Archive for the ‘orto’ Category

PRELIBATEZZA ESTIVA… Prunes LORRAINE o MIRABELLE le preferite da Manet


 “Ode alla prugna”

Pablo Neruda

“…Da allora, la terra, il sole, la neve, le raffiche della pioggia, in ottobre per le strade, tutto, la luce, l’acqua, lasciarono nella mia memoria odore e trasparenza di prugna. La vita ovalizzo’ in un calice il suo splendore, la sua ombra, la sua freschezza. Oh bacio della bocca nella prugna, denti e labbra pieni dell’ambra odorosa della liquida luce della prugna”.

 

  PRANZO D’ESTATE  in Toscana… con le LORRAINE, ricordando Manet

 

 

” l’ALBERO DELLE MIRABELLE “

direttamente dalla FRANCIA  innesto di Mirabelle piantato da mia nonna

E’ CONSIDERATO IL PADRE DI TUTTE LE VARIETA’ DI PRUGNE.


Le sue radici, infatti, vengono utilizzate per gli innesti.

Il frutto d’oro della Lorena! La regione fornisce il 70% della produzione mondiale e la mirabella della Lorena gode dell’IGP dal 1996. Per questa piccola susina gialla, è tutta questione di maturità. Viene raccolta una volta matura e anche se i metodi si sono modernizzati e meccanizzati, il principio rimane lo stesso: bisogna “scrollare” i frutti, cioè scuotere gli alberi per far cadere i frutti ormai maturi in una grande tela. È facile verificarne la maturità: una volta che il frutto viene diviso in due parti, il nocciolo deve staccarsi da solo.  Le macchie e lo strato di protezione che la ricoprono indicano che il frutto è stato colto al momento buono, e quindi deve essere consumato rapidamente. La sua stagione è molto breve: da metà agosto a fine settembre. Solo 6 settimane per gustare questo frutto fresco, profumato ed energetico. Poi lo si potrà apprezzare come marmellata o come frutta sciroppata. Può anche essere congelato, ma poi deve essere cucinato ancora congelato per evitare che annerisca. 

             

Per un breve periodo dell’anno, in piena estate, questa gustosa, gialla prugna dalla polpa zuccherina che ha il sapore del miele é pronta per la raccolta…

Mirabelle lasciate cadere…dall’ albero del “Poggiolino”

 

 

Appena matura si lascia cadere dall’ albero su tele di lino distese sull’erba, questo e ciò  che fanno nella regione francese che da il nome a questa qualità  di prugne “La bella lorraine” è da qui che provengono le migliori qualità, è la prugna perfetta per dolci e marmellate ma e deliziosa abbinata con gli arrosti.

E’ altrettanto buona anche quella che cresce in Italia, chiamata anche ” mirabolano”.

 

CHUTNEY DI MIRABELLE e prugne

da servire con un formaggio stagionato di Pienza

 delizioso con arista al forno

ingredienti

250 g di mirabelle

150 g di prugne

30 g di uva passa

2 cipolle 

1 cucchiaio di olio di oliva

150 g di zucchero di canna

25 cl di aceto di vino bianco

2 chiodi di garofano

1 stecca di cannella

1/4 di cucchiaino di noce moscata in polvere.

preparazione

  • Affettare  e far appassire le cipolle in padella.
  • Versare l’aceto, lo zucchero. chiodi di garofano, la noce moscata e la cannella.
  • Bollire per 30 minuti. Fare raffreddare.

 


***

Arrosto di maiale alle aromatiche

ingredienti per 6 persone


1 pezzo di carne di maiale da kg 1,2 circa

6 spicchi di aglio

2 cipolle

2 scalogni

4 cucchiai di olio extra vergine di oliva

4 rametti rosmarino

10 foglie di salvia

pepe,sale

50 g di burro

vino bianco.


Preparazione

  • Steccare l’arrosto con salvia 3 spicchi di aglio e il rosmarino, rosolare la carne nell’olio di oliva con l’aggiunta di 1 bicchiere di acqua, aggiungere anche i 3 spicchi di aglio rimasti, tagliare e aggiungere gli scalogni e le cipolle.
  • Coprire e cuocere per 1 ora circa, aggiungere il vino bianco, rosolare ancora al termine cottura aggiungere il burro precedentemente sbattuto con una frusta, versare sull’ arrosto.
  • Servire con il chutney di prugne.

 

Tra salato e dolce un po’ di storia…

ricordando Manet

 

Vita di Manet…

Così Manet compì studi di indirizzo classico presso il prestigioso collegio Rollin dove conobbe Antonin Proust che rimase per tutta la vita il suo più fedele amico.

 Manet intuì ben presto la sua vocazione per la pittura e, dopo una forzata e breve esperienza in Marina, cominciò nel 1850 l’apprendistato presso lo studio di Thomas Couture, frequentò il suo atelier per 6 anni,un tempo molto lungo se si considera il continuo disaccordo fra i due e cosa Manet diceva:

 «Non so che ci faccio qui; quando arrivo all’atelier, mi sembra di entrare in una tomba”

 Dal 1850 al 1856 si iscrisse come copista al Louvre.

 Tra il 1853 e il 1857 iniziò a viaggiare per l’Europa, copiando i capolavori custoditi nei Musei più importanti.

