Archive for the ‘viaggi’ Category

PICNIC con… vista UNICA sul ponte della… GIOCONDA, arte, ricette, storia


  •   Monna Lisa (La Gioconda)

    Quanto durerà
    ancora la mia condanna?
    Sono io, Monna Lisa,
    a voler fuggire da questo quadro.
    Il sorriso non è il mio
    e non mi piace, no, lo sfondo.
    Troppo angusto è lo spazio
    della gabbia che mi opprime.
    Ci sono finita dentro
    senza aver commesso alcun reato.
    Colpa di un ritrattista
    che mi ha come segregata
    coprendomi con un’invisibile
    e purtroppo indistruttibile grata.
    Tutti lì davanti a fare commenti
    di come è la mia posa
    ritrovandomi indagata
    sempre per la stessa cosa.
    Quello che è l’aspetto
    di una donna assai virtuosa.
    Voglio regalarmi una vita nuova.
    Se hai il potere di rapirmi
    puoi mettermi alla prova!

    Da Parigi a Ponte a Buriano…

     un monumento sull’Arno…

     

    Un ponte romanico stupendo solca con le sue sette arcate il corso del più importante fiume toscano.

    Per Me…

    “Una Poesia sull’Arno”…

     

    A qualche chilometro da Arezzo, sulla strada Setteponti che conduce a Castiglion Fibocchi e Loro Ciuffenna si trova Ponte Buriano, un opera di architettura medievale che riesce a sopportare il traffico odierno, intenso e pesante.
  1. L’attenzione di chi l’osserva, è piuttosto rivolta sua struttura architettonica che con le sue possenti arcate sembra quasi galleggiare sull’Arno che in questo tratto non è profondo, ma molto largo per il vicino invaso della Penna e perché la zona è abbastanza pianeggiante.
    Il tratto di fiume che va da Ponte Buriano alla diga della Penna (circa 7 chilometri), va a costituire la Riserva Naturale di Ponte Buriano e La Penna.
  2. Sicuramente l’ampio specchio d’acqua sotto Ponte Buriano influisce molto sul fascino di questa opera architettonica medievale a cui si lavorò quasi quaranta anni, dal 1240 al 1277.
  3. Nei vari momenti del giorno, con la variazione dell’orientamento della luce solare, Ponte Buriano ci può apparire…
  4. come “un’opera d’arte mutevole”.
  5. Io lo definisco “una poesia sull’Arno” perché con il mutare dei colori dell’ambiente circostante e della luce che lo illumina da molte direzioni, Ponte Buriano, che si specchia sull’Arno, è capace d’ispirarci sempre sentimenti e stati d’animo diversi.
    Questo “monumento sull’Arno” con la sua robusta e possente struttura a sei arcate ha resistito a tutte le alluvioni degli ultimi 850 anni, con la sua bellezza ha saputo anche vincere la furia distruttiva della guerra. Quando i tedeschi si ritiravano, alla fine della seconda guerra mondiale, minavano tutti i ponti che si trovavano sul loro percorso. Di fronte ad un’opera architettonica di tale fascino come Ponte Buriano non trovarono il coraggio di farlo saltare in aria.
  6. Il fascino di questo ponte e dell’ambiente circostante è sempre stato notevole.

 


L’intuizione più geniale è che quella zona dell’aretino con il Ponte Buriano è il paesaggio della Gioconda… della enigmatica Monnalisa.
Dietro il suo volto sorridente si intravede il ponte a schiena d’asino identificato da alcuni studiosi e ancor più in lontananza ecco apparire i calanchi del Valdarno, pinnacoli di argilla erosa detti “Balze”.
E’ una prova che Leonardo aveva bene in mente la geografia di questi luoghi.
Che Leonardo conoscesse la zona aretina è ormai cosa nota, tesi confermata da un suo disegno, datato 1503 1504, in cui descrive a meraviglia il bacino idrico della Val di Chiana.
Una volta era la Cassia Vetus che nel congiungere Roma e Chiusi a Firenze veniva a scavalcare le acque dell’ Arno a Ponte Buriano.
Oggi è la strada provinciale dei Setteponti che da Arezzo a Firenze viene ad incontrarlo.
Fu costruito all’incirca verso la seconda metà del 1200.
Ponte a Buriano, il ponte della Gioconda: Leonardo da Vinci conosceva bene quel luogo e lo testimonia una sua mappa della zona conservata a Windsor.
Poco distante dal ponte l’Arno riceve le acque di un immissario, il canale della Chiana, nel quale confluiscono le acque dell’omonima valle.
Se si risale il corso di questo canale, andando a ritroso, bisogna superare una serie di meandri e poi ci si infila in una gola, la Gola di Prato Antico.
Se si osserva il lato sinistro della Gioconda, si vede un corso d’acqua con meandri che si infila in una stretta gola.
 


La tesi non è proprio nuovissima, ma è stata da poco avvalorata da ulteriori studi e scoperte.

L’argomento è uno di quelli che ha lasciato insonni generazioni di storici dell’arte, che incuriosisce però anche chi non è addentro proprio alla materia, attratto dai numerosi misteri che gli aleggiano intorno. Ipotesi, più o meno suggestive, di scoperte più o meno scientificamente appurate, ma sempre misteri resteranno, quelli intorno a La Gioconda.

Insieme alla notizia che il ritratto più celebre al mondo sarebbe quello di un androgino, metà uomo, metà donna, c’è la conferma della tesi che lo storico dell’arte aretino, Carlo Starnazzi, portò a pubblica conoscenza già nel 1992, ovvero che il ponte che figura alla destra del quadro (per chi guarda) è il ponte di Buriano, in provincia di Arezzo.

Oltre la spalla della Gioconda, c’è un ponte basso, a più arcate, un ponte antico, a schiena d’asino di stile romanico, identico a quello costruito in pieno medioevo, nell’età in cui Arezzo viveva un momento di particolare prosperità.

A queste conclusioni è giunto il Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici, Culturali e ambientali, che, attraverso il proprio presidente, Silvano Vinceti, ha presentato alla stampa estera in Italia una ricerca su Leonardo. La prima tesi, quella che riconoscerebbe nella Monna Lisa un androgino, è ora sostenuta dal ritrovamento “nell’occhio destro di Monna Lisa, per chi guarda il quadro, la lettera S che un’analisi comparata della scrittura ha evidenziato essere come  S di Leonardo e nell’occhio destro la lettera L. Una specie di firma, una dedica a Lisa e Salai”
Sotto uno degli archi del ponte è stato individuato il numero 72 e la decifrazione del numero: “72 – ha spiegato Vinceti – riveste molti significati legati alla tradizione ebraico-cabalistica, quella cristiana e quella dei templari, quella magica e quella naturalistica. Leonardo appose il numero 72 e lo investì di vari significati affidando ad esso un suo specifico pensiero.

Il nome di Dio è composto da 72 lettere secondo la tradizione cabalistica, mentre per quanto riguarda il Nuovo Testamento, il numero 7 e il numero 2 potrebbero rinviare all’Apocalisse di Giovanni con precisi riferimenti alla fine del mondo e ai saggi, ai sapienti, agli eletti che saranno risparmiati”.

