Archive for the ‘frutta bio’ Category

Cucinare con la” VIOLA a mammola ” fiore primaverile per eccellenza


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Sono la violetta tranquilla, 

non mi do cura dei cieli imbiancati

Se la farfalla indugia

posso perciò mancare!

Emily Dickinson

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 Una splendida giornata di Primavera…

La Primavera anche quest’anno mi ha sorpreso è arrivata all’improvviso, adesso e nell’aria, la vedo dai nidi che trovo sugli alberi, anche loro …all’improvviso, dai canti mattutini e crepuscolari degli uccelli, la vedo nei colori e la sento negli odori di certe mattine, ma soprattutto dal profumo inconfondibile delle tante viole a mammola che ho raccolto lungo il sentiero nel bosco e nei prati questa mattina…

Cucinare con i fiori, ogni primavera è bello sperimentare nuove ricette colorate e profumate, Rose, margherite e viole non solo come centrotavola ma anche nel piatto. Provatele sono una delizia in insalata, oppure fatene frittelle…o formaggini.

 

Le mie ricette fiorite che sanno di primavera…

Ricetta 

” Formaggini alla viola”

con ricotta alle “erbe e fiori di ellera”.

 

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ingredienti

2-3 manciate di rametti di ellera in fiore

1 manciata di erba cipollina

4-5 formaggini morbido

150 g di ricotta vaccina

1 presa di sale marino alle erbe

1-2 cucchiai di olio.

 
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come fare:
 
Separare le foglie di ellera dai fiori tritare le foglie e l’erba cipollina insieme, sbriciolare il formaggio fresco e la ricotta con una forchetta, aggiungere olio e sale, formare delle piccole palline e rigirarle nei fiori, mettere in frigorifero. Servire come aperitivo o per accompagnare un’insalata. Lo stesso impasto si può spalmare sopra a crakers e mettere al centro le violette colorate. Non potete immaginare la bellezza dei colori sopra alla tavola…naturalmente primaverile!

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 La stessa ricetta si può utilizzare anche con le viola-mammola fresche o secche,  con aggiunta di petali di fiori di calendula, io spesso… all’impasto dei 2 formaggi aggiungo noci e pistacchi senza erba cipollina…ed ecco un’ ulteriore variante.
 
 

 Ricetta

 Marmellata di limoni e viole…

 

1 kg di limoni

500 g di zucchero

1 mazzolino di viole

 

 

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Come fare:

Lavate i limoni non trattati e asciugateli ed eliminate tutta la scorza, compresa la pparte bianca. Tagliate la polpa scartando i semi e la pellicina tra gli spicchi, fate questa operazione sopra una ciotola così raccoglierete anche il succo.
Trasferite la polpa e il succo in una casseruola, unite lo zucchero e cuocete per 30 minuti. Circa 10 minuti prima di spegnere il fuoco, unite i petali di viole accuratamente puliti.
Trasferite la marmellata in vasetti chiusi ermeticamente.
questa marmellata e da usare entro 1 mese.
 
 
 
 
 

RICETTA vegana

Semifreddo ai lamponi e fragole

con mousse di soia e violette caramellate

per 8 -10 bicchierini

Preparazione

  • Portare a ebollizione 150 g di fragole e 150 g di lamponi e lasciare cuocere per 5 minuti
  • Poi riducete il tutto in purea
  • Frullatelo a piacere e lasciate a raffreddare
  • Sciogliete 10 g di gelatina in fogli 
  • Mescolate bene la purea fredda, la gelatina sciolta con 280 g di  di mousse di soia.
  • Poi versate il tutto in piccoli bicchieri o in piccole ciotole
  • Adagiate nel fondo i fiori di violetta brinati
  • Mettere in frigo per 6 ore e prima di servire decorare con foglie di melissa fragole, lamponi e naturalmente violette brinate
 
 
 

 Ricetta

Panna cotta alla” conserva di rose”

fiori di “rosmarino” e sciroppo di ” violette”

 


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per lo sciroppo:

 

1 l di fiori di violetta a mammola

300 ml di vino bianco

700 ml di acqua fredda

1 cucchiaio di zucchero bianco

qualche granello di sale

 

  • Mescolare tutto a freddo in un vaso con coperchio, ricoperto all’esterno con carta stagnola in modo che non entri la luce, lasciare riposare dai 4 ai 7 giorni, rigirando di tanto in tanto, poi filtrare e strizzare i fiori.
  • Mettere il succo ottenuto in una pentola. Incorporare 1 kg di zucchero bianco e portare a bollore rimestando per scioglierlo, far cuocere il minor tempo possibile.
  • Aggiungere, lasciare sciogliere e versare in vasetti o bottigliette scure, Conservare in luogo fresco e buio.
  • Consumarlo entro l’inverno.
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Per la panna cotta:

 Ingredienti

1/2 litro di panna

2 dl di latte

60 g di zucchero a velo

1 manciata di petali di rosa rosati

50 g di conserva di rose

1 tazzina da caffè di fiori di rosmarino freschi

15 g di zucchero

12 g di gelatina in fogli

 1 pizzico di sale.

Preparazione

Lavare  i petali di rosa e i fiori di rosmarino. Ammorbidire la gelatina in acqua fredda. Versare il latte in una casseruola ed aggiungere i petali di rosa  i fiori di rosmarino e il pizzico di sale, portare ad ebollizione spegnere e lasciare in infusione per 10 minuti, scaldare nuovamente il latte con lo zucchero a velo unire la gelatina scolata e lo sciroppo di rosmarino mescolare fino a che la gelatina non si è sciolta, aggiungere la panna mescolare e suddividere il composto in 4 stampini di ceramica mettendo prima nella base di ognuno 1 cucchiaio di composta di rose. Mettere la panna cotta in frigorifero per 4-5-ore. Servire decorando con petali e bocci di roselline.