 Nel 1853 arrivò in Italia visitò Pisa, Perugia e Roma. A Firenze visitò il Gabinetto dei Disegni degli Uffizi dove iniziò a copiare le opere di Andrea del Sarto, di Franciabigio, di Poccetti, di Salimbeni, dell’Angelico, del Ghirlandaio e di Luca della Robbia. 

Couture gli aveva suggerito di viaggiare e di copiare le opere che lo avrebbero più colpito. È nota la copia dipinta dell’”Autoritratto” di Tintoretto, 

 Couture lo aveva iniziato all’amore per la pittura veneta del ‘500. Nel 1854 Manet copiò la “Venere del Pardo” di Tiziano con una certa libertà interpretativa interessato soprattutto al rapporto tra il nudo in primo piano e le figure vestite sulla sinistra del dipinto. Lo stesso interesse destato dal “Concerto campestre” di Tiziano del Louvre (allora ritenuto del Giorgione) e che insieme ad altre opere aveva suggerito il modello per la realizzazione della “Colazione sull’erba”.

 

Ritratto di  Manet e Signora

Nacque a Parigi nel 1832 da una famiglia benestante dell’alta borghesia. La sua famiglia non nutriva alcun interesse nei confronti della pittura.

Ma quello che a me a sempre affascinato,

è un dipinto eseguito da Manet nel 1864,è stato protagonista in Francia di tante di accuse di scandalo quando il dipinto apparve in pubblico all’improvviso,è “Déjeneur sur l’herbe”,anche questo variazione liberamente ispirata al Tiziano.

 

“Le déjeneur sur l’herbe”

1863 circa

olio su tela 89×116 cm

 

CROSTATA DI MIRABELLE 

 

 

ingredienti per 6 persone 

1 rotolo di pasta brise’

800 g di mirabelle

6 biscotti croccanti multicereali

mandorle a scaglie

100 g di marmellata di mirabelle

2 cucchiai di zucchero a velo

10 g di burro per la tortiera


preparazione

  • Lavare,tagliare e snocciolare le mirabelle.
  • Imburrate la tortiera.Stendervi la pasta brisé, bucherellare il fondo con una forchetta.
  •  Sbriciolare i biscotti e aggiungere meta delle mandorle sul fondo e disporre sopra le prugne tagliate e disporle a raggiera,infilandole leggermente nella pasta.
  • ricoprire le prugne con la marmellata e con le mandorle a scaglie rimaste
  • Cuocere in forno a 200°  per 25-30 minuti. 
  • Spolverizzare con lo zucchero a velo.


CONIGLIO IN GELATINA DI MIRABELLE

ingredienti

1 coniglio tagliato a pezzi

20 cl di vino bianco secco(bianco di orvieto e’ perfetto)

4 scalogni

prezzemolo

1 spicchio di aglio,timo ,rosmarino

1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

1 confezione di gelatina

6 fette di lardo

 di colonnata

250 g di mirabelle

sale,pepe.

 

come fare

  • Salare e pepare il coniglio e ricoprirlo di vino bianco e olio oliva.
  • Affettare gli scalogni e aggiungerli al coniglio marinato aggiungendo anche il prezzemolo,l’aglio,il timo e il rosmarino.
  • Mescolare il tutto e fare marinare in frigorifero per 12 ore.Per la cottura,disporre in una terrina il lardo,poi, a pezzi il coniglio e la marinata eliminando timo e rosmarino.
  • Diluire la gelatina in 1/2  litro di acqua  e versarla sulla terrina.
  • Coprire e cuocere in forno a bagnomaria per 2 ore. All’uscita dal forno,aggiungere le prugne snocciolate.
  • Mescolare fare raffreddare e servire. 

Immense et rouge
Au-dessus du Grand Palais
Le soleil d’hiver apparaît
Et disparaît

Comme lui mon coeur va disparaître
Et tout mon sang va s’en aller
S’en aller à ta recherche
Mon amour
Ma beauté
Et te trouver
Là où tu es.

 

…ALL’AMORE MATURO… L’AMORE COME DONO.

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Con l’entrata in gioco della realtà entra in gioco l’amore maturo, che non è più luna di miele con i suoi aspetti sognanti, ma comincia ad avere in sé qualcosa di profondamente radicato e terreno.

 

 

ma…siiii
ancora “honey moon”… 
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Soufflè di Primavera…con 13 ERBE SPONTANEE, delizioso e molto economico…


in occasione della 7 giorni di erbe selvatiche…

il mio delizioso soufflè primaverile

 

Credere

Credere
e nella natura
lasciarsi trasportare
divenire parte di essa
per assaporare
l’altro
quel che è celato
agli occhi
e visibile al cuore.
 Poesia  dal blog  Il mio giornale di bordo 

antodesimone.wordpress.com/

 

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 In cucina con Nonsolononna e le sue… erbe selvatiche

Uno degli insegnamenti più grandi lasciatomi da mia nonna è stato di osservare con attenzione ogni erba del prato. Lei aveva vissuto con 4 figli i grandi momenti di carestia dovuti alla guerra, aveva un piccolo orto e  seguiva molto le usanze in cucina che avevano allora i conventi Francescani,  attraverso la parola di San Francesco erano abituati a lodare qualsiasi creatura vivente. Lei conosceva il nome delle erbe spontanee che crescevano nel proprio orto e intorno ai campi vicino e sapeva come servirsene, ricavandone veri e propri manicaretti.