I templari, inoltre, avevano dimestichezza con la cabala e non è casuale che le regole dei monaci combattenti fossero 72. Al numero 2, infine, corrisponde il dualismo, la opposizione ma anche l’armonia dei due principi, quello maschile e quello femminile.
“La scelta del 2 da parte di Leonardo – ha concluso lo studioso – non sarebbe causale, rinvia alle lettere L e S, alla visione filosofica che ha ispirato il quadro: una armoniosa sintesi fra l’uomo e la donna”.

 

Picnic veloce…con vista stupenda,

i classici gamberetti grigliati al limone, panini affumicati e poi,

dolcetti alla banana…

e naturalmente un… buon vino Toscano

***

 Gamberetti grigliati al limone

*

“Panini Affumicati” e…

Ingredienti per 2 panini

100 g di prosciutto di parma affumicato

2 foglie di lattuga

2 cetrioli in salamoia

40 g di burro morbido

1/2 cucchiaio di senape

come fare

lavorare il burro e la senape con un cucchiaio di legno fino a ridurlo in crema.

dividete a metà i panini  e spalmateli con il burro preparato.

Sulla parte inferiore sistemate le foglie di insalata, i cetrioli tagliati a fettine, il prosciutto di Parma.

Chiudete i panini con l’altra metà avvolgeteli per il trasporto.

e poi …deliziosi

“pasticcini alla banana”

ingredienti x 6 persone

250 g di farina  di farro

(che ho comprato a Ponte a Buriano qui viene ancora

macinata a mano con macchina antica vedi foto)

1 yogurt alla banana

2 uova

150 g di zucchero

1/2 bustina di lievito per dolci

1/2 cucchiaio di bicarbonato

4 banane

100 g di uvetta sultanina

40 g di burro fuso

2 cucchiai di zucchero a velo

100 g di uva sultanina

come fare

Fate ammollare l’uvetta in acqua tiepida.

Con la frusta elettrica sbattere le uova e lo zucchero fino a che il composto sarà diventato giallino chiaro.

Unite lo yogurt, il burro e le banane schiacciate, la farina setacciata con il lievito e il bicarbonato.

Aggiungete cannelle e l’uvetta asciugata

Imburrate e infarinate una teglia rettangolare e versatevi il composto preparato.

Lisciate bene la superficie, mettete nel forno già caldo, lasciando ndo cuocere per circa 1/2 ora finché la superficie sara’ ben dorata.

Rovesciate la torta e spolverata di zucchero a velo.

Servitela a mattoncini regolari e decorata con fettine di banana.

.

 Tentiamo ora di rifarsi alla ricostruzione…dei tempi,

 
Leonardo, è cosa certa, si trovava in Val di Chiana fin dal 1502 per incarico del Duca di Valentinois (alias Cesare Borgia).
L’incarico consisteva in studi topografici-ingegnieristici-idraulici-militari. La Val di Chiana era una malsana palude, senza nessuno sfogo alle sue stagnanti acque.
Leonardo è altresì in Val di Chiana nel 1503, questa volta (caduto in disgrazia Cesare Borgia) per conto della Repubblica Fiorentina, retta (importante!) dal Gonfaloniere Pier Soderini.
Il compito affidato a Leonardo dalla Repubblica fiorentina (leggi: dallo stesso Pier Soderini, anche perché, genio a parte, i due sono stretti amici di famiglia) è identico a quello già in precedenza conferito dal Borgia.
La presenza di Leonardo in Val di Chiana negli anni citati ci viene confermata, ove ce ne fosse bisogno, dai suoi quadri conosciuti anche come “le vedute della Valdichiana” e al momento conservate nella Royal Gallery del castello di Windsor in Inghilterra, vale a dire di proprietà della Regina Elisabetta II.
Dunque l’autore della Gioconda si trovava in Val di Chiana sia nell’anno 1502 che nel successivo 1503.
Operava sul posto per studi di rilievo che dovevano comportare continui sopralluoghi. Non era certo solo; doveva aver un’adeguata scorta di personale e disporre nell’occasione di tavole per disegnare, nonché del materiale necessario per fissare, “nero su bianco”, quanto veniva osservato o veniva impresso nella mente.
Durante la permanenza in Val di Chiana Leonardo era quindi in grado di dipingere o abbozzare (su tele, tavole o altro oppure solo imprimersi nella sua fertile mente) paesaggi, figure varie e altre possibili fantasie.
Non a caso gli anni 1502 e 1503 sono quelli in cui gli studiosi del settore fanno risalire l’inizio e la continuazione (non certo la sua definitiva conclusione) del celeberrimo quadro della “Gioconda” (in proposito si parla addirittura di sette velature o “mani” o strati di vernice che dir si voglia).
Ma in che modo Leonardo ritornava in Firenze dalla malsana e inospitale Val di Chiana? Vi erano due possibili e praticabili arterie e un solo genere di mezzo: il cavallo o il mulo.
Le arterie erano: da una parte la Cassia Vetus (attuale strada provinciale Sette Ponti) e dall’altra il diverticolo che da Arezzo (o probabilmente dalla stessa Val di Chiana) congiungeva (prima) le colline di Pieve a Maiano e (dopo) dai poggi della località Impiano scendeva giù verso il fiume Arno, fino ad attraversare il fiume medesimo in località Valle, dove si trovava (e in parte si trova ancora) un ponte romanico a quattro arcate a basso sesto (o sesto scemo, che è poi lo stesso).
Attraversato il ponte, il diverticolo si ricollegava alla Cassia Vetus dalle parti di Loro Ciuffenna, dopo aver percorso la Valle dell’Ambra.

e dopo picnic e l’affascinante momento di storia e arte…

 

ho notato vicino alle sponde del fiume interessanti e gustose erbette primaverili allora tutti in …ricerca erbette selvatiche, vicino al fiume ce ne sono uno splendore, le più preziose:

cavoli selvatici, bietoline rosse, papaveri, rucola selvatica, cime di rapa  etc…

arrivata a casa subito ad elaborare il piatto dal nome certo:

cavoli selvatici, bietoline rosse, papaveri, rucola selvatica, cime di rapa  etc…

arrivata a casa subito ad elaborare il piatto dal nome certo:

“Tagliolini ai mirtilli

con mix di erbette selvatiche

e…

Ravioli ripeni di erbette

alla Gioconda”

di sicuro mi ricorderò in quale splendido luogo ho raccolto le mie preziose Erbette

queste  erbe  non si trovano facilmente se non vicino a luoghi molto umidi

ingredienti x 4 persone

per i ravioli

200 g di farina di segale

300 g di farina bianca macinata rustica

3 uova

1 cucchiaio di  olio oliva extravergine.

per i tagliolini:

stesso procedimento nel pesare gli ingredienti per la pasta,

aggiungere soltanto 250 g di mirtilli frullati 

Per il ripieno:

250 g di erbette miste spontanee ( vedi foto)

comprese le coste rosse delle bietole selvatiche

1 carota

1 patata

150 g di parmigiano

pangrattato , burro, sale

Per il condimento:

40 g di burro bio

4 cucchiai di parmigiano

semi di papavero.

 

  1.  

    come fare:

    Su una spianatoia disponete le 2 farine setacciate a fontana, formate un cratere e rompetevi le uova, versate  l’olio e un pizzico di sale.

