Posts Tagged ‘fatto in casa’

24 GIUGNO…la Magica notte di San Giovanni


 

24 Giugno  la luna sopra di me…è magica

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Nei secoli si affermò la credenza che le noci acquistassero valenza magica se raccolte nella notte di San Giovanni il 24 Giugno..
Le mie noci sono pronte …come ogni Anno in questa giornata ho raccolto le 24 noci , giunte ad ottima maturazione, ma ancora acerbe e ho preparato il mio liquore digestivo preferito… il ” mitico Nocino”. Ancora adesso è al sole nella mia veranda…
 
 
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“Son disceso nel giardino dei noci

Per vedere i germogli della valle

Per vedere se han germinato le viti”.

(Cantico dei Cantici)
 
***

Ricetta

 

Nocino

 

” fatto in casa” 
 

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ingredienti

24 noci raccolte il 24 Giugno
1 l di alcool
350 g di zucchero
15 chiodi di garofano
5 g di china
6 g di noce moscata
6 g di calamo aromatico
come fare
  • Lavare e tagliare a pezzetti ( senza sgusciarle )le noci acerbe.
  • Tenerle in infusione con l’alcool al sole per 40 giorni.
  • Filtrare, aggiungere lo sciroppo ottenuto facendo bollire 1/2 l di acqua con lo zucchero e il resto degli ingredienti.
  • Lasciare al sole altri 20 giorni, filtrare, imbottigliare e mettere in un posto buio.
  • Dopo 2 settimane e buono da bere.

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Ricetta

“Semifreddo al Nocino”

 

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Dosi per 4 persone:

500 g di panna

100 g di zucchero

100 g di noci tritate finemente

50 g di pan di spagna o savoiardi

1 bicchierino di nocino

la buccia grattugiata di 1 arancia

1 cucchiaio di cacao in polvere

 

 

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come fare:

  • Mettete tutti gli ingredienti in una terrina e mescolateli con cura insieme ai savoiardi o al pan di spagna sbriciolato.
  • Una volta ottenuto un morbido composto, versatelo in uno stampo di alluminio da cake e mettetelo nel congelatore
  • Il giorno successivo potete servire il semifreddo tagLiandolo a fette , con sopra ogni fetta 1 noce sminuzzata e 1 cucchiaino di nocino.
  • Risultato; avrete  un ottimo “dolce digestivo”.

 

Curiosità

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Curiosità

Si dice che il noce sia “l’albero delle streghe” perché nella stagione invernale i sui rami privi di foglie, assomigliano ai capelli delle fattucchiere. Ma non è l’unica credenza che accosta il maestoso e solitario albero al mondo dell’ambiguo e del mistero, i popoli del nord Europa, per esempio attribuivano alla noce significati tenebrosi e notturni. E non a caso questa pianta veniva scelta da streghe e stregoni per celebrare il sabba infernale, l’omaggio a Lucifero, signore delle potenze malefiche che secondo alcuni si svolgeva una volta all’anno nella notte tra il 30 Aprile e il primo Maggio. (notte che rievoca per 2 volte Goethe nel suo “Faust”e secondo altri tutti i Sabati, come sembrerebbe confermare il nome Sabba.
Con le invasioni barbariche questa tradizione si diffuse anche in Italia, dove assunse forme e tradizioni diverse: fra tutte la più celebre legata ad un Nocio di Benevento.

Le prime testimonianze risalgono al XVI secolo. Si narrava che le streghe arrivassero qui in volo da luoghi spesso lontani formulando queste parole:

“unguento unguento mandame alla noce de benevento supra acqua et supra vento et supra omne maltempo”.

Vi sono molte testimonianze di verbali ai processi contro le streghe e pare anche una predica di San Bernardino da Siena. Infine, la conclusione circa il culto del noce di Benevento può ragionevolmente collegarsi ad un culto di stampo sacrale: gli oggetti posti sull’albero si credevano posti sotto un alone sacro e a volte potevano svolgere la funzione di ex-voto. Si tratta di una tradizione simbolica che affonda le sue origini in epoca greco-romana, ma anche gli egizi e gli etruschi ne fecero uso, e che ha mantenuto la sua forza attraversando anche il folklore popolare e giungendo alla cristianità.

