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24 GIUGNO…la Magica notte di San Giovanni


 

24 Giugno  la luna sopra di me…è magica

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Nei secoli si affermò la credenza che le noci acquistassero valenza magica se raccolte nella notte di San Giovanni il 24 Giugno..
Le mie noci sono pronte …come ogni Anno in questa giornata ho raccolto le 24 noci , giunte ad ottima maturazione, ma ancora acerbe e ho preparato il mio liquore digestivo preferito… il ” mitico Nocino”. Ancora adesso è al sole nella mia veranda…
 
 
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“Son disceso nel giardino dei noci

Per vedere i germogli della valle

Per vedere se han germinato le viti”.

(Cantico dei Cantici)
 
***

Ricetta

 

Nocino

 

” fatto in casa” 
 

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ingredienti

24 noci raccolte il 24 Giugno
1 l di alcool
350 g di zucchero
15 chiodi di garofano
5 g di china
6 g di noce moscata
6 g di calamo aromatico
come fare
  • Lavare e tagliare a pezzetti ( senza sgusciarle )le noci acerbe.
  • Tenerle in infusione con l’alcool al sole per 40 giorni.
  • Filtrare, aggiungere lo sciroppo ottenuto facendo bollire 1/2 l di acqua con lo zucchero e il resto degli ingredienti.
  • Lasciare al sole altri 20 giorni, filtrare, imbottigliare e mettere in un posto buio.
  • Dopo 2 settimane e buono da bere.

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Ricetta

“Semifreddo al Nocino”

 

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Dosi per 4 persone:

500 g di panna

100 g di zucchero

100 g di noci tritate finemente

50 g di pan di spagna o savoiardi

1 bicchierino di nocino

la buccia grattugiata di 1 arancia

1 cucchiaio di cacao in polvere

 

 

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come fare:

  • Mettete tutti gli ingredienti in una terrina e mescolateli con cura insieme ai savoiardi o al pan di spagna sbriciolato.
  • Una volta ottenuto un morbido composto, versatelo in uno stampo di alluminio da cake e mettetelo nel congelatore
  • Il giorno successivo potete servire il semifreddo tagLiandolo a fette , con sopra ogni fetta 1 noce sminuzzata e 1 cucchiaino di nocino.
  • Risultato; avrete  un ottimo “dolce digestivo”.

 

Curiosità

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Curiosità

Si dice che il noce sia “l’albero delle streghe” perché nella stagione invernale i sui rami privi di foglie, assomigliano ai capelli delle fattucchiere. Ma non è l’unica credenza che accosta il maestoso e solitario albero al mondo dell’ambiguo e del mistero, i popoli del nord Europa, per esempio attribuivano alla noce significati tenebrosi e notturni. E non a caso questa pianta veniva scelta da streghe e stregoni per celebrare il sabba infernale, l’omaggio a Lucifero, signore delle potenze malefiche che secondo alcuni si svolgeva una volta all’anno nella notte tra il 30 Aprile e il primo Maggio. (notte che rievoca per 2 volte Goethe nel suo “Faust”e secondo altri tutti i Sabati, come sembrerebbe confermare il nome Sabba.
Con le invasioni barbariche questa tradizione si diffuse anche in Italia, dove assunse forme e tradizioni diverse: fra tutte la più celebre legata ad un Nocio di Benevento.

Le prime testimonianze risalgono al XVI secolo. Si narrava che le streghe arrivassero qui in volo da luoghi spesso lontani formulando queste parole:

“unguento unguento mandame alla noce de benevento supra acqua et supra vento et supra omne maltempo”.

Vi sono molte testimonianze di verbali ai processi contro le streghe e pare anche una predica di San Bernardino da Siena. Infine, la conclusione circa il culto del noce di Benevento può ragionevolmente collegarsi ad un culto di stampo sacrale: gli oggetti posti sull’albero si credevano posti sotto un alone sacro e a volte potevano svolgere la funzione di ex-voto. Si tratta di una tradizione simbolica che affonda le sue origini in epoca greco-romana, ma anche gli egizi e gli etruschi ne fecero uso, e che ha mantenuto la sua forza attraversando anche il folklore popolare e giungendo alla cristianità.

