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Soufflè di Primavera…con 13 ERBE SPONTANEE, delizioso e molto economico…


in occasione della 7 giorni di erbe selvatiche…

il mio delizioso soufflè primaverile

 

Credere

Credere
e nella natura
lasciarsi trasportare
divenire parte di essa
per assaporare
l’altro
quel che è celato
agli occhi
e visibile al cuore.
 Poesia  dal blog  Il mio giornale di bordo 

antodesimone.wordpress.com/

 

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 In cucina con Nonsolononna e le sue… erbe selvatiche

Uno degli insegnamenti più grandi lasciatomi da mia nonna è stato di osservare con attenzione ogni erba del prato. Lei aveva vissuto con 4 figli i grandi momenti di carestia dovuti alla guerra, aveva un piccolo orto e  seguiva molto le usanze in cucina che avevano allora i conventi Francescani,  attraverso la parola di San Francesco erano abituati a lodare qualsiasi creatura vivente. Lei conosceva il nome delle erbe spontanee che crescevano nel proprio orto e intorno ai campi vicino e sapeva come servirsene, ricavandone veri e propri manicaretti.

Molte delle piante che solitamente chiamiamo infestanti, sono spesso a nostra insaputa delle” prelibatezze in cucina”, impensabile per me, che ero abituata fino a qualche anno fa a frequentare solo Supermercati o grandi negozi.

 Adesso parlerò delle loro…Proprietà Nutrizionali.

Le erbe spontanee sono un’ottimo antiossidante naturale che neutralizza i radicali liberi, preservando le nostre cellule dall’invecchiamento precoce e da svariate patologie come la gotta e lo scorbuto, contengono elevate concentrazioni di sali minerali, calcio, ferro, magnesio e potassio e soprattutto vitamine A, C, E, acido folico, riboflavina e contenuto maggiore di fibre rispetto agli altri ortaggi coltivati. In queste erbe sono quasi assenti i lipidi e i carboidrati.

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Soufflé di Primavera alle 13 erbe spontanee

questa  ricetta è stata elaborata da me…è un’insieme di tante piccole  ricette tra le più antiche  della cucina tradizionale popolare.
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Ingredienti

12 erbe spontanee

2 cuori di carciofi

2 finocchi  tagliati a fettine fini

4 fili di erba cipollina spontanea compresa di bulbo

6 uova bio

1/2 bicchiere panna magra bio

1/2 bicchiere di latte

4 cucchiai di olio extra vergine di oliva

20 g di pecorino stagionato

30 g di parmigiano grattugiato

noce moscata

sale e pepe

1 noce di burro

Quali erbe raccogliere:

Le prime 4 erbe spontanee raccolte(partendo dall’alto del vassoio) sono:

Tarassaco-Foglie di PrimulaCimette di AparinaTimo Selvatico

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Le seconde 4 erbe spontanee raccolte(partendo dall’alto del vassoio) sono:

Cimette selvatiche di rapaOmbrellino pugliese Bocci di radicchio selvaticoCarota Selvatica

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Le terze 4 erbe spontanee raccolte(partendo dall’alto del vassoio) sono:

Asparago Selvatico- Melissa- Foglie di finocchio– Piantaggine
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ho poi aggiunto 2 cuori di carciofi e 2 finocchi a fettine… un vero piatto ricco di Salute e di Primavera
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come fare:
  1. Pulire con abbondante acqua le 13 erbe, e lessare brevemente a vapore,( così rimarranno integre le proprietà nutrizionali), tutte le 12 erbe escluso l’erba cipollina.
  2. Tagliare a fettine sia i carciofi che i finocchi, cuocerli leggermente a vapore.
  3. In una padella mettere 4 cucchiai di olio, i 4 bulbi di erba cipollina tagliata a pezzetti e le foglie sminuzzate.
  4. Aggiungere le erbe lessate a vapore, i carciofi e i finocchi e saltare per 5 minuti aggiungendo 3 cucchiai di acqua e 2 di olio di oliva.
  5. In una terrina sbattere 6 uova, solo tuorli con 1/2 bicchiere di latte e 1/2 bicchiere di panna magra, noce moscata, sale e pepe, abbondante parmigiano con 30 g di pecorino stagionato.
  6. Aggiungere all’impasto di tuorli, quello delle erbe con finocchi e carciofi, fatte cuocere precedentemente nell’erba cipollina e olio di oliva.
  7. Sbattere a neve le 6 chiare d’uovo e aggiungerle con un lento movimento dal basso verso l’alto all’impasto di tuorli e erbe.
  8. Cospargere il fondo delle pirofile con burro e passare poi pangrattato, versarvi l’impasto e livellare bene, non devono rimanere bolle di aria.
  9. Cuocere in forno ventilato a 180° precedentemente riscaldato, per circa 35 minuti, non aprire il forno fino a cottura ultimata, altrimenti il soufflè si sgonfia.
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Conosco un luogo
che ogni giorno si riempie di sole
e tutto è rapito in quel momento.
(G. Ungaretti)
      