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Un po’ di Storia: I suoi frutti per forma e contenuto , hanno la stessa forma dei testicoli e della testa umana, sembra che fossero indicati a curare le malattie della mente  e dell’amore. Così grazie al valore simbolico e all’eccezionale potere corroborante alle noci si riconoscevano virtù afrodisiache. Da Plinio il vecchio sappiamo che le noci erano l’emblema della stabilità nel matrimonio e da Virgilio apprendiamo che non mancavano mai ad un banchetto nunziale, (così come lui stesso attesta ” prepara nuove fiaccole, ti si conduce la sposa: spargi o marito le noci”). E grazie a Servio grammatico latino, vissuto nel IV secolo dopo Cristo che siamo informati  sui motivi per cui esse venivano lanciate in aria e offerte durante le cerimonie nunziali (come oggi noi facciamo con il riso e confetti). Dedicate a Giove , perciò definite ” cibo degli Dei” venivavano gettate per ottenere gli auspici di Giove, che ne era il protettore, poi il crocchiare dei frutti gettati serviva a coprire  le grida della sposa, di cui si simulava il rapimento, e infine per sollecitarne le supposte proprietà afrodisiache.le sue proprietà

 Oggi a questo frutto oleoso ricco di grassi, calcio, ferro e sali minerali, vengono riconosciute molte qualità. Tonico del sistema nervoso, antisettico ed emolliente per la pelle, colorante per i capelli e abbronzanti.Chi sa utilizzare bene le noci ha una marcia in più nella salute.

 

 

il vero amore può nascondersi, confondersi, ma non può perdersi mai. Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai.

Francesco De Gregori, Sempre e per sempre

*

  
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AMORE e ancora AMORE…una serata tra amici, riflessioni…dolcetti e Vinsanto


Non ho tempo per odiare chi mi odia.. sono molto impegnato ad

amare chi mi ama..

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“Una Serata tra Amici”

riflessioni di Nonsolononna

bevanda glaciale calda

 45 anni… tempo di bilanci

” Mancano pochi giorni a San Valentino non avrò accanto nessuna con cui festeggiarlo. Da tanto tempo non accade e non…accadrà adesso che ho compiuto 45 anni. Eppure non voglio restare solo, e per reagire ho deciso di scrivere una,
” Lettera ad una sconosciuta”, è la prima che scrivo, mai prima di adesso ho scritto una lettera e mai ne ho ricevute, oggi ho deciso di rimediare scrivendo ad una lettrice senza nome”
 

“Lettera d’ Amore ad una sconosciuta” 

” Non ti conosco ma sei nel mio cuore come attesa, attesa d’amore.
Sapessi quanto ti ho cercata e quanto ti ho sognata.
Saprò riconoscerti quando verrai  e sarà possibile se mi aiuterai.
Ci restano ancora tanti anni da vivere insieme ed è con te che vorrei condividere la mia vita, nella gioia nel dolore, in salute, in malattia…
Sarà una storia bellissima, vedrai.
Non ci lasceremo mai.
La mattina ci scopriremo vicini guardandoci negli occhi, con la testa sui cuscini, e quando saremo lontani ci penseremo a vicenda, dialogando in silenzio, condividendo la musica delle parole e il colore delle figure.
Aiutami ti prego a scoprirti ed ad Amarti.
Vieni accanto a me, stiamo vicini, mettiamo all’unisono il battito del nostro cuore, ora e per sempre Amore”.
mi chiedo…
Quante possibilità ci sono di incontrare una donna che condivida la sensibilità e il romanticismo del mio amico Pedro?
( cosa ne pensate?) 