    Impastate il tutto fino a formare una pasta liscia e omogenea di media consistenza, formate una palla e fatela riposare al fresco.

    Nel frattempo lavate e lessate a vapore le erbette, scolatele e una volta raffreddate, grattugiate la carota e la patata e unite alle erbe selvatiche sminuzzate.

    Riunite il tutto e pepate e mescolate incorporando un poco di pangrattato cotto in una noce di burro.

    Stendete la pasta sottile e con una rotella tagliapasta ricavate dei quadrati: ponete al centro 1 cucchiaio di ripieno e richiudete premendo ai bordi

    Lessate i ravioli in abbondante acqua bollente salata per 10 minuti, scolateli e conditeli con il burro fuso, il parmigiano grattugiato, e qualche seme di papavero.

 Curiosità

Missione Shuttle STS 164

decollo 12 luglio 2001

come vedete nelle foto il comandante della missione STEVEN LINSEY e YANET KAYANDI, tecnico di bordo MOSTRANO:

 

Accade assai raramente, ma ogni volta che accade, una parte di paradiso cade sulla terra. Accade tra due persone: né dipendenti, né indipendenti, ma in profonda sincronia tra loro; come se respirassero uno per l’altra, un’anima in due corpi: ogni volta che accade, accade l’amore.

Osho Rajneesh

          

non ti cambierei per nessuno

Quando parli dell’amore
risuona la voce
che fa fiorire i giardini

se chiami il vento
è per sorridere al dolore

se guardi il giorno venire
l’alba quietamente mi veste

cedevole al richiamo
è il mio cuore che accoglie
ogni frammento di vita

m’appago nella tua anima
che rifiuta la notte

nel fogliame del mare
dove si è ravvivato il verde
conservo preziosamente i segreti
di troppa tenerezza

-non ti cambierei con nessuno-

nell ‘abbraccio che mi porta sempre
nel tuo cielo
s’accende il faro
di altri giorni di bellezza.

M.B

 

Annunci

Sotto il rosa del Giappone…E ANCORA un salto in Toscana e poi a N.Y ( vedi F.B)


 

I fiori della primavera sono i sogni dell’inverno raccontati,

la mattina, al tavolo degli angeli.

(Khalil Gibran)

Sotto il rosa del Giappone…

Durante la fioritura dei ciliegi, chiamata la fioritura dei “SAKURA“.

La traduzione letterale del significato “HANAMI” è”ammirare i fiori”, è una tradizione che si tramanda da da oltre un millennio.Al termine dell’inverno i fiori di ciliegio ” SAKURA”, in giapponese appagano la vista, ma soltanto per alcuni giorni, i delicati boccioli con il suo colore tenue generalmente bianco sfumato di rosa che hanno ispirato moltissimi poeti giapponesi nella composizione di ” HAIKU”, le classiche terzine della poesia giapponese, il Sakura con la sua presenza effimera porta con sé profondo significato nella cultura locale, nel rapido scorrere della vvita con i suoi fugaci piaceri e dolori ” Hana yori dango” meglio il dango che i fiori.

Hana yori Dango è un proverbio giapponese. Hana sono i  fiori, Dango è un dolcetto.Letteralmente significa piuttosto che i fiori, i dango .Cioe’ è meglio qualcosa di utile invece di cose che sono soltanto belle da vedere. Si usa spesso nel periodo di Hanami. Questo proverbio fa capire a cosa sono più interessati i giapponesi durante Hanami. Infatti è bello vedere Sakura ma in realta è piu’ bello mangiare, bere e fare Party.

 
 

 

(Non è proprio vero, ve lo dico giusto per spiegare). Tuttavia questo non vale soltanto per la bellezza e il cibo. Significa anche che è meglio saper fare invece di avere tanti titoli teorici e niente di pratico. Il famoso titolo di anime/manga/drama Hana yori dango (花より男子) è infatti un gioco di parole. In questo caso Dango (男子) significa ragazzi ma solo maschi. (In realtà maschi si pronuncia Danshi ma l’ideogramma 子 si può pronunciare Ko, Go ecc..) Chi conosce questo manga capirà perchè viene usato questo proverbio come titolo. All’ombra degli innumerevoli ciliegi sparsi per tutto l’arcipelago, i giapponesi tutti si ritrovano per allegri picnic sull’erba , in più “dango yori shyashin” ovvero più fotografie che cibo.

 

Ricetta della tradizione della mia blogger giapponese preferita ” Rika’s”

Tsukimi letteralmente significa:

“Guardare la luna”.

come dolce per la festa della luna abbiamo “Tsukimi Dango” 

 Ingredienti :

Dango

 Farina di riso glutinoso 50 g

Acqua quanto basta

-Salsa Mitarashi-

Salsa di soia 1 cucchiaio

Zucchero 4 cucchiai

Acqua 1 cucchiaio

Amido di mais 1 cucchiaio + acqua 1 cucchiaio

 (con queste dosi escono circa 12 palline)

Preparare i Dango.

Aggiungendo acqua poco alla volta impastare Dango finchè diventa morbido e liscio.

Mettere i dango nell’acqua bollente.

Quando vengono a galla sono pronti (come nella cottura degli gnocchi), raffreddarli nell’acqua fredda.

Quando si raffreddano asciugare con della carta.

Preparare Mitarashi 

Mitarashi : Uno sciroppo ricavato dalla salsa di soia

In una ciotolina girare l’amido di mais e 1 cucchiaino di acqua.

In una pentolina mettere la salsa di soia, zucchero e acqua e far bollire un po’.

Quando diventa un po’ denso mettere la fecola di patate e l’acqua e girare bene.

Esiste anche un calendario da consultare,  per non perdersi località e giorno in cui i ciliegi avranno la massima fioritura e assicurarsi così l’incredibile spettacolo… 

Sotto il rosa della Toscana…

2015-05-19 14.22.132015-04-19 17.50.33

Ricetta

Linguine al misto di pesce

con cipolle di Tropea e timo fiorito del mio giardino 

ingredienti per 6 persone

3 cipolle di tropea

2 spicchi di aglio

1 fetta di salmone

1 fetta di pesce spada

1 fetta di tonno

4 seppie medie tagliate a striscioline

2 limoni

1 bicchiere di vino bianco

timo serpillo di campo in fiore.

2015-05-19 14.24.272015-05-19 14.31.222015-05-19 14.22.442013-06-10 11.48.342015-05-24 19.34.352015-05-19 14.24.33

come fare:

  1. tagliare a striscioline la cipolla e metterle ad ammorbidire nell’olio di oliva con i fiori e foglie di timo e uno spicchio di aglio
  2. aggiungere le code di gambero e le seppie tagliate a striscioline dopo 7- 8 minuti aggiungere il pesce spada, il salmone e il tonno precedentemente tagliati a cubetti.
  3. Lasciare cucinare per circa 10 minuti aggiungere il succo di 1 limone e 1/2 bicchiere di vino bianco, terminare la cottura e aggiungere foglioline e fiori di timo

2015-05-19 14.31.012015-05-19 14.24.07

 

Dalla mia mente si diparte una strada di primavera,
e sulla strada passeggiano una stella e una margherita
ed ecco, poco più in là, il tuo sorriso come una calda casa abitata.
Aspettami, arriverò domani.

