaniglia

come fare:

  • Tagliare i frutti della passione a metà e spolpateli con 1 cucchiaino.
  • Passate la polpa in un colino di nailon a trama fitta, facendo pressione con il dorso di un cucchiaio: otterrete circa 8 cucchiai di succo
  • Lavorate burro e zucchero al velo in una ciotola fino ad avere un composto cremoso.
  • Poi aggiungere il succo dei frutti poco alla volta, mescolando.
  • Farcire i cuoricini con questa crema formando dei piccoli sandwich.

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Ci siamo incontrati perché doveva succedere, e anche se…
non fosse stato quel giorno,
prima o poi ci saremmo sicuramente, incontrati da qualche altra parte…”
(Haruki Murakami, Norwegian Wood)

 

CURCUMA…l’ORO dei re magi & le mie “salutari”ricette Natalizie


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Particolare dell’Adorazione dei Magi…un dipinto del Perugino

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Ero a Firenze  il 5 gennaio dello scorso Anno, ospite ad un party natalizio organizzato da un famoso  cardiologo che aveva operato a N.Y  al Mount Sinai Hospital; gli chiesi cosa volesse nella calza della befana! «Un po’ di curcuma» mi rispose. Dopo avermi fatto leggere decine di lavori sull’utilità del curry in cardiologia, capii che non scherzava affatto. E mi raccontò le origini di questa radice (con cui adesso si prepara il curry) sostenendo che l’oro portato in dono al Bambin Gesù dai Re Magi non fosse il vile metallo bensì la polvere di curcuma dall’intenso colore giallo oro, già da allora mescolata a pani e focacce per dare sì sapore ma anche (visto il suo forte potere antibatterico) per combattere le mille infezioni possibili nei paesi caldi.

 

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adorazione dei MAGI del Perugino

CURCUMA…la PREZIOSA PIANTA

nel giardino di Nonsolononna

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La mia ricetta natalizia …Biscotti alla Curcuma

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Cuori, angeli & C

ai Pistacchi e Curcuma

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ingredienti per 60 pezzi

40 g di burro

80 g di fruttosio

1 uovo bio

la scorza di 1/2 arancia bio

100 g di pistacchi non salati, sgusciati e tritati

150 g di farina di kamut bio

glassa reale “fatta in casa”

(vedi ric. nel BLOG)

2 piccoli cucchiaini di curcuma

3 cucchiai di pistacchi sgusciati non salati

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preparazione

biscotti & decori

  • In una terrina ammorbidire il burro.
  • Unire  fruttosio, uovo e scorza di arancia e amalgamare fino ad ottenere un composto omogeneo e chiaro.
  • Unire i pistacchi tritati finemente, la farina, il curcuma e formare rapidamente una palla di impasto, appiattirla leggermente.
  • Coprirla e metterla in frigo per 2 ore.
  • Su un ripiano spolverato con un po’ di farina, stendere poco per volta l’impasto a uno spessore di 7 mm circa.
  • Con i vari disegni di stampini natalizi tagliare l’impasto steso e disporre i biscotti su una placca foderata con carta da forno
  • Cuocere in forno per 8 minuti nella parte centrale preriscaldato a 180 gradi.
  • Sfornare e trasferire con la carta da forno su una griglia e lasciar raffreddare.
  • Preparare la glassa reale con curcuma (vedi ricetta nel blog).
  • Intingere o biscotti nella glassa.
  • Cospargere con i pistacchi e far raffreddare

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e poi ancora curiosità:

 

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Ma anche gli altri doni dei Magi, oltre ad un forte valore simbolico, avevano una grande utilità nella vita comune.
La mirra è una resina profumata estratta dalla Commyphora, usata nella vita quotidiana come disinfettante e profumo. In campo medico veniva usata come anestetico: mirrato era il vino che il soldato romano offrì a Cristo sulla Croce per alleviarne le sofferenze. A duemila anni di distanza un lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature ci dice che la mirra ha, in effetti, gli stessi meccanismi di azione della morfina. E questo spiega perché sotto l’imperatore Augusto in ogni campo di battaglia, sui carri-ambulanza era obbligatorio avere la mirra.
Ancora più utile l’incenso, conosciuto per il suo uso in campo liturgico. Ma la pianta dell’incenso (Boswellia) ha ben altri meriti: i suoi componenti hanno proprietà antinfiammatorie, e, infatti, la boswellia viene comunemente usata nella moderna fitoterapia per la cura di artrite, artrosi, ma anche patologie più gravi quali ad esempio la colite ulcerosa.

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La curcuma …è l’antinfiammatorio naturale più potente fra quelli individuati finora.

La curcuma va mescolata al pepe nero e diluita nell’olio di oliva per fare in modo che possa esprimere al meglio i suoi effetti.

 

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Curcuma:

  1. La curcuma protegge il fegato dai danni provocati da tossici ambientali e alimentari e da microrganismi patogeni.
  2. Stimola anche la produzione di bile, migliorando quindi la digestione dei pasti, le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti in particolare di quelli abbondanti e ricchi di grassi.
  3. Recenti studi ne hanno accertato scientificamente le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti

 

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e poi ancora:

una ricetta salutare

CURRY DI VERDURE E ANANAS

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 ingredienti

400 g di patate dolci
1 cipolla
200 g di sedano
1 ananas
1 cucchiaio d’olio d’arachidi
2 cucchiai di curry rosso in pasta
5 dl di latte di cocco
1 cucchiaio di salsa di soia

preparazione:

  • Pelate le patate dolci, tagliatele in quattro e poi a bocconi.
  • Cuocetele al vapore. Tritate la cipolla. Tagliate a pezzi il sedano e l’ananas.
  • Scaldate l’olio in un wock o in una padella ampia.
  • Rosolatevi il curry in pasta.
  • Soffriggetevi brevemente la cipolla e il sedano
  • Aggiungete il latte di cocco e fate cuocere il curry a fuoco lento per ca. 30 minuti.
  • Unite l’ananas e le patate dolci.
  • Insaporite il curry di verdure con la salsa di soia.

.

E quando amiamo, siamo felici senza un perché.. 

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la vita è fatta sì di impegno e cose serie e costruttive, ma anche di doni, di magia, di polvere di stelle…e noi siamo esseri che de-siderano: desiderare, etimologicamente, significa cercare di

prendere dalle stelle.

 

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Auguri dolcissimi a tutti!

 

 

 

La poesia porta lontano - Poetry goes far away

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Parole di una sconosciuta

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Chi accumula libri accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant’anni. (Ugo Ojetti)

THE GOLDEN BIG VALLEY

IL NUDO INTEGRALE DELL'ANIMA

dani58blog

semplicemente. . . . . emozioni

rigantur mentes

La rosa è senza perché: fiorisce perché fiorisce, a se stessa non bada, non chiede d’esser veduta. (A. Silesio)

Matrimonio Cristiano

via di santità e felicità