Molte delle piante che solitamente chiamiamo infestanti, sono spesso a nostra insaputa delle” prelibatezze in cucina”, impensabile per me, che ero abituata fino a qualche anno fa a frequentare solo Supermercati o grandi negozi.

 Adesso parlerò delle loro…Proprietà Nutrizionali.

Le erbe spontanee sono un’ottimo antiossidante naturale che neutralizza i radicali liberi, preservando le nostre cellule dall’invecchiamento precoce e da svariate patologie come la gotta e lo scorbuto, contengono elevate concentrazioni di sali minerali, calcio, ferro, magnesio e potassio e soprattutto vitamine A, C, E, acido folico, riboflavina e contenuto maggiore di fibre rispetto agli altri ortaggi coltivati. In queste erbe sono quasi assenti i lipidi e i carboidrati.

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Soufflé di Primavera alle 13 erbe spontanee

questa  ricetta è stata elaborata da me…è un’insieme di tante piccole  ricette tra le più antiche  della cucina tradizionale popolare.
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Ingredienti

12 erbe spontanee

2 cuori di carciofi

2 finocchi  tagliati a fettine fini

4 fili di erba cipollina spontanea compresa di bulbo

6 uova bio

1/2 bicchiere panna magra bio

1/2 bicchiere di latte

4 cucchiai di olio extra vergine di oliva

20 g di pecorino stagionato

30 g di parmigiano grattugiato

noce moscata

sale e pepe

1 noce di burro

Quali erbe raccogliere:

Le prime 4 erbe spontanee raccolte(partendo dall’alto del vassoio) sono:

Tarassaco-Foglie di PrimulaCimette di AparinaTimo Selvatico

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Le seconde 4 erbe spontanee raccolte(partendo dall’alto del vassoio) sono:

Cimette selvatiche di rapaOmbrellino pugliese Bocci di radicchio selvaticoCarota Selvatica

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Le terze 4 erbe spontanee raccolte(partendo dall’alto del vassoio) sono:

Asparago Selvatico- Melissa- Foglie di finocchio– Piantaggine
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ho poi aggiunto 2 cuori di carciofi e 2 finocchi a fettine… un vero piatto ricco di Salute e di Primavera
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come fare:
  1. Pulire con abbondante acqua le 13 erbe, e lessare brevemente a vapore,( così rimarranno integre le proprietà nutrizionali), tutte le 12 erbe escluso l’erba cipollina.
  2. Tagliare a fettine sia i carciofi che i finocchi, cuocerli leggermente a vapore.
  3. In una padella mettere 4 cucchiai di olio, i 4 bulbi di erba cipollina tagliata a pezzetti e le foglie sminuzzate.
  4. Aggiungere le erbe lessate a vapore, i carciofi e i finocchi e saltare per 5 minuti aggiungendo 3 cucchiai di acqua e 2 di olio di oliva.
  5. In una terrina sbattere 6 uova, solo tuorli con 1/2 bicchiere di latte e 1/2 bicchiere di panna magra, noce moscata, sale e pepe, abbondante parmigiano con 30 g di pecorino stagionato.
  6. Aggiungere all’impasto di tuorli, quello delle erbe con finocchi e carciofi, fatte cuocere precedentemente nell’erba cipollina e olio di oliva.
  7. Sbattere a neve le 6 chiare d’uovo e aggiungerle con un lento movimento dal basso verso l’alto all’impasto di tuorli e erbe.
  8. Cospargere il fondo delle pirofile con burro e passare poi pangrattato, versarvi l’impasto e livellare bene, non devono rimanere bolle di aria.
  9. Cuocere in forno ventilato a 180° precedentemente riscaldato, per circa 35 minuti, non aprire il forno fino a cottura ultimata, altrimenti il soufflè si sgonfia.
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Conosco un luogo
che ogni giorno si riempie di sole
e tutto è rapito in quel momento.
(G. Ungaretti)
      

Credo sia questo il vero amore:

avere l’impressione di stare al centro della propria vita, non ai margini.

Nell’angolo giusto. Senza avere bisogno di sforzarsi per piacere all’altro, restare se stessi.

Katherine Pancol,

Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì

Tutti i colori del ” GIALLO TOSCANA”… regaliamo al mondo un’impronta profumata post 3


Giallo:

il sole che splende dando colore, calore e VITA 

 

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” Lascia di quanto in quanto i sentieri battuti e inoltrati tra i boschi.Troverai certo qualcosa che non hai mai visto prima.Probabilmente si tratterà di una piccola cosa,ma non ignorarla”.

Alexander Graham Bell

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  • il giallo con il ciano e il magenta forma il tris dei colori primari ed è facilmente visibile, anche in lontananza dall’occhio umano.
  • Anche gli animali usano il giallo per farsi notare e per comunicare al contempo la propria pericolosità. Spesso il colore sgargiante è accompagnato da un colore di contrasto scuro, marrone o nero con disegni irregolari ripetuti e ben riconoscibili, così chi lo indossa sa che tutti anche coloro che non vedono bene colgono l’attenzione del segnale.
  • Il giallo è diffuso anche tra i nostri fiori, soprattutto tra i primi che spuntano in concomitanza del risveglio degli impollinatori: narcisi, forsizie, anemoni, ranuncoli, tutti i fiori che attirano gli insetti malgrado la loro visione sia molto diversa dalla nostra e da tanti altri mammiferi. Con ii loro occhi composti da cellule allungate, hanno una percezione molto diversa da noi e vedono l’ultravioletto ma non il rosso, che appare a loro come il nero.
  • Il GIALLO però la maggior parte delle volte rimane GIALLO o si trasforma soltanto in  in alcuni casi.