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Dopo un tuffo nello zucchero rende i dolci più golosi.

Ricetta

Violette Brinate

 

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  • Sbattere brevemente con una forchetta un’albume di uovo freschissimo e immergetevi le viole una alla volta tenendole per il picciolo.
  • Passatele sullo zucchero semolato girandole su tutti i lati per farlo aderire ai petali, poi scuoterle per eliminare l’eccesso, mettetele ad asciugare su di un foglio di carta da forno.

Io le utilizzo per dessert al cioccolato, gelati cremosi e sorbetti. Visto la delicatezza della preparazione vanno utilizzate nel giro di poche ore.

Ricetta

Violette candite

                                                                                                               

  • Preparare a caldo tre diversi sciroppi di zucchero a diversa concentrazione: in 1/2 litro d’acqua, sciroppo rispettivamente 50,100, 150 gr di fruttosio.
  • Mentre raffreddano, immergete le viole in una soluzione fredda di acqua e gomma arabica che arresta l’appassimento.
  • Quando sono asciutte, procede con l’immersione successiva nei tre sciroppi.
  • Dopo ogni trattamento mettete le viole a sgocciolare su un setaccio e lasciatele asciugare.
  • Dopo l’ultima immersione, fatele essiccare vicino ad una leggera fonte di calore fino a che non assumono una consistenza vetrosa.
  • Usate le violette candite per decorare dolcetti, praline al cioccolato o addolcire una tazza di tè.
  • Fino al momento dell’uso, conservatele in una scatola chiusa foderata con carta oleata.
 
 
 

Curiosità

 

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  • Nel Medioevo i cavalieri della tavola rotonda “leggevano la viola del pensiero per conoscere il proprio futuro”: il loro destino era scritto nel numero e nella disposizione dei raggi che decoravano i petali del fiore.
  • La viola continua ad essere apprezzata anche in epoca rinascimentale il più grande estimatore è stato William Shakespeare, che la cita “nell’ Amleto” e nel “Sogno di una notte di mezza estate”, nella celebre commedia il suo succo spremuto negli occhi addormentati fa innamorare chiunque al risveglio veda una viola del pensiero.

 


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tratto dalla” notte di mezza estate” 

William Shakespeare

Così Demetrio si lancia al loro inseguimento, seguito a sua volta da Elena. Il bosco però è un regno di fate pieno di mistero e insidie e qui si intrecceranno le storie di altri personaggi. C’è un litigio fra Titania e Oberon, re e regina degli elfi. Si stanno contendendo il figlio di un’amica umana di Titania per farne un paggio. Il bimbo rimane però a Titania. Oberon allora ingaggia il folletto Puck, chiamato anche Hobgoblin, o Robin Goodfellow, affinché lo aiuti: egli desidera un servitore di sua moglie, la regina Titania, per sé, e chiede al folletto di procurarsi
del succo di viola del pensiero e spremerlo sugli occhi della moglie addormentata, cosicché la regina si invaghisca del primo essere, persona o animale, che vedrà al risveglio e dimenticandosi del resto, gli ceda il suo servitore senza protestare. Gli chiede di versare il medesimo succo anche negli occhi di Demetrio per aiutare Elena dopo aver assistito ad un dialogo tra i due. Per errore Puck spreme il succo sugli occhi di Lisandro che al risveglio vede Elena (che vaga nel bosco dopo essere stata congedata in malo modo da Demetrio) e se ne innamora perdutamente, con grande disappunto di Ermia.

 

 

 

“Gli innamorati hanno, come i pazzi, un cervello tanto eccitabile e una fantasia tanto feconda,

che vedono assai più cose di quante la fredda ragione riesca poi a spiegare.

William Shakespeare

 
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Il cielo dalla mia finestra mentre sto preparando le mie delizie…

 

 

 

“La tua virtù è la mia sicurezza.
E allora non è notte se ti guardo in volto,
e perciò non mi par di andar nel buio,
e nel bosco non manco compagnia
perché per me tu sei l’intero mondo.
E come posso dire d’esser sola
se tutto il mondo è qui che mi contempla

William Shakespeare

 

IL CHINOTTO…un frutto, una storia & Profumo di Chanel 5


 

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Non c’è caffè dell’epoca che non ostentasse sul bancone  un vaso con un cucchiaio di maiolica (altra tradizione locale): uno dei piccoli vizi che si concedevano gli avventori della Bell’Epoque era quello di attingere il prezioso agrume verde immerso nel Maraschino.

Un piacere quasi sensuale, una complicità che si tramandava di generazione in generazione: prima i profumi e il colore intenso, quindi la buccia che resiste al morso per poi aprirsi alla polpa soda, dove si sposano a meraviglia il dolce e l’amaro.

 

Detto Savonese:

” Pelle dura, Cuore ❤️ tenero”

 

 

 

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Il chinotto di Savona ha un profumo intenso e un equilibrio dolce-amaro tutto particolare…

 

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La sua storia e’ piena di fascino…

Lo importa dalla Cina Meridionale un navigatore di Savona intorno al 500, e la piantò vicino al cimitero antico, lì trova l’ambiente ideale dove crescere rapido, rigoglioso e fruttificare.