*** 

 

Biscotti e Vinsanto

 

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Biscotti giganti di Avena e Uvetta

 

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ingredienti per circa 15 pezzi

180 g di farina integrale

60 g di farina di avena macinata fine

60 g di zucchero di canna

1 pizzico di sale

1 cucchiaio di lievito in polvere

2 cucchiai di olio di oliva

100 g di burro

60 g di uvetta

50 g di nocciole tostate e sminuzzate

1 uovo sbattuto

(se volete potete aggiunger anche 2 cucchiai di cioccolato amaro

con 4 gocce di estratto di vaniglia)

come fare:

  • Preriscaldare il forno a 190°.
  • Imburrate diverse placche.
  • Mettete farina, avena, zucchero, nocciole, vaniglia e cioccolato,sale e lievito in una ciotola e amalgamate bene
  • Incorporate il burro e olio, fino ad ottenere un impasto che si sbriciola.
  • Unite l’uvetta, poi l’uovo e mescolate finché il composto diventa morbido.
  • Stendetelo su una superficie infarinata formando uno strato spesso 3-4 mm
  • Ritagliate con un taglia biscotti anche smerlato ma grande di circa 6-7 cm e trasferite le rondelle sulle placche.
  • Impastate gli avanzi e ripetere l”operazione fino ad ottenere circa 15 biscotti.
  • Cuoceteli in forno per 15-20 minuti finché diventano color nocciola.

Intreccio d’amore al Vinsanto

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ingredienti circa 30 pezzi

250 g di farina

1 pizzico di sale

120 g di fruttosio

100 g di mandorle polverizzate

180 g di burro a pezzetti

2 cucchiai di olio di oliva

3 tuorli

1 bicchierino di Vinsanto

qualche goccia di essenza di mandorle.

sale rosa  grosso

 come fare:

  • Setacciate la farina e sale in una ciotola, mescolatevi zucchero e mandorle polverizzate
  • Formate una fontanella al centro.
  • Mettete burro, tuorli, olio do oliva, essenza di mandorle. vinsanto
  • Delicatamente con la punta delle dita impastare e incorporare gradualmente la farina e le mandorle polverizzate, fino ad ottenere una pasta morbida e omogenea.
  • Avvolgetela nella pellicola trasparente e mettete in frigo per 30 minuti.
  • Preriscaldare il forno a 180°C.
  • Dividete la pasta in pezzi grandi quanto una noce, formate dei rotolini sottili lunghi 12,intrecciateli.
  • Mettete l’intreccio ottenuto in nelle placche da forno non imburrate.
  • Cuocete in forno per 15 minuti, finché prendono leggermente colore, spolverizzare con sale grosso rosa.

” Cuori ai frutti della passione”

Ingredienti per circa 20 pezzi

per la pasta:

120 g di burro

50 g di zucchero grezzo finissimo

1 uovo sbattuto

qualche goccia di essenza di vaniglia

220 g di farina semigrezza

30 g di farina gialla

1/2 cucchiaio di lievito in polvere

1 pizzico di sale

come fare:

  • Preriscaldare il forno a 180°, imburrate le placche da forno
  • In una terrina lavorare burro e zucchero finché diventano cremosi.
  • Unite l’uovo poco alla volta, l’essenza di vaniglia quindi, attraverso un setaccio, gli altri ingredienti, amalgamateli con un cucchiaio di legno, poi lavorateli a mano fino a ottenere una pasta morbida.
  • Stendetela su una superficie infarinata finché avrete una sfoglia spessa 3mm.
  • Ritagliate la pasta usando una forma a cuore.
  • Trasferite i cuori nelle placche e cuocete in forno per 15 minuti.

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per farcire:

60 g di burro

120 g di zucchero al velo setacciato

1 tuorlo

qualche goccia di essenza di vaniglia

come fare:

  • Tagliare i frutti della passione a metà e spolpateli con 1 cucchiaino.
  • Passate la polpa in un colino di nailon a trama fitta, facendo pressione con il dorso di un cucchiaio: otterrete circa 8 cucchiai di succo
  • Lavorate burro e zucchero al velo in una ciotola fino ad avere un composto cremoso.
  • Poi aggiungere il succo dei frutti poco alla volta, mescolando.
  • Farcire i cuoricini con questa crema formando dei piccoli sandwich.