 

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il tarassaco fiorisce tutto l’anno 

 

 

continua dal post 2:

4) Per regalare al mondo un’impronta profumata:

 

 

Nell’immensità dei profumi Primaverili , quello del Tarassaco o ( più comunemente chiamato Dente di Leone) è certamente quello più diffuso.

 In Toscana in certi luoghi  profuma  come se fosse stata nebulizzata una dolce sostanza mielata. Il dente di Leone non cresce solo nei prati o campi concimati ma anche ai bordi della strada in mezzo ai sassi e anche in mezzo alle pietre dei piazzali e dei viali.

Questa pianta affida i sui semi a piccoli paracaduti per poi spedirli ovunque.

Questo Dente di Leone è un vero Profumiere, nel suo fiore ci sono ben 25 diverse sostanze odorose, i suoi petali emanano queste sostanze fragranze impregnando l’aria circostante e il profumo viene distribuito in un’aria molto vasta.

Con il suo profumo il Dente di Leone invia il suo messaggio agli insetti impollinatori, come le api i bombi perchè sanno che da lui troveranno molto nettare, anche se l’energia degli insetti e una cosa aggiunta visto che in realtà il Dente di Leone o Soffione è un auto-impollinatore e non avrebbe bisogno degli insetti.

Sembra quasi che il Dente di Leone con il ” suo profumo”

voglia omaggiare di questo successo la comunità più per il nostro bene che per il suo…

 

 

Quindi distribuiamo il profumo della Primavera agli…altri

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Ricetta

 

miele o gelatina di Tarassaco

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Ingredienti

500 g di fiori di tarassaco

1 litro di acqua

1,5 kg di zucchero

2 limoni

come fare

  • Raccogliere 500 g di fiori di tarassaco, solo il fiore aperto ( se si lascia la corona esterna verde, il miele avrà un colore meno intenso e meno ambrato) .
  • Mettere in una pentola capiente i fiori e farli bollire per un’ora con 1 litro di acqua.
  • A questo punto lasciare il decotto a riposare per tutta la notte, in modo che i fiori lascino proprio tutto il loro aroma.
  • Il giorno dopo filtrare i petali, strizzarli e aggiungere il succo dei 2 limoni ne esalta il gusto.
  • Fate bollire per un’oretta e un quarto circa, quando la gelatina avrà raggiunto la consistenza desiderata, travasare nei vasetti, chiudere, girare in modo che i tappi si sterilizzino e lasciare riposare in dispensa per almeno 30 giorni.
  • Dura tantissimo, perchè la percentuale di zucchero è altissima quindi non correre il rischio di andare a male.
  • Questo miele ha ampio utilizzo: si può utilizzare pper addolcire tisane, è spettacolare sui formaggi stagionati e i fiori di tarassaco hanno un potere calmante della tosse.

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Curiosità
Il nome tarassaco deriva dal greco “tarasso”= io guarisco
conosciuto fin dal sec. XV era considerato il diuretico per eccellenza. Dall’inizio del XX secolo le sue proprietà sono state rivalutate, ai diabetici si consiglia di mangiare i gambi crudi. In alcune zone della ex Jugoslavia si ottiene un vino fatto dai  fiori ( Flosculi).

 Ricetta

 

Zuppa di Tarassaco
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ingredienti

800 g di foglie di tarassaco

400 g di zucca

1 cipolla

1 carota

1 gambo di sedano

prezzemolo

rosmarino

1 spicchio di aglio

brodo vegetale

sale e pepe q.b

come fare
  • Pulire le foglie di tarassaco e lessarlo leggermente in acqua bollente.
  • In una padella soffriggere con dell’ olio la cipolla, il sedano e la carota tritati finemente,quando il soffritto sara’ pronto aggiungere il prezzemolo e il rosmarino tritati.
  • Aggiungere la polpa di zucca tagliata a dadini e il tarassaco tagliato grossolanamente, lasciare insaporire per alcuni minuti,aggiungere il brodo, regolare il sale e il pepe e completare la cottura.
  • Servire con crostini di pane abbrustolito sfregato con l’aglio.

sapete che…

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  1. Ci  sono fiori ad esempio il myosotis conosciuto come il più comune “Nontiscordadimeha una corona centrale gialla solo quando è ricco di nettare, mentre dopo essere stato visitato diventa bianco e dunque non attrattivo.
  2. Il giallo protegge anche nel caso dei funghi o nel polline, dove i pigmenti carotenoidi delle spore servono come schermo contro i raggi solari che danneggerebbero velocemente la loro fertilità.