Credo sia questo il vero amore:

avere l’impressione di stare al centro della propria vita, non ai margini.

Nell’angolo giusto. Senza avere bisogno di sforzarsi per piacere all’altro, restare se stessi.

Katherine Pancol,

Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì

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Tutti i colori del ” GIALLO TOSCANA”… regaliamo al mondo un’impronta profumata post 3


Giallo:

il sole che splende dando colore, calore e VITA 

 

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” Lascia di quanto in quanto i sentieri battuti e inoltrati tra i boschi.Troverai certo qualcosa che non hai mai visto prima.Probabilmente si tratterà di una piccola cosa,ma non ignorarla”.

Alexander Graham Bell

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  • il giallo con il ciano e il magenta forma il tris dei colori primari ed è facilmente visibile, anche in lontananza dall’occhio umano.
  • Anche gli animali usano il giallo per farsi notare e per comunicare al contempo la propria pericolosità. Spesso il colore sgargiante è accompagnato da un colore di contrasto scuro, marrone o nero con disegni irregolari ripetuti e ben riconoscibili, così chi lo indossa sa che tutti anche coloro che non vedono bene colgono l’attenzione del segnale.
  • Il giallo è diffuso anche tra i nostri fiori, soprattutto tra i primi che spuntano in concomitanza del risveglio degli impollinatori: narcisi, forsizie, anemoni, ranuncoli, tutti i fiori che attirano gli insetti malgrado la loro visione sia molto diversa dalla nostra e da tanti altri mammiferi. Con ii loro occhi composti da cellule allungate, hanno una percezione molto diversa da noi e vedono l’ultravioletto ma non il rosso, che appare a loro come il nero.
  • Il GIALLO però la maggior parte delle volte rimane GIALLO o si trasforma soltanto in  in alcuni casi.

 

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il tarassaco fiorisce tutto l’anno 

 

 

continua dal post 2:

4) Per regalare al mondo un’impronta profumata:

 

 

Nell’immensità dei profumi Primaverili , quello del Tarassaco o ( più comunemente chiamato Dente di Leone) è certamente quello più diffuso.

 In Toscana in certi luoghi  profuma  come se fosse stata nebulizzata una dolce sostanza mielata. Il dente di Leone non cresce solo nei prati o campi concimati ma anche ai bordi della strada in mezzo ai sassi e anche in mezzo alle pietre dei piazzali e dei viali.

Questa pianta affida i sui semi a piccoli paracaduti per poi spedirli ovunque.

Questo Dente di Leone è un vero Profumiere, nel suo fiore ci sono ben 25 diverse sostanze odorose, i suoi petali emanano queste sostanze fragranze impregnando l’aria circostante e il profumo viene distribuito in un’aria molto vasta.

Con il suo profumo il Dente di Leone invia il suo messaggio agli insetti impollinatori, come le api i bombi perchè sanno che da lui troveranno molto nettare, anche se l’energia degli insetti e una cosa aggiunta visto che in realtà il Dente di Leone o Soffione è un auto-impollinatore e non avrebbe bisogno degli insetti.