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Un po’ di Storia: I suoi frutti per forma e contenuto , hanno la stessa forma dei testicoli e della testa umana, sembra che fossero indicati a curare le malattie della mente  e dell’amore. Così grazie al valore simbolico e all’eccezionale potere corroborante alle noci si riconoscevano virtù afrodisiache. Da Plinio il vecchio sappiamo che le noci erano l’emblema della stabilità nel matrimonio e da Virgilio apprendiamo che non mancavano mai ad un banchetto nunziale, (così come lui stesso attesta ” prepara nuove fiaccole, ti si conduce la sposa: spargi o marito le noci”). E grazie a Servio grammatico latino, vissuto nel IV secolo dopo Cristo che siamo informati  sui motivi per cui esse venivano lanciate in aria e offerte durante le cerimonie nunziali (come oggi noi facciamo con il riso e confetti). Dedicate a Giove , perciò definite ” cibo degli Dei” venivavano gettate per ottenere gli auspici di Giove, che ne era il protettore, poi il crocchiare dei frutti gettati serviva a coprire  le grida della sposa, di cui si simulava il rapimento, e infine per sollecitarne le supposte proprietà afrodisiache.le sue proprietà

 Oggi a questo frutto oleoso ricco di grassi, calcio, ferro e sali minerali, vengono riconosciute molte qualità. Tonico del sistema nervoso, antisettico ed emolliente per la pelle, colorante per i capelli e abbronzanti.Chi sa utilizzare bene le noci ha una marcia in più nella salute.

 

 

il vero amore può nascondersi, confondersi, ma non può perdersi mai. Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai.

Francesco De Gregori, Sempre e per sempre

*

  

Fuoco per la vita, IL ROSMARINO…ricette per spirito, sensi e corpo, post 1°


Non c’è aiuola nel mio giardino che non abbia una pianta o due di rosmarino… stranamente e venuta la rima, ma è cosa veritiera, adoro questa meravigliosa pianta, ha in se tante qualità che è impossibile non darle il titolo di ” Fuoco per la Vita”.

Il Rosmarino nel linguaggio dei fiori è ” portatrice di felicità” è anche considerato  il simbolo di fedeltà per gli innamorati.

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La Pianta del Rosmarino è da sempre abbinata ai simboli magici, alle tradizioni e leggende

Shakespeare scriveva: “Ecco del Rosmarino, questo è la rimembranza; Vi prego Amore ricordate…” frase che Ofelia diceva ad Amleto, in cui il Rosmarino simboleggiava la memoria.

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La sua essenza ravviva lo spirito, risveglia i sensi e riscalda il corpo, è stimolante per l’irrorazione sanguigna e normalizza la pressione troppo bassa, potenzia la digestione debole, migliora la concentrazione lenisce i dolori muscolari e articolari.

Cerco di usarla più spesso possibile nelle mie ricette, ma la ricetta che a Primavera non manca mai nella mia cucina è il ” Vino al rosmarino”.

Lo uso come ricostituente,(2-3 bicchierini-(ini mi raccomando) al giorno accrescono la voglia di vivere e risvegliano i sensi), ma soprattutto è immancabile nei miei arrosti… sfumandoli a fine cottura con questo vino, il profumo del rosmarino aromatizza la carne, le patate o qualsiasi altro contorno.

Ricetta

” Vino al Rosmarino”

 

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  1. Riversare 0,7 l di buon vino bianco su 20 g di foglie di rosmarino.
  2. Lasciare riposare per 7 giorni a temperatura ambiente.
  3. Passare a colino e rimettere nella bottiglia originale del vino stesso.     

 

Dal giardino dei semplici:

Rametti di rosmarino, insieme a salvia, ruta e menta era tra le erbe utilizzate per l’acqua di San Giovanni, nella notte del solstizio d’estate, infatti questi rametti di erbe erano posti in una bacinella di acqua esposta alla luna. La rugiada della notte santa si mescolava all’acqua, che acquisiva poteri taumaturgici.