 

 

 

Immersi nel Bianco e Rosa di “Casa Nostra”, cominciano i giochi…

 

E’ arrivata …bianca come la mia Clam Chowder del New England, sapore di Maine… Vacanze 2015


       foto-13-01-17-15-25-46foto-13-01-17-15-26-44

 

E’ arrivata bianca e soffice,

come la mia Clam Chowder del New England…

ricordando le mie vacanze invernali 2015 nel  Maine…


2014-12-25-15-44-18

2014-12-26-12-56-02

18 Gennaio 2017… VOGLIA DI… Clam Chowder 

 

2014-12-26 14.37.472014-12-27 13.18.542014-12-27-14-34-522014-12-27-13-19-50

Clam Chowder del New England...

comunissima zuppa servita in qualsiasi luogo di ristorazione in questa regione

 700 g di clams (vongole grandi)

3 tazze di acqua

4 strisce di bacon (pancetta affumicata)

1 cipolla media

3 cucchiai di farina

3 patate medie

1 cucchiaio di timo

1 cucchiaio di prezzemolo tritato

1 tazza di panna da cucina

 

2014-12-27 14.36.192014-12-26 14.37.47

2014-12-24 16.07.52

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

come fare:

  •  Fare aprire in acqua calda per 10 minuti le vongole, filtrare in modo che la sabbia rimanga nel filtro.
  • Lasciare da parte il brodetto di vongole
  • Togliere dal guscio la vongola.
  • Rosolare la pancetta con la cipolla.
  • Mettere la farina nel brodetto di vongole, le patate tagliate a pezzetti piccoli, il timo, e girare sul fuoco per 10 minuti.
  • Aggiungere per ultimo le vongole,  il sale, il pepe e la panna
  • Far cucinare ancora per 5 minuti, fino a quando tutti gli ingredienti non sono perfettamente amalgamati .
  • Servire calda, accompagnata da piccoli crackers.

2014-12-25 14.27.18

 

Quest’anno passero’ il mio Capodanno  nel Maine a pochi chilometri da Boston, un Capodanno a fish e rum…si anche qui il rum viene messo in vari dolcetti e cocktail e spesso aggiunto alle pietanze.

2014-12-26-15-41-122014-12-26 12.54.372014-12-24-11-19-362014-12-25 14.28.11

Mi trovo vicino a Portland, in questo periodo in inverno c’è sempre neve altissima, adesso ci sono giornate meravigliose di sole, e molto piacevole passeggiare e visitare luoghi dal fascino particolare, oceano, spiagge e boschi si uniscono in modo naturale e mi avvolgono in un abbraccio unico, mi sento a contatto con la natura  in ogni momento della mia giornata… bellissimo!

primo delizioso…

 

  Linguine rustiche all’Aragosta e Carciofi

  • Mondate 4 carciofi, tagliateli a spicchietti e cuoceteli in una casseruola con 1 filo di olio e poca acqua. spezzettate la polpa di aragosta, controllare che non ci sia traccia di gusci.
  • Unite  il prezzemolo tritato e 1 noce di burro
  • Cuocete le linguine, scolatele al dente, e passateli a fuoco basso nella casseruola dove avete preparato il sugo di aragosta e carciofi.

 

2014-12-25 16.23.352014-12-15 21.09.172014-12-26 14.16.16 2014-12-25 16.29.17

un gustosissimo secondo

 

Lobster roll …questo è in assoluto il roll piu’ famoso in questa zona

2014-12-27 14.36.512014-12-26 15.42.532014-12-26 15.04.302014-12-27 14.36.56

  • Semplicissimo da preparare, ottimo come antipasto, ma anche come 2° piatto, adattissimo per buffet, si puo’ preparare prima.
  • Tagliare a meta 2 panini al latte- dolci,  piccoli  mettere alla base due foglie di indivia.
  • Sminuzzare a pezzettoni l’aragosta e farcire con maionese, (fatta in casa), timo e qualche goccia di lime, profumare con pepe meglio se Sichuan. 

2014-12-26 13.08.432014-12-26 13.08.302014-12-26 15.04.57

per concludere un dolcetto

“Cranberry- orange scones” al rum

Tradizionalmente vengono fatti con uvetta e la mia ricetta è:

con ribes rosso essiccato, aggiungendo scorza di arancia, rum, e succo di limone.

2 tazze di farina piu un poca per il piano di lavoro

1 cucchiaio di lievito

1/2 cucchiaio di bicarbonato di sodio

1/4  di cucchiaino di sale

3 cucchiai di zucchero

1 cucchiaio di scorza di arancia

8 cucchiai di burro ammorbidito ma freddo

1/2 tazza di panna

1 tazza di ribes rosso essiccato

3 cucchiai di rum.

2014-12-29 11.08.392014-12-25 14.30.36

Come fare:

  • Preriscaldare il forno a 200°
  • In una larga ciotola, mettere farina, lievito, bicarbonato di sodio, sale, 2 cucchiai di zucchero, e scorza di arancia.
  • Mettere il burro tiepido nel composto, la panna, il ribes rosso, e per ultimo il rum, mescolare bene per qualche minuto.
  • Girare l’impasto su una superficie leggermente infarinata
  • Impastare 5-6 minuti.
  • Tagliare a cerchio di cm 8 e tagliare 8 spicchi
  • Piegare a metà e modellare a punta come un alberello
  • Spazzolare la teglia da forno con latte e cospargere con zucchero di canna
  • Cuocere per 15 minuti, fino a doratura.

 

 

2014-12-25 14.19.48

 

Augurissimi ancora a tutti!

per uno splendido 2017

E’ questo il mio augurio per il 2017:  riempiamo il nostro tempo con onde gentili che creino un flusso benefico, e che possiamo avere il coraggio di prendere impegni e di lasciare andare paure, speriamo anche  in un futuro di abbondanza e di gioia, lontani da immagini di povertà e di paura. 

Io, da mamma e da figlia, vi dico: siate coraggiosi, siate gentili!

 innamoratevi di qualcosa o di qualcuno ogni giorno

 

2014-12-26 16.41.442014-12-26 16.40.58

Scopro nei ricordi

Scopro nei ricordi
esistenze di noi
fra anime assorte.
Sguardi e carezze
desiderate da tempo.
Dove il sentimento
diventato magia
ci trasporta.
Calore di giorni
sempre verdi che
giacciono nei nostri
cuori.

marinaoddone.wordpress.com

Nella “CONCHIGLIA INCANTATA” di Piazza del Campo…curiosità, ricette & una romantica serata


            

    16 Agosto…la vita in palio 

 

2013-08-16 19.37.55

 

P A L I O

Veglia nell’opacità della notte

il cure sospeso del Barbaresco.

Invoca, nelle spente

ore di sonno, il privilegio

del fato imponderabile.

Sul tufo friabile

il rito incessante si ripropone.

Si odiano le avverse contrade
e sognano la vittoria contesa
con esaltazione violenta.
L’animo fiero del cavallo

spasima invano nell’ultimo scarto,
lo splendore di una gloria inebriante.

Scaltro il fantino
mercenario del coraggio, colpisce
implacabile la criniera tenebrosa
e con segreti inganni
la corsa temeraria vince.