La leggenda dice che anche le navi di sua maestà britannica di fermassero qui per far man bassa di questi agrumi così preziosi per evitare lo scorbuto durante la navigazione.

Siamo nel periodo della scoperta delle Americhe e Cristoforo Colombo che viveva vicino a queste zone utilizzava questo piccolo frutto come amuleto per tenere lontano le malattie del mare…e di certo è…

che fino agli inizi del 1900, il chinotto era venduto come medicinale rinvigorente alle marine francesi, inglesi e russe.

Ricetta “Vintage”

Chinotto verde al Maraschino

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  1. Prendete i chinotti, lavateli e asciugateli con delicatezza.
  2. Bucherellateli con un ago da lana, metteteli in un contenitore con dell’acqua, in modo che li sommerga completamente, e lasciateli a perdere l’amaro per un paio di giorni, cambiando l’acqua diverse volte al giorno.
  3. Fate bollire i chinotti per circa 15 minuti a fuoco dolce.
  4. Scolate i chinotti e tuffateli in una pentola con 1,5 litri di acqua in ebollizione, lasciateli bollire per una decina di minuti.
  5. Recuperate i chinotti con una schiumarola e gettate un kg di zucchero nell’acqua, fatelo cuocere fino ad avere uno sciroppo.
  6. A questo punto gettatevi i vostri chinotti, fateli cuocere per due o tre minuti e lasciate riposare il tutto per un giorno.
  7. Togliete i chinotti dallo sciroppo, portate quest’ultimo a ebollizione e gettatevi i chinotti, bollite un paio di minuti, spegnete, lasciate riposare un altro giorno.
  8. Ripetete questa procedura per altre 5 volte.
  9. Alla fine dovrete ottenere i vostri chinotti ricoperti da del denso sciroppo, e, diversamente da altra frutta candita, a questo punto non vanno fatti seccare ma lasciati nello sciroppo.
  10. Appena i chinotti saranno tiepidi unite il liquore scelto allo sciroppo, e versate il tutto in vasetti a bocca larga cercando di fare in modo che siano completamente ricoperti .
  11. I chinotti canditi sono ottimi da servire a fine pasto, oppure con il gelato alla crema per un dessert super

 

 

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Oggi se penso al chinotto:

Mi viene in mente la bibita gassata “Vintage”

dal sapore un po’ amaro e dal retrogusto dolce e delicato che accompagnava i miei pomeriggi domenicali in discoteca 💃.

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Questa bibita sorta nel periodo di guerra, quando l’Italia non poteva più importare bibite.Nacque quindi come bibita “autartica”aggiungendo dello zucchero caramellato per essere simile al colore della Coca Cola, supera indenne la guerra, ricostruzione e boom economico, poi l”eroico chinotto, viene dimenticato per qualche decennio…fino ai giorni nostri dove sembra sia di nuovo in Auge

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qualcosa su di me:

Il chinotto è un piccolo agrume, simile al lime

Questa bibita, priva di coloranti artificiali, da bere freddissima, è molto dissetante. Vi consiglio di provarla in un pomeriggio assolato o sulla spiaggia, ma non provate MAI a berla pranzando o per accompagnare un panino.

Il chinotto è una bibita rigorosamente da fuori pasto.

I chinotti vanno bene anche se sono ancora verdi oppure appena arancioni; se avete una pianta vostra attenzione a non farli maturare troppo perché potreste trovarli secchi all’interno e quindi inutilizzabili.
Di solito si usa Maraschino come liquore ma la raffinatezza assoluta sarebbe il liquore al chinotto.

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Ricetta

Ingredienti per un litro di chinotto

 

 

 

750 ml di acqua minerale gassata

100 g di caffè caldo

50 g di sciroppo di chinotto

50 g di zucchero di canna

Il succo di una arancia spremuta

Il succo di un limone spremuto

Nota: Nelle etichette dei chinotti, o almeno di quelle che veramente derivano dal chinotto, è scritto, tra gli ingredienti “estratto di chinotto”. Essendo questo prodotto praticamente introvabile si può provare a sostituirlo con lo sciroppo di chinotto che, sebbene non comunissimo. 

Procedimento

  • Sciogliete nel caffè lo zucchero di canna. Se il caffè è caldo questa operazione sarà più semplice. Aggiungete anche lo sciroppo di chinotto, mescolando. Quando il tutto è ben amalgamato lasciatelo raffreddare.
  • Mettete in una bottiglia di vetro dotata di tappo ermetico la preparazione precedente a base di caffè e sciroppo di chinotto, il succo del limone, il succo dell’arancia e mescolate, agitando la bottiglia tappata, per amalgamare gli ingredienti.
  • Ora riaprite la bottiglia e versate a filo, inclinandola per evitare che il gas si disperda, l’acqua gassata fino al riempimento della bottiglia stessa.
  • Con un “menarello” sufficientemente lungo mescolate il tutto delicatamente, anche qui per non far perdere troppa anidride carbonica alla preparazione.
  • Tappate ermeticamente la bottiglia e capovolgetela tre o quattro volte, lentamente, per mescolate ulteriormente, quindi mettetela in frigorifero a raffreddare.
  • Dopo circa un’ora potrete assaggiare il risultato del chinotto fatto in casa. Secondo i gusti, poi, potrete modificare la ricetta aumentando o diminuendo un po’ le dosi dei vari ingredienti.
  • Tempo di preparazione: 15 minuti
  • Tempo di raffreddamento: 1 ora

 

Il tratto di costa da Varazze a Finale, con al centro Savona, si rivelò il più adatto per l’acclimatazione di questa pianta sempreverde, alta non più di tre metri che produce dei piccoli frutti verdi tendenti all’aranciato con il progredire della maturazione. Citrus Aurantium, varietà amara, sub-varietà sinensis, dicono i testi scientifici. Insomma il chinotto comune, diverso dal Citrus myrtifolia coltivato prevalentemente in Calabria e in Sicilia, che serve per la preparazione della bevanda. Già perché il piccolo frutto ligure, per via delle sue dimensioni ridotte, all’incirca quelle di un mandarino, e del suo gusto amaro è praticamente immangiabile appena raccolto dalla pianta. Il segreto sta nella buccia, spessa e ricca di elementi aromatici e digestivi.