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***

 Virginia Galilei, figlia di Galileo, suora in un convento di Arcetri, ricorda nei suoi scritti la delicata:

“Marmellata ai fiori di rosmarino”

 

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100 g di fiori di rosmarino

200 g di acqua

300 g di  zucchero

 

Preparazione

  • Pulire i fiori di rosmarino distaccandoli dai rametti e mondati da tutte le foglie.
  • Quindi si pestano dolcemente in un mortaio per ottenere una pasta omogenea.
  • A parte preparare lo sciroppo facendo bollire l’acqua con lo zucchero
  • Al pesto di fiori si unisce lo sciroppo ancora caldo e si fa bollire per qualche minuto.
  • Il composto va quindi invasato avendo l’accortezza di sterilizzare per una ventina di minuti a bagnomaria

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Queste 2 ricette le uso entrambe in questa deliziosa ricetta :

Arrosto di Arista

in “crosta di arancia e rosmarino”

 

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 ingredienti per 4 persone

3 arance

4 rametti di rosmarino

1 bicchiere di vino al rosmarino

e qualche cucchiaio di marmellata di rosmarino

1 mazzetto di prezzemolo

6 cucchiai di olio extra vergine di oliva

2 tuorli

30 g di pangrattato

800 g di arista

sale e pepe

1 cucchiaio di burro per arrostire.

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preparazione:

  1. Scaldare il forno e una teglia a 100°, per la crosta grattugiate la scorza di 1 arancia. Tritate finemente il rosmarino e il prezzemolo e mescolateli con l’olio e i tuorli.
  2. Condite la carne con salvia e pepe, rosolatela nel burro per arrostire a fuoco forte per circa 10 minuti, bagnatela con il vino al rosmarino toglietela poi dalla padella, e tenete da parte la salsa rimasta nel fondo.
  3. cospargete il pezzo di arista con abbondante strato di marmellata di rosmarino, poi distribuite sulla carne la miscela per la crosta e premetela bene.
  4. Tagliate l’arancia a fette e accomodatele sulla teglia calda, sistemate poi la carne sulle fette di arancia e cuocete a bassa temperatura 160° al centro del forno per circa 1 ora e 40 minuti, la temperatura interna della carne deve raggiungere i 65°C.
  5. Bagnate il fondo di cottura della carne con il succo di arancia, aggiungete la salsa precedentemente recuperata dal fondo della prima cottura, e portate a ebollizione. Accompagnate con delle patate dolci arrosto e fiori d’arancio.

 

Curiosità

  • Nell’Antica Grecia il rosmarino era dedicato ad Afrodite, dea dell’amore. Come simbolo di amore,fertilità e fedeltà, una corona di rosmarino ornava nei matrimoni la testa della sposa.
  • Nel 16° secolo il rosmarino venne anche considerato come elisir di giovinezza.
  • L’essenza acqua della ” Regina Isabella d’Ungheria”, estratta dalle foglie fresche è entrata nella storia come primo profumo distillato. Aveva ricevuto l’acqua da un eremita come rimedio contro i dolori reumatici, stimola la circolazione sanguigna e contrasta così l’ipotomia.
  • Fa sparire la stanchezza e accresce l’efficenza.

E’ PRIMAVERA, colazione in giardino con dolce alle mele & colomba…e cappuccino


 Quando ci sentiamo affranti e deboli,

tutto ciò che dobbiamo fare è

aspettare. La primavera torna,

le nevi dell’inverno si sciolgono

e la loro acqua ci infonde nuova

energia.

Paulo Coelho.

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Colomba e uova di cioccolata avanzati, si possono riutilizzare e farne nuovi e deliziosi dolci.

Proprio cosi…finita la Pasqua come ogni anno mi avanzano sia uova di cioccolata che colombe, possono entrambi diventare dolci” 2 volte”, questa torta  “riciclo di avanzi” Pasquali, è quella che preferisco…ai golosi della mia famiglia piace molto, confesso che finite le colombe avanzate per fare il bis e tris sono andata a comprare anche quelle che adesso si possono trovare a metà prezzo di marche non famose,  ottime quelle in vendita nei negozi di alimenti naturali BIO senza conservanti e additivi.