 

 

 

 

2013-08-16 19.38.26

 

 

… Una giornata particolare a Siena

 


2013-07-02 19.18.54
2013-07-02 15.45.582013-07-02 15.16.322013-07-02 16.01.12

 Sensazioni di fantino…

 

“Nell’Entrone ( si chiama così) i rumori della piazza sono ovattati, arriva solo un suono basso, come un brusio…poi monti a cavallo e ti affacci, sei travolto e  un’onda di colori, di grida e di caldo ti sommerge

 

2013-08-16 18.47.11

 

Ma anche io… che a cavallo nella conchiglia incantata di piazza del campo non ci salirò mai, io che vengo qui soltanto per 1 giorno a curiosare…posso capire quell’incredibile emozione quando verso le 7 della sera…il campanone smette di suonare, le voci tacciono e sulla città cade il silenzio assoluto in attesa che il mortaretto annunci…dall’entrone del Palazzo Comunale, l’uscita dei 10 cavalieri.


2013-07-02 16.01.432013-07-02 15.59.44
2013-07-02 15.58.552013-07-02 15.58.10

Ogni Palio, 10 contrade scendono in piazza e 7 restano a guardare aspettando il prossimo.

Molti devono essere i fattori favorevoli, avere dal destino un cavallo veloce,non si sceglie si ha per sorteggio.

Bisogna sapersi muovere nell’intricato gioco delle alleanze e dei tradimenti, è ammesso ogni patto salvo “vendersi” alla contrada nemica.

E per ultimo trovare “la monta” giusta, un fantino abile e coraggioso, con un grande cuore, forte di gambe e di braccia, i fantini sono detti i “10 assassini”.

 

2013-08-16 18.47.34

 

Le antiche ricette Senesi…

 

2013-08-12 22.53.38

Le prime usate per produrre panforti e ricciarelli…si lo so che si usa gustarli a Natale, ma ho anticipato, qui a Siena non smettono mai di produrli, nemmeno ad Agosto e in occasione del Palio risplendono profumati nelle vetrine, e non ho resistito nel provare la mia versione di “Panforte” con metodo antico.

 

Sono tornata a casa e con i fichi freschi e secchi e noci ho rispolverato una vecchia ricetta del ” panforte margherita”, sapete perché il nome margherita?

Nacque in onore della regina Margherita di Savoia nel 1879 durante una visita regale a Siena nell’Agosto in occasione del Palio.

L’ inventore fu un famoso speziale, Galgano Parenti, proprietario della più antica fabbrica di panforte che sorse a Siena, che lo preparò e ne fece omaggio alla sovrana.Il Panforte si è sempre fabbricato dal XIII secolo ma solo nel 1829 nacque la prima fabbrica per poter esportare in abbondanza anche fuori dalle mura di Siena. La ricetta che io uso di solito e la stessa che ingiallita è stata trovata nel portafoglio del capofabbrica che da solo faceva le delicate pesate. La ricetta è datata 1880.

 

IL FAMOSO PANFORTE DI SIENA come farlo?

La ricetta di Nonsolononna

 

Panforte margherita

 “ai fichi e noci”

2014-08-20 17.07.17

Io di solito uso questa ricetta con quantità elevata,

preparo poi   piccoli panforti “fatti in casa”, da regalare a Natale.

 2.500 kg di zucchero bianco

3 kg di candito di cedro

0.500 di candito d’arancio

3 kg di mandorle tostate

1 kg di pasta di ricciarelli

1.200 kg di farina bianca

50 g di vanillina naturale a baccelli (finemente tritati)

50 g di cannella Ceylon polvere

30 g di noci moscate in polvere

A questi ingredienti io aggiungo:

1 kg di fichi caramellati

500 g di fichi secchi

600 g di noci spezzettate.

2014-08-20 17.18.142016-07-25 20.26.402013-09-17 13.39.35
2013-05-30 13.21.082016-07-25 20.24.19

 

 

Sciroppo di zucchero e frutta candita

Come prima cosa, preparo lo sciroppo di zucchero con acqua e aggiungo del miele, metto dentro a questo liquido, la scorza di arancio e il cedro e quando incominciano”a bollire” cioè quando il liquido si impoverisce di zucchero lo tolgo dal fuoco e aggiungo un’ altro sciroppo ancora più concentrato. La frutta non deve più muoversi dentro al liquido, metto la frutta a scolare in un vaso di vetro e tolgo il liquido… quello in eccedenza che rimane in fondo al vaso.

 

 

2016-06-20 20.25.58

2013-05-30 13.28.022013-09-18 15.08.53 2014-08-20 17.09.30

 

 Preparazione del Panforte

come fare:

  1. Scottate le mandorle e i gherigli di noci in acqua bollente, poi pelarli e tritarli, asciugare in forno tiepido.
  2. Mettere al forno le mandorle e farle tostare e tritarle grossolanamente.
  3. Tagliuzzare la frutta candita e la frutta secca ei ricciarelli sbriciolati,  mescolare tutto in una terrina, cospargere con il cacao, aggiungere le spezie, metà della cannella e mescolare bene.
  4. A parte in una casseruola a fondo concavo, meglio se di rame non stagnato, mescolare il miele e 175 g di zucchero a velo e amalgamare bene con l’aiuto di una spatola di legno; tenere sul fuoco molto dolce per 10 minuti, togliere dal fuoco e unire la frutta, girando finché risulti ben incorporata.
  5. Foderare con le ostie una teglia a cerniera leggermente imburrata.
  6.  Versare il composto e livellarlo.
  7. Mettere in forno a calore moderato  120°/160° per circa 30-40 minuti.
  8. Quando è cotto farlo raffreddare, toglierlo dalla teglia e spolverizzarlo con il rimanente zucchero e la cannella in polvere tenuta da parte.
  9. Conservare il luogo asciutto, avvolto in carta da forno.

2014-08-20 17.16.57

2013-09-17 13.41.15

 

 

E POI ANCORA…

“I RICCIARELLI”

di Nonsolononna

ingredienti

200 g di mandorle spellate

100 g di pinoli

200 g di zucchero

100 g di zucchero vanigliato

2 albumi montati a neve

scorza grattugiata d’arancia

ostie


2013-07-02 15.13.182013-07-02 15.54.292013-08-16 18.22.122013-08-16 18.20.57

Preparazione dei ricciarelli

  • Pestate le mandorle in un mortaio, stessa cosa fate per i pinoli.
  • Passate il tutto in una terrina e aggiungete lo zucchero e lo zucchero vanigliato, gli albumi a neve ben ferma, una spolverata di scorza di arancia grattugiata e mescolate delicatamente.
  • Mettete un po’ d’impasto sulle ostie e lasciate riposare per 6 ore.
  • Infornate a 150° per 15 minuti.
  • Serviteli freddi e spolverati con lo  zucchero vanigliato.