 

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Ci siamo incontrati perché doveva succedere, e anche se non fosse stato quel giorno,
prima o poi ci saremmo sicuramente, incontrati da qualche altra parte…”
(Haruki Murakami, Norwegian Wood)

 

Christmas homemade…26 Dicembre la CROSTATA DECORATA con Stelle,Slitte & babbo natale


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“E l’amore guardò il tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno. Finse di morire per un giorno, e di rifiorire alla sera, senza leggi da rispettare. Si addormentò in un angolo di cuore per un tempo che non esisteva. Fuggì senza allontanarsi, ritornò senza essere partito, il tempo moriva e lui restava…”


(Luigi Pirandello)

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Ricetta

Marmellata di Sorbe

Corbezzoli e Mele Annurca

ingredienti

300 g di sorbe

300 g di corbezzoli

300 g di fruttosio

5 mele annurca

2 stecche di vaniglia

1 l di acqua

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come fare:

  • lavare sorbe, metterle a bollire con il litro di acqua
  • aggiungere la meta zucchero e la stecca di vaniglia
  • lasciare bollire per circa 40 minuti a fuoco basso
  • fare la stessa cosa con i corbezzoli
  • passare poi nello schiacciapatate le sorbe riuscirete così a separare la polpa dalle bucce e noccioli.
  • passare i corbezzoli al setaccio premendo forte per togliere così i piccoli semi
  • Unire le due marmellate in modo da formarne una unica.

Ricetta

Sfogliata leggera con marmellata di sorbe

corbezzoli e mirtilli

 

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ingredienti

pasta sfoglia cm 24 rotonda

pasta sfoglia quadrata da usare per le figure

vari stampini con figure

oppure disegnarli su cartoncino e poi intagliati  su pasta sfoglia

1 vasetto di marmellata di sorbe e corbezzoli

150 g di pistacchi sminuzzati o interi come preferite

 

come fare:

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è stato bello…

invitarmi fuori a bere una coppa di bollicine in un bel posto in riva al lago

 

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E’ PRIMAVERA, colazione in giardino con dolce alle mele & colomba…e cappuccino


 Quando ci sentiamo affranti e deboli,

tutto ciò che dobbiamo fare è

aspettare. La primavera torna,

le nevi dell’inverno si sciolgono

e la loro acqua ci infonde nuova

energia.

Paulo Coelho.

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Colomba e uova di cioccolata avanzati, si possono riutilizzare e farne nuovi e deliziosi dolci.

Proprio cosi…finita la Pasqua come ogni anno mi avanzano sia uova di cioccolata che colombe, possono entrambi diventare dolci” 2 volte”, questa torta  “riciclo di avanzi” Pasquali, è quella che preferisco…ai golosi della mia famiglia piace molto, confesso che finite le colombe avanzate per fare il bis e tris sono andata a comprare anche quelle che adesso si possono trovare a metà prezzo di marche non famose,  ottime quelle in vendita nei negozi di alimenti naturali BIO senza conservanti e additivi.

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 “Torta di mele  esotica”

con colomba ai canditi

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Ingredienti

200 g di colomba
2 uova
150 ml di latte
80 g di zucchero
1–2 mele BIO con la buccia

50 g cioccolata amara a pezzetti

semi di una stecca di vaniglia

4  frutti della passione

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preparazione

  • Imburrate e infarinate una teglia di 20 cm di diametro.
  • Tagliate la colomba in fette spesse 2 centimetri e disponetele nella teglia una accanto all’altra, senza lasciare spazi, in modo da foderare bene il fondo della teglia.
  • In una terrina a parte, sbattete le uova intere con lo zucchero fino a ottenere un composto spumoso.
  • Aggiungete il latte a filo continuando a sbattere,
  • Versate il composto sulle fette di colomba, avendo cura di bagnarle in modo uniforme.
  • Lavate le mele, sbucciatele, tagliatele  a metà, eliminate il torsolo e il picciolo e poi fatele a fettine sottili.
  • Ricoprite la superficie con le mele, spolverizzate la torta con un cucchiaio di zucchero di canna e un pizzico di cannella.
  • Infornate a 180 gradi per 10- 15 minuti
  • Nel frattempo preparate un composto con 1 bicchiere di latte, i semi di una stecca di vaniglia, la polpa dei frutti della passione, i pezzetti mini di cioccolata frantumata,  amalgamare bene.
  • Togliere la torta dal forno, versare il composto appena preparato e rimettere in forno per altri 15-20 minuti, la torta è pronta quando le mele prenderanno il classico colore nocciola e la cioccolata si sarà completamente sciolta.
  • Lasciate raffreddare il dolce prima di ­servirlo, spolverizzarlo con zucchero vanigliato.