Un agrume ideale per la canditura: se ne accorsero per primi i francesi che poi – probabilmente per stare più vicini alle migliori zone di produzione – si trasferirono in Liguria. E così, nel 1877, la ditta Silvestre-Allemand si sposta da Apt, cittadina della valle della Durance, in Provenza, dove era in attività da circa un secolo, a Savona.

Inizia così un’epopea, quella del chinotto di Savona, che ha il suo apice fra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.

 

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E poi parliamo di bellezza…

non c’è cosa più fantastica  per la pelle del viso

del mio “tonico al chinotto” 🌹

 

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Profumo di Chanel…

 

 

La storia dice che:

Il Chinotto  di Savona fosse uno degli ingredienti segreti della 1 versione di Chanel n5 . Si proprio quello… l’intrigante profumo notturno di Marylin Monroe

 

Il suo pigiama?

Nuda con solo 2 gocce di CHANEL 5

 

Per Concludere:

I “chinottari” sanno che non ha niente a che vedere con il “chinino” il vero chinotto è fatto con estratti dell frutto dell”agrume Chinotto di Savona il suo luogo natale è quello della Liguria con terreni ripidi di montagna e il mare ai piedi, luoghi di una bellezza unica con nell’aria profumi inebrianti di gelsomino, pitosforo, limoni e appunto il “chinotto”

 

 

 

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Se sei sensibile, non puoi cambiare,
hai una dote rara che ti nasce da dentro,
e la senti in ogni gesto, in ogni parola.
La senti ovunque. Purtroppo.
“Per fortuna” !

 

 

 

 

 

Christmas homemade…26 Dicembre la CROSTATA DECORATA con Stelle,Slitte & babbo natale


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“E l’amore guardò il tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno. Finse di morire per un giorno, e di rifiorire alla sera, senza leggi da rispettare. Si addormentò in un angolo di cuore per un tempo che non esisteva. Fuggì senza allontanarsi, ritornò senza essere partito, il tempo moriva e lui restava…”


(Luigi Pirandello)

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Ricetta

Marmellata di Sorbe

Corbezzoli e Mele Annurca

ingredienti

300 g di sorbe

300 g di corbezzoli

300 g di fruttosio

5 mele annurca

2 stecche di vaniglia

1 l di acqua

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come fare:

  • lavare sorbe, metterle a bollire con il litro di acqua
  • aggiungere la meta zucchero e la stecca di vaniglia
  • lasciare bollire per circa 40 minuti a fuoco basso
  • fare la stessa cosa con i corbezzoli
  • passare poi nello schiacciapatate le sorbe riuscirete così a separare la polpa dalle bucce e noccioli.
  • passare i corbezzoli al setaccio premendo forte per togliere così i piccoli semi
  • Unire le due marmellate in modo da formarne una unica.

Ricetta

Sfogliata leggera con marmellata di sorbe

corbezzoli e mirtilli

 

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ingredienti

pasta sfoglia cm 24 rotonda

pasta sfoglia quadrata da usare per le figure

vari stampini con figure

oppure disegnarli su cartoncino e poi intagliati  su pasta sfoglia

1 vasetto di marmellata di sorbe e corbezzoli

150 g di pistacchi sminuzzati o interi come preferite

 

come fare:

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è stato bello…

invitarmi fuori a bere una coppa di bollicine in un bel posto in riva al lago

 

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” LA MELAGRANA” frutto magico, elisir d’amore…arte e ricette


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Anche quest’Anno il mio MELOGRANO è stato molto”GENEROSO”<3

FRUTTI DIMENTICATI… Corbezzoli e Sorbe, una delizia


 

 

Andai nei boschi per vivere con saggezza, vivere in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto.

[Tratto da “Walden, vita nei boschi” di Henry David Thoreau]

Dal film: L’attimo fuggente

Ed eccomi immersa nello SPLENDIDO AUTUNNO...

tutto intorno a me e una magia di colori e di profumi

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CORBEZZOLI…

In Autunno colorano di rosso la macchia mediterranea…e il mio giardino.

Hanno un sapore aspro e pungente

Il termine unedo coniato dai latini voleva dire che se ne può mangiare uno solo visto il forte sapore, ma se li mescolate a fichi, uva, sorbe, vengono fuori deliziose marmellate e fantastiche crostate. 