2013-07-02 15.43.482013-08-16 16.57.27

2013-07-02 15.54.292013-08-16 19.02.22 
2013-07-02 15.48.02
2013-07-02 17.01.362013-07-02 17.27.15    2013-07-02 17.01.572013-07-02 17.12.482013-07-02 17.07.062013-07-02 17.11.552013-07-02 17.04.08

Piazza del Campo

2013-08-12 23.12.21

piazza del campo

 E’ incupita la torre
e a buon diritto
cova un’ansia liberatrice
di placida quiete.
Lei la Superba
dai gotici sguardi sospesi
nel damasco del cielo.
Ancora si commuove
per l’agonia degli ulivi,
che oltre le mura
fecero posto all’abitato amorfo
sorto a casaccio.
Piccioni imprevedibili frullano
voli fra tartine e caffè.
Incalza il vorticoso giro
del turista, con sosta
al Beauburger tutto compreso.
Corpi discinti
lasciano timbri di sudore
sul logoro impiantito,
coscienza storica
di memori battaglie.
Nuovi conquistatori senza pedaggio
assediano il sacrario – cuore
di natie generazioni.
Ignari delle risse e del sangue
bollente e recidivo
che flusso vivo è sopito
nelle vene pazienti dei senesi.

**

16 agosto

noi 2… una Romantica Serata

    2013-08-16 20.38.512013-08-16 20.39.27

Rendere un’altra persona felice è un’arte che si impara…

 

2013-08-16 20.39.542013-08-16 20.40.12

Ed eccoci  in mezzo, ad oceani di realtà vissuta che separano l’istante dell’innamoramento, perfetto ed etereo, da una realtà che è diventata vita vissuta. Preziosa, ricca di ricordi e di gratitudine…

 

2013-08-12 20.51.40

<3<3<3…stasera sei felice!

Una nazione si tinge di ROSA, ma ANCHE…”La Toscana si tinge di Rosa” ricette & salute


E’ arrivata la Primavera…

Giappone e Toscana si tingono di rosa….

Quando ci sentiamo affranti e deboli, tutto ciò che dobbiamo fare e aspettare.

La Primavera torna, le nevi dell’inverno si sciolgono e la loro acqua ci infonde nuova energia.

Paulo Coelho

 

Sotto il rosa della Toscana…

 

2015-05-19 14.22.132015-04-19 17.50.332015-03-30 15.48.272015-03-30 15.47.282014-05-15 20.33.53 - Copia2014-07-14 20.52.382015-04-21 12.29.332015-03-28 18.09.182015-04-21 12.21.30

 

 

Ricetta

Linguine al misto di pesce

con cipolle di Tropea e timo fiorito del mio giardino 

ingredienti per 6 persone

3 cipolle di tropea

2 spicchi di aglio

1 fetta di salmone

1 fetta di pesce spada

1 fetta di tonno

4 seppie medie tagliate a striscioline

2 limoni

1 bicchiere di vino bianco

timo serpillo di campo in fiore.

 

2015-05-19 14.24.272015-05-19 14.31.222015-05-19 14.22.442013-06-10 11.48.342015-05-24 19.34.352015-05-19 14.24.33

come fare:

  1. tagliare a striscioline la cipolla e metterle ad ammorbidire nell’olio di oliva con i fiori e foglie di timo e uno spicchio di aglio
  2. aggiungere le code di gambero e le seppie tagliate a striscioline dopo 7- 8 minuti aggiungere il pesce spada, il salmone e il tonno precedentemente tagliati a cubetti.
  3. Lasciare cucinare per circa 10 minuti aggiungere il succo di 1 limone e 1/2 bicchiere di vino bianco, terminare la cottura e aggiungere foglioline e fiori di timo

2015-05-19 14.31.012015-05-19 14.24.072014-11-15 07.09.19

e poi ancora …

“come contrastare i disturbi legati ai mali di stagione?

 

Un ritorno all’antico per contrastare  disturbi della Primavera

I consigli di NonsoloNonna:

ECHINACEA

migliora la resistenzza dell’organismo alle aggressioni degli agenti patogeni.

L’Echinacea è un antibarrerico e svolge anche un’azione antivirale, soprattutto in caso d’influenza.

GINSENG:

è chiamato “pianta della vita”

i suoi principi attivi riescono a contrastare gli stress fisico-mentale.

GUARANA’:

è una pianta ad alta concentrazione di tannini e caffeina che hanno un effetto energetico e antifatica. I tannini stimolano la secrezione dell’andrenalina la quale fa aumentare la reattività negli stress acuti.

ELEUTEROCOCCO:

per il suo effetto antistanchezza è l’energizzante delle donne. Stimola l’attività dei globuli bianchi e la produzione dei linfociti T, accrescendo anche le difese immunitarie.

HYPERICO:

o pianta di San Giovanni è un valido antidepressivo naturale. E’ un leggero sedativo che allenta la tensione nervosa e migliora l’umore. si puô prendere anche sotto forma di tisana.

 

2013-06-10 11.42.512014-05-31 18.23.45 - Copia2014-07-02 21.05.30

 

Sotto il rosa del Giappone…

 

Durante la fioritura dei ciliegi, chiamata la fioritura dei “SAKURA“.

La traduzione letterale del significato “HANAMI” è”ammirare i fiori”, è una tradizione che si tramanda da da oltre un millennio.Al termine dell’inverno i fiori di ciliegio ” SAKURA”, in giapponese appagano la vista, ma soltanto per alcuni giorni, i delicati boccioli con il suo colore tenue generalmente bianco sfumato di rosa che hanno ispirato moltissimi poeti giapponesi nella composizione di ” HAIKU”, le classiche terzine della poesia giapponese, il Sakura con la sua presenza effimera porta con sé profondo significato nella cultura locale, nel rapido scorrere della vvita con i suoi fugaci piaceri e dolori ” Hana yori dango” meglio il dango che i fiori.

Hana yori Dango è un proverbio giapponese. Hana sono i  fiori, Dango è un dolcetto.Letteralmente significa piuttosto che i fiori, i dango .Cioe’ è meglio qualcosa di utile invece di cose che sono soltanto belle da vedere. Si usa spesso nel periodo di Hanami. Questo proverbio fa capire a cosa sono più interessati i giapponesi durante Hanami. Infatti è bello vedere Sakura ma in realta è piu’ bello mangiare, bere e fare Party.

 
 

 

(Non è proprio vero, ve lo dico giusto per spiegare). Tuttavia questo non vale soltanto per la bellezza e il cibo. Significa anche che è meglio saper fare invece di avere tanti titoli teorici e niente di pratico. Il famoso titolo di anime/manga/drama Hana yori dango (花より男子) è infatti un gioco di parole. In questo caso Dango (男子) significa ragazzi ma solo maschi. (In realtà maschi si pronuncia Danshi ma l’ideogramma 子 si può pronunciare Ko, Go ecc..) Chi conosce questo manga capirà perchè viene usato questo proverbio come titolo. All’ombra degli innumerevoli ciliegi sparsi per tutto l’arcipelago, i giapponesi tutti si ritrovano per allegri picnic sull’erba , in più “dango yori shyashin” ovvero più fotografie che cibo.

 

 Ricetta della tradizione della mia blogger giapponese preferita ” Rika’s”

Tsukimi letteralmente significa:

“Guardare la luna”.

come dolce per la festa della luna abbiamo “Tsukimi Dango” 

 Ingredienti :

Dango

 Farina di riso glutinoso 50 g

Acqua quanto basta

-Salsa Mitarashi-

Salsa di soia 1 cucchiaio

Zucchero 4 cucchiai

Acqua 1 cucchiaio

Amido di mais 1 cucchiaio + acqua 1 cucchiaio

 (con queste dosi escono circa 12 palline)

Preparare i Dango.