Sembra quasi che il Dente di Leone con il ” suo profumo”

voglia omaggiare di questo successo la comunità più per il nostro bene che per il suo…

 

 

Quindi distribuiamo il profumo della Primavera agli…altri

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Ricetta

 

miele o gelatina di Tarassaco

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Ingredienti

500 g di fiori di tarassaco

1 litro di acqua

1,5 kg di zucchero

2 limoni

come fare

  • Raccogliere 500 g di fiori di tarassaco, solo il fiore aperto ( se si lascia la corona esterna verde, il miele avrà un colore meno intenso e meno ambrato) .
  • Mettere in una pentola capiente i fiori e farli bollire per un’ora con 1 litro di acqua.
  • A questo punto lasciare il decotto a riposare per tutta la notte, in modo che i fiori lascino proprio tutto il loro aroma.
  • Il giorno dopo filtrare i petali, strizzarli e aggiungere il succo dei 2 limoni ne esalta il gusto.
  • Fate bollire per un’oretta e un quarto circa, quando la gelatina avrà raggiunto la consistenza desiderata, travasare nei vasetti, chiudere, girare in modo che i tappi si sterilizzino e lasciare riposare in dispensa per almeno 30 giorni.
  • Dura tantissimo, perchè la percentuale di zucchero è altissima quindi non correre il rischio di andare a male.
  • Questo miele ha ampio utilizzo: si può utilizzare pper addolcire tisane, è spettacolare sui formaggi stagionati e i fiori di tarassaco hanno un potere calmante della tosse.

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Curiosità
Il nome tarassaco deriva dal greco “tarasso”= io guarisco
conosciuto fin dal sec. XV era considerato il diuretico per eccellenza. Dall’inizio del XX secolo le sue proprietà sono state rivalutate, ai diabetici si consiglia di mangiare i gambi crudi. In alcune zone della ex Jugoslavia si ottiene un vino fatto dai  fiori ( Flosculi).

 Ricetta

 

Zuppa di Tarassaco
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ingredienti

800 g di foglie di tarassaco

400 g di zucca

1 cipolla

1 carota

1 gambo di sedano

prezzemolo

rosmarino

1 spicchio di aglio

brodo vegetale

sale e pepe q.b

come fare
  • Pulire le foglie di tarassaco e lessarlo leggermente in acqua bollente.
  • In una padella soffriggere con dell’ olio la cipolla, il sedano e la carota tritati finemente,quando il soffritto sara’ pronto aggiungere il prezzemolo e il rosmarino tritati.
  • Aggiungere la polpa di zucca tagliata a dadini e il tarassaco tagliato grossolanamente, lasciare insaporire per alcuni minuti,aggiungere il brodo, regolare il sale e il pepe e completare la cottura.
  • Servire con crostini di pane abbrustolito sfregato con l’aglio.

sapete che…

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  1. Ci  sono fiori ad esempio il myosotis conosciuto come il più comune “Nontiscordadimeha una corona centrale gialla solo quando è ricco di nettare, mentre dopo essere stato visitato diventa bianco e dunque non attrattivo.
  2. Il giallo protegge anche nel caso dei funghi o nel polline, dove i pigmenti carotenoidi delle spore servono come schermo contro i raggi solari che danneggerebbero velocemente la loro fertilità.

 

La nostra Primavera…<3

 

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ed io…
M’illumino d’immenso 

 

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Crêpes Suzette in fiore…


A  Pranzo con Suzette…

Se vogliamo fare delle buone crêpes dobbiamo ascoltare Charpentier, ci consiglia di preparare la salsa con largo anticipo perchè ” come il buon vino, migliora invecchiando”, chi meglio del loro inventore puô permettersi di dare consigli su come preparare le celebri crêpes?.

La leggenda vuole che quattordicenne, il famoso chef lavorasse per il Cafê de Paris di Monte Carlo dove il 31 Dicembre del 1886 il futuro Edoardo VII si presentò accompagnato da un nutrito seguito. Charpentier era intento a preparare le crèpes che il principe aveva ordinato, fece maldestramente cadere nella padella troppi liquori che presero fuoco. Costretto a trovare una rapida soluzione, il cuoco assaggiò…il risultato; poiché era delizioso decise di giocare d’azzardo con il palato di sua altezza. A Edoardo piacquero così tanto che chiese il bis e soprattutto il nome di quella nuova prelibatezza. “Crêpes Principesse” risposero dalla cucina ma dall’alto della sua galanteria il Principe del Galles chiese che il dolce vvenisse dedicato a Suzette, la giovane figlia di un amico che stava pranzando con loro. Amica o cortigiana?, di Suzette si sa poco, ben di più si sa invece sulla ricompensa che Charpentier ricevette per aver creato il piatto: un anello, un panama e un bastone da passeggio.