 

La nostra Primavera…<3

 

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ed io…
M’illumino d’immenso 

 

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La NATURA si è risvegliata…seguiamola post 2


 Sotto il tepore primaverile della Toscana…

 

La pioggia diventa polline luccicante
Il sole inaridisce i timori nascosti
L’aria mite stiracchia i pensieri sbattuti
La brina sottile sembra smussare gli spigoli
La luna colleziona cuori incantati
La libertà scivola via tra i mandorli fioriti.

Continua …dal post 1

 

 

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Seguiamo il suo esempio: La natura che si risveglia è un’esauribile fonte d’ispirazione anche per noi, un canto per accogliere un nuovo giorno, un profumo diffuso nell’aria per il bene degli altri, un colore che da serenità ed energia.

 

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macao

3) Per procedere fiduciosi e con calma.

Guardando il Macaone che si è appoggiato tranquillo al sole sopra i fiori del mio glicine( in estate sulla mia lavanda), viene in mente che è proprio arrivata la Primavera. Questa grande farfalla dai delicati arabeschi colori vivaci è un’autentica campione di trasformismo. Il macaone sverna all’aria aperta sotto forma di crisalide sopportando neve e gelo ma senza subire danni  e lui che produce la propria protezione antigelo, diversi composti di zucchero impediscono che all’interno della crisalide si formino cristalli di ghiaccio che potrebbero distruggerla. 

E così mentre la natura si disgela e si prepara alla primavera,  anche il Macaone comincia la sua trasformazione in farfalla adulta. Questa bellissima farfalla ogni anno “rinasce a nuova vita”. Detiene anche un record…ha il battito di ali più lento di tutti i lepidotteri europei. Le ali sbattono soltanto 3 volte al secondo…ma sono comunque efficaci essendo grandi in confronto al corpo imprimono una  buona spinta.

Anche se in aria se la prende comoda non è certo pigra! .

Il Macaone completa il suo ciclo vitale  con tanta efficienza da mettere al mondo ben 3 generazioni ogni stagione …dimostrando così che con la calma si può ottenere molto...basta avere fiducia nelle proprie capacità e sfruttarle nel modo giusto! con la massima efficienza.

 

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 4) Essere creativi e seguire le proprie aspirazioni.

Ciò che senti con l’inizio della Primavera è un grande coro in natura, il sole non è ancora sorto che l’aria si riempie di gorgheggi: Il più attivo è il merlo maschio che annuncia il nuovo giorno, è con questo canto che persegue obiettivi ben precisi: è con il canto che difende ” la sua casa”…il suo territorio. Inoltre è un canto di corteggiamento usa l’abilità del suo gorgheggio per trovare una compagnia per mettere su famiglia. Questo succede tardi .la sera e prestissimo la mattina quando la natura è più silenziosa. Cantano ogni giorno con straordinaria dedizione…come se questo fosse l’unico modo per raggiungere il loro obiettivo. Ecco perché il merlo è simbolo di operosità e creatività il loro canto è un invito a concentrarsi nelle proprie aspirazioni.

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5) Regalare agli altri …il profumo della Primavera e

continuare a diffonderlo anche in estate.

 

continua… nel  post 3

 

Intanto nel mio orto tutto è cresciuto…


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 La ricetta primaverile

di NonsoloNonna…

 

“Straccetti di farro con la scarola” (del mio orto) 

capperi e mandorle

 

ingredienti

per 4 persone

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320 g di straccetti di farro (fatti in casa)

2 cesti di scarola

50 g di capperi

100 g di olive nere

100 g di mandorle  a lamelle

1 spicchio di aglio

peperoncino

olio extra vergine di oliva

sale

Come fare:

  • Mondate la scarole, scottatele per 2 minuti nella vaporiera, (passatele subito sotto l’acqua fredda così il verde tornerà naturale e non con aspetto giallastro) sgocciolatele conservando l’acqua di cottura.
  • Frullatele con un filo di olio e con poca acqua di cottura in modo da ottenere una crema liscia, morbida e verde brillante.
  • Lasciatele raffreddare, sigillatela con la pellicola e conservatela in frigorifero.
  • Fate nel frattempo cuocere gli straccetti di farro.
  • Rosolate in 4 cucchiai di olio l’aglio e il peperoncino, unite la crema di scarola, le olive snocciolate e tritate,i capperi dissalati e fate cuocere dolcemente per 1 o 2 minuti.
  • Scolate la pasta molto al dente, conservando un po’ dell’acqua di cottura, versatela nella padella con la crema di scarola e mescolatela per 1 o 2 minuti a fuoco vivo unendo se necessario 1 o 2 cucchiai dell’acqua di cottura della pasta.
  • Distribuite gli straccetti di farro nei piatti, spolverate con le mandorle tostate in un filo di olio e servite.


.

L’orto nel terrazzo in città della mia amica Bea.