Aggiungendo acqua poco alla volta impastare Dango finchè diventa morbido e liscio.

Mettere i dango nell’acqua bollente.

Quando vengono a galla sono pronti (come nella cottura degli gnocchi), raffreddarli nell’acqua fredda.

Quando si raffreddano asciugare con della carta.

Preparare Mitarashi 

Mitarashi : Uno sciroppo ricavato dalla salsa di soia

In una ciotolina girare l’amido di mais e 1 cucchiaino di acqua.

In una pentolina mettere la salsa di soia, zucchero e acqua e far bollire un po’.

Quando diventa un po’ denso mettere la fecola di patate e l’acqua e girare bene.

Esiste anche un calendario da consultare,  per non perdersi località e giorno in cui i ciliegi avranno la massima fioritura e assicurarsi così l’incredibile spettacolo… 

 

 

La strada presa…

2016-04-05 17.28.492016-04-05 17.30.32

Per le tue vacanze in Toscana clicca su:

Best Of Tuscany

Astrofood…a tavola con uno Scorpione, ricette & leggende


 

Leggendo il mio OROSCOPO FOOD…

 

sono rimasta incuriosita dalle verità in fatto di cibo che mi attribuiva.
2013-12-20 10.13.11

 

Diceva così:

 

  •  Passionale, magnetico intenso e intelligente lo Scorpione ha anche fama di essere goloso e voluttuoso, sempre pronto a inebriarsi per il piacere della tavola e per nulla schizzinoso. Il suo approccio al cibo è quasi famelico: i piatti devono essere vari, saporiti e stravaganti, oppure esotici e sconosciuti.

 

2013-12-07 12.23.502013-12-07 12.23.582013-12-07 12.25.482013-12-07 12.25.55

 

  •  Partecipare a un pranzo indigeno in qualche paese sperduto nel mondo sarebbe, per lo scorpione, l’esperienza perfetta e state pur certi che degusterebbe non solo con disinvoltura, ma con grande piacevolezza, qualsiasi intruglio che le venisse servito.

 

2013-12-07 12.29.372013-12-07 14.02.28
2013-12-14 15.42.302013-12-07 14.03.34
2013-12-07 12.31.182013-12-23 17.27.37

.

 

  •  La grande curiosità che lo caratterizza gli fa, infatti, preferire piatti in qualche modo misteriosi, con ingredienti difficili da decifrare o con sapori inusuali. A tavola gioisce per cibi che, ai più suscitano perplessità se non aperto disgusto.

 

2013-12-20 12.03.282013-12-20 11.42.072013-12-03 10.32.182013-12-14 13.57.532013-12-14 14.07.282013-12-20 11.14.042013-12-14 13.59.422013-12-14 13.58.592013-12-23 17.37.29

  • Ai fornelli da il suo massimo solo se può misurarsi con la preparazione di un piatto fuori dagli schemi e complicato.

 

  • Allora passione e coinvolgimento lo travolgono, ma non chiedergli penne al pomodoro e basilico perchè potrebbe giurarvi inimicizia eterna. E uno SCORPIONE come nemico non è consigliabile a nessuno.

 

  • Come padrone di casa è attento e ospitale, ma la sua conversazione sarà così piacevole che riuscirete a dimenticare la esagerata parte speziata del pasto per gustarvi solo il profumo.

 

  • Di gusti spartani lo SCORPIONE non ama i fronzoli o decorare eccessivamente la tavola, le decorazioni sono sempre molto particolari e di un gusto talmente personale da rimanere stupiti ogni volta, questo permette ai suoi invitati di stare a tavola comodamente e in modo piacevolmente informale ma deliziati da buon gusto degli accessori per lo più di origine naturale.

2013-12-20 12.02.232014-12-09 14.11.27-22013-12-22 10.20.192013-12-20 11.16.06   

 

  • Per conquistare uno scorpione a tavola bisogna, quindi esagerare, antipasti di ogni genere e molto colorati, eccentrici accostamenti di sapori comunque carichi e decisi, ingredienti curiosi e atipici.

 

2014-12-30 12.35.292013-12-18 17.54.542014-12-31 21.31.362013-12-23 17.45.09

 

  • Pur amando la cucina esotica, lo Scorpione sa però anche apprezzare quella tradizionale e casalinga, crostacei e molluschi pregiati  di ricercatezza e soddisfano sia il suo palato che il suo desiderio di ricercatezza e eccentricità.

 

2014-12-30 12.35.352014-12-15 21.09.172014-11-15 07.06.522015-05-05 12.28.452013-12-26 19.03.422015-01-24 19.32.41

  • Predilige i condimenti ricchi e intensi, adora il peperoncino e il pepe, che triterebbe ovunque, e qualsiasi tipo di spezia purchè forte e saporita.
  • Il Trinidad Moruga Scorpion, il peperoncino più piccante del mondo non lo spaventa.
  • 2015-02-04 19.54.592015-03-24 10.45.262014-12-13 17.38.44

 

  • La carne per lo Scorpione, deve essere decisamente al sangue, rispecchia il suo lato sanguigno e famelico. E ancor più se accompagnato allo zenzero, o al peperoncino, o qualsiasi delle sue spezie preferite.
  • Gli piacciono i vini corposi, i whisky invecchiati, la vodka da buttar giù tutta d’un fiato e, in generale, le alte gradazioni che regge benissimo.
  • ( devo dire sinceramente che in questa ultima parte del mio oroscopo non mi riconosco affatto, mi piacciono i buoni vini, il porto… tantissimo ma le alte gradazioni  proprio NO!).

 

IL mio motto?

“OSARE CON TRADIZIONE”

Adoro la carne speziata, la porchetta e sicuramente uno dei piatti della tradizione toscana che io preferisco, non è un piatto complesso da preparare  ed è ideale per un gran pranzo con tanti amici

 

La mia ricetta speziata

per 6-8 persone

 

” Filetto di maiale dentro pane toscano

con  fiori e semi di finocchio selvatico”

 

2015-04-27 12.53.212015-04-27 12.43.44

 

 

ingredienti

500 g di pane bianco toscano

600 g di filetto di maiale

400 g di pancetta (rigatino in toscana)

spezie miste

(fiori e semi di finocchio frantumati, pepe, sale)

rosmarino e spicchi di aglio

patate dolci come contorno

come fare:

  • Tagliare a metà il pane da 500 g e in ambedue le parti toglier la mollica.
  • Insaporire il filetto di maiale  con le varie spezie tritate finemente, insaporire anche con le spezie  le 2 parti di  pane private della mollica.
  • Condire sia il pane che il filetto con abbondante olio extra vergine di oliva.
  • Posizionare il filetto all’interno del pane, sovrapporre le due parti e avvolgere il pane con le fette di pancetta
  • Fissare le 2 parti con lo spago e inserire nella parte superiore qualche rametto di rosmarino e qualche spicchio d’aglio.
  • Mettere in forno a 200°( precedentemente riscaldato), abbondante olio extravergine di oliva , passati 15 minuti aggiungere le patate dolci a fette grossolane, rimettere in forno per circa 20-25 minuti.
  • Tolto dal forno lasciare intiepidire e tagliare a fette di circa 4 cm per evitare lo sbriciolamento del pane.