   

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qualcosa su di me…

  • i miei frutti vengono raccolti da fine Ottobre fino a Gennaio, Il termine arbutus pare derivare dal celtico, “Ar astringente, acerbo”, mentre Unedo e il nome che veniva usato nell’antichità e che deriverebbe dal latino UNUM(TANTUM) EDO, “Ne mangio uno soltanto” come monito a non abusare dei suoi frutti in quanto possibile causa di stitichezza.
  • Ho anche proprietà: sono antifiammatorio, antisettico, astringente, deurativo, diuretico.
  • Sono conosciuto in cucina per: i miei frutti dal sapore asprigno, si possono consumare crudi al naturale, in macedonia con altri frutti di bosco, con zucchero e vino moscato o utilizzare per la preparazione di marmellate, gelatine, sciroppi, fermentati o distillati.
  • Si usa i miei frutti per candirli e conservarli sotto alcool.
  • Dai frutti schiacciati, poi fatti macerare un’ora in acqua bollente quindi lasciati fermentare al sole per 10 giorni, si ottiene un vino a bassa gradazione alcoolica e lievemente frizzante.
  • Il miele amaro più prelibato è il mio, ed è prodotto soprattutto in Sardegna e Corsica, èè ottimo per esaltare il sapore del formaggio pecorino e i dolci tradizionali sardi quali le Seadas.

 

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C’è stato un tempo che bosco, rivo e prato, | la terra e ogni vista consueta | a me davvero son sembrati | cinti di luce celestiale | del candore e sfolgorio di un sogno.

WILLIAM WORDSWORT

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ricetta

“corbezzoli sciroppati”

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ingredienti

500 g di corbezzoli maturi

200 g di fruttosio

1 limone

1 ciuffo di erba limoncella

(io la sostituisco con mini foglie germogliate di limoni)

1 l di alcool a 60°

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come fare:

  • In un vaso a chiusura ermetica sistemare i corbezzoli, lo zucchero,, la scorza del limone e l’erba limoncella fresca e l’alcool sufficiente a riempire il vaso.
  • Il vaso deve essere agitato di tanto in tanto per agevolare il processo di macerazione e lo scioglimento dello zucchero.
  • Quindi lasciare maturare e affinare il composto.
  • Dalla primavera successiva i deliziosi e ancora coloratissimi corbezzoli saranno pronti per decorare squisiti dolci e ottimi dessert, infinitamente buoni nei gelati alla frutta.

2016-10-16-11-45-462014-10-09 15.39.582013-10-03-14-18-402014-10-10 15.34.342014-10-10 16.46.412015-10-31-12-41-042014-10-26-15-27-112014-11-15-07-08-452014-10-15-12-34-572014-10-03-17-56-35   2015-10-31-12-40-522014-10-10 16.43.21

 

Ricetta

Sfogliatine leggere 

con marmellata di petali di rose e “corbezzoli”

2014-10-10 16.41.422014-10-10 20.45.21

ingredienti

pasta sfoglia

corbezzoli

chicchi di uva bianca

marmellata di petali di rose

(vedi ricetta nel blog)

mandorle a scaglie

fruttosio

1 uovo

vanillina

1 bicchiere di latte

come fare:

  • Posizionare la pasta a sfoglia sul fondo di formine antiaderenti del diametro di 10 cm circa
  • bucherellare il fondo e mettere uno strato abbondante di mandorle a scaglie
  • posizionare nel forno preriscaldato  x circa 5 minuti fino a che a pasta sfoglia risulta gonfia e di colore caramello.
  • Togliere dal forno mettere sul fondo sopra alle mandorle la marmellata di rose in abbondanza, procedere poi con posizionare i corbezzoli tagliati a spicchi alternando le file con chicchi di uva bianca.
  • riposizionare in forno per circa 8 minuti
  • Sbattere l’uovo con lo zucchero e la vanillina fino ad ottenere un composto omogeneo.
  • Togliere dal forno le sfogliatine e versare sopra il composto avendo cura di ricoprire la fruttta posizionata spolverare con  abbondante zucchero.
  • Mettere n forno fino a quando il composto non assume una densità cremosa simile a budino.

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Ricetta

Sfogliatine leggere 

con marmellata di mirtilli e more con “sorbe selvatiche”

ingredienti

pasta sfoglia

sorbe selvatiche mini

mirtilli freschi

marmellata di more

(vedi ricetta nel blog)

nocciole tritate

fruttosio

1 uovo

vanillina

come fare:

  • Posizionare la pasta a sfoglia sul fondo di formine antiaderenti del diametro di 10 cm circa
  • bucherellare il fondo e mettere uno strato abbondante di nocciole tritate
  • posizionare nel forno preriscaldato  x circa 5 minuti fino a che a pasta sfoglia risulta gonfia e di colore caramello.
  • Togliere dal forno mettere sul fondo sopra alle nocciole la marmellata di more in abbondanza, procedere poi con posizionare le piccole sorbe tagliati a spicchi alternando le file con mirtilli freschi
  • riposizionare in forno per circa 8 minuti
  • Sbattere l’uovo con lo zucchero e la vanillina fino ad ottenere un composto omogeneo.
  • Togliere dal forno le sfogliatine e versare sopra il composto avendo cura di ricoprire la fruttta posizionata spolverare con  abbondante zucchero.
  • Rimettere in forno fino a fine cottura lo zucchero sopra la frutta deve rimanere croccante.

2014-10-10 16.41.282014-10-10 20.46.27

 sorbo selvatico

2014-10-10 16.09.21

 

Pel bosco Ferraú molto s’avvolse,| e ritrovossi al fine onde si tolse. [canto I, ottava XXIII, versi 7-8]

LUDOVICO ARIOSTO

Tratta da L’Orlando Furioso

 

 

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È grave sforzarsi di essere uguali: provoca nevrosi, psicosi, paranoie. È grave voler essere uguali, perché questo significa forzare la natura, significa andare contro le leggi di Dio che, in tutti i boschi e le foreste del mondo, non ha creato una sola foglia identica a un’altra. Ma tu ritieni che essere diverso sia una follia, e perciò hai scelto di vivere a Villette. Perché qui, visto che sono tutti diversi, diventi uguale agli altri.

paulo coelho

2016-10-06-10-03-59

 

Viene il tramonto.
Un’altra alba è vicina.
Tu mi sorridi.