 

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  1. Tutti gli ortaggi possono essere coltivati su un balcone.
  2. Avere così il piacere di mangiare  una zucchina, un pomodoro che abbiamo visto crescere giorno dopo giorno sotto i nostri occhi.
  3. E’ il gusto e la consapevolezza di avere contribuito a produrre ciò che stiamo cucinando che ci rende orgogliosi di noi stessi.
  4. Con l’orto sul balcone avremmo ortaggi e aromi freschissimi pronti da cucinare e mettere in tavola senza nemmeno uscire di casa per andare ad acquistarli.
  5. Un passatempo facile da realizzare e che dona enormi soddisfazioni.
  6. Gli ortaggi vengono trapiantati in vasche o vasi.
  7. La profondità di trapianto variano a seconda dei tipi di ortaggio che vogliamo coltivare.
  8. Un contenitore con 20 cm di profondità è adatto alla coltivazione delle lattughe, 40 cm di profondità sono necessari per coltivare i cavoli, cipolle…per i pomodori la profondità minima e di 50 cm.
  9. Molto importante l’illuminazione e dobbiamo stare molto attenti,il nostro balcone deve avere un’esposizione sud.est o da sud-ovest.
  10. Buona LUCE- Buona crescita.
  11. Non sottovalutare questi aspetti, perchè con squilibri idrici e sbalzi di temperatura può avvenire la caduta prematura dei fiori.

Ora seguendo queste regole diventerete anche voi dei bravissimi:

” WINDOW- FARMER”

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i nostri primi… aperitivi all’aperto…<3

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Consiglio Primaverile di Nonsolononna: Seguiamo la natura e…prepariamo l’orto post 1


” DE VITA BEATA “

“E’ dunque felice la vita consona alla natura, che non si può ottenere altrimenti che se anzitutto la mente non è sana e in perenne possesso della sua sanità, quindi forte e vigorosa, poi mirabile nel sopportare, capace d’adattarsi alle circostanze, del suo corpo e di ciò che lo riguarda attenta ma non ansiosa, inoltre delle altre cose necessarie alla vita diligente senza ammirarne alcuna, pronta a usare i doni della fortuna non a farsene schiava. Capisci, anche se non l’aggiungessi, che ne segue perenne tranquillità e libertà, respinte quelle passioni che ci stimolano o ci spaventano: infatti in luogo dei piaceri e di quelle sensazioni che sono meschine e caduche e anche dannose per l’infamia insita, subentra una grande gioia, imperturbata e costante, e poi pace e concordia dell’animo e grandezza con mitezza: ogni crudeltà viene infatti dalla debolezza”

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Intanto io seguo la Natura… e  Seneca.

E’ segno di saggezza non allontanarsene ma conformarsi alle sue leggi e al suo esempio. Felice è quella vita che si accorda con la sua propria natura, il che è possibile solo se la mente, in primo luogo è sana sempre in ogni momento, forte ed energica e decisamente paziente, capace di affrontare ogni situazione interessata al corpo e a quanto lo riguarda, ma senza ansie e preoccupazioni, amante di tutto ciò che adorna la vita, ma con distacco, disposta a servirsi dei doni della natura ma senza farsene schiava…

Non facciamoci prendere troppo dalla realtà, e facciamo un

tuffo nella fantasia, ma se poi ci accorgiamo di  fantasticare

troppo… fate come me,  fuori all’aria aperta a zappettare e

preparare l’orto.

 

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    Seguire la natura significa:

 

1) Accendere la luce interiore. ( post 1)

2) Essere ogni tanto un passo avanti. ( post 1)

3) Procedere fiduciosi e con calma

4) Essere creativi e seguire le proprie aspirazioni.

5) Distribuire al mondo un’ impronta profumata.

 

 

 Accendere la luce che c’è in te!

Il segnale più importante del ritorno della primavera è il verde, in nessun altra stagione dell’anno il verde brilla così intenso, questo grazie alle piante che stanno formando le nuove foglie. Nei mesi freddi molte piante ed erbe  muoiono assumendo un colore verdastro-marrone…mentre in Primavera spuntano nuovi steli delicati rivestendo il paesaggio di verde intenso dalle mille sfumature, come se qualcuno regolasse l’intensità. Questo verde si ripercuote positivamente sul nostro umore ed è il processo più importante in natura: la fotosintesi clorofilliana, il pigmento è la clorofilla,  è una molecola capace di catturare le particelle di luce solare e  le riconsegna alla pianta sotto forma di energia chimica. La nostra vita la dobbiamo anche a questo processo, poichè tutto ciò che mangiamo proviene in buona parte dalle piante.

 

Così con il rinverdimento delle piante, la NATURA CI RICORDA ogni anno che il mondo è stato creato dalla luce… Accendi la luce  interiore!

 

Nel mio orto sono spuntate le prime erbette  colorate…

 

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Ricetta

” Tortilla” Arlecchino

 con il ” Buon Enrico” e le mie bietole colorate…

 
 
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 ingredienti

 

 250 g di patate (io uso spesso quelle dolci)

180 g di foglie e cimette di Buon Enrico

150 g di bietole colorate

4 uova intere

2 cucchiai di sherry

1 cucchiaio di sale marino alle erbe

 1 cucchiaio di paprica

 1 pizzico di noce moscata e pepe nero

1 spicchio di aglio pressato

3 cucchiai di olio extra vergine di oliva.

1 rametto di finocchio selvatico

Come fare:

 

  • Cuocere a vapore, pelare e tagliare a fettine le patate.
  • Cuocere per 3 minuti in acqua salata, scolare e raffreddare foglie e cimette del  Buon Enrico.
  • In una padella schiacciare l’aglio, aggiungere il finocchio sminuzzato e cucinare a fuoco lento le bietole colorate
  • Sbattere le uova con gli altri ingredienti, unire il Buon Enrico tritato e le patate affettate, amalgamare bene.
  • Mettere il tutto in una pirofila e mettere in forno a 180° per 15 -20 minuti.
  • Si può gustare calda o fredda.