 Crêpes Suzette

alla marmellata di arance amare Bio

di RIGONI di ASIAGO

 

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ingredienti per 4 persone

per la crepe

150 g di farina di farro

100 g di farina 00 macinata a pietra

1/4 l di latte

3 uova

fiori

sambuco

veccia

tarassaco

acacia

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per il ripieno

marmellata di arance amare BIO

 di RIGONI di ASIAGO

succo di sambuco

zucchero di canna

panna dolce liquida

fragole

mela rossa grattugiata

fiori di sambuco

Scorze

3 arance

3 cucchiai di marmellata di arance amare BIO

 di RIGONI di ASIAGO

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 preparazione della crepe

  • In una terrina disponete la farina a fontana, versate il latte, le uova, e 2 pizzichi di sale.
  • Mescolare il tutto fino a ottenere una pasta liscia e cremosa.
  • Lasciare riposare 3 ore in frigorifero.
  •  Togliere dal frigo e aggiungere all’impasto i fiori di tarassaco, veccia, acacia e sambuco.

Preparazione delle scorze

  • Lavare le arance e prelevare le scorze con un coltellino.
  • Tagliatele a listarelle e sbollentatele nell’acqua bollente.
  • Spegnete il fuoco, lasciatele raffreddare e scolatele.
  • Mettete le scorze in una casseruola con 4 cucchiai di arance amare BIO di Rigoni di Asiago, 2 cucchiai di orange brandy e cuocete a fuoco vivace.
  • Mescolate velocemente e spesso, finché il brandy non sarà evaporato.

Preparazione del ripieno rifinitura e guarnizione

  •  In una padella antiaderente, fate cuocere la crepe con un poco di burro e orange brandy. Stendetele su un piatto .
  • Grattugiate la mela, tagliate a spicchi la fragola.
  • Mettete in un casseruola 2 cucchiai di burro , 3 cucchiai di marmellata di arance amare, 1  bicchierino di succo di sambuco, 1 cucchiaio di zucchero di canna, infine mettere un bicchierino di fiori di sambuco. fate rosolare leggermente e aggiungere la frutta preparata, mescolare con cura.
  • Riempite la metà della crepe con il composto, passate sopra una spruzzata di panna liquida, sovrapponete l’altra metà.
  • Mettetele su una placca da forno una accanto all’altra, cospargetele con le scorze di arancia e posizionare in forno a temperatura 180° per 8-10 minuti.
  • Disporre le crepe su un piatto caldo e flambare con orange brandy, servire subito.
  • (Metto in forno le crêpes così posso prepararle in anticipo e flambarle prima di servire).

 

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master crepes

 

http://foodbloggers.rigonidiasiago.it/mastercreps-il-primo-divertentissimo-contest-2015/ 

BUONA PASQUA…simboli e ricette, l’acqua e… le erbe amare post 3


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 Simboli e Ricette…

 

L’ Acqua: è l’elemento che disseta, rinfresca, rinnova ma soprattutto purifica ed è il mezzo attraverso il quale si compie il Battesimo. E’ segno di Cristo, acqua viva che spegne ogni sete.

 

Erbe Amare: Piatti a base di ” erbe amare”, fanno parte del menù delle celebrazioni Pasquali, per gli ebrei in riferimento all’amarezza della schiavitù in Egitto, per noi cristiani segno del peccato, raffigurato anche nel fiele offerto a Gesù da un soldato, quando, aveva sete. 