2014-06-04-05-23-432016-02-25 17.44.27

E’ sprofondando nel tuo sguardo che
il mondo acquista valore,
che il cielo si colora come mai prima d’ora,
che la vita prende gusto, sapori nuovi,
che anche un solo pensiero diventa
ragione di speranza che giunga la sera,
per guardare in due lo stesso rosso,
la stessa nuvola,la stessa goccia di pioggia.
Dono immenso il tuo animo si è fatto mio,
il mio cuore è diventato tuo,
i nostri respiri si sono fatti uno…

Nella “CONCHIGLIA INCANTATA” di Piazza del Campo…curiosità, ricette & una romantica serata


            

    16 Agosto…la vita in palio 

 

2013-08-16 19.37.55

 

P A L I O

Veglia nell’opacità della notte

il cure sospeso del Barbaresco.

Invoca, nelle spente

ore di sonno, il privilegio

del fato imponderabile.

Sul tufo friabile

il rito incessante si ripropone.

Si odiano le avverse contrade
e sognano la vittoria contesa
con esaltazione violenta.
L’animo fiero del cavallo

spasima invano nell’ultimo scarto,
lo splendore di una gloria inebriante.

Scaltro il fantino
mercenario del coraggio, colpisce
implacabile la criniera tenebrosa
e con segreti inganni
la corsa temeraria vince.

 

 

 

 

2013-08-16 19.38.26

 

 

… Una giornata particolare a Siena

 


2013-07-02 19.18.54
2013-07-02 15.45.582013-07-02 15.16.322013-07-02 16.01.12

 Sensazioni di fantino…

 

“Nell’Entrone ( si chiama così) i rumori della piazza sono ovattati, arriva solo un suono basso, come un brusio…poi monti a cavallo e ti affacci, sei travolto e  un’onda di colori, di grida e di caldo ti sommerge

 

2013-08-16 18.47.11

 

Ma anche io… che a cavallo nella conchiglia incantata di piazza del campo non ci salirò mai, io che vengo qui soltanto per 1 giorno a curiosare…posso capire quell’incredibile emozione quando verso le 7 della sera…il campanone smette di suonare, le voci tacciono e sulla città cade il silenzio assoluto in attesa che il mortaretto annunci…dall’entrone del Palazzo Comunale, l’uscita dei 10 cavalieri.


2013-07-02 16.01.432013-07-02 15.59.44
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Ogni Palio, 10 contrade scendono in piazza e 7 restano a guardare aspettando il prossimo.

Molti devono essere i fattori favorevoli, avere dal destino un cavallo veloce,non si sceglie si ha per sorteggio.

Bisogna sapersi muovere nell’intricato gioco delle alleanze e dei tradimenti, è ammesso ogni patto salvo “vendersi” alla contrada nemica.

E per ultimo trovare “la monta” giusta, un fantino abile e coraggioso, con un grande cuore, forte di gambe e di braccia, i fantini sono detti i “10 assassini”.

 

2013-08-16 18.47.34

 

Le antiche ricette Senesi…

 

2013-08-12 22.53.38

Le prime usate per produrre panforti e ricciarelli…si lo so che si usa gustarli a Natale, ma ho anticipato, qui a Siena non smettono mai di produrli, nemmeno ad Agosto e in occasione del Palio risplendono profumati nelle vetrine, e non ho resistito nel provare la mia versione di “Panforte” con metodo antico.

 

Sono tornata a casa e con i fichi freschi e secchi e noci ho rispolverato una vecchia ricetta del ” panforte margherita”, sapete perché il nome margherita?

Nacque in onore della regina Margherita di Savoia nel 1879 durante una visita regale a Siena nell’Agosto in occasione del Palio.

L’ inventore fu un famoso speziale, Galgano Parenti, proprietario della più antica fabbrica di panforte che sorse a Siena, che lo preparò e ne fece omaggio alla sovrana.Il Panforte si è sempre fabbricato dal XIII secolo ma solo nel 1829 nacque la prima fabbrica per poter esportare in abbondanza anche fuori dalle mura di Siena. La ricetta che io uso di solito e la stessa che ingiallita è stata trovata nel portafoglio del capofabbrica che da solo faceva le delicate pesate. La ricetta è datata 1880.

 

IL FAMOSO PANFORTE DI SIENA come farlo?

La ricetta di Nonsolononna

 

Panforte margherita

 “ai fichi e noci”

2014-08-20 17.07.17

Io di solito uso questa ricetta con quantità elevata,

preparo poi   piccoli panforti “fatti in casa”, da regalare a Natale.

 2.500 kg di zucchero bianco

3 kg di candito di cedro

0.500 di candito d’arancio

3 kg di mandorle tostate

1 kg di pasta di ricciarelli

1.200 kg di farina bianca

50 g di vanillina naturale a baccelli (finemente tritati)

50 g di cannella Ceylon polvere

30 g di noci moscate in polvere

A questi ingredienti io aggiungo:

1 kg di fichi caramellati

500 g di fichi secchi

600 g di noci spezzettate.