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 “Torta di mele  esotica”

con colomba ai canditi

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Ingredienti

200 g di colomba
2 uova
150 ml di latte
80 g di zucchero
1–2 mele BIO con la buccia

50 g cioccolata amara a pezzetti

semi di una stecca di vaniglia

4  frutti della passione

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preparazione

  • Imburrate e infarinate una teglia di 20 cm di diametro.
  • Tagliate la colomba in fette spesse 2 centimetri e disponetele nella teglia una accanto all’altra, senza lasciare spazi, in modo da foderare bene il fondo della teglia.
  • In una terrina a parte, sbattete le uova intere con lo zucchero fino a ottenere un composto spumoso.
  • Aggiungete il latte a filo continuando a sbattere,
  • Versate il composto sulle fette di colomba, avendo cura di bagnarle in modo uniforme.
  • Lavate le mele, sbucciatele, tagliatele  a metà, eliminate il torsolo e il picciolo e poi fatele a fettine sottili.
  • Ricoprite la superficie con le mele, spolverizzate la torta con un cucchiaio di zucchero di canna e un pizzico di cannella.
  • Infornate a 180 gradi per 10- 15 minuti
  • Nel frattempo preparate un composto con 1 bicchiere di latte, i semi di una stecca di vaniglia, la polpa dei frutti della passione, i pezzetti mini di cioccolata frantumata,  amalgamare bene.
  • Togliere la torta dal forno, versare il composto appena preparato e rimettere in forno per altri 15-20 minuti, la torta è pronta quando le mele prenderanno il classico colore nocciola e la cioccolata si sarà completamente sciolta.
  • Lasciate raffreddare il dolce prima di ­servirlo, spolverizzarlo con zucchero vanigliato.

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Una dolce giornata di Primavera sul Lago…

uno stupendo mazzo di rose per il mio ritorno…

 ***

Soufflè di Primavera…con 13 ERBE SPONTANEE, delizioso e molto economico…


Credere

Credere
e nella natura
lasciarsi trasportare
divenire parte di essa
per assaporare
l’altro
quel che è celato
agli occhi
e visibile al cuore.
 Poesia  dal blog  Il mio giornale di bordo 

antodesimone.wordpress.com/

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 In cucina con Nonsolononna e le sue… erbe selvatiche

Uno degli insegnamenti più grandi lasciatomi da mia nonna è stato di osservare con attenzione ogni erba del prato. Lei aveva vissuto con 4 figli i grandi momenti di carestia dovuti alla guerra, aveva un piccolo orto e  seguiva molto le usanze in cucina che avevano allora i conventi Francescani,  attraverso la parola di San Francesco erano abituati a lodare qualsiasi creatura vivente. Lei conosceva il nome delle erbe spontanee che crescevano nel proprio orto e intorno ai campi vicino e sapeva come servirsene, ricavandone veri e propri manicaretti.

Molte delle piante che solitamente chiamiamo infestanti, sono spesso a nostra insaputa delle” prelibatezze in cucina”, impensabile per me, che ero abituata fino a qualche anno fa a frequentare solo Supermercati o grandi negozi.

 Adesso parlerò delle loro…Proprietà Nutrizionali.

Le erbe spontanee sono un’ottimo antiossidante naturale che neutralizza i radicali liberi, preservando le nostre cellule dall’invecchiamento precoce e da svariate patologie come la gotta e lo scorbuto, contengono elevate concentrazioni di sali minerali, calcio, ferro, magnesio e potassio e soprattutto vitamine A, C, E, acido folico, riboflavina e contenuto maggiore di fibre rispetto agli altri ortaggi coltivati. In queste erbe sono quasi assenti i lipidi e i carboidrati.

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Soufflé di Primavera alle 13 erbe spontanee

questa  ricetta è stata elaborata da me…è un’insieme di tante piccole  ricette tra le più antiche  della cucina tradizionale popolare.

 

 

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Ingredienti

12 erbe spontanee

2 cuori di carciofi

2 finocchi  tagliati a fettine fini

4 fili di erba cipollina spontanea compresa di bulbo

6 uova bio

1/2 bicchiere panna magra bio

1/2 bicchiere di latte

4 cucchiai di olio extra vergine di oliva

20 g di pecorino stagionato

30 g di parmigiano grattugiato

noce moscata

sale e pepe

1 noce di burro

Quali erbe raccogliere:

Le prime 4 erbe spontanee raccolte(partendo dall’alto del vassoio) sono:

Tarassaco-Foglie di PrimulaCimette di AparinaTimo Selvatico

 

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Le seconde 4 erbe spontanee raccolte(partendo dall’alto del vassoio) sono:

Cimette selvatiche di rapaOmbrellino pugliese Bocci di radicchio selvaticoCarota Selvatica