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Una dolce giornata di Primavera sul Lago…

uno stupendo mazzo di rose per il mio ritorno…

 ***

Un’espresso di cultura…mattina di Marzo alle “GIUBBE ROSSE”


Una proposta di lettura dell’amico bloggerLM libri in metrò

 

L’aria di metà marzo è ancora fresca ma inizia  a trasparire quel filo di calore che porta alle mille novità della primavera che sta lentamente ma efficacemente sconfiggendo il Generale Inverno…Mi sembra una giornata piena di potenzialità in cui molte cose possono succedere, belle o brutte.

E so che va bene così, deve andare bene così.

dal libro

“il Valzer degli Addii”

Milan Kundera

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In una tarda mattina di una giornata di sole, fredda…ma azzurra all’inizio di Marzo entro nel Caffè Giubbe Rosse di Firenze, si trova a pochi passi dalla famosa Pasticceria Gilli. Mi siedo ad un tavolo, all’angolo in fondo al locale, dietro alle mie spalle un’antico specchio riflette l’intellettualità dell’epoca. Ordino un caffè, espresso…naturalmente, quello classico servito nella tazzina bianca di ceramica, bollente da ustionare le labbra, lo sorseggio lentamente immersa nel suggestivo scenario delle pareti traboccanti di quadri, opere d’arte, fotografie, premi, segni di un tempio della cultura italiana e non solo…

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Non mi passa inosservata una tazzina moderna, ” una tazzina in vetro”  che di normale espresso no ha proprio niente, ha un look Glamour…ma comunque bella, anche le Giubbe Rosse si è adeguato ai tempi moderni.

 

 Ricetta

” Il mio Caffè Glamour”

Caffè semifreddo alla vaniglia

crema di latte caramello

 

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per 1 bicchiere

2 caffè espresso lungo

1 pallina di gelato alla vaniglia

3 cucchiai di schiuma di latte

2 cucchiai di caramello liquido.

***

Preparare la schiuma di latte, aggiungere il caramello liquido e tenere il composto da parte.

Poi preparare i due caffè in una tazza grande, quindi versateli in un bicchiere freddo.

Aggiungere subito la pallina di gelato alla vaniglia, ricoprite con schiuma di latte al caramello

***

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Oggi è una giornata che uno potrebbe sedersi fuori sotto il sole, dove dai tavolini si vede il paesaggio a specchio di Piazza della Repubblica. Sono tanti i turisti qui a Firenze, ed è quasi impossibile non fare una sosta ai tavolini delle “Giubbe Rosse”, per rilassarsi dopo avere inseguito le tracce Dantesche dell’inferno o quelle di Dan Brown tra il Duomo, Piazza delle Signoria e gli Uffizi.

Le Giubbe Rosse è uno dei caffè più storici D’ Italia, il suo nome non ha niente in comune con le mitiche giacche dei poliziotti canadesi, ma dalle giacche scarlatte che i camerieri indossano dal 1910. Il locale venne aperto nel 1896 con il nome Caffè -Birreria fratelli Reimnghaus, di origine tedesca. E siccome i Fiorentini avevano difficoltà a pronunciarlo nel 1910 il nuovo proprietario lo cambiò in “Giubbe Rosse“.