 

2015-07-07 16.19.342015-07-07 16.19.522015-04-27 12.46.12   2015-04-27 12.45.332014-11-15 07.04.382015-04-27 12.50.362015-04-27 12.47.032015-04-27 12.47.24
2015-04-27 12.53.21         2015-04-27 13.00.072015-04-27 13.33.08

Curiosità

Lo scorpione è stato:

il primo animale a lasciare il mare 350 milioni di anni or sono e diffondendosi sulle terre emerse le ha colonizzate. Allora gli scorpioni erano animali lunghi fino ad 1 metro per fortuna a quei tempi l’essere umano non esisteva. Questo animale rappresenta ancora un’affascinante enigma… sullo scorpione grava il peso di miti e leggende contraddittorie.

Dagli Egizi fu onorato come dio delle sembianze femminili della dea Selket, divinità benevola, protettrice delle profondità della terra, adoravano questa bestiola schiva che conferiva poteri taumaturgici ai suoi adepti.

I maya  adoravano questa bestiola timida e schiva come dio della caccia e simbolo della penitenza.

Nell’antica Grecia lo troviamo invece come strumento di vendetta, usato da Artemide; la leggenda narra, infatti, che la dea, cacciatrice e protettrice della fauna fu offesa da Orione che voleva distruggere tutti gli animali del creato. Per punizione, le mandò un grande Scorpione che punse mortalmente Orione al tallone. Artemide, riconoscente, trasformo lo Scorpione in una costellazione e, poiché anche Orione aveva subito la stessa sorte, da allora e per sempre la costellazione d’Orione è costretta a sfuggire da quella dello Scorpione.

Per le tue vacanze in Toscana clicca su:

Best Of Tuscany

 

2013-12-24 17.44.48

 

PER TE.. che mi stai accanto nei miei viaggi e assaggi e  degusti con ammirazione le mie ricette<3

BUONA PASQUA…simboli e ricette, l’acqua e… le erbe amare post 3


2015-04-02 14.11.22

 Simboli e Ricette…

 

L’ Acqua: è l’elemento che disseta, rinfresca, rinnova ma soprattutto purifica ed è il mezzo attraverso il quale si compie il Battesimo. E’ segno di Cristo, acqua viva che spegne ogni sete.

 

Erbe Amare: Piatti a base di ” erbe amare”, fanno parte del menù delle celebrazioni Pasquali, per gli ebrei in riferimento all’amarezza della schiavitù in Egitto, per noi cristiani segno del peccato, raffigurato anche nel fiele offerto a Gesù da un soldato, quando, aveva sete. 

 

 Ricetta

Crescia sfogliata di “Urbino”

alle erbe amare di campo

 

2015-04-02 14.11.072015-04-02 14.12.052015-04-02 12.43.582015-04-02 14.09.01

Ingredienti

100 g di ortica

80 g di cicoria selvatica

80 g di radicchio selvatico

100 g di lattugaccio

100 g di parietaria

150 g di foglie di tarassaco

6 foglie di verza

1 cipolla di tropea

30 g di foglie di aglio orsino

200 g di parmigiano

noce moscata

4 uova

1 bicchiere di latte magro

1 pasta sfoglia

80 g di prosciutto magro tagliato a striscioline

olio extravergine di oliva

2015-04-02 12.43.582015-04-02 14.11.072015-04-02 13.34.542015-04-02 13.35.14

come fare:

  •  Pulire molto bene le varie erbette, togliere i gambi più duri.
  • Mettere la cipolla spezzettata e le foglie di aglio orsino a rosolare con 3 cucchiai di olio di oliva
  • Aggiungere la verza tagliata a striscioline e lasciare per 4 minuti a rosolare, dopodiché aggiungere tutte le altre erbette e continuare a rosolare per altri 5 minuti.
  • Sbattere le uova con 100 g di parmigiano, la noce moscata, il latte per ultimo se volete aggiungete il prosciutto ( di solito faccio questa torta salata il Venerdì di Pasqua ( essendo vigilia non lo metto).
  • Foderare con la sfoglia una pirofila bucherellare il fondo con una forchetta, mettere sopra il misto di erbe preparato precedentemente, spolverare con abbondante parmigiano grattugiato, mettere in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 10 minuti.
  • togliere dal forno, aggiungere l’impasto d’uovo coprire con la sfoglia abbondante dei bordi, mettere ancora abbondante parmigiano.
  • Rimettere in forno e cuocere ancora per 25- 30 minuti, la sfoglia deve risultare croccante e nocciola.

 

2015-04-02 13.44.272015-04-02 14.09.012015-04-02 13.50.31

2015-04-02 14.11.372015-04-02 12.43.47

Ricetta

Vellutata di lenticchie verdi

foglie di primula, tarassaco, ombrellino pugliese

                                                 2015-03-11 17.03.262015-03-28 21.11.06

ingredienti:

250 g di lenticchie verdi di Norcia

1 l di acqua

2 patate piccole

1 cipolla bianca

1 piccolo mazzetto di foglie giovani di primula

30 g di ombrellino pugliese

100 g di tarassaco

100 g di parietaria

un ciuffo di alliaria

noce moscata

parmigiano reggiano

sale e pepe

salvia 1 rametto di rosmarino

come fare:

  • Cucinare le lenticchie con 1/2 cipolla a pezzetti, salvia e rosmarino 1 pizzico di sale.
  • In una padella mettere aglio orsino con l’altra 1/2 cipolla, le patate a pezzetti fare rosolare in un poca acqua per circa 10 minuti.
  • Aggiungere tutte le erbe e continuare a cuocere il tutto per altri 15 minuti.
  • Lasciare raffreddare aggiungere noce moscata e pepe, frullare il tutto
  • Decorare con qualche rametto di ombrellino pugliese e qualche primula.

2015-03-28 21.08.580mbrellino pugliese2015-03-28 21.11.12alliaria

Auguri per una Serena Pasqua!             

 

 

Per le tue vacanze in Toscana clicca su:

Best Of Tuscany

 

2014-12-29 14.15.05

Buona Pasqua Dani!

 

 

 

 

 

 

 

Brainisntafterthought

HER YENİ GÜN YENİ BİR SEN OL

WilliWash

A Magazine That Delves Into All Things LIFE.

La poesia porta lontano - Poetry goes far away - 🇮🇹

Marco Vasselli's blog from 2006 - Powered by Sabina , Laura Lena Forgia, Alexis Ghidoni , Anna Guarraia, Carlo Gori ♥ Undicesimo anno ♥

Nosce Sauton

"Tu mi dai consigli?" potresti dire. "Li hai già dati a te stesso, ti sei corretto? Perciò ti dedichi a correggere gli altri?" No, non sono così impudente da volere assumermi, io malato, la cura del prossimo; ma come se mi trovassi nel medesimo ospedale, ti parlo della comune malattia e divido con te le medicine. Perciò ascoltami come se parlassi con me stesso.

Chiara Monique

Official Blog

loshame.wordpress.com/

Fashion Blogger

AMERICA ON COFFEE

Americans' daily coffee ritual.....

VALENTINE MOONRISE

Parole di una sconosciuta