 

 Essere più veloci degli altri…

2. Sto parlando dell’aglio orsino è precoce, cresce sottoterra già in Primavera, dal suo bulbo sotto il terreno nasce un germoglio che lentamente si apre un varco verso la superficie anche se il terreno è gelato, è così veloce che già dopo il disgelo è fuori dalla terra ed eccolo… con il suo splendido mazzo di foglie, e spadroneggia tutto solo nel bosco e nei giardini. Così in Aprile mentre le altre piante cominciano a prepararsi ad uscire dal gelo invernale, l’aglio orsino è già in piena forma con la sua splendida fioritura: quale messaggio vuole darci ? non aspettare sempre gli altri, per fare in modo che le cose vadano per il giusto verso ci vuole , una scorta di energia interiore, nell’aglio orsino e racchiusa nei bulbi grazie a questa energia di amidi e zuccheri può crescere presto anche in Inverno senza bisogno della luce del sole, ad Aprile si ricarica e con l’energia solare le sue foglie si riepiono di zuccheri ed ecco che l’anno successivo sarà di nuovo il primo:

” Chi si porta il sole nel cuore può sviluppare tutto il suo potenziale anche nei periodi difficili ed essere così più veloci degli altri”

 

 Ricetta

Sformato di “aglio orsino”, paretaria e grano saraceno

 

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ingredienti

200 g di foglie di aglio orsino a fettine

130 g di champignon o altri funghi coltivati

1 cucchiaio di burro chiarificato

200 ml di acqua

100 mlo di panna

1 cucchiaio di tamari

1 cucchiaio di brodo vegetale iin polvere

120 g di grano saraceno

70 g di foglie di cimette di paretaria tritate

1 rametto di nepitella o mentuccia di campo

come fare:

  • Scaldare una padella e arrostire  i funghi  per alcuni minuti, con un rametto di nepitella e aglio orsino, lasciare sul fuoco fino a che non prendono colore.
  • In una terrina mescolare tutti gli ingredienti, compresi i funghi
  • Versare in una teglia da forno imburrata, livellare, e coprire con un coperchio o un foglio di alluminio.
  • Cuocere in forno a 180°per 45 minuti.
  • Aggiungere negli ultimi 10 minuti di cottura della formaggella e gratinare.

ma se abitate in città…

 

NonsoloNonna consiglia ” L’orto sul terrazzo”  (post 2)

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finito il rigido inverno … <3<3<3 

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Nostalgia d’estate…POMODORI per sempre, arte e ricette


 

Naif di Mirko Bajsic

cavolo rosso pomodori quinoa fagiolini porro

“nonsolononna”

Guttuso

ne ha messo in risalto una cassetta

nel famoso quadro

” Vucciria del 1974″

Settembre…ancora pomodori  nel mio orto

Il pomodoro Tomati è il nome con cui Atzechi e Incas indicavano il pomodoro ortaggio, le cui origini si legano a questi popoli. Più recente è il termine “pomodoro” che si deve al medico e botanico Pier Andrea Mattioli(1501-1577) che lo chiamò “mala aurea“,”mela d’oro” poi tradotto in pomodoro. Inizialmente coltivato come pianta ornamentale, si cominciò a mangiare solo nel XIX secolo. Diuretico, rinfrescante, rimineralizzante, disintossicante, è un ottimo alleato del nostro benessere.

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Ricetta

” Pomodori in polvere”

 

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ingredienti

pomodori maturi

sale

peperoncino rosso in polvere

aromi a piacere

come fare:

  • Tagliate a metà  pomodori dopo averli puliti con un canovaccio umido e pulito
  • Appoggiateli su un graticcio a polpa in su e conditeli con del sale e polvere di peperoncino mista ad altri aromi macinati( alloro, basilico secco, timo)
  • Metteteli quindi a seccare al sole, ritirandoli durante la notte.
  • quando sono ben secchi, macinateli e pestateli con un mortaio.
  • Conservare infine la polvere ottenuta in vasi di vetro.
  • Potrà poi essere usata sulle insalate o in cucina, per arricchire il brodo vegetale o nella preparazione di altre verdure

 

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ricetta

Pomodori “confit”

pomodori confit

 

Questo tipo di preparazione si chiama ” Confit” e prevede che i pomodori (meglio perini o piccadilly), vengano messi su una placca in forno tagliati a metà e ricoperti con qualche pizzico di sale, zucchero, timo e un filo d’olio, si può aggiungere anche un po’ di scorza di limone grattugiato. La temperatura del forno deve rimanere intorno ai 100° per il tempo necessario a farli appassire dolcemente, a seconda della loro grandezza serviranno 1 ora o 2 di forno. Il risultato e un pomodoro ancora succoso ma concentrato, dolcissimo e aromatico, perfetto per arricchire insalate e contorni.

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e bene ricordare che... 1 etto di pomodori ha solo 20 calorie, per cui un’insalata di 3 etti di pomodori, basilico e qualche carota avrà max 100 calorie, regaliamoci allora tanta salute soprattutto sul finire dell’estate; i 2 acidi contenuti nel pomodoro ( malico e citrico), hanno un grande potere antivirale e…alla riapertura delle scuole, quando i bambini si scambiano virus e batteri, mangiare pomodori diventa fondamentale.