 

 

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Le terze 4 erbe spontanee raccolte(partendo dall’alto del vassoio) sono:

Asparago Selvatico- Melissa- Foglie di finocchio– Piantaggine
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ho poi aggiunto 2 cuori di carciofi e 2 finocchi a fettine… un vero piatto ricco di Salute e di Primavera
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come fare:
  1. Pulire con abbondante acqua le 13 erbe, e lessare brevemente a vapore,( così rimarranno integre le proprietà nutrizionali), tutte le 12 erbe escluso l’erba cipollina.
  2. Tagliare a fettine sia i carciofi che i finocchi, cuocerli leggermente a vapore.
  3. In una padella mettere 4 cucchiai di olio, i 4 bulbi di erba cipollina tagliata a pezzetti e le foglie sminuzzate.
  4. Aggiungere le erbe lessate a vapore, i carciofi e i finocchi e saltare per 5 minuti aggiungendo 3 cucchiai di acqua e 2 di olio di oliva.
  5. In una terrina sbattere 6 uova, solo tuorli con 1/2 bicchiere di latte e 1/2 bicchiere di panna magra, noce moscata, sale e pepe, abbondante parmigiano con 30 g di pecorino stagionato.
  6. Aggiungere all’impasto di tuorli, quello delle erbe con finocchi e carciofi, fatte cuocere precedentemente nell’erba cipollina e olio di oliva.
  7. Sbattere a neve le 6 chiare d’uovo e aggiungerle con un lento movimento dal basso verso l’alto all’impasto di tuorli e erbe.
  8. Cospargere il fondo delle pirofile con burro e passare poi pangrattato, versarvi l’impasto e livellare bene, non devono rimanere bolle di aria.
  9. Cuocere in forno ventilato a 180° precedentemente riscaldato, per circa 35 minuti, non aprire il forno fino a cottura ultimata, altrimenti il soufflè si sgonfia.
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SPECIE RARA… IL RABARBARO, Verdura o Frutto ? post 2°


 

Il Rabarbaro è una verdura o un frutto?

 

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è sicuramente una  pianta curiosa…la radice è medicamentosa, le foglie sono tossiche e i fusti servono a preparare ottimi dolci e confetture, è una verdura utilizzata per lo più come frutto e quasi esclusivamente nei dolci, io ho imparato a conoscerlo ed apprezzarlo, lo uso spesso se riesco a trovarlo perché in alcune regioni e assolutamente raro. La Toscana è una di queste…

 

Ottima è la sua composta, abbinata a fragole, albicocche e prugne. E’ una verdura che stimola la digestione decongestionante regola e purifica il sistema digestivo. Viene anche consigliato in caso di infezioni intestinali perché grazie ai tannini contenuti, svolge un’azione decongestionante contro le irritazioni.

 Ho ripetuto la ricetta della composta di rabarbaro su richiesta dell’amica blogger  di piperimenta, mi aveva chiesto una semplice marmellata, ma con il rabarbaro, questa composta è molto più buona, e ottima specialmente da usare come base nelle crostate di frutta…oppure sopra alla frutta al posto della gelatina, si possono usare al posto delle fragoline di bosco (che si possono raccogliere soltanto a fine Giugno) le fragole comuni, visto che, tra qualche settimana saranno al top della loro maturazione.

 

Ricetta 

“Composta di Rabarbaro”

con lamponi e fragoline di bosco

 

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 dosi per 2 vasi da 5 dl

600 g di rabarbaro
200 g di fragoline i bosco
300 g di lamponi
1/2 arancia
1 baccello di vaniglia

come fare:

  • Lavare bene le costole di rabarbaro e senza pelarle tagliarle a tocchetti.
  • Pesateli riuniteli in una terrina e aggiungete lo zucchero.
  • Cospargete con il succo di arancia, mettete il coperchio e lasciate riposare per 2 ore.
  • Trasferite in una casseruola, aggiungete le fragole tagliate a spicchi e il baccello di vaniglia aperto a metà nel senso della lunghezza.
  • Mettete sul fuoco e cuocete per 10 minuti a fiamma vivace
  • Abbassate la fiamma e proseguite la cottura per altri 20 minuti mescolando di tanto in tanto con 1 cucchiaio di legno.
  • Eliminate con un mestolo forato la schiuma che man mano si formerà in superficie.
  • Per ultimo aggiungete i lamponi interi e lasciare al fuoco per 5 minuti.
  • Spegnete il fuoco, eliminate il baccello di vaniglia, versate la composta ancora calda nei vasi di vetro e chiudeteli ermeticamente, bagnando con l’alcool il coperchio prima di chiuderli, e lasciarli capovolti fino a che non si raffreddano.