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Sciroppo di zucchero e frutta candita

Come prima cosa, preparo lo sciroppo di zucchero con acqua e aggiungo del miele, metto dentro a questo liquido, la scorza di arancio e il cedro e quando incominciano”a bollire” cioè quando il liquido si impoverisce di zucchero lo tolgo dal fuoco e aggiungo un’ altro sciroppo ancora più concentrato. La frutta non deve più muoversi dentro al liquido, metto la frutta a scolare in un vaso di vetro e tolgo il liquido… quello in eccedenza che rimane in fondo al vaso.

 

 

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2013-05-30 13.28.022013-09-18 15.08.53 2014-08-20 17.09.30

 

 Preparazione del Panforte

come fare:

  1. Scottate le mandorle e i gherigli di noci in acqua bollente, poi pelarli e tritarli, asciugare in forno tiepido.
  2. Mettere al forno le mandorle e farle tostare e tritarle grossolanamente.
  3. Tagliuzzare la frutta candita e la frutta secca ei ricciarelli sbriciolati,  mescolare tutto in una terrina, cospargere con il cacao, aggiungere le spezie, metà della cannella e mescolare bene.
  4. A parte in una casseruola a fondo concavo, meglio se di rame non stagnato, mescolare il miele e 175 g di zucchero a velo e amalgamare bene con l’aiuto di una spatola di legno; tenere sul fuoco molto dolce per 10 minuti, togliere dal fuoco e unire la frutta, girando finché risulti ben incorporata.
  5. Foderare con le ostie una teglia a cerniera leggermente imburrata.
  6.  Versare il composto e livellarlo.
  7. Mettere in forno a calore moderato  120°/160° per circa 30-40 minuti.
  8. Quando è cotto farlo raffreddare, toglierlo dalla teglia e spolverizzarlo con il rimanente zucchero e la cannella in polvere tenuta da parte.
  9. Conservare il luogo asciutto, avvolto in carta da forno.

2014-08-20 17.16.57

2013-09-17 13.41.15

 

 

E POI ANCORA…

“I RICCIARELLI”

di Nonsolononna

ingredienti

200 g di mandorle spellate

100 g di pinoli

200 g di zucchero

100 g di zucchero vanigliato

2 albumi montati a neve

scorza grattugiata d’arancia

ostie


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Preparazione dei ricciarelli

  • Pestate le mandorle in un mortaio, stessa cosa fate per i pinoli.
  • Passate il tutto in una terrina e aggiungete lo zucchero e lo zucchero vanigliato, gli albumi a neve ben ferma, una spolverata di scorza di arancia grattugiata e mescolate delicatamente.
  • Mettete un po’ d’impasto sulle ostie e lasciate riposare per 6 ore.
  • Infornate a 150° per 15 minuti.
  • Serviteli freddi e spolverati con lo  zucchero vanigliato.


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2013-07-02 15.54.292013-08-16 19.02.22 
2013-07-02 15.48.02
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Piazza del Campo

2013-08-12 23.12.21

piazza del campo

 E’ incupita la torre
e a buon diritto
cova un’ansia liberatrice
di placida quiete.
Lei la Superba
dai gotici sguardi sospesi
nel damasco del cielo.
Ancora si commuove
per l’agonia degli ulivi,
che oltre le mura
fecero posto all’abitato amorfo
sorto a casaccio.
Piccioni imprevedibili frullano
voli fra tartine e caffè.
Incalza il vorticoso giro
del turista, con sosta
al Beauburger tutto compreso.
Corpi discinti
lasciano timbri di sudore
sul logoro impiantito,
coscienza storica
di memori battaglie.
Nuovi conquistatori senza pedaggio
assediano il sacrario – cuore
di natie generazioni.
Ignari delle risse e del sangue
bollente e recidivo
che flusso vivo è sopito
nelle vene pazienti dei senesi.

**

16 agosto

noi 2… una Romantica Serata

    2013-08-16 20.38.512013-08-16 20.39.27

Rendere un’altra persona felice è un’arte che si impara…

 

2013-08-16 20.39.542013-08-16 20.40.12

Ed eccoci  in mezzo, ad oceani di realtà vissuta che separano l’istante dell’innamoramento, perfetto ed etereo, da una realtà che è diventata vita vissuta. Preziosa, ricca di ricordi e di gratitudine…

 

2013-08-12 20.51.40

<3<3<3…stasera sei felice!

Con un poco di Rabarbaro, qualche Pera e gli ultimi Fiori di Gelsomino…la “PEARS PIE” di NonsoloNonna


 

 2016-06-18 20.55.552013-05-30 13.16.21

L’ incantesimo

Seducente è
il tuo profumo,
gelsomino
della notte misteriosa.

Con dolcezza di seta
accarezzi
l’aria trepida
e mite.

Dolce è
il ricordo che evochi.
Ancora più
dolce è
il sogno che provochi.

Edwin Agustìn Lozada
(da Sueños anónimos, 2001)

 

2015-07-08 18.12.17

Non potevo lasciare cadere gli ultimi fiori di gelsomino senza regalarmi questo delizioso dolcetto, anche perchè l’unico albero di pere che se ne sta a rami aperti  tutto il giorno contro l’assolato muro quest’anno è stato più generoso del solito…ed ecco che la mia cena sotto la pergola ha avuto come ingrediente principale le succulente pere…l’ispirazione per l’antipasto l’ho avuta dalla cara e fantasiosa amica blogger Silva, per il primo piatto sono da anni famosi i miei straccetti fatti in casa alle  pere e pecorino di Pienza e il dolce ecco qua la sorpresa! sorpresa anche per me l’ho inventato oggi…ho aperto il frigo e avevo ancora del rabarbaro e qualche vasetto di marmellata di uva spina e basta UN POCO DI ZUCCHERO….e