 

 Ricetta

Crescia sfogliata di “Urbino”

alle erbe amare di campo

 

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Ingredienti

100 g di ortica

80 g di cicoria selvatica

80 g di radicchio selvatico

100 g di lattugaccio

100 g di parietaria

150 g di foglie di tarassaco

6 foglie di verza

1 cipolla di tropea

30 g di foglie di aglio orsino

200 g di parmigiano

noce moscata

4 uova

1 bicchiere di latte magro

1 pasta sfoglia

80 g di prosciutto magro tagliato a striscioline

olio extravergine di oliva

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come fare:

  •  Pulire molto bene le varie erbette, togliere i gambi più duri.
  • Mettere la cipolla spezzettata e le foglie di aglio orsino a rosolare con 3 cucchiai di olio di oliva
  • Aggiungere la verza tagliata a striscioline e lasciare per 4 minuti a rosolare, dopodiché aggiungere tutte le altre erbette e continuare a rosolare per altri 5 minuti.
  • Sbattere le uova con 100 g di parmigiano, la noce moscata, il latte per ultimo se volete aggiungete il prosciutto ( di solito faccio questa torta salata il Venerdì di Pasqua ( essendo vigilia non lo metto).
  • Foderare con la sfoglia una pirofila bucherellare il fondo con una forchetta, mettere sopra il misto di erbe preparato precedentemente, spolverare con abbondante parmigiano grattugiato, mettere in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 10 minuti.
  • togliere dal forno, aggiungere l’impasto d’uovo coprire con la sfoglia abbondante dei bordi, mettere ancora abbondante parmigiano.
  • Rimettere in forno e cuocere ancora per 25- 30 minuti, la sfoglia deve risultare croccante e nocciola.

 

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Ricetta

Vellutata di lenticchie verdi

foglie di primula, tarassaco, ombrellino pugliese

                                                 2015-03-11 17.03.262015-03-28 21.11.06

ingredienti:

250 g di lenticchie verdi di Norcia

1 l di acqua

2 patate piccole

1 cipolla bianca

1 piccolo mazzetto di foglie giovani di primula

30 g di ombrellino pugliese

100 g di tarassaco

100 g di parietaria

un ciuffo di alliaria

noce moscata

parmigiano reggiano

sale e pepe

salvia 1 rametto di rosmarino

come fare:

  • Cucinare le lenticchie con 1/2 cipolla a pezzetti, salvia e rosmarino 1 pizzico di sale.
  • In una padella mettere aglio orsino con l’altra 1/2 cipolla, le patate a pezzetti fare rosolare in un poca acqua per circa 10 minuti.
  • Aggiungere tutte le erbe e continuare a cuocere il tutto per altri 15 minuti.
  • Lasciare raffreddare aggiungere noce moscata e pepe, frullare il tutto
  • Decorare con qualche rametto di ombrellino pugliese e qualche primula.

2015-03-28 21.08.580mbrellino pugliese2015-03-28 21.11.12alliaria

Auguri per una Serena Pasqua!             

 

 

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2014-12-29 14.15.05

Buona Pasqua Dani!

 

 

 

 

 

 

 

DISINTOSSICARSI con l’ORTICA ” La Bella Dentro” le mie ricette Green post 2


 

Vedere il mondo in un granello di sabbia, e un paradiso in un

fiore selvaticotenere l’infinito nel palmo della mano e

l’eternità in un’ora.

William Blake

Erbe spontanee, nei prati intorno a me…

sta arrivando la Primavera:

comincio a raccogliere

 

Ogni stagione ci fornisce la pianta di cui abbiamo bisogno, non è un caso che la stagione importante per le ortiche sia la Primavera, periodo in cui il nostro corpo è in carenza vitaminica dopo il lungo inverno.

Le ortiche forniscono 30 volte più di vitamina C, 20 volte più di provitamina A, 14  volte più di calcio, 25 volte più di magnesio e 50 più di ferro della lattuga.

A differenza di altre piante selvatiche, l’ortica non ha bei fiori, non lascia un buon profumo ma è l’erba selvatica che io metto al primo posto nelle mie pietanze primaverili è “sorprendentemente straordinaria”.

Raccolgo le prime foglie e le aggiungo agli spinaci nella quiche, oppure nelle zuppe di asparagi tritata fresca insieme all’aglio orsino, il tocco finale nei miei piatti è con l’ortica, spesso friggo le foglie, le faccio croccanti e le aggiungo all’insalatina mista di campo e lattughino rosso.