Durata: entro 1 Anno dovete consumarli

 ***

La mia golosa …ricetta

Torta al rabarbaro e cioccolato

 

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Ingredienti per 4 persone

400 g di coste di rabarbaro rosso, se necessario dimezzate per il lungo,

fare poi a pezzetti di ca 1 cm ( circa 350 g)

4 cucchiai di zucchero

150 g di burro

75 g di zucchero

4 tuorli

4 albumi

1 pizzico di sale

75 g di zucchero

150 g di mandorle a scaglie

75 g di farina bianca

1 cucchiaio di lievito per dolci

100 g di cioccolato fondente ripieno

come fare:

  • Per uno stampo con fondo staccabile di ca. 24 cm Ø fondo, rivestito con carta da forno, bordo imburrato
  • Mescolare rabarbaro e 2 cucchiai di zuc­chero, distribuire poi sul fondo dello stampo preparato.
  • Con la frusta elettrica sbat­­tere burro e i 75 g zucchero per ca. 3 minuti.
  • Aggiungere un tuorlo dopo l’altro, continuare a sbattere fino a quando il com­posto risulti più chiaro.
  • Montare gli albumi con il sale. Unirvi poco a poco lo zucchero e continuare a sbat­tere fino a quando gli albumi risultino lucidi.
  • Unire a strati al com­posto: mandorle, farina, lievito in polvere e i dadini di cioccolato con gli albumi montati a neve. Incorporarli al composto con cura con una spatola di gomma.
  • Distribuire sopra ai pezzetti di rabarbaro-zucchero.
  • Cottura al forno: ca. 40 min al centro del forno preriscaldato a 180°C. Sfornare, far raffreddare un po’.
  • Togliere il bordo, capovolgere su una griglia, levare fondo e carta da forno, far raffreddare.
  • Spolverizzare la torta di rabarbaro e cioccolato con zucchero a velo e passare per circa 5-10 minuti in forno.
  • Poco prima di servire, spolverare con grani grossi di zucchero vanigliato.
  • Conservazione: la torta di rabarbaro e cioccolato è perfetta dopo 2 giorni di conservazione in frigo.
  • Ben coperta si conserva al massimo per 3 giorni.

 

2015-04-08 18.27.532015-04-08 19.24.122015-04-08 19.22.302015-04-08 19.21.372015-04-08 19.27.462015-04-08 19.26.23

 

Curiosità

C’è un piccolo locale ad Hannover simile ad una baracca di legno dove lì, fanno una sublime crostata di rabarbaro, ricoperta da una meringa  soffice e croccante e contornata di panna montata. In quella baia e in quel ristorantino e solo di domenica si può gustare soltanto questa torta, assieme ad un Cappuccino da 1/2 litro, è però quasi impossibile prenderlo…E’ sempre affollatissimo!

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In Svezia…invece  lo usano anche per pietanze salate,( in una regione in particolare),  le aziende produttrici ti invitano ad assaggiare piatti tipici cucinati solo con rabarbaro.

Quando inizia la stagione del rabarbaro (che è poi quella a cavallo tra maggio e giugno), è un tripudio di torte, crostate, muffins e preparazioni varie, tutte con il comune denominatore dell’agognato ortaggio…

il rabarbaro“.

 

 

e dopo una romantica e lunga passeggiata…

torta al cioccolato e rabarbaro e

cogli l’attimo…

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io sono alle stelle…ad un passo dal cielo ❤

 

PASQUETTA in TOSCANA ? una colomba al farro decorata … a 4 mani, post 4


Pasqua…Simboli e Ricette:

IL FUOCO: è protagonista della celebrazione della Veglia Pasquale, segno della luce che squarcia le tenebre, del calore che ridà vita, acceso in un braciere sul sagrato, ad esso si accende il cero pasquale.