  Ricetta 

Il classico pasticcino

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 ” Fiorentine” 

“fatto in casa”

***

60 g di burro

90 ml di panna

90 g di zucchero di canna

la scorza di un grosso limone grattugiata

2 cucchiai di succo di limone

60 g di farina setacciata

90 g di mandorle sbollentate, sbucciate e filettate

90 g di scorze di agrumi candite tritate

60 g di ciliegie candite tritate

30 g di uvetta

30 g di albicocche secche tritate

30 g di angelica candita tritata

180 g di cioccolato fondente tritato

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 come fare:

  • Preriscaldare il forno a 180°, ungere diverse placche da forno e foderatele con carta oleata.
  • Mettete burro, panna e fruttosio, scorza e succo di limone n una casseruola su fiamma bassa e mescolate l’impasto finché si scioglie.
  • Togliete dal fuoco e incorporate la farina, mandorle, frutta secca e candita.
  • Con un cucchiaio distribuite l’impasto sulle placche, in piccoli mucchietti ben distanziati l’uno dall’altro.
  • Con il dorso di una forchetta immersa in acqua fredda, appiattiteli uno ad uno fino ad ottenere delle rondelle di circa 6 cm di diametro.
  • Cuocete in forno per 10-12 minuti finché i bordi iniziano a prendere colore.
  • Lasciate raffreddare nella placca per qualche minuto poi rimuovere i biscotti con una paletta e trasferiteli sulla griglia a seccare completamente.
  • Sciogliere il cioccolato a bagnomaria, senza che l’acqua raggiunga l’ebollizione.
  • Spalmate le fiorentine con il cioccolato sciolto e, usando una forchetta, decorate la superficie, con delle linee ondulate.
  • Disponete in un piatto di portata e lasciate riposare un po’ prima di servire.

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 Le pareti del locale sono avorio-rosate con tanto legno color cognac, in tinta con i bei tavolini lucidi con marmo, alcuni tondi altri quadrati, intorno a me sono appesi incorniciati tutti i giornali con notizie dell’epoca. Fino agli anni 50 le Giubbe Rosse era un cenacolo di letterati, sono nate qui le riviste” Solaria” e ” Campo di Marte”, tra gli ospiti illustri c’erano premi Nobel della Letteratura come Montale e Quasimodo, sono passati di qui anche gli intellettuali e scrittori di tutto il mondo da Lenin ad Andrè Gide fino al fotografo Henri Cartier- Bresson.

 Ricetta

Caffè freddo decaffeinato

con panna & cioccolato

per 1 bicchiere

1 caffè decaffeinato

2 cucchiaini di sciroppo di zucchero di canna

1 pallina di gelato al caffè

panna montata a piacere

scaglie di cioccolato o cacao in polvere

***

Preparare il caffè in una tazza, aggiungere lo sciroppo di zucchero di canna e lasciare raffreddare.

Mettere una pallina di gelato al caffè in una tazzina di vetro

Versare il caffè sul gelato

Coprire con panna montata.

Cospargere a piacere con scaglie di cioccolato o con cacao

 ***

 

Il mio sguardo cade sul bancone di legno sempre color cognac è questa la parte più viva del locale, dove nascono le discussioni tra gli habitué, una volta qui si citava Montale, adesso in mezzo a tanta storia ci sono le discussioni: ” Oggi la fiorentina ha perso” o “meno male che c’è Renzi”.

Ma le ” Giubbe Rosse”, non ha comunque perso il “fascino traboccante” di ricordi dell’epoca passata:

dove bere un’espresso o un cappuccino…rimane  un “Piacere Culturale”.

 

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A PRANZO con CHAGALL…mostra e ricette post 2


Finalmente è arrivata …

così tutto può volare

 

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La mostra di Milano dedicata a Chagall , una grande retrospettiva aperta al pubblico già dal il 17 settembre

è possibile vederla fino  al 1° Febbraio.

E’ La più importante degli ultimi 50 anni, in contemporanea con il Museo Diocesiano, dove si potranno vedere 22 schizzi inediti del “messaggio biblico di Chagall”.  si tratta di piccole ma dense opere, più spontanee di quelle conosciute e sembrano riflettere l’ inquietudine dell’epoca, rimettendo la storia al centro dell’attenzione.Sono note le “gouache” preparatorie per la Bibbia, presenti nel Museo di Nizza consacrato al pittore e donate dallo stesso Chagall allo Stato Francese. 