 2013-10-10 17.41.49

 

 Le sue virtù…

In questo periodo Pre- Primaverile, è l’ingrediente principale nei miei piatti…bollita e usata come ripieno nei cannelloni o mescolata ad altre erbe e zuppe contadine.L e virtù dell’ortica son o tante: è un fortissimo rimineralizzante, combatte le emorragie( soprattutto quelle nasali dei bambini, è un ottimo astringente intestinale( utile nelle diarree) aumenta il latte alle nutrici e combatte allergie e orticaria, inoltre è ricchissima di clorofilla ed è forse l’unico rimedio control a caduta dei capelli.

2013-10-10 17.42.42burro alle ortiche

Crostini al “burro di ortica ”
con fiori malva e acciuga

150 g di burro morbido

1 cucchiaio di senape dolce

1 cucchiaio di sale marino ai fiori di malva

2 manciate di foglie di ortica

4 acciughe

come fare:

  • Lavorare il burro con la forchetta per alcuni minuti, aggiungere la senape, il sale e i fiori di malva tagliare finemente le foglioline d’ortica perfettamente asciutte, unitele al burro e servire subito con pane integrale o cracker.

  • Aggiungere sopra un pezzetto piccolo di acciuga.

  • Il burro alle ortiche va consumato immediatamente altrimenti il sapore cambia in modo sgradevole.

Ricetta

“Risotto alle 3 ortiche”


2013-06-06 18.28.04orticaortica12Borkum

 ingredienti

1 cipolla tritata

1 carota a fettine

2 costole di sedano

1 cucchiaio di burro

3 cucchiai di olio di oliva

1 l litro di acqua fredda

400 g di riso integrale

300 g di foglie tenere di ortica

3 cucchiai di falsa ortica rossa

100 g di foglie di paretaria

100 ml di vino bianco

2 cucchiai di sherry

30 ml di panna


come fare:

  • In una casseruola rosolare carota cipolla e sedano e lasciare rosolare per 4 minuti, aggiungere le 3 ortiche.
  • unire il riso e a poco a poco anche l’acqua e il vino bianco, lasciare cuocere per circa 35 minuti a fuoco basso.
  • a fine cottura aggiungere lo sherry e la panna. 

 

Ricetta

” Gnocchi di ortiche”

 asparago selvatico e pomodoro

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ingredienti per 6 persone

400 g di cimette di ortica

200 g di asparagina selvatica

150 g di pane raffermo

80 g di foglie di tarassaco

40 g di pecorino stagionato grattugiato

130 g di pecorino fresco

6 foglie di salvia

pangrattato

1/3 di litro di latte

60 g di burro

olio extra vergine di oliva

porro spezzettato

noce moscata

sale e pepe

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come fare:

  • Dopo aver pulito, lavato e cotto l’ortica e il tarassaco a vapore scolatela e tagliuzzatela.
  • In una ciotola preparare un impasto con pane sbriciolato, latte, uova, la farina, l’ortica, il pecorino frescoa dadini. Mescolate l’impasto con un mestolo di legno aggiungendo ancora farina e pangrattato(se necessario), e insaporire con noce moscata, sale e pepe.
  • Portate ad ebollizione una pentola d’acqua salata e versatevi l’impasto con un cucchiaio che bagnerete ogni volta.
  • Scolate gli gnocchi appena vengono a galla quindi conditeli con un sughetto di asparagi e pomodorini datterini, tarassaco, porro, olio extra vergine di oliva, oppure sono ottimi con burro e salvia con aggiunta di pecorino grattugiato.

 e poi al tramonto…

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io e te relax e coccole…in mezzo alla natura<3

 

 

 

 

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"Tu mi dai consigli?" potresti dire. "Li hai già dati a te stesso, ti sei corretto? Perciò ti dedichi a correggere gli altri?" No, non sono così impudente da volere assumermi, io malato, la cura del prossimo; ma come se mi trovassi nel medesimo ospedale, ti parlo della comune malattia e divido con te le medicine. Perciò ascoltami come se parlassi con me stesso.

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