 

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Eccezionale anche il pomodoro cotto…che però perde gran parte della vitamina C (termolabile). Ma la cottura in questo caso ha un grande vantaggio, quello di rendere più disponibile il licopene perché il calore lo liberando la struttura fibrosa in cui è contenuto.

 

Pomodori… a Pennello:

sono i pomodori immortalati da grandi artisti:

Vincent Van Gogh

li ha dipinti su tela

” Natura Morta con limoni e pomodori” (1886)

il “francese Matisse”

 sosteneva che:

il pomodoro era tale e quale a come,lo vedevano gli altri.

lo” spagnolo Picasso “

diceva che era solo ed esclusivamente come lo vedeva lui

Pablo Picasso
“plant de tomate”(1944)

stima 10 -15 milioni di dollari

 

Dal mio orto…un giardino di pinzimonio & un fiore di zucchine


 

 

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“Sebbene l’ingegniosità umana produca svariate invenzioni,

che corrispondono infine a diverse macchine,

non scoprirà mai niente di più bello, appropriato o più diretto della natura,

poiché nella  sua  invenzione niente manca  e niente è superfluo”

Leonardo Da Vinci

giardino orto toscano

Prendendo spunto dagli affreschi che ritraggono gli orti miniaturizzati del 300 Toscano:

Dal qualche anno, il mio orto è anche giardino con piante ornamentali e verdure, le due cose insieme danno risultati garantiti, il piacere estetico dei fiori, il profumo di aromi e ortaggi freschi sulla tavola. Inoltre l’orto coltivato a fiori e verdure è attraente tutto l’anno. Non conosce i vuoti che ha un orto a Primavera, perché ci sono le piante ornamentali che lo colorano.

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Così come non conosce la sfioritura estiva dei giardini, perché gli ortaggi nei mesi caldi sono già cresciuti, inoltre per coltivare con successo insalata lollo dalle foglie che sembrano petali frastagliati, zucche fiorite, prezzemolo riccio, e ancora aster, zinnie, e creste di gallo dai mille colori non occorre vivere in campagna, basta un piccolo lenzuolo di verde, anche di 3 metri per 4, oppure ai meno esigenti una fioriera da posizionare nel cono di sole di un terrazzo.

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Pensandoci bene comunque, già in natura in tutti gli orti quando ci sono le verdure ci sono anche i fiori. Sboccia infatti la patata, prima dell’arrivo della melanzana ecco che la pianta si ricopre di stelline viola, spesso certe piante vengono estirpate prima che sbocciano. Peccato! perchè persino la comune cicoria, in Giugno, dopo che ha spigato produce anche lei dei bellissimi fiori, e così il cardo se ne dovrebbe sempre lasciare qualcuno nell’orto, perché in estate nasconde una sorpresa. Sull’alto stelo legnoso apre infatti un gigantesco fiore blu che attira in stagione le farfalle.

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Ricetta

Un giardino di Pinzimonio

 

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Nel mio orto-giardino, lascio anche veri e propri angoli di erbe selvatiche nascono, crescono e fioriscono spontanee. Ad alzare di tono le sfumature ci sono anche i fiori azzurri della borragine, così belli e così saporiti( sanno di cetriolo), e in alternativa la gamma dei gialli e degli arancioni della calendula e del nasturzio. Così in estate quando fioriscono posso utilizzare i loro fiori commestibili, dal sapore dolce e delicato che colorano d’estate insalate e verdure grigliate come nelle ricette di oggi.

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Ricetta

Rose di zucchine con  fiori ed erbe selvatiche

al profumo di lavanda

 

 

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Ingredienti

250 g di carne macinata bio ( mista vitello/maiale)

4 cucchiai di farina di Kamut

4 cucchiai di pane grattato

3 uova

200 g di ripieno grattugiato di zucchina

1 cucchiaio di foglie di melissa

1 cucchiaio di fiori freschi di lavanda

1 cucchiaio di fiori e foglie di malva

1 cucchiaio di fiori di melissa

1 cucchiaio di basilico

sale alle erbe e pepe qb

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come fare:

  • Tagliare la buccia alla zucchina tonda nello stesso metodo che usate per sbucciare una mela( oppure se lo trovate esiste in commercio un apposito attrezzo sbuccia verdura).
  • un in tegame preparare l’impasto mettendo la carne, la farina, le uova,  2 cucchiai di pangrattato, la zucchina grattugiata, il basilico tritato.
  • Amalgamare il tutto in modo omogeneo, aggiungere tutte le erbe tritate finemente e alla fine aggiungere i fiori di malva melissa.
  • Per ultimo lavati e asciugati i fiori di lavanda.
  • Mettere l’impasto (con un apposito attrezzo) dentro le rose di zucchine spolverare con pangrattato e aggiugere alla fine un pomodorino datterino tagliato a forma di fiore.
  • Cuocere in forno preriscaldato a 200° per circa 30-35 minuti, fino a che il pane grattato non avrà preso il classico colore nocciola.
  • Servire calde con sul piatto i fiori di pinzimonio e qualche foglia fresca di basilico.

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Buon Ferragosto a tutti…

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anche a te…<3

 

 

 

 

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