Questi in mostra a Milano sono inediti  finiti in una collezione non ancora identificata.

Con questi Chagall intese costruire con la sua arte un ponte tra i tempi, cercando nel mondo biblico quanto mancava al 900.

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Hazan-Brunet responsabile della Sezione di Arte Contemporanea nel Museo Ebraico di Parigi dice.

Chagall ha trasformato artisticamente la parola, ha interrogato, entrando e scovando nelle letture e nella spiritualità che la Bibbia racchiude. Il testo rivelato passò per la lingua yiddish, desiderava prendere dalla storia del popolo di Dio, l’energia necessaria per dare senso a un’epoca che aveva smarrito quasi tutto”.

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Stamattina guardando nella mia vecchia libreria, ho ritrovato un libro di 45 anni fa, (costo 1500 lire), lo apro e tra mio grande stupore ho scoperto” la rarità” di una delle poche interviste fatte a Chagall, (e cosa nota quanto Chagall non amasse farsi intervistare). L’intervista è stata fatta nella sua casa  a Saint Paul de Vence, da” Bucci”, noto critico e scrittore, nato e vissuto ad Arezzo, morto qualche anno fa.

“Gli olivi di Vence”

Una giornata con Chagall…

continua…dal post 1

 Poi finalmente è entrato, saltellante, leggero, di piccole dimensioni, con un corpo ancora agilissimo e dai movimenti delicati, armonici, quasi di danza, come sostegno di un viso puntuto, gotico, una maschera galleggiante sui gesti delle braccia. Una maschera mobilissima, ma di una mobilità differente da quella del corpo, o almeno non sincronizzata con quello, un pò come di burattino da tetro di pupi.Ti senti quegli occhi aguzzi e chiarissimi, di cristallo trasparente, fissi sopra di te, indagatori; due tagli obliqui divaricati, divisi dalla linea falcata del naso, adunco, rostrato, sopra una bocca serrata, perfettamente a V, che si increspa e si piega in un umanissimo, dolce sorriso o in un’amara scettica quasi diabolica critica  da antico etrusco; una ctitica e  una malizia che gli occhi di tanto in tanto contraddicono con quel loro straordinario, infantile candore. Gli occhi di un bambino, stupito, curioso, commosso, divertito, incastrati su di una maschera antica di terracotta, decorata e scritta da un’alfabeto di piccole rughe. E come sottofondo gli sbuffi setosi, leggeri, trasparenti dei capelli bianchi, quasi un’areola di zucchero filato. 
Era lo Chagall del ’18, ma non si direbbe per niente  cambiato, soprattutto per niente invecchiato. Il primo nome che viene in mente nel vederlo è quello di Charlie Chaplin. Come lui si muove con eleganza, con delicatezza e insieme con una  fantasia da clown; come lui è piccolo e leggero, proporzionato, suadente e dolce, e al tempo stesso preciso e acuto come una lama, come lui soprattutto è un ebreo raffinato, e questo si legge in tutta la sua persona. In ogni suo movimento. Più che spostarsi plana da un angolo all’altro della grande sala, simile spazio di un quadro. Studia me che lo studio, mentre il fotografo che è con me ci studia entrambi; e si diverte. Il fotografo e io guardiamo incantati le sue mani, delle mani inquiete e palpitanti come ali di farfalla, continuamente impegnate a costruire il linguaggio dei gesti fino a quello della nostre voci, come un commento e un contrappunto, che ci riporta ancora alla danza e alla musica. E’ soprattutto attore, e mimo inarrivabile, proprio come Charlot; e in più è Russo, orientale, con una possibilità infinita di mutazioni di gesti e di espressioni, una qualità di mimesi che sa di magia.
Sulle pareti guardavo il mercante di bestiame, i violinisti, gli orologi le capre nate negli anni eroici dal 12 al 23, tra le pareti sporche e grigie di un atelier parigino;nella confusione di una stanza alla Ruche fra colori e oggetti della vita di allora…
 
Continuerà… nel post 3
 

A pranzo con Chagall…

 

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 “Pan Carrè al basilico e pastis