IL CERO: è simbolo di Cristo, vera luce che illumina ogni uomo. La sua accensione rappresenta la resurrezione, la nuova vita di ogni fedele che, strappato alle tenebre, entra nel regno della luce. Per questo il suo ingresso nella chiesa è seguito dalla processione dei fedeli, popolo nuovo di risorti.

LE CAMPANE: Tacciono durante la passione di Gesù, in segno di lutto, dalla sera del giovedì santo, nel rito romano, dal venerdì alle 3  del pomeriggio nel rito ambrosiano per riesplodere gioiose durante la Veglia Pasquale, al momento del Gloria. Proclamazione solenne della Resurrezione.

***

LA COLOMBA: Dolce Pasquale del secolo scorso, rimanda ad una tradizione molto antica. Si ricorda che nell’antichissimo monastero di San Gregorio Armeno le monache vollero celebrare la Resurrezione creando un dolce carico di simboli: con il profumo dei fiori d’arancio del giardino conventuale, la bianca ricotta, il grano e le uova simbolo di nuova vita, l’acqua di 1000 fiori odorosa come la primavera, il cedro e le spezie asiatiche.

 Una Pasquetta divertente…con i biscotti e Colomba della tradizione

di Nonna Manu

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La  poesia  che: l’amico blogger Marco di Un po’ di mondo  ha postato ieri, mi è piaciuta così tanto che oggi durante la nostra preparazione biscotti e dolcetti, l’abbiamo canticchiata tutto il pomeriggio…

 

Dall’uovo di Pasqua

Dall’uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
“Viva la pace,
abbasso la guerra”.

Gianni Rodari

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Ricetta

Coniglietti, farfalle, pulcini, ovetti

Pasquali

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ingredienti per circa 60 biscotti

100 g di burro

100 g di fruttosio 1 uovo sbattuto

qualche goccia di essenza di vaniglia

60 g di cocco grattugiato

250 g di farina

1 pizzico di sale

1/2 cucchiaino di lievito in polvere

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Come fare:

  • Preriscaldare il forno a 180°,imburrate diverse placche del forno
  • Lavorare burro e zucchero in una ciotola finché diventano cremosi
  • Incorporate l’uovo e l’essenza di vaniglia.
  • Unite il cocco e mescolate,setacciatevi sopra farina, sale e lievito.
  • Amalgamateli con un cucchiaio di legno e poi con le mani fino ad ottenere un composto omogeneo.
  • Impastatelo su una superficie infarinata finché diventa morbido e tiratelo finché avrete una sfoglia spessa 3 mm.
  • Ritagliatela con taglia biscotti con figure, farfalle, pulcini, ovetti, fiori ecc…
  • Mettete i biscotti sulle placche un poco distanziati l’uno dall’altro.
  • Rimpastate di nuovo gli avanzi della sfoglia fino ad ottenere circa 60 biscotti.
  • Mettere in forno per circa 10 minuti, devono rimanere chiari all’interno con i bordi leggermente nocciola

 ***

Ricetta

 “Colomba al farro”

con zabaione

(ricetta antica dei monasteri)

 

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Ingredienti

500 g di farina di farro

300 g di farricello

5 g di sale

40 g di lievito

100 ml di latte

350 ml di latte

150 g di burro

2 uova

150 g di zucchero grezzo di canna

50 g di uva passa

50 g di buccia di arancia candita

50 g di cedro candito

2 cucchiai di rum

50 g di mandorle tritate.

come fare:

  •  Disporre a fontana in una grossa terrina la farina e il farricello, aggiungervi il sale
  • Sciogliere e versare sulla farina il lievito e 100 ml di latte.
  • Riscaldare a 37° e aggiungere il burro e 350 ml di latte.
  • Aggiungere 2 uova e 150 g di zucchero di canna
  • Impastare in modo omogeneo e fare lievitare il doppio tutti gli ingredienti.
  • 3 ore prima mescolare e lasciare in infusione l’uva passa, la buccia candita d’arancia, cedro candito, il rum.
  • Mescolare, impastare bene, le mandorle e la frutta lasciata in infusione.
  • Versare in due stampi imburrati e infarinati, con la forma a colomba o qualsiasi altra forma.
  • Quindi lasciare lievitare ancora per 30 minuti.
  • Infornare alla prima guida e cuocere a 210° per circa 35 minuti.
  • Lasciarla raffreddare e mettere sopra un’abbondante strato di zabaione al Vinsanto.
  • Decorare a piacere …noi l’abbiamo decorata con i biscotti preparati in precedenza.