 

La mia ” PEARS PIE “ è pronta…

2015-05-21 17.16.26

 

ingredienti

1 pasta sfoglia tonda

1 mezzo bicchiere di marmellata di uva spina

30 g di mandorle a scaglie 

4 grandi pere mature

1 manciata di fiori di gelsomino

succo di sambuco

2 cucchiai di miele alla lavanda

zucchero semolato

2015-05-21 10.23.31

2015-05-21 17.12.08

2015-05-21 17.12.24

 

come fare…

  1. Zuccherare i fiori di gelsomino e lasciare asciugare per qualche ora. (vedi mio post delle violette zuccherate)
  2. Pennellare i fiori con miele diluito in acqua prima di passarli nello zucchero.
  3. Stendere dentro una tortiera di cm 24 la pasta sfoglia, sul fondo mettere la marmellata di uva spina e le mandorle a scaglie.
  4. Mettere 5 minuti in forno fino a quando la sfoglia non avrà preso il classico color caramello.
  5. Mettere in una casseruola 2 cucchiai di uva spina, il miele alla lavanda e una bustina di vanillina e diluire con succo di sambuco, sciogliere il tutto e unire le pere tagliate a fettine con la buccia. 
  6. Cuocere per 10 minuti (a 2 minuti dalla fine aggiungere il rabarbaro).
  7. Togliere dal forno la torta e posizionare le pere e il rabarbaro precedentemente preparati sul fondo della tortiera.
  8. Spennellare la frutta con la marmellata di uva spina e spolverare con zucchero di canna, cuocereper 25 minuti a 5 minuti dalla fine togliere la torta dal forno e posizionare sopra i fiori di gelsomino precedentemente zuccherati, spolverare ancora i fiori con zucchero fine.
  9. Rimettere in forno per qualche minuto …voilà la pears pie è pronta

 

 

2015-05-20 20.33.132014-08-02 20.35.332015-07-08 18.11.452015-05-20 20.30.542015-05-21 17.12.082015-05-20 20.23.102013-06-26 18.39.42 - Copia2015-05-20 21.38.422015-05-21 17.16.21

 

IL GELSOMINO NOTTURNO

Giovanni Pascoli

2016-05-31 20.44.15

E s’aprono i fiori notturni,

nell’ora che penso a’ miei cari.

Sono apparse in mezzo ai viburni

le farfalle crepuscolari.

Da un pezzo si tacquero i gridi:

sola una casa bisbiglia.

Sotto l’ali dormono i nidi,

come gli occhi sotto le ciglia.

Dai calici aperti si esala

l’odore di fragole rosse.

Splende un lume là nella sala.

Nasce l’erba sopra le fosse.

Un’ape tardiva sussurra

trovando già prese le celle.

La Chioccetta per l’aia azzurra

va col suo pigolìo di stelle.

Per tutta la notte s’esala

l’odore che passa col vento.

Passa il lume su per la scala;

brilla al primo piano: s’è spento…

È l’alba: si chiudono i petali

un poco gualciti; si cova,

dentro l’urna molle e segreta,

non so che felicità nuova.

2016-05-31 20.46.172016-05-31 20.46.59

Curiosità

La poesia “Gelsomino notturno” fu composta da Giovanni Pascoli per le nozze dell’amico Raffaele Briganti e vi è raffigurato il tema dell’unione dei due sposi e del conseguente germogliare di una nuova vita. Nei versi è presente una metafora sessuale delicatissima. Il gelsomino notturno è fiore che si apre di notte e di giorno si chiude. Il simbolismo pascoliano si esprime nel rapporto tra il fiore e la donna, il fiore fecondato grazie alle farfalle notturne che ne trasportano il polline è metafora della donna resa madre nell’unione con il compagno.
L’elemento della narrazione è affidato a delle immagini e il poeta coglie il mistero che palpita nelle piccole cose della natura. Si accorge che la notte, quando tutto intorno è pace e silenzio, vi sono fiori che si aprono e farfalle che volano. Una vita inizia quando la vita consueta cessa. L’ora della vita notturna è anche un’ora di malinconia per il poeta che prova un senso di esclusione.
Il binomio vita e morte è evidente ai versi 1-2 (immagine dei fiori notturni e il ricordo dei familiari defunti), al verso 4 (farfalle crepuscolari simbolo sia di vita che di morte) al verso 12 (nascere dell’erba sulle fosse), al verso 23 (l’urna, elemento funerario, è metafora del ventre femminile, generatore di nuova vita).

 

 

 

2014-08-02 20.34.372015-05-21 17.14.522013-05-30 13.16.212015-05-21 17.12.082015-05-21 17.10.44

 

e il mondo mi si rivela, colmo di bellezza…

 

2013-12-20 11.18.212013-12-17 07.00.072016-03-01 15.24.412015-03-04 18.12.362015-01-01 16.12.092013-12-19 17.48.292016-04-05 17.30.322013-12-18 18.00.58

Che, alle volte, scene dimenticate da molto tempo, apparentemente senza nessun movente, all’improvviso ci tornino alla memoria con molta vivacità, può, in molti casi, avvenire perché sentiamo un tenue profumo, percepito quasi inconsapevolmente, come allora. È noto, infatti, che gli odori risvegliano facilmente i ricordi, e dovunque al nexus idearum basta un’occasione sia pure assai insignificante.

ARTHUR SCHOPENHAUER, Parerga e Paralipomena

 

 

 

 

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