” fatto in casa”

il suo pane preferito

PANE AL BASILICO

1/2  kg di farina “0”

½ bouquet di basilico, ­tagliato finemente

100 g di acqua

100 g di pastis

100 g di latte

10 g di sale

20 g di zucchero

20 g di lievito di birra

70 g di burro morbidissimo

come fare:

  • Sciogliere il lievito nell’acqua, pastis e latte tiepidi.
  • unire la farina setacciata, lo zucchero e il sale e lavorare bene l’impasto.
  • per ultimo unire il burro morbidissimo e il basilico, e lavorare ancora molto bene, l’impasto con forza, finché non si staccherà dalle mani.
  • Lasciare lievitare per 1 ora in una ciotola coperta, passare prima sopra all’impasto l’olio di oliva e poi chiudere con la pellicola per alimenti la ciotola.
  • Imburrare lo stampo, mettere l’impasto dentro (senza rimpastarlo) e dargli la forma dello stampo stesso.
  • Fare lievitare ancora per 40 minuti.
  • Cuocere a 200° per 40 minuti nella parte bassa del forno, in modo che il calore arrivi dal basso.

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BASTA PANETTONE?… facciamo dei muffins & Tortini al caffè


Il Dolce di Natale per me non può che essere

il Panettone…che però  mi avanza sempre

 

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trovo sempre il modo di riutilizzarlo, facendone dei deliziosi dessert… 

 

ecco le mie ricette…

” Muffins al Panettone”

 

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  1. Come prima cosa fate a piccoli pezzetti il panettone
  2. In una ciotola, poi, setacciate 400 g di farina( a voi la scelta, io ho utilizzato sia la farina integrale, che la bianca), una bustina di lievito per dolci, mezzo cucchiaino di bicarbonato e un pizzico di sale
  3. In una seconda ciotola sbattete con l’aiuto di fruste elettriche 190 g di burro e 200 g di zucchero, fino ad ottenere una crema, poi aggiungere 3 uova e la farina mescolata agli altri ingredienti e 200 ml di latte, continuando a montare.
  4. Una volta amalgamati tutti gli ingredienti, aggiungere la scorza grattugiata di un’ arancia e il panettone fatto a piccoli pezzetti, io ho aggiunto anche mirtilli.
  5. Mescolare con cura tutto con l’aiuto di una spatola.
  6. Mettere il composto in una sac- à-poche, preparare uno stampo da muffins con pirottini e riempiteli fino al bordo.
  7. Ponete lo stampo in forno già caldo a 180° per 25 minuti, e una volta sfornati uno spruzzo di zucchero a velo.

Tortino di panettone al caffè

per 4 persone

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 preparare lo stampino…è la cosa più difficile!

spesso si rompe

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60 g di burro

9 cucchiai di melata

250 g di biscotti d’avena

  • Fate sciogliere il burro e la melata in un pentolino e unitevi i biscotti sbriciolati.
  • Suddividete in 4 stampi di media grandezza oppure in 8 piccoli,
  • Mettete la pellicola trasparente e schiacciate sul fondo e sulle pareti il composto di biscotti-melata e burro.

per il ripieno

  • Prendete 300 g di panettone e affettatelo in modo da ottenere piccole fettine quadrate della grandezza di 4 stampi individuali.
  • Spruzzate le fette con un poco di Rum o Vinsanto a piacere.
  • Mescolate 400 g di panna con 4 cucchiaini di caffè solubile e 2 di zucchero a velo, quindi montateli.
  • Negli stampi individuali precedentemente preparati, alternate fette di panettone con la panna montata.
  • Mettete nel frigorifero fino al momento di servire, rovesciate nei piatti di portate togliete la pellicola trasparente.
  • Se volete spolverizzate con cacao e granella di nocciole, fiocchi di panna e chicchi di caffè.

 

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questo ultimo dessert, è carino servito anche in una tazzina da caffè particolare… in ceramica o vetro trasparente, evitando così di mettere prima la pellicola

 

io e te…i NOSTRI magici momenti…

Doduck

Lo stagismo è il primo passo per la conquista del mondo.

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