Il Consiglio in più…

Al posto dell’arancia e del cedro canditi utilizzare albicocche secche tagliate a piccolissimi pezzi.

 

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 Coloriamo anche le uova…

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 Buona Pasquetta a tutti!

 

 

BUONA PASQUA…simboli e ricette, l’acqua e… le erbe amare post 3


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 Simboli e Ricette…

 

L’ Acqua: è l’elemento che disseta, rinfresca, rinnova ma soprattutto purifica ed è il mezzo attraverso il quale si compie il Battesimo. E’ segno di Cristo, acqua viva che spegne ogni sete.

 

Erbe Amare: Piatti a base di ” erbe amare”, fanno parte del menù delle celebrazioni Pasquali, per gli ebrei in riferimento all’amarezza della schiavitù in Egitto, per noi cristiani segno del peccato, raffigurato anche nel fiele offerto a Gesù da un soldato, quando, aveva sete. 

 

 Ricetta

Crescia sfogliata di “Urbino”

alle erbe amare di campo

 

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Ingredienti

100 g di ortica

80 g di cicoria selvatica

80 g di radicchio selvatico

100 g di lattugaccio

100 g di parietaria

150 g di foglie di tarassaco

6 foglie di verza

1 cipolla di tropea

30 g di foglie di aglio orsino

200 g di parmigiano

noce moscata

4 uova

1 bicchiere di latte magro

1 pasta sfoglia

80 g di prosciutto magro tagliato a striscioline

olio extravergine di oliva

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come fare:

  •  Pulire molto bene le varie erbette, togliere i gambi più duri.
  • Mettere la cipolla spezzettata e le foglie di aglio orsino a rosolare con 3 cucchiai di olio di oliva
  • Aggiungere la verza tagliata a striscioline e lasciare per 4 minuti a rosolare, dopodiché aggiungere tutte le altre erbette e continuare a rosolare per altri 5 minuti.
  • Sbattere le uova con 100 g di parmigiano, la noce moscata, il latte per ultimo se volete aggiungete il prosciutto ( di solito faccio questa torta salata il Venerdì di Pasqua ( essendo vigilia non lo metto).
  • Foderare con la sfoglia una pirofila bucherellare il fondo con una forchetta, mettere sopra il misto di erbe preparato precedentemente, spolverare con abbondante parmigiano grattugiato, mettere in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 10 minuti.
  • togliere dal forno, aggiungere l’impasto d’uovo coprire con la sfoglia abbondante dei bordi, mettere ancora abbondante parmigiano.
  • Rimettere in forno e cuocere ancora per 25- 30 minuti, la sfoglia deve risultare croccante e nocciola.

 

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Ricetta

Vellutata di lenticchie verdi

foglie di primula, tarassaco, ombrellino pugliese

                                                 2015-03-11 17.03.262015-03-28 21.11.06

ingredienti:

250 g di lenticchie verdi di Norcia

1 l di acqua

2 patate piccole

1 cipolla bianca

1 piccolo mazzetto di foglie giovani di primula

30 g di ombrellino pugliese

100 g di tarassaco

100 g di parietaria

un ciuffo di alliaria

noce moscata

parmigiano reggiano

sale e pepe

salvia 1 rametto di rosmarino

come fare:

  • Cucinare le lenticchie con 1/2 cipolla a pezzetti, salvia e rosmarino 1 pizzico di sale.
  • In una padella mettere aglio orsino con l’altra 1/2 cipolla, le patate a pezzetti fare rosolare in un poca acqua per circa 10 minuti.
  • Aggiungere tutte le erbe e continuare a cuocere il tutto per altri 15 minuti.
  • Lasciare raffreddare aggiungere noce moscata e pepe, frullare il tutto
  • Decorare con qualche rametto di ombrellino pugliese e qualche primula.

2015-03-28 21.08.580mbrellino pugliese2015-03-28 21.11.12alliaria

Auguri per una Serena Pasqua!             

 

 

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Buona Pasqua Dani!

 

 

 

 

 